La Mamounia, un mito che risorge

mamouniacopertinaDopo rumors, pettegolezzi da shampiste, misteri da fantapolitica, complotti internazionali degni di James Bond, che lo davano per spacciato,  il mito della Mamounia resta inossidabile e, a discapito dei miscredenti, riapre le sue porte dorate al jet-set internazionale che ha in agenda una visita al prestigioso e rinnovato Grand Hôtel. Tutto questo accadrà nel mese di settembre 2009, dopo 5 anni di chiusura per restauri.  Il nome della Mamounia risale al XVIII° secolo. La storia inizia con un Sultano alaouita, Sidi Mohammed Ben Abdellah, che aveva per abitudine quella di donare una sua proprietà come cadeau di matrimonio a ognuno dei suoi figli. Fu cosi’ che uno dei suoi quattro figli, Abdessalam, Mamoun, Moussa e Hassan diventarono gli eponimi dei giardini che ricevettero dal padre.  Questi giardini “Arsat” sono ancora conosciuti oggi, ma solo l’arsat Al Mamoun, appartenuto al principe Mamoun divenne celebre e ispiro’ il nome della Mamounia. Si racconta che il principe lo utilizzasse come luogo di “piacere” per la “nzaha“, costume corrente all’epoca in molte città marocchine, una sorta di garden party a luce rosse. Due secoli dopo, su di una superficie di 15 ettari, venne creato l’Hôtel, che ebbe da subito una reputazione internazionale. Costruito nel 1923, dagli architetti Prost e l’italiano Marchisio, l’Hôtel La Mamounia ha beneficiato di un chiaro e preciso rispetto dei luoghi storici, voluto dai suoi proprietari, la Compagnie des Chemins de Fer du Maroc. Dopo la sua creazione, La Mamounia si rivelo’ un autentico monumento mescolando la tradizione architetturale marocchina con l’ultima tendenza nascente all’epoca: l’Art Déco. Nel corso dela sua storia, La Mamounia non fu mai abbastanza grande per soddisfare tutta la clientela desiderosa di alloggiare al suo interno. Sino alla fine degli anni ’30, l’Hôtel possedeva meno di cinquanta camere, poi si ingrandi’ nel 1946, per arrivare a cento unità, poi ancora ristrutturato nel 1950, 1953, 1986 e infine nel 2005 per riaprire il 29 settembre 2009. Questo restauro, curato dal decoratore Jacques Garcia, ha previsto un totale di 13 camere classiche, 19 camere superiori, 104 camere deluxe, 7 suite e 3 ville disseminate nel parco.  I prezzi partiranno da 500 euro a notte, per persona. E’ possibile, come sempre, pur non essendo ospiti, frequentare i suoi bar, cosi’ suddivisi: bar dell’Italiano, Churchill, della Piscina, Marocchino e la Gelateria le Menzeh. I ristoranti aperti al pubblico esterno sono: il Marocchino, il Francese, curato dallo chef Jean-Pierre Vigato, l’Italiano di Don Alfonso e il Pavillon della Piscina.  Oltre ad una SPA di 2.500 mq, un Pavillon di remise en forme, una piscina riscaldata all’ozono e due campi da tennis. mamounia3Numerose celebrità hanno soggiornato al Mamounia. Winston Churchill stabili’ il suo quartier generale invernale e aveva la bizzarra abitudine di passare da balcone in balcone per seguire il tramonto del sole e catturare i colori, per poi riprodurli sulle sue tele. Molti dei suoi dipinti rappresentano infatti alcuni angoli dell’Hôtel e possono essere ammirati al Museo Churchill in UK. Un famoso aneddoto recita che Winston Churchill disse a Franklin Roosvelt a proposito di Marrakech, nel 1943, che era “uno dei luoghi più belli del mondo” e lo invito’ a  conoscerla. Si racconta anche che il Generale De Gaulle passo’ in quell’epoca alcune notti al Mamounia e il direttore dell’albergo dovette  costruire un letto su misura per il “grande uomo”. Nel corso degli anni, la reputazione di Marrakech e della Mamounia attiro’ l’attenzione dei registi francesi e americani. Jean Tissier giro’ “Allerta a sud” con Eric Von Stroheim nel 1953. Al Mamounia si giro’ anche “Morocco” con Marlene Dietrich cosi’ come “L’uomo che sapeva troppo” (vedi anche alla Cat.Cinema) di Alfred Hitchcock. Nel 1955, Charlie Chaplin venne accolto trionfalmente all’Hôtel Mamounia. Stessa accoglienza venne attributata al nostro compianto Marcello Mastroianni, a Youssef Chahine, Claude Lelouche, Jean-Jacques Annaud, Oliver Stone, Luc Besson e Martin Scorzese. Altre personalità dello show biz seguirono: Kirk Douglas, Charlton Heston, Yul Brinner, Omar Chérif, Joan Collins, Nicole Kidman, Silvester Stallone, Richard Geere, Susan Sarandon, Tom Cruise, Sharon Stone, Kate Winslet, Charles Aznavour, Jean Paul Belmondo, Catherine Deneuve, Alain Delon, Ornella Muti, Claudia Cardinale, Sophie Marceau e molti altri. Dopo le stars del cinema sono arrivate quelle della moda, con creatori come Yves Saint laurent e Pierre Balmain, che decisero in seguito di prendere casa a Marrakech, seguiti a ruota da Gianni Versace, Kenzo, Valentino, Jean Paul Gaultier. Nel 1968, con l’esplosione dei gruppi rock internazionali, Marrakech accolse i Rolling Stones, Crosby, Still and Nash & Young scrissero “Marrakech Express“. Altre stars della musica passarono dal Mamounia come Jacques Brel, Dalida, Barbara Hendrix, Andrea Bocelli, Julio Iglesias, Julien Clere, Johnny Hallyday, Elton John e molti altri ancora. Altre personalità arrivarono a scoprire La Mamounia e rItornarono regolarmente come il Presidente Théodore Roosvelt, Ronald e Nancy Regan, il Principe delle Asturie e l’infante Elena di Spagna, la principessa Carolina di Monaco, il principe Naruhito del Giappone, Nelson Mandela, Desmond Tuttu, Valery Giscard D’Estaing, Jacques Chirac e Helmut Kohl.  La lista è lunga e il Libro d’Oro non puo’ riportare tutte le impressioni e le emozioni vissute dalle celebrità mondiale ospitate al suo interno. Tutte pero’ sono animate dallo stesso sentimento: l’amore incondizionato per Marrakech.

