Marrakech: analisi di una città.

marrakechcopertinaLo sapete cosa è che affascina i visitatori di Marrakech? La tendenza è quella di rispondere che sono i suoi odori, i suoi sapori e le sue luci. Ma ci sono molte città nel mondo che hanno anche queste caratteristiche quindi, a mio giudizio, le differenze sono ben altre. L’attrazione di Marrakech risiede piuttosto nella sua capacità di crescere ed europeizzarsi conservando pero’ la sua identità socio-economico-culturale in tutta la sua integrità. Il nocciolo della città non è cambiato di una virgola e se, in altre città si rinnova mescolando senza pudori antico e moderno, a Marrakech si riabilita. E’ semplice, si cura la parte organica nella sua originalità e si affrescano i motivi del suo aspetto esteriore con la cura di un bravo gioielliere. Questo ha prodotto la medina che vediamo oggi, rinata dalle sue ceneri, e la città nuova (ville nouvelle) che è stata senza dubbio modesta, ma che oggi ha una dimensione, non dico cosmopolita, ma umana e seducente. L’una e l’altra interagiscono all’unisono e l’armonia regna sovrana. marrakech6Parlando della Ville Nouvelle il primo colpo di piccone venne dato dall’ex sindaco Mohammed Hassad qualche mese prima del matrimonio di SAR Mohammed VI con SAR Lalla Salma, preludio ai preparativi delle cerimonie ufficiali che furono ospitate nella Ville Rouge. Nello spazio di qualche giorno la città conobbe una metamorfosi data da un lifting “verde” senza precedenti: spazi verdi nacquero’ dal nulla, piattaforme fiorite e migliaia di nuovi alberi fiorirono. Quello che ben conosceva il sindaco Hassad era il dover marcare la sua gestione in modo eclatante; i tangerini sanno bene queste cose. Da quell’inizio centinaia di progetti voluti da stranieri che, in molti, reputarono al nuovo avvento della moneta euro. Da allora Marrakech non si è mai fermata e, come sottolinea il nuovo sindaco, Mounir Chraîbi: “Niente potrà più fermare la dinamica del suo sviluppo, Marrakech è partita con il piede giusto, ha davanti a se dei bei giorni“. Difatti, Marrakech, sta attendendo un vero boom che la catapulterà al livello della grandi metropoli europee piuttosto che sottostare ad un semplice sviluppo. Per esempio la creazione di una zona offshoring su uno spazio di 70 km; immensa se si pensa che quella di Casablanca è di “appena” 50 km. E poi cantieri ovunque, che dimostrano il dinamismo e la volontà di creare strutture alberghiere, residenziali, popolari e non, centri commerciali, aziende e laboratori artigianali. Marrakech ha poi operato una virata di 180° optando per la cultura come leva fondamentale della sua industria turistica. marrakech9Una scelta che risponde alla “Vision 2020” con la benedizione del Ministero del Turismo che si è associato. Solo un plauso per questa bella iniziativa che taglia con molti clichés obsoleti del passato, considerando che la Regione è colma di monumenti storici maltrattati e sottopotenziati, che poco al momento posso donare in termini di cultura e civilizzazione. Ci sono più di 400 monumenti storici nella città che hanno urgente necessità di restauri. Il censimento di questi siti e gli studi preliminari sono conclusi. Praga,  il Cairo, Istambul, Siviglia, sono le quattro città che sono state prese a modello perchè tutte le quattro realtà sono riuscite a fare delle cultura la lancia del loro settore turistico. Senza dimenticarsi del Teatro Reale dell’Opera, che nella Vison 2020 sarà salvato dalle sue orrende mutilazioni dovute allo stop dei lavori oltre ad una diagnostica che ha messo in evidenza la sua inattitudine ad accogliere degli spettatori, in ragione di molte deformazioni artistiche e tecniche (Arch. Billy Willis). Qualcosa come 7 miliardi di Dh sono stati stanziati per la sua ristrutturazione. Forse era meglio prevedere sette normali teatri sparsi nella città, con lo stesso budget.  