Corvi

corvi1Ho volutamente lasciato passare qualche giorno per rispetto e per pudore verso un dolore grande e immenso; il dolore di un padre, Beppino Englaro, e della sua amata figlia Eluana. Da lontano, ho visto scorrere sul televisore migliaia di immagini, dibattiti, pensieri, accadimenti e, con rabbia e sgomento, mi sono profondamente vergognato di essere italiano. Visi falsamente provati, tristi, rammaricati, accompagnati a frasi laconiche, a volte caparbie, dure, senza rispetto e pietas, hanno giocato le loro sporche carte. Ho sentito dichiarare di presunte “mestruazioni” (che vergogna!) , di occhi che si muovevano, , di rispetto per la vita, di cristianità, di vita sacra, e tante altre bestialità. Corvi che si affannavano a “salvare” una vita senza sapere minimamente di cosa si trattasse, definendo a priori la loro Verità. Senza neanche, per un solo secondo, cercare di capire e immedesimarsi in un povero padre distrutto davanti ad una figlia che non era più, stremato dalla sua Via Crucis. Quanta dignità ho visto in quel padre, e quanto amore nei suoi occhi stanchi, tanto quanto il lordume della politica di questi giorni. Chiedere scusa a quest’uomo forse oggi non basta più, la ferita dell’umiliazione subita è enorme, incontenibile. Ho rivissuto, con dolore, un maledetto sabato di ottobre, di tanti anni fà. Il muro di Berlino stava cadendo e con lui la mia spensieratezza di giovane uomo. Mio padre, dopo un ictus celebrale, a 58 anni, cadde in coma irreversibile, e mori’ dopo due giorni. I medici, tutti concordi, furono molto espliciti e chiari: le probabilità che si fosse “svegliato” erano inesistenti e comunque, nell’eventualità di questo ipotetico “risveglio” nessuno avrebbe potuto prevedere le condizioni fisiche e cerebrali di mio padre. Una sedia a rotelle, inchiodato su di un letto in preda alle piaghe da decubito, o forse solo un paio di occhi muti e volti verso il nulla?. Ero divorato dal dubbio e nella mia mente sentivo gridare lo strazio e il dolore di perderlo. In quelle sue ultime 48 ore di non vita, di vita sospesa, con la sua mano nella mia, ho ripercorso accanto a lui, la nostra vita; la vita di un padre splendido e di un figlio innamorato di questo splendido padre. Ritornai bambino, flash-back in bianco nero, come in un Amarcord felice e degno di essere ricordato. Le partite a calcetto, la cresima, il mio primo film al cinema Politeama, con lui che ammirava il mio stupore di bambino e ritornava bambino con me.  In quei percorsi notturni capii che volevo ricordarlo cosi’, senza sondini, senza flebo a martoriare  le sue vene, con i suoi occhi grandi e neri aperti, gioiosi, che mi parlavano, in quelle ore chiusi in un sonno senza fine. Ho sperato che mi lasciasse, ho anche pregato, io che non avevo mai pregato, chiedendo ad un Dio che non conoscevo, che  lo portasse via, al sicuro, lontano dal quella schifosa realtà che stava subendo. E lui mi chiedeva di lasciarlo andare, lo sentivo. E cosi’ fu. Lo piansi con il sollievo di una favola che finiva bene, lo immaginai che si allontanava sereno su di un  grande prato di montagna, con i suoi soliti jeans e la sua immancabile camicia bianca, atletico e forte come era. Sorrideva.

18 risposte a “Corvi

    • Ciao Anafi, grazie…io sono orgoglioso di avere persone come te che mi seguono e capiscono…davvero… spero di conoscerti un giorno, non troppo lontano, per raccontarci…ti aspetto…