7 risposte a “La Mamounia, un mito che risorge

  1. La Mamounia è splendida…durate il mio soggiorno a Marrakesh ( alloggiavo in un alberghetto sordido sic!) andai a fare una visita per rifarmi gli occhi….furono tutti gentilissimi nonostante non fossi una cliente…
    Avevo pensato anche di partecipare all’asta di vendita dei mobili …ce n’erano di bellissimi…ma poi troppe complicazioni…Trovo questi alberghi ricchi di vite passate e di storia veramente affascinanti…
    ciao Paolo..;-)

  2. Ciao Marzia, la storia é storia…sono d’accordo… io sono riuscito ad acquistare due accappatoi della Mamounia e un servizio di posate molto belle…ho dovuto riinunciare ad altre cose splendide ma i prezzi erano assolutamente proibitivi….Un mio vicino ha comprato un stock di asciugamani e accappatoi vari, posate, theiere e caffettiere, che sta rivendendo alla “Borsa Nera”, se ti serve qualcosa fammelo sapere….Beslama!
    Paolo

  3. era il 1994 e in due con la mia uno 60 (che conservo gelosamente)partimmo il 31/07 alla volta del Marocco(viaggio stupendo, insieme a tutti gli immigrati che tornavano : ho ancora delle foto stupende di piazzuole di Autogrill prese d’assalto…): eravamo veramente “easy”,ma io con l’appendino attaccato alla maniglia all’intrerno della macchina mi portavo una fantastica giacca blu, in valigia avevo una camicia celeste inamidata,cravatta blu d’ordinanza e calzoni grigio scuro fresco di lana (lo so, faceva molto consulente globale di Publitalia…).
    Dopo 23 giorni di Marocco molto down to earth realizzavo uno dei miei sogni di quel viaggio:l’ingresso alla Mamounia, bellissimo!
    Bellissimo il casnò (dove si poteva entrare , per l’apunto solo in giacca).
    Tutti gentilissimi, forse anche perchè (era la prima e ultima volta che giocavo ad un tavolo verde) persi tutti i soldi che il mio budget (risicato)mi permetteva.
    Saluti a tutti

  4. Grande Anafi !!! Mi sono immaginato la giacchetta blu Publitalia appesa nella UNO..Grande!! Ma per il Mamounia ne vale la pena…ci sono dei luoghi al mondo dove si respira la Storia, credo che questo Hotel lo sia…io passeggiando al suo interno fantasticavo su intrighi internazionali, pensavo alla Dietrich e a Churchill…complotti, sparizioni, spartizioni di potere….mi vedevo nella veste di uno spione, vestito di canapa bianca con un Borsalino candido in testa e sigaro tra le labbra..ho sognato un bel po’……

  5. Non sapevo fosse rimasto chiuso per così tanto tempo…sono contenta che ritorni agli antichi splendori,un patrimonio che nn si può perdere!
    Ho avuto la fortuna di cenare al mamunia nel lontano’82,allora ero accompagnatrice turistica per incentive aziendali e la cena era organizzata
    da francorosso….incantevoli saloni e orchestra che allietava il tutto…un sogno!

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