Pitbull Made in Marocco

pitbullI primi Pitbull arrivarono in Marocco nella metà degli anni ’90,  importati dai MRE (marocchini residenti all’estero) ed inziarono a diffondersi a Casablanca, Rabat, Tangeri, Marrakech, dopo essere nati ed allevati in Francia, Belgio e Olanda. Il fenomeno si estese nei quartieri popolari fortemente segnati dalla disoccupazione e dalle mancanze di attività sociali e culturali. Oggi il fenomeno è diventato una piaga e centinaia di animali muoiono ogni anno durante i combattimenti, cruenti e senza scampo per uno dei due cani. Domenica 30 novembre, le 09.00 del mattino. Derb Soltane, quartiere popolare di Casablanca. In un piccolo giardino nascosto, situato nel Boulevard Modibo Keita, una ventina di giovani del quartiere circondano due pitbull. Il combattimento puo’ iniziare: Tyson contro Stallone. Un grosso molossoide bianco di 35 Kg affronta affronta un suo simile, color caffelatte. Muso a muso, le due forze della natura dalla muscolatura imponente , tenuti al guinzaglio dai loro padroni, ringhiano e scalciano con le zampe posteriori. Le scommesse hanno inizio e la media è di 200 Dh sul vincitore. Inizia il combattimento tra l’eccitazione generale del pubblico ignorante. pitbull3In una frazione di secondo Tyson riesce a staccare un occhio al suo avversario e dopo pochi minuti Stallone e riverso a terra in un mare di sangue. Allora il proprietario grida “Forfait” e con un bastone si inizia a picchiare selvaggiamente i due cani per farli staccare; colpi feroci sulle mandibole incastrate nella carne.  Stallone non è morto, ma morirà nel pomeriggio a causa delle profonde ferite. Il proprietario, deluso dal combattimento, continua a ripetere ossessivamente che Stallone non è un cane degno di lui,  che è giusto che muoia. Ha perso 2.000 dh ( 180 Euro) mentre il suo avversario ne ha guadagnati 5.000 ( 480 Euro). Cambio di scena. Souk Korea, ore 11.00. Le macchine sfrecciano sull’avenue Mohammed VI, dove sono appostati alcuni agenti stradali. Dai loro veicoli gli automobilisti possono contemplare un mercato  attraverso una rete di recinzione che circonda il souk: sei grossi cani sono esposti. Nel mezzo del mercato, un giovane ragazzo estrae dal suo zaino un cucciolo di pitbull provocando un vero assembramento intorno a lui. 1.200 dh è il prezzo da pagare per il piccolo pitbull di due mesi. Ma la star del giorno è Rambo, un pitbull di un anno, visibilmente molto ben dressato, che dalle cicatrici presenti sul suo corpo, ha vinto molte battaglie. Rambo non è in vendita. pittbull2Il suo proprietario, vestito all’europea con gli occhiali da sole in bella vista, gongola tra i presenti.  Un altro ragazzo, medesimo look, si avvicina e bisbiglia: “Ti ho proposto un combattimento per domani, ho quello che ci vuole“. Risposta: “Lasciami il tuo numero, ti chiamero’ al momento giusto“. Dopo una discreta stretta di mano, l’appuntamento verrà confermato. L’incontro illegale avrà luogo nella notte, in piena medina di Casablanca. I combattimenti clandestini come questi, sono organizzati quotidianamente in tutto il Marocco. A Casablanca, è oramai un abitudine, tutte le domeniche mattina, tra le 07.00 e le  11.00. Ogni quartiere popolare ha il suo posto. Le autorità lo sanno bene e non fanno assolutamente nulla. I combattimenti si svolgono dentro a dei garages, nei giardini nascosti agli occhi indiscreti o nei cortili privati. Gli esercizi di training sono vari, si parte dal traino di una vettura e si arriva al classico pneumatico appeso ad un albero, dove il cane si appendera, sviluppando una mascella distruttiva. Altri metodi, i prodotti dopanti. Dopo gli allenamenti una piccola puntura quotidiana, per aumentare la forza e la resistenza. pitbull2Rocky è un pitbull che vince; il suo padrone spende 20 dh al giorno per il suo mantenimento, è stato acquistato in un allevamento di pastori tedeschi, rottweiler, bulldogs, a Benslimane, ed è costato 1.800 dh (170 euro). Rocky, con i suoi combattimenti, riesce a far incassare al suo padrone oltre 25.000 dh  (2.400 euro) al mese. Una cifra, per difetto, stima che in Marocco sono presenti oltre 5.000 pitbull, di cui  l’80% è destinato ai combattimenti. Questo indegno fenomeno provoca gravi incidenti nei quattro angoli del paese. All’inizio dell’anno, a Bouskoura, luogo famoso per i suoi combattimenti, Najwa Awane, 9 anni, si è ritrovata con una gamba completamente sbranata. In Marocco nessuna legge proibisce di possedere dei cani potenzialmente pericolosi, si puo’ possedere un pitbull senza nessun tipo di giustificazione. Un deputato del PPS, Faouzi Chaabi, allevatore di cani per passione, ha presentato al suo Governo una proposta di legge per lottare contro questa abberrazione. “Il Marocco fa parte degli ultimi Paesi “rispettabili” a non avere  una legge sui cani pericolosi(…) mi sono ispirato alle leggi vigenti in Francia, Tunisia, Egitto e Svizzera“. Dal 1999 in Francia esiste una legge che impone la sterilizzazione dei cani agressivi, vietandone la vendita e di conseguenza l’acquisto. Il progetto del deputato Chaabi, che ha interpellato il Ministero dell’Interno e dell’Agricoltura, vuole categorizzare le differenti razze di cani considerati pericolosi (sappiamo pero’ tutti bene che il problema non è il cane ma il proprietario), alfine di imporre delle misure adatte come il divieto per i pitbull  nei luoghi pubblici e nei trasporti. Un altra novità, introdotta nella proposta di legge, è l’obbligo da parte dei proprietari di dichiararsi alle Autorità e un documento sarà obbligatorio per possedere un pitbull. Un numero verde sarà lanciato a breve per denunciare i proprietari illegali. Le sanzioni partiranno da 3 mesi di carcere, senza condizionale, sino ad arrivare a 20 anni (nel caso di una morte premeditata) e l’ammenda si aggira intorno ai 150.000 dh (14 mila Euro). Sull’applicabilità della futura legge….questa è un altra storia.

Una risposta a “Pitbull Made in Marocco

  1. Il mio cuore si stringe e certo non posso fare nulla …. ma una grande tristezza mi avvolge .. purtroppo sono tragedie che tuttora avvengono anche in Italia dove ci sono tante leggi sulla tutela degli animali .. ma che appartengono a gruppi di persone ai margini della società senza rispetto alla vita sia animale che verso gli uomini stessi .. uno schifo !!!! Carlotta

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