Sahara occidentale e Polisario (2a parte)

polisario11Nel 1963 il Sahara occidentale venne inscritto, su domanda del Marocco, nella lista dei Territori non autonomi (da decolonizzare), dato che era ancora, a tutti gli effetti, una colonia spagnola. Il territorio ha mantenuto questo Status ancora oggi. L’ONU è direttamento coinvolto in questa situazione dal 1988, quando il Marocco e il Polisario non trovarono un accordo per lo svolgimento del referendum di auto-determinazione, alfine di ottenere un riscontro pacifico al conflitto. Nel 1991 l’ONU ottenne un “cessate il fuoco” tra le parti, secondo un calendario che dichiarava un referendum l’anno seguente. In seguito poi ai disaccordi incessanti sulla composizione delle liste, questo referendum, ad oggi, non è ancora stato attuato. Nell’aprile del 2007, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite adottò una nuova risoluzione (n.1754) che invitava le parti a negoziare “in vista di una soluzione politica giusta, durabile e mutualmente accettabile che permetta l’autodeterminazione del popolo del Sahara occidentale“. Questa negoziazione diretta si svolse a Manhasset, nello Stato di New York. polisario2Il 21 aprile 2008, l’inviato speciale del Segretario Generale dell’ONU, Peter van Walsum ha dichiarato che l’indipendenza del Sahara occidentale, non è ai suoi occhi, un “obbiettivo attendibile“. Walsum dichiarò inoltre  che in effetti l’assenza di “pressioni sul Marocco per far si che abbandoni le sue rivendicazioni di sovranità, fa del Sahara occidentale indipendente una proposta NON realista“. Il 30 aprile 2008, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite adotta la risoluzione 1813 che rinnova in sostanza il mandato del MINURSO sino al 30 aprile 2009, reiterando i principi fondamentali annunciati nelle risoluzioni precedenti ma, in primis, “fa sua la raccomandazione formulata nel rapporto secondo il quale è indispensabile che le parti diano prova di realismo e di uno spirito di compromesso alfine di mantenere l’impronta impressa al processo di negoziazione“. Per l’Unione Africana (ex OUF), la RASD è  uno stato membro con tutte le prerogative del caso. La decisione della UA di accettare la RASD come membro nel 1982 ha condotto il Marocco a lasciare l’organizzazione nel 1985 e, a quel punto, il reame resta il solo Paese africano non membro della UA. Allo stato attuale le frontiere del Sahara occidentale “confinano” con l’Algeria (42 km), Mauritania (1561 km), ed il Marocco con 443 km. Le zone di controllo del Marocco e del Polisario sono divise da un muro di sabbia costruito dai marocchini. Le zone sotto controllo marocchino si trovano ad ovest del muro, la zona sotto controllo del Polisario a est. polisario3Il muro misura più di 2.000 km di lunghezza e permette di bloccare i veicoli; è composto da una serie di barriere fatte con la sabbia, di tre metri di altezza, protette da campi minati e da fortificazioni piazzate ogni 5 km. Secondo la Direzione generale dell’Aiuto Umanitario (ECHO) della Commissione Europea, 155.430 rifugiati saraoui sono presenti nei campi profughi di Tindouf, in Algeria. L’Alto Commissariato delle Nazione Unite per i rifugiati sostiene economicamente 90.000 di questi. Il Marocco contesta queste cifre, e un anziano membro del Fronte Polisario parla invece di 250.000 rifugiati. I quattro principali campi profughi sono: El Aaiun, Awserd, Smara e Dakla, situati subito dopo le città del Sahara occidentale. Esistono delle comunità di rifugiati in Mauritania, sulle isole Canarie, in Spagna e a Cuba. Il Marocco, che considera il Sahara occidentale parte del suo territorio, lo ha incluso nei tre territori/ provincie del sud: Guelmin – Es Smara (una parte), Laayoune – Boujdour -Sakia el Hamra (totalità), Oued Ed – Dahab – Lagouira (totalità). polisario4Questa suddivisione regionale NON è  riconosciuta internazionalmente, e le regioni marocchine coprono ugualmente i territori controllati dal Fronte Polisario, dove il Marocco non esercita nessun controllo (questo territorio è chiamato “zona tampone” e “zona liberata” per il Polisario). La popolazione di questa zona “tampone o liberata”è  composta da qualche migliaia di persone, in