  1. E’ mezzanotte in Italia , ho appena spento la tv e acceso il pc perchè volevo cercare nella rete un poco di chiarezza o meglio verificare cosa intendono veramente gli esseri umani per VITA…siamo arrivati al punto di non ritorno se pensiamo che il nostro diritto alla “vita” giustifichi un tale accanimento terapeudico…fra qualche anno la scienza sarà in grado di farci vivere attaccati ad una macchina per sempre, ma se ben ricordo la religione nega la scienza allora perchè non lasciare che la natura segua il suo corso ? perchè ci permettiamo tanta violenza gridando parole terribili contro un genitore cosi terribilmente ferito ? vedo nel mio paese la crescita quotidiana della DISUMANIZZAZIONE, ogni giorno i mezzi di comunicazione uguagliano i bollettini di guerra…non capisco più le ragioni di tanta rabbia…comprendo invece perfettamente le tue parole Paolo…io sono una di quelle persone che ha…praticato l’eutanasia in silenzio,tra quattro mura,per l’immenso amore che mi ha imposto di porre fine,a chi me lo ha chiesto,ad una cosa che non era più neanche un surrogato della VITA …

    • Tina grazie….spero nel profondo del cuore che un giorno le persone “di fede” e il potere la smettano di torturare il prossimo con i loro “credo” farneticanti…. e nasca finalmente una nuova cutura dell’IO..rispetto tutte le religioni e con loro la politica ma esigo in egual misura rispetto per le miei scelte personali….lo esigo questo rispetto, lo grido, anche nel caso voglia porre fine alla mia vita, e il non poterla gestire mi fa rabbrividire. La proposta di legge in Parlamento è un insulto all’intelligenza perchè obbliga l’alimentazione e l’idratazione forzata, spacciandola come un atto dovuto all’essere umano, anche se in stato vegetativo permanente…generosi buffoni!

  2. Ciao, non nascondo di aver passata una notte tormentata da ricordi dolorosi…ma è importante condividere le proprie esperienze,sono da sempre convinta che nella sua complessità un essere umano si può chiamare tale se racchiude in se stesso i tre elementi fondamentali quali corpo-mente-spirito in perfetta armonia tra loro…già se prevale una di queste forze sulle altre si crea uno stato di forte disagio,fuguriamoci poi se ne viene a mancare una o addirittura due…mi meraviglio soprattutto della chiesa che ci dovrebbe insegnare il rispetto della vita ma anche della morte, qui non si tratta più del volere di Dio,è il volere della tecnologia dell’uomo che prevale…il ciclo completo della natura che ci circonda è il nostro stesso ciclo e non dobbiamo contrastarlo cosi’ caparbiamente…il rischio che ne deriva è veramente grande…grazie a te Paolo e scusate lo sfogo…buona giornata Tina

  3. Ciao, ti ringrazio per le belle parole che scrivi. Anch’io purtroppo ho vissuto un’esperienza simile alla tua e 3 anni fa ho dovuto dire addio a mio fratello di 48 anni e ho ripensato ai suoi ultimi giorni, quando pur nello strazio della situazione, sia io che i miei genitori, ci auguravamo solo di veder finire le sue sofferenze. Solo chi ha passato un’esperienza del genere può sapere quanto si soffre ad augurarsi la morte di una persona amata e anch’io ho mal vissuto tutte le solite chiacchiere televisive strumentalizzate dai politici che non sapevano neppure di cosa parlavano. E’ la solita indecenza. Ti ringrazio ancora per le tue bellissime parole. Ti ammiro e ti seguo sempre sul blog. Complimenti e grazie.
    Cristina

  4. Tina sfogati pure…qui sei a casa….. la chiesa è sempre più distante dall’Umano, vive di retorica trascendentale, vuole vedere agonizzare i nostri sensi… purtroppo quello che penso è che ne siamo pregni, checchè se ne dica…da quando si nasce (parlo della mia generazione) siamo cosparsi di religione, di credo, di spiritualità (nel senso stretto)…e mi rendo conto che ancora oggi, a volte, questi preconcetti sono forti, si insinuano nella mente, fanno giravolte e capriole…poi subentra la razionalità dei fatti, la scienza, la sicurezza personale, l’essere umano con la sua spiritualità personale….e ci si salva…