Ma cosi’ è. Ammettiamo, per consolarci, la veridicità dell’adagio popolare “Non è mai troppo tardi” e proseguiamo la declinazione di “città della cultura“.marrakech72 A breve l’apertura di cinque nuovi musei. Il Museo della Storia della Città che è previsto sulla Place Jemma el Fna, nella struttura che ospitava l’ex Banca del Marocco; il Museo della Koutobia situato ai piedi del minareto, che sarà consacrato agli autori e scrittori che si sono interessati della Ville Rouge; il Museo della Palmeraie situato appunto nella Palmeraie di Marrakech; il Museo della Botanica e della Fauna in prossimità della residenza del Consolato di Francia e, infine, il Museo Patty Cadby Birch (vedi anche alla pagina Museo Dar el Bacha) che sarà unico nel suo genere in Africa. Capitolo dolente: la circolazione. Uno studio tecnico è stato affidato ad una Società elvetica (mi fa sorridere pensare ad un gruppo di tecnici svizzeri nelle strade di Marrakech, saranno usciti di matto !) specializzata nel genere, per definire  e ridefinire il tracciato e la viabilità della città. Speriamo che nello studio sia stato preso in considerazione il grande problema delle due ruote e l’eventuale costruzione di piste ciclabili. Nello stesso settore la costruzione della tangenziale situata al livello del fiume Tensift, all’uscita della città in direzione Casablanca, che permetterà ai veicoli di arrivare direttamente sulla strada per Essaouira senza entrare nel centro cittadino. Come sempre il sottocapitolo dei parking. golfQuesto spinoso dossier è stato affidato ad una Società mista che, in patnership con la CDG, sta lanciando la costruzione di parkings a diversi livelli e la ristrutturazione di zone già adibite a parcheggio lungo le principali arterie. La Place Bab Doukala sarà una zona prevista dal dossier. Adesso la cosa più importante. Cosa c’è di più importante dell’acqua? In generale tutti lamentano la sua mancanza cronica nella città dove i percorsi da golf prolificano e ne sono previsti un totale di 20 nei prossimo cinque anni. Country Club Sammanah, Assoufid e Managuer (Società) hanno già annunciato le nuove costruzioni di 18 buche in sostituzione dei vecchi campi, con una capacità recettiva pari al doppio. Tenez, Amelkiss, per esempio, arriveranno a 36 buche, il Golf Royal a 27 cosi’ come il Golf Palace Palmeraie. Questo comporterà un consumo di acqua pari ai fabbisogni degli abitanti di Marrakech. La soluzione è stata individuata con la costruzione di una stazione di riciclaggio delle acque usate di 3° livello sviluppata da una Società cinese e belga che sono una referenza in materia; costo dell’operazione circa 1miliardo di Dh. Un altra stazione di depurazione è stata ultimata. Gli odori nauseabondi che scandalizzano i passanti all’ingresso di Marrakech (arrivando da Casablanca) all’altezza del fiume Tensift saranno a breve un lontano ricordo. Grazie al contributo di promoters del golf, nell’ordine di 30 milioni di Dh cadauno, la questione del finanziamento è stata regolata. marrakech8E infine il restyiling  di una serie infinita di piazze, piazzette, stradine e viali che sono in fase di attuazione o in dirittura d’arrivo. La Place della Moschea Moulay Lyazid, la Place Ben Tachfine, la nuova stazione ferroviaria appena inaugurata, i giardini del Aguedal, la medioevale cinta muraria, lo spazio di Lamsellah, lungo la strada di Tassoultant, l’avenue Moulay Abdellah e per concludere il recente troncone del bellissimo  Boulevard Mohammed VI che verrà arricchito con l’apertura di negozi e bar, per animare uno splendido viale un po’ intorpidito. In Avenue Mohammed V avverrà una vera metamorfosi, una volta che i lavori del complesso multidimensionale dell’ex mercato di Gueliz sarà terminato. Dopo un paio di anni di stand-by la BMCE (Banca Marocchina Commercio Estero) ha preso in mano il progetto finanziandolo in toto. Concludendo, davanti a tante promesse, qualche certezza e un pugno di realizzazioni concrete, non si puo’ che sperare in un indomani incantato per Marrakech, per far si che la comunità urbana si svegli e partecipi attivamente su di un palcoscenico unico e irripetibile, quello della Ville Rouge.

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