La Haidar è tornata a Layoune.

L’attivista sarahoui è finalmente a casa. Nel Sahara. E’ partita ieri sera alle 22.23 (ora locale) dall’aereoporto di Lanzarote. Un aereo con supporto medico, inviato dal governo spagnolo, ha ricondotto dopo 32 giorni l’attivista a Layoune. “La prima cosa che faro’sarà quella di abbracciare mia madre e i miei figli” ha dichiarato Aminatou in Lanzarote, poco prima di imbarcarsi, accompagnata dal suo medico personale Domingo de Guzmàn Pérez e da sua sorella Laila Haidar, arrivata alle Canarie qualche giorno prima. “Questo è un trionfo, una vittoria del Diritto Internazionale e dei Diritti Umani, della giustizia internazionale e della causa saharaoui“. Con queste parole, dette con un filo di voce, una affaticata Aminataou Haidar ha messo il punto finale alla sua rivendicazione, dopo l’entrata all’ospedale di Lanzarote, dove ha passato gli ultimi giorni. Appare affaticata, seduta sulla sua sedia a rotelle, molto debilitata ma sorridente. Avvolta in uno scialle azzurro e bianco Haidar ha dedicato alcuni minuti ai giornalisti. “Congratulazioni alla società civile, alla piattaforma, a tutti i media che ci hanno appoggiato e grazie per la vostra presenza permanente“, ha dichiarato l’attivista. Anche se questo finale era quasi scontato, tutta la giornata di ieri è stata vissuta con lanci di agenzie e rumors che non confermavano la partenza della attivista. La preoccupazione più grande era il suo stato di salute con forti conati di vomito, nausea e dolori addominali, sintomi trattati poi con successo nell’ospedale di Lanzarote. L’allegria ieri sera all’aereoporto canario era palpabile. Carmelo Ramirez, Edi Escobar, Fernando Peraita e tutti i membri della piattaforma erano visibilmente emozionati e hanno visto compiuto il sogno di Aminatou, tornare sulla sua terra e abbracciare i figli. “Questo è il trionfo della dignità di fronte alla barbarie“, ha dichiatato Peraita. Haidar torna a casa “senza condizioni e senza aver chiesto perdono“, ha ricordato Ramirez. Il Presidente della Repubblica francese ha reso pubblico ieri notte un comunicato dove dichiara che martedi’ scorso, 15 dicembre, ha ricevuto il Ministro degli Esteri marocchino, Taib Fassi Fihri, che recava un messaggio di SAR Mohammed VI. In quell’incontro Nicolas Sarkozy ha accolto la proposta del Regno di una grande e ampia autonomia per il Sahara, come auspicato tra l’altro dalle Nazioni Unite. Aspettando questa soluzione, ha dichiarato il Presidente francese, si applica in toto la legislazione marocchina che è caldamente auspicata anche dal governo spagnolo. In questo contesto Sarkozy ha richiesto al suo intelocutore che il Re del Marocco restituisse all’attivista saharaoui il suo passaporto marocchino e “la possibilità di entrare nel territorio del Regno“. Mohammed VI ha informato Sarkozy con un messaggio che “con queste condizioni Haidar puo’ rientrare in Marocco“. Il Ministro spagnolo degli Esteri e della Cooperazione ha espresso ieri la sua soddisfazione per il trovato accordo con il Marocco sull’ingresso della attivista nel Paese. L’accordo tra Spagna e Marocco è stato messo a punto con l’aiuto di Francia e Stati Uniti, ha precisato il portavoce degli Esteri,” è accettato dal Regno alaouita che ha creduto nella fattibilità del rientro dell’attivista saharaoui.

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