maggioranza nomadi che vivono di pastorizia, di pesca e, parte importante, sull’estrazione dei polifosfati, che rappresentano più del 60% dell’export. Le riserve dei fosfati del Sahara occidentale sono le seconde al mondo per importanza, dopo quelle del Marocco, e sono concentrate nella zona di Bou Craa. Nel frattempo gli spagnoli hanno scoperto importanti giacimenti di ferro. Le precipitazioni minime non permettono la produzione agricola ad eccezione di qualche legume e alberi da frutta, coltivati nelle oasi e quindi l’essenziale per la nutrizione umana urbana è di importazione. Il commercio e l’attività economica sono controllati dal Marocco. Per capire qualcosa di più è importante sapere che alcune Società marocchine del settore energetico hanno firmato nel 2001 degli importanti contratti per l’estrazione del petrolio al largo della costa atlantica, cosa che ha provocato l’ira del Fronte Polisario. Il livello di vita medio del Sahara occidentale è sensibilmente inferiore a quello del Marocco ma, il tasso di povertà, è il più basso in assoluto del Marocco. polisarioNel Sahara occidentale non esistono ferrovie ma solamente 6.200 km di strade, di cui solo 1.350 sono asfaltate. I principali porti atlantici sono quelli di Ad Dakla, Boujdour e Laayoune (a Laayoune è presente il più grande nastro trasportatore del mondo, 96 km di lunghezza, che porta il fosfato da Bou Craa al porto). Il piano d’autonomia depositato all’ONU nel 2007, redatto dal CORCAS, è stato giudicato in maniera positiva da tutti gli Stati membri. E’ un piano ambizioso, generoso, a volte un po’ ambiguo, ma di fatto è una soluzione. Il nodo centrale è che lo Stato Centrale (il Marocco) riconoscerebbe la futura “Regione Autonoma“, intendendo però conservare gli attributi di sovranità, che sono: la bandiera, l‘inno nazionale, la moneta, ma anche il ruolo religioso del Re, gli Affari esteri e la Sicurezza Nazionale (che vuole significare, l’Arma militare o la Polizia?). Queste prerogative dello Stato saranno trattate da Laayoune da un “delegato del governo“. I saharaoui continueranno ad essere rappresentati al Parlamento nazionale e a partecipare a tutte le consultazioni elettorali del reame. L’amministrazione, il commercio, l’industria, il turismo, il fisco locale, le infrastrutture (acqua, elettricità e lavori pubblici), i trasporti, l’habitat, l’educazione, la salute pubblica, lo sviluppo, lo sport, la cultura, la sicurezza sociale, l’ambiente ecc..saranno  sotto il controllo diretto della Regione Autonoma. polisario5Il piano parla anche di una polizia “locale”, ma non e specificato se lavorerà sola o con la Sicurezza Nazionale. L’agricoltura dovrà essere, anch’essa, gestista dalla Regione. Ma la pesca, risorsa importante del Sahara, è inclusa nella agricoltura?. Il controllo di tutte queste attività sarà operato da un sistema di potere classico, integrando le dimensioni legislative, esecutive e giudiziarie. Il Parlamento sarà composto, da una parte, dai “membri eletti dalle diverse tribù del Sahara” e dall’altra parte da “membri eletti per suffragio universale diretto“, dall’insieme della popolazione della Regione. Tutta questa transizione “dovrebbe” avvenire previa “amnistia generale” di tutti i soldati del Polisario. La demobilizzazione, il disarmo e il rimpatrio dovranno essere gestiti da un Comitato transitorio formato da alcuni rappresentanti del Marocco e del Polisario. Tutto questo, se diventasse reale, sarebbe un sogno, Il prezzo da pagare è alto, per tutti, ma per regolare un problema internazionale così importante, credo sia giusto così. Nessun prezzo è più alto di quello che pagano quotidianamente i migliaia di rifugiati, le persone incarcerate e torturate (nell’ormai triste e famoso Carcel Negro), della fame e delle terribili condizioni di vita dei bambini e degli anziani. Dopo oltre 30 anni di lotta, penso che certi ideali diventino, loro malgrado, delle utopie, belle finchè si vuole, ma irrangiungibili, impossibili da realizzare. I sogni si sà, durano poco, questo dei sarhaoui è durato tanto ed il risveglio potrà essere duro, mai quanto  il prezzo pagato in questi lunghi anni di guerra dalle vittime civili di questa Intifada marocchina.

