Gli Ebrei del Marocco (1parte)

juifOggi tutti sono d’accordo a pensare che gli Ebrei si installarono in Marocco già dall’antichità. La storia degli ebrei dell’Africa del nord si confonde con i fenici e la creazione di Cartagine nel IX° secolo A.C.,  e con lo sviluppo dei commerci nel Maghreb. Alcune testimonianze esistenti su questi commerci praticati dagli ebrei marocchini con i Romani risalgono al IV° secolo A.C. e si riferiscono agli ebrei della prima Diaspora, dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme, nel 581 prima dell’era cristiana. Città come Salè (Chella) e Larache (antica Lixus) divennero dei centri importanti di commercio per gli ebrei del Marocco che praticarono il commercio dell’oro e del sale. Le più antiche testimonianze epigrafe risalgono al II° secolo A.C. e riguardano principalmente  iscrizioni funerarie in ebraico e in greco ritrovate nelle rovine dellaVolubis romana. All’inizio dell’era cristiana, i Romani invasero la Regione, senza trovare, da parte delle tribù berbere di confessione ebrea, grande resistenza, donando al Marocco (e ad una parte dell’Algeria occidentale attuale) il nome di Mauritania Tingitane (da Tingis, antico nome di Tangeri, che era la capitale). Molte tracce archeologiche attestano la presenza di una comunità ebrea importante in quelle nuove provincie romane. A partire dall’anno 429, i Vandali del re Geiserico invasero la Mauritania e verso il 430 cacciarono i Romani. juif56I vandali trovarono negli ebrei degli alleati solidi e quindi conobbero una libertà di culto per circa un secolo. Nel 533 il generale Belisario, inviato in Africa dall’Imperatore bizantino Giustiniano per cacciare i vandali, invase la Regione e impose le leggi dell’Impero Bizantino. Gli ebrei conobbero allora un periodo molto scuro, tra conversioni forzate e persecuzioni di massa. Questa repressione non fermo’ comunque la migrazione verso questa Regione da parte di ebrei della Penisola Iberica, durante la repressione esercitata dai re visigoti di Spagna (cattolici) all’inizio del VII° secolo, in particolare con il re Sisebut. Secondo lo storico Ibn Khaldoun, alla vigilia della conquista musulmana del Maghreb, diverse tribù berbere praticavano il giudaismo e scrisse: “Una parte dei berberi professano il giudaismo, religione che ricevettero dai loro potenti vicini, gli Israeliti di Siria. I Berberi ebrei si distinguono in Djeraoua, tribù che abita l’Aures, a cui appartiene Kahena, donna che venne uccisa dagli Arabi all’epoca della prima invasione. Le altre tribù ebree sono i Nefouça, Berberi di Ifrikîa, i Fendelaoua, i Medîouna, i Behloula, gli Ghîatha e i Fazaz, berberi del Maghreb el-acsa”. L’islamizzazione del Marocco avvenne progressivamente a partire dal VII° secolo, con poco successo. A partire dal VIII° secolo il governatore d’Ifrikya (corrispondente alla Tunisia e all’Algeria attuale), Moussa Ibn Noçaîr,occupo’ definitivamente Tangeri, poi Sijilmasa (l’attuale Rissani) e impose l’Islam alle tribù berbere. Ma il movimento karidjite, fortemente ugualitario e contrario all’ortodossia sunnita, si espanse nelle tribù e fomento’ numerose insurrezzioni contro gli emiri arabi di Kairouan, che rappresentavano il Califfato.photojuif57 In quel periodo agitato molti ebrei abitavano nella capitale del reame kharidjite, più precisamente a Tlemcen e Sijilmasa. Ala fine del VII° secolo un altro oppositore al califfato, Idris Ibn Abdallah, discendente dell’Imam Ami, venne accolto dalla tribù degli Awarba e fondo’ la città di Fès, che divenne, in seguito, la capitale del reame dei suoi successori, gli Idrissi. Al debutto del IX° secolo, degli ebrei venuti dall’Andalusia si installarano a Fès ed inizio’ una coabitazione con gli ebrei locali, pagando un imposta di capitalizzazione, la jizyah. Con l’avvento dei Fatimidi a Kairouan e la loro dominazione della Siria sino a  Fès e Sijilmasa, nel Marocco centrale, il Maghreb conobbe un periodo di prosperità favorita dal commercio, che arricchi’ la comunità ebraica urbana favorendone il suo sviluppo. A questi periodi di vacche grasse si sovrapposero dei periodi di forte crisi, di rivolte, di lotte tra le tribù berbere e potere centrale, o semplicemnte delle rivalità politiche che insanguinarono  la storia del Maghreb dal IX° al XI° secolo. Gli ebrei si sforzarono di restare al di fuori di questi accadimenti,  ma in diverse occasioni vennero inglobati in queste crisi, specialmente per la comunità di Fès che nel 979 conobbe una deportazione di massa e un massacro di migliaia di ebrei da parte di uno sceicco berbero che saccheggio’ la città nel 1032. morroco-jews2Nel bel mezzo del XI° secolo, dei berberi nomadi sahariani, gli Almoravidi, lanciarono una crociata religiosa e militare per imporre l’ortodossia malekite, rigorosissima. Sotto la direzione del loro capo Youssef Ibn Tachfin, conquistarono Sijilmasa, fondarono la città di Marrakech (verso il 1060), conquistarono Fès, Tlemcen, Orano e Algeri. Nel 1086, rispondendo all’appello di aiuto dei musulmani di Spagna, sconfissero l’armata di Alfonso VI di Castiglia poi consolidarono il loro impero che si estendeva da Valencia al Sahara e dall’Atlantico ad Algeri. In quel preciso momento storico gli ebrei erano ben tollerati nel loro statuto di dhimmi e pagavano l‘imposta di capitalizzazione. Il rigore religioso degli almoravidi venne sopito dalla diffusione dalla civilizzazione arabo-andalusa nel Maghreb occidentale e contribui’ a promuovere la tolleranza tra le religioni. Correnti di scambio verso la Spagna, in particolare a Cordoba, si svilupparono e contribuirono alla crescita e alla nomea intellettuale della comunità. Era  l’epoca del rabbino Isaac el-Fassi, che lascio’ Fès per Cordoba nel 1088, e delle sue corrispondenze con Rachi di Troyes. Dal IX°  e gli inizi del XII° secolo la comunità ebrea del Marocco conobbe la sua prima Età dell’Oro, dopo la fondazione di Fès, che divenne la capitale culturale e spirituale del giudaismo marocchino, dove brillo’ la poesia di Juda Halévy e il pensiero malmonide. Nel 1140, la presa di Sijilmasa da parte degli Almohadi e le conquiste che seguirono, si iscrissero nella Storia come una rottura tragica per la comunità ebrea del Marocco.

