La casa sulle nuvole

10926_bigE’ uscito, credo ieri, nelle sale italiane il filmd’esordio del bravo e giovane regista Claudio Giovannesi. Cast di attori italiani con Adriano Giannini, Emilio Bonucci e Emanuele Bosi. “La casa sulle nuvole” è il film d’esordio di Claudio Giovannesi che ha scritto il film dopo aver girato nel 2005 il documentario “Appunti per un viaggio in Marocco“, un reportage sulla comunità italiana a Marrakech, caratterizzata da due tipologie di persone: gli imprenditori in fuga dall’Italia che speravano di fare soldi in Marocco (sbagliavano!), e gli artisti. “La casa sulle nuvole” è ambientato proprio in questo contesto, ma racconta il percorso sia interiore che esteriore di due fratelli che cercano il padre. Nel film il personaggio del padre è Dario, interpretato da Emilio Bonucci, un padre che ha abbandonato da 15 anni i figli Michele ( Adriano Giannini) e Lorenzo (Emanuele Bosi) per andare a vivere nella comunità di artisti di Marrakech. Nella trama del film i due fratelli vivono soli nella grande casa di famiglia alle porte di Roma e non vedono il padre da molti anni perchè appunto se ne è andato a Marrakech. Michele è cresciuto con la responsabilità del fratello minore ed è oppresso dal senso del dovere. Michele ha conosciuto bene il padre Dario prima che li abbandonasse, e nutre per lui un profondo rancore mescolato ad una grande nostalgia. Lorenzo invece ha idealizzato la figura paterna perchè era bambino al momento della partenza. Un giorno si presenta a casa un uomo con un atto di vendita notarile e i due fratelli scoprono che il padre ha venduto la proprietà. Sconvolti partono per Marrakech alla ricerca del padre e in questa ricerca conosceranno il loro vero padre, un uomo pieno di slanci e di contraddizioni. Dario è un uomo che ha sottratto ai figli la sua presenza fisica ma ha lasciato una profonda traccia spirituale insegnando loro l’amore per la vita e la capacità di ricominciare, di ricercare la felicità. 1240579446775_4La città di Marrakech raccontata nel film è un crocevia culturale e razziale, con una grossa spinta verso l’Occidente. Fin dalla prima scena nella discoteca dove, con un semplice movimento di macchina, il regista mostra tutte le età e tutte le razze che ballano al ritmo di un unica musica, che evoca immediatamente i locali nostrani. Del resto il velo per le donne non è obbligatorio e la compagna del papà, Amina, veste all’europea e sogna di vivere a Roma. Chiaro ed evidente come il Marocco sia solo una delle tante possibilità per raccontare la ricerca del proprio posto nel mondo, della fuga che è in realtà l’alibi alla propria incapacità di affrontare se stessi e i propri fantasmi. Colonna sonora più vicina al Medio Oriente e atmosfere del blues fanno delle traccia un crogiolo di esperienze, specchio del Marocco multirazziale e turbinio di sentimenti contrastanti che ciascuno si ritrova ad affrontare. Poi il viaggio nel viaggio: il deserto dell’Erg Chebbi. Qui si chiude la storia e i tre protagonisti affrontano insieme il deserto, che è anche un modo per dire che affrontano se stessi e i conti aperti con gli altri. Chi, incapace di assumersi le proprie responsabilità, non lascerà quel deserto, troverà la sua casa nelle nuvole.

Una risposta a “La casa sulle nuvole

  1. Lo visto due volte e l’ho trovato un gran bel film forse in alcuni punti ricalca vagamente Marrakech express ma è davvero un flm che merita di essere visto..

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