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18 risposte a “Sahara occidentale e Polisario (2a parte)

  1. Post interessantissimo!
    Quando nel ’94 (con la mia povera Uno.Lo so sono ripetitivo…)sono arrivato fino a Laayoune non ho trovato, sulla via costiera, nessun controllo particolare.Unico momento di tensione vicino al bellissimo “hotel” fort Bou-Jerif, che infatti è un po’ nell’interno.
    Adesso ci sono posti di blocco? La parte di Marocco controllata dal Polisario è (penso)in qualche modo aiutata dall’Algeria?(nel 94 mi dissero che usavano la valuta algerina ad esempio).

    P.S.sai per caso se il Fort Bou-Jerif è ancora in attività?

    Sembra un questionario, ma non lo è…

  2. Ciao Anafi, si i posti di blocco esistono,a partire da Guellimine, Tan Tan ecc..da Layoune a scendere esiste una vera e propria dogana con barra chiusa e guardiola per il controllo..per gli europei non ci sono problemi, appena vedono il passaporto europeo o comunque estero lasciano immediatamente il passo; del Fort Bou – Jerif non ho informazioni a riguardo… per quanto riguarda l’Algeria se hai voglia di leggere la prima parte è spiegato molto chiaramente il ruolo che ha questa Nazione in tutto questo brutto affare… la tua povera Uno..potesse parlare ancora..!!!

  3. Le operazioni dell’esercito di liberazione nel sud, una pagina radiante dell’epopea dell’indipendenza 21/11/2008

    Il popolo marocchino commemora, del 20 al 23 novembre, il 52esimo anniversario del lancio delle operazioni dell’Esercito di liberazione nel sud del regno, che ha costituito una pagina radiante nell’epopea del completamento dell’indipendenza e dell’integrità territoriale.

    Il popolo marocchino ed i figli di questa regione il cui contributo alla lotta nazionale è stato più i significativi, non possono che essere fieri di quest’anniversario che ravviva la memoria di avventure gloriose che danno tutta la misura del loro attaccamento al trono Alaouite ed all’unità nazionale.

    Quest’anniversario costituisce tanto un’occasione di ricordare i sacrifici acconsentiti dal popolo marocchino ed il trono per mettere in fallimento i tentativi di smembramento del regno e recuperare la piena sovranità della nazione e difendere le basi dell’identità nazionale.

    In quest’opera liberatoria, l’importanza della mobilizzazione dei resistenti delle province del sud merita di essere messa in rilievo, tanto è stata l’espressione della volontà dell’emancipazione nazionale, ed una dimostrazione luminosa della devozione e del patriottismo del popolo marocchino di fronte alle convoitise del colonialismo.

    Così, i nazionalisti che appartengono alle tribù sahariane hanno condotto combattimenti eroici in diversi settori della regione di Sakia Lhamra ed Oued Eddahab, che ottengono vittorie luminose, in particolare nelle battaglie di Dchira, Lblaya, Lemssid ed Erghioua.

    Più al nord, le tribù Baâmrane hanno attaccato bravamente 16 centri spagnoli, che infliggono loroimportanti perdite materiali ed umane ed il costrittivo a battere in pensione verso la città di Sidi Ifni.

    Queste cime fatte sono state registrate in occasione di combattimenti, in particolare, a Tabloukt, Bizri, Boursas, Tighza, Bijarfan, Sidi Mohamed Ben Daoud, Alalan Tamoucha e Sidi Ifni.

    In concomitanza, il Marocco conduceva un combattimento politico a completare l’ unità nazionale e svolgeva un’azione diplomatica intensa al livello delle istituzioni internazionali.

