Ramadan e Turismo: che fare?

Ricevo da qualche giorno molte vostre email riguardo al Ramadan con tante questioni aperte sul partire, non partire, come comportarsi e via discorrendo. A fine mese iniziero’ ovviamente a postare sul Ramadan che prenderà il via il 11 agosto per terminare nela seconda settimana di settembre. Quest’anno tocca i mesi di agosto/settembre e per altri 5 anni sarà presente nei mesi più turistici in assoluto del Marocco, problema che sta coinvolgendo il Ministero del Turismo (e i vari uffici preposti all’accoglienza dei turisti nel paese), che è in cerca di soluzioni. Vi ripropongo il post che ho pubblicato l’anno scorso che ha come fil rouge appunto il Ramadan e il turismo. Buona lettura!

Tra qualche giorno (salvo problemi di luna crescente) inizia il mese sacro del Ramadan. Da quest’anno e per cinque/sei  anni consecutivi il Ramadan toccherà i principali mesi di frequenza turistica. Cosa fare? Si deve partire? Rinunciare? Spostare, se possibile, le date?. Tasto delicato il Ramadan, che stravolge completamente i ritmi di vita di una intera popolazione con un ribaltamento totale del giorno e della notte. Purtroppo devo dirvi che non è facile, per niente facile. Capirete bene che con i 45°/50°  di agosto, il non mangiare, il non bere, il non fumare, provoca una forte dose di nervosismo nelle persone coinvolte. Il risultato è che la giornata è permeata da una corrente non proprio positiva (grrrr). Gli orari dei luoghi pubblici sono ridotti al lumicino quindi è probabile trovare, ad orari assolutamente normali, i locali chiusi. Bar, ristoranti, caffé e quant’altro, se sono gestiti da marocchini, durante il giorno sono chiusi e se per un colpo di fortuna trovate aperto, controllate i prezzi: possono anche raddoppiare.  Vi sconsiglio vivamente, se non siete seduti ad un tavolino dei sopracitati locali, mangiare, bere o fumare per strada, passeggiando o seduti su di una panchina. Non fatelo perchè se incrocerete il vostro destino con il destino di un fondamentalista (i radicali dell’Islam, riconoscibili dalla lunga barba) potreste passare qualche minuto di imbarazzo. L’anno scorso tocco’ a me, con una sigaretta, e come ricompensa ricevetti una bella sputata in faccia. Benmista!. Ad alcuni miei ospiti che camminando nel souk sorseggiarono qualche golata d’acqua non ando’ meglio. Quindi uomo avvisato….Non che tutti i marocchini siano cosi’ intolleranti ma poco ci manca, a buon intenditore ….Io ho il grande problema del lavoro e francamente gestire 6/8 persone diventa come dirigere una multinazionale in sciopero generale. Come é facilmente presumibile alle 11 del mattino il calo degli zuccheri e la disidratazione fanno la loro parte e tutto diventa insormontabile, irrangiungibile, fiabesco. Quest’anno avevo deciso di chiudere il Riad ma, considerando i tempi di vacche magre e le numerose richieste, saro’ al lavoro, preoccupato quanto basta (vale anche per il 2010 -ndr). Preoccupato perchè al mattino, diciamo verso le nove (ora papabile credo), trovare il pane fresco è un impresa titanica;  km e km nella Medina alla ricerca disperata di una panetteria che abbia sfornato qualche baguette. Stesso problema con croissants, latte fresco e quant’altro. Tutte le mattine, per un mese, é una roulette russa e vivo con l’ansia da “prima colazione” dei miei ospiti. Voi vi chiederete perchè é tutto chiuso?;  in teoria tutte le normali attività dovrebbero svolgersi “comme d’habitude“, magari con ritmi più slow, rallentati quanto basta, rispettando pero’ i canoni di una giornata “normale“. Sbagliato. Di giorno, immaginate poi con 45/50°, i più dormono o sono in uno stato di torpore assoluto, per via appunto del digiuno e del calore; dormono perchè di notte non ci sono più orari e la gente si corica dopo l’ultimo abbondante pasto dell’alba, prima che spunti il sole. Quindi, ben pasciuti (pensate che da stastiche nazionali i marocchini dopo il digiuno del Ramadan aumentano mediamente di 6 kg il loro peso, esattamente l’effetto contrario di un digiuno) se ne vanno a nanna. La parte positiva è quella antropologica. Se volete vivere e capire qualcosa in più del mondo musulmano vi consiglio vivamente, con una buona dose di pazienza e savoir-faire, di passare qualche giorno in Marocco durante il Ramadan. La gioia, l’allegria, le incongruenze, la religiosità e la grande passione, vivranno con voi in quelle interminabili notte cariche di aspettative e di phatos. Buon viaggio e tenete a mente che dai primi di agosto sarà ripristinata l’ora solare quindi si tornerà indietro di due ore rispetto all’Europa, questo per far diminuire il tempo d’attesa del tramonto, che sancisce la  rottura del digiuno (F’tour), a discapito di milioni di Dh che si risparmierebbero in corrente elettrica (con buona rabbia degli imprenditori marocchini).

Post pubblicato nel mese di agosto 2009 su My Amazighen

Una risposta a “Ramadan e Turismo: che fare?

  1. grazie, molto interessante e approfondito il tuo post. avevo qualche dubbio sulla scelta della meta per le ferie in agosto, mi sarebbe piaciuto visitare il Marocco ma ero titubante proprio sul permanere di questo tipo di mentalità diciamo ‘fondamentalista’ e sul fatto che non fossero coperte le fondamentali attività delle infrastrutture turistiche dato il ramadan. Ora mi son decisamente convinto ad optare per Granada e l’Andalusia spagnola…guarderò la costa marocchina con un binocolo a questo punto, magari sorseggiandomi una buona orzata (e senza certo il rischio che mi sputino in faccia per questo!).
    Ciao, Ilic

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