Amori Velati.

amours-voilees-1835Siamo alle solite: Abdelbari Zemzmi, deputato del partito Rinascita e Virtù, ha chiesto l’interdizione del film “Amori velati” realizzato dal cineasta Aziz Salmy. Questo appello rilancia la polemica tra i registi e gli islamisti sul principio della libertà di creazione. L’anziano predicatore della moschea Al Hamra di Casablanca ha aperto il fuoco sul film uscito nelle sale da dodici giorni, riscuotendo un grande successo di pubblico. “Il regista mostra delle ragazze con il velo mentre intrattengono delle relazioni illegali con giovani uomini; altre invece sono riprese mentre fumano dal narguilè”, ha dichiarato l’Imam. Il regista oviamente rigetta le accuse e invita M. Zemzmi a guardare il film prima di lanciare la sua campagna e dichiara:” Quello che non tollero è che molte persone criticano il film senza averlo visto“, e afferma di difendersi da tutte le generalizzazioni, evocando la storia di Batoul, la ragazza velata personificata nel film dall’attrice franco-algerina Hayat Belhalloufi. “Il film narra la vita di una ragazza che non riesce a conciliare la sua vita sentimentale con quella religiosa, tra modernità e conservativismo, tra il divino e il carnale“, precisa Aziz Salmy dichiarando anche che non è sua intenzione attentare al principio del velo. Abdelbari Zemzi, d’altro canto, dichiara di non aver visto il film ma dai racconti ricevuti si denoterebbe una chiara istigazione all’abbandono del velo. Il deputato fondamentalista conta di proseguire la sua battaglia per l’interdizione del film dalle sale marocchine, combattendo anche in Parlamento la sua battaglia, interpellando anche il ministro della Comunicazione. “E’ dovere di tutti i cittadini musulmani di contestare questo film che mette in dubbio la funzione del velo islamico, che è una espressione esteriore di una convinzione religiosa“, ha ribadito con forza il parlamentare islamico.  Il film “Amori velati” non è il solo a pagare per questi attacchi fondamentalisti; basti pensare che le asce dell’oscurantismo sono scese su films come “Un minuto di silenzio in meno” di Nabil Ayouch e “Maroc“, splendido film sulle nuove generazioni marocchine della cineasta LeîlaMarrakchi. Al di là di quello che si puo’ dire sul contenuto di questi film, è l’arma dell’immagine che sembra disturbare e allarmare ai massimi livelli i guardiani dei templi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...