Evangelizzazioni in corso?!

eglise-sacre-coeur_casaRispondendo qualche settimana orsono ad una serie di questioni orali alla Camera dei rappresentanti sul fenomeno dell’evangelizzazione, il ministro degli Habous e degli Affari Islamici, Ahmed Tofiq, ha indicato che “la questione dell’evangelizzazione in Marocco e sotto il controllo dei poteri pubblici, in applicazione delle norme e delle leggi vigenti (Codice penale), prima di ricordare che “il ruolo del Ministero si limita agli aspetti preventivi“. Il titolare degli Habous ha aggiunto che “il Reame conta delle chiese conosciute, nel quadro della libertà di culto, frequentate da cristiani stranieri residenti in Marocco” e che “tutto questo è sottolineato da un recente comunicato che rimarcava  il clima di libertà, di coesistenza e di rispetto verso le persone che compiono la loro missione (clero), che sono estranee a tutte le attività di proselitismo segreto“. La cosa ancora più rassicurante, secondo il punto di vista del ministro, è che i disagiati non costituiscono una preda facile per gli evangelisti. Per giustificare la sua tesi, ricorda che  “i tentativi d’evangelizzazione che il Marocco ha prontamente allontanato durante i secoli, fanno capire quanto i marocchini siano incapaci di concepire un cambio della loro religione“. La risposta del ministro afferma tre punti essenziali: la lotta contro l’evangelizzazione è in carico al potere pubblico; i rappresentanti della Chiesa in Marocco ( nella foto in alto la chiesa del Sacro Cuore di Casablanca) hanno rassicurato che non fanno del proselitismo; gli stranieri non possono spingere i marocchini a convertirsi  al cristianesimo. Un importante quotidiano ha risposto e contestato questi tre punti ribadendo che la lotta contro l’evangelizzazione non è un “affaire” esclusivo dei servizi di sicurezza ma anche responsabilità dell’istanza dell’esercizio, nel suo aspetto esecutivo, della missione costituzionale di cui è investito SAR Mohhamed VI come Comandante dei Credenti, in conformità all’articolo 19 della Costituzione. Il giornale critica su questo punto il Ministro che sembra dimenticare il fatto che il suo Ministero è “potere pubblico” in quanto parte dello Stato e non solamente le Autorità giudiziarie e la polizia. Secondo punto contestato è il fatto che nessuno, secondo il quotidiano, ha mai accusato la Chiesa ufficiale di fare del proselitismo perche, è chiaro, gli evangelisti agiscono fuori dalle istanze religiose cristiane accreditate. Quindi un argomento fuori discussione. Terzo punto, dire che nessun marocchino non puo’ accettare di convertirsi al cristianesimo è auto-demagogia perchè la povertà crea un clima favorevole alla “deviazione sotto tutte le sue forme“. Da qui l’interesse prioritario del Re alla lotta contro la povertà, cosciente della necessità di dotare i diversi strati della società marocchina di mezzi materiali e educativi che permettano di immunizzarsi contro tutto quello che puo’ nuocere alla sua coesione, trasformando la lotta contro la povertà in strategia e in priorità nazionale.

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