    Infatti, fuoco SM il re Mohammed V non aveva cessato di richiedere il diritto del Marocco di liberare suo Sahara, in particolare nel suo discorso famoso pronunciato il 25 febbraio 1958 a M’Hamid Al Ghizlane dove è stato accolto dalle delegazioni ed i rappresentanti delle tribù sahariane che hanno affluito di ovunque per rinnovare la loro fedeltà (Beiâ) al sovrano e ribadire il loro impegno da difendere l’integrità territoriale del regno.

    Questi sforzi instancabili sono stati coronati, d’accesso, con il ritorno di Tarfaya nel grembo della nazione nel 1958 e della città di Sidi Ifni il 30 giugno 1969, quindi per l’organizzazione, il 6 novembre 1975, della Marcia Verde gloriosa che ha dato una dimostrazione magistrale al mondo intero della profondità delle aspirazioni unitarie del popolo marocchino e della sua mobilizzazione dietro fuoco SM Hassan II, per completare l’unità territoriale del regno.

    Il recupero di Oued Eddahab il 14 agosto 1979 dimostra, a sua volta, l’ancoraggio indefettibile delle tribù sahariane nella base fondatore dell’identità e dell’unità nazionali.

    Oggi, il Marocco, sotto la condotta illuminata di SM Re Mohammed VI, mantiene il suo slancio di mobilizzazione per difendere la sua integrità territoriale custosamente acquisita, pur ribadendo al mondo intero la sua volontà ferma d’ operare al trattamento di tutti gli aspetti di un conflitto artificiale ed a rafforzare la cooperazione nella regione del Magreb per concretizzare le aspettative dei suoi popoli.

    L’iniziativa marocchina di assegnare un’autonomia allargata alle province del sud si è iscritta in questa linea di condotta prudente ed emana dalla volontà ferma del sovrano che ha evocato, nel suo discorso del trono del 30 luglio 2008, la svolta positiva che conosce la nostra causa nazionale.

    ” Gli sforzi sostenuti fatti arditamente dalla nostra diplomazia offensiva hanno risultato in uno sviluppo positivo e sostanziale. Si tratta nel verificarsi del riconoscimento per l’ONU della serietà e della credibilità di nostra iniziativa coraggiosa d’autonomia, come pure un carattere non realistico ed illusorio del separatismo.

    Parallelamente, abbiamo registrato un sostegno internazionale crescente a favore della sovranità del regno sul suo Sahara” , ha detto il sovrano.

    ” Tutto così risolutamente, affermiamo il rifiuto, da parte del Marocco, di ogni tentativo che mira ad imporre il fatto compiuto o minacciare la sua integrità territoriale” , ha aggiunto SM il re.

    La celebrazione del 52esimo anniversario del lancio delle operazioni dell’Esercito di liberazione nel Sud-Est così un’occasione adatta per perpetuare i valori nobili di patriottismo ed i loro significati profondi alle generazioni presenti e future.

  4. Paolo devi capire che per noi marocchini il Sahara non si discute , c’e siamo e c’e resteremo , poi non esiste nessuna parte controllata dal Polisario , queste terre sono state lasciate apposta dal esercito marocchino come cuscinetto fra il muro e la frontiera algerina , se non c’e fosse il cessate il fuoco queste terre se possono bonificare in 24 ore .Il Polisario ha il suo quartiere generale a Tindouf in Algeria …nella parte che tu chimi controllata dal Polisario non esiste nemmeno un accampamento di tende …

  5. Ciao Kous Kous, non entro nel merito politico della storia. Penso pero’ a tutti i rifugiati che da anni vivono in condizioni inumane e sono convinto che sia ora di mettere fine a questa situazione non degna di un qualsiasi paese civile e moderno. Penso, per esempio, alla primavera scorsa quando la CRI lancio’ un appello perchè i magazzini di stoccaggio alimentare erano praticamente VUOTI e migliaia di persone erano a rischio carestia. Penso poi alle torture, perpetrate da entrambi le parti. Il problema è che a livello internazionale quasi nessuno parla di questa tragedia e ai piani alti, come sempre, ci sono delle priorità diverse.