  5. Tutto gira intorno al concetto di vita, la propria, quella di chi si ama o quella degli altri.
    La vita è vita finchè può apprezzare il solo fatto di essere tale.
    Ognuno di noi ha una propria idea di vita ma nessuno di noi la associa a un dolore fisico e spirituale che non può più essere sopportato, nemmeno con la più profonda accettazione religiosa.
    C’è una linea sottile che divide la vita dalla non vita. Vita per chi? Per cosa?
    La sofferenza non deve essere al di sopra della pietà. Pietà per il sofferente e per parenti e amici. Chi decide cosa? L’etica, la morale, la legge, la coscirenza, il cuore? Ognuno ha un proprio limite ma come riconoscerlo?
    17 anni sono una “vita”. Che vita?
    Ammiro profondamente il signor Englaro e tutti coloro che affrontano volenti o nolenti questo genere di dolore che non ha risparmiato nemmeno la mia famiglia anche se in misura minore. Non giudico. Ammiro. Ammiro la forza, la pazienza, la capacità di sopportazione e di decisione, qualunque sia.
    Vorrei poter decidere di me stessa in età cosciente e responsabile e vorrei che la mia famiglia sapesse abbastanza di me da poter decidere al mio posto se io non potessi più farlo. Vorrei vivere ma vorrei anche poter morire con dignità e senza sofferenze inutili per me e per i miei cari.
    Non è poi così difficile. E’ solo vita o non vita…
    Fede

    In questo preciso istante, ore 22.02 di venerdì 13 febbraio, sul canale Italia Uno c’è il signor Englaro intervistato nella trasmissione Le Iene.

  6. La tua affermazioni ” è solo vita o non vita” ha un “solo” di troppo (secondo me Federica)..la vita non puo’ essere “solo” vita…è “Vita” …un insieme di emozioni, di spiritualità, interiorità, di esperienze, di fisicità, di amore… è il punto chiave del ragionamento. Per 17 anni inchiodato in un letto, vegetando, è, sempre secondo me, NON VITA. Affermare il contrario è credere alle FAVOLE; sfido chiunque ad accettare un eventuale simile trattamento a priori, nel caso gli si prospetti in un futuro prossimo….a meno che non scendiamo nel fondamentalismo religioso..allora è una altra storia..Felice notte…

  7. Paolo hai ragione. Intendevo dire che e’ vita e non politica, speculazione, strumentalizzazione… Dal moneto che esiste la vita allora esiste anche la non vita che e’ stata quella della povera Eluana e dei suoi genitori.
    Grazie.

  8. caro paolo, non ho parole, lo spessore umano che dimostri é quello di chi a sofferto la perdita di una persona amata, e puó capire perfettamente cio che provano quel padre e quella madre, ed altri nelle sue condizioni, ci vuole un po di buonsenso di umanita, di umiltá, e questo i nostri politici non sanno cosa sia, mi unisco a te nella vergogna che ho provato questi giorni verso il governo che rappresenta non tutti ma parte degli italiani, e questo vaticano che purtroppo spesso e volentieri mette in bilico la nostra laicitá e il libero pensiero delle persone. Siamo tanti quelli che ci siamo trovati a vedere una persona amata, sofferente, assente, in un corpo ormai che non lo rappresenta, in attesa di finire con una lunga agonia, che porta solamente dolore.Eluana come tuo padre come mia madre come mio caro adri e come tanti altri cari amavano la vita ed é cosí che vogliamo ricordargli, perche la dignita nel vivere é anche e soprattutto la dignitá nel morire, lottiamo forte perche questo governo non decida sulla nostra vita, e l’accanimento disumano di tante persone verso la scelta di beppino di non far continuare a vivere in quel modo a sua figlia che é un grande atto d’amore ci faccia riflettere ed a tanti gli faccia provare tanta ma tanta vergogna

    ti voglio bene

  9. Ciao Paolo, non ci conociamo ma spero accada presto…queste tue parole mi hanno commosso risvegliando un ricordo di tanti anni fa…io 18enne mio padre con un male incurabile…gli avevano dato 4 mesi di vita…ma al risveglio dall’operazione soffriva…ho pregato e sperato che non si riprendesse con un grandissimo senso di colpa…..è morto dopo due giorni ed io sono sono certa che ora riposa in pace accompagnato dale mie preghiere

  10. Ciao Marzia, felice di conoscerti…grazie anche a te per la testimonianza….il dolore fa parte dell’esistenza di ognuno di noi, l’importante è elaborarlo e conviverci….la morte è la logica conseguenza del vivere, è parte integrante di ognuno di noi e credo sia giusto che ogni singolo individuo possa scegliere come morire. Spero di risentirti…

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