Fine prima parte

6 risposte a “Gli Ebrei del Marocco (1parte)

  1. Buona sera Paolo, so che sto per scrivere un commento che può sembrare superficiale rispetto all’argomento e al periodo storico di cui parli ma io sono rimasta colpita dalle fotografie. L’ultima in particolare mi fa pensare a una posa moderna: il soggetto che non guarda l’obiettivo mentre è anche infastidito dalla distrazione, la sedia senza sed…ere… molto attuale, intellettuale.
    Ma mi immagino il fotografo che cerca di fotografare e il soggetto che viene distratto da un famigliare che lo chiama per dirgli di sorridere. Quante congetture possiamo fare sulla persona fotografata? Infinite e per questo ancora più affascinanti.
    Una sola fotografia basta a dar da pensare per molto tempo.

  2. Ciao Fede, anche io mi perdo quando guardo certe fotografie…questa mi affascina, davvero…trovo il personaggio piuttosto snob, o forse è intimidito dall’occhio della macchina fotografica…o forse sta pensando che quella è la sua unica immagine…chissà..le ipotesi possono essere centinaia….🙂

  3. salve Paolo,
    è davvero molto interessante leggere queste righe, qui sopra riportate. ti faccio io miei complimenti, perchè da esse si evince che pian piano stai entrando nel vivo di questa cultura, consapevole del fatto che c’è ancora tanta strada da fare. Condivido anche io , come te, questo interesse, tant’è che sono in procinto di laurearmi alla triennale di lingue con una tesi sulle comunità ebraiche nel Marocco contemporaneo. A tal proposito, vorrei chiederti se potresti indicarmi qualche libro, sito o biblioteca in Italia che potrebbe offrirmi una documentazione esaustiva sull’argomento o inviarmi qualche informazione su alcuni mellah nelle città marocchine.
    Grazie in anticipo, confido in una tua risposta.
    Angela

  4. Ciao carissimo Paolo,mi fa molto piacere che espandi la storia degli ebrei del marocco,speriamo di avere cosciensa di tantissime anime uccise e perseguitate per secoli

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