  6. si pensiamo tutti ai poveri rifugiati tenuti in ostaggio da quella milizia comunista chiamata Polisario con la complicità’ dell’Algeria , il Marocco ha sempre le porte aperte per tutti i saharawi che possono scappare e raggiungono la madre patria , gli si da aiuto e casa subito e sono liberi di muoversi liberamente come tutti i cittadini marocchini …invece i saharawi tenuti in ostaggio nel sud dell’Algeria non possono ne muoversi ne esprimere il loro dissenso….i saharawi che vivono in Marocco sono totalmente liberi … la situazione di quelli nel sud Algeria e’ da mettere sul conto del Polisario e di sua patrona l’Algeria non certamente del Marocco…poi gli aiuti alimentare inviati al Polisario non arrivano mai ai rifugiati perché sono rivenduti dai dirigente del Polisario sui mercati del Mali e del Mauritania …

  7. visita il Sahara marocchino , Layoune Dakhla etc … e vedrai di prima mano , per esempio Dakhla e’ oramai diventata famosissima per il surf , 2 mega progetti turistici sono stati annunciati poche giorni fa a Dakhla ….secondo me diventerà presto la nuova Hawai per il surf

  8. Ci sono già stato…una cattedrale in mezzo al deserto….e poi è completamente tagliata fuori dai percorsi turistici….è chiaro che tutti quegli investimenti sono stati fatti per dimostrare la presenza dello Stato…..vedremo……..ad oggi ci sono solo tanti soldati….

  9. no no i nuove investimenti sono da capogiro del ordine dei 600 milioni di dollari annunciati un paio di giorni fa da 2 gruppi uno Russo e un altro e’ l’Orascom egiziano quello che ha costruito Sharm Sheikh …c’è sarà il turismo balneare con collegamento aereo …io se avesse dei soldini non esiterei un secondo per investirli li …quella zona e’ ancora vergine la spiaggia e’ dei migliori e poi c’e la transahariana (l’unica in funzione in Africa ) che la rende altamente strategica …una volta che il ponte sul fiume Senegal fra Mauritania e Senegal sarà finito che e’ l’ultimo pezzo mancante ….quella transahariana sarà’ altamente strategica ….se non sei d’accordo …va bene …

  10. Dejad me encontrar un poco de tiempo libre!

    Tengo mucho que decir, y en respuesta a la fedelidad de Monsieur Hassan Mesbahi (24 Nov. 2008), tandremos que hacer comparar nuestros datos y no nuestros sentimientos. Yo, soy marroquí pero no como todos. El se refiere al Sahara y su rey. Yo al maghreb unido tal como lo vio Louis Hubert Lyautey. Me he formado gracias a la Metropol y a los Franceses. Me gusta la libertad de expresion a lo Occidental y no a aquella determinada por la gente del Imam / Hocine / Innsbruck.

  11. Ciao Hocine, bienvenido una otras vez….
    sono pienamente d’accordo con te…siento que tu es un hombre muy democratico, libre e moderno.Lyautey creo que fue un esemplo de colonialismo no distructivo ma costructivo.

  12. Monsieur Pablo,

    Qué pasa con mi largo comentario? Monsieur Hassan Mesbahi tiene prioridad? Qué es la libertad? No llegaré nunca a explicar Dios, el Diablo, el Paraiso e el Infierno. Pero de los profetas, de los políticos y de los tiranos puede decir tanto!

    Saludos / Hocine

  13. Espero no haber hecho molestar a nadie. Al finalizar las elecciones americanas, Obama y Palin, a pesar de sus diferencias bailaron juntos / Viva la democracia / Hocine

  14. Hocine, no molestia ningun..verdad….. el problema es que uno del los post es mas largo e non es possible publicarlo..por favor un poco mas corto.. es un problema tecnico….
    muchas gracias por la tua disponibilidad…. Hasta pronto

  15. gracias Pablo,

    me gusta le gente diplomatica! así como tiene que ser. no hay que enfadarse nunca en política y en filosofía.

    Hocine / Innsbruck

  16. Ciao Paolo,
    Vorrei solamente dire un piccol ma grande chiarimento, soltanto nella teminologia che usiamo ogni tanto in Italia, quella relativa al rifugiato.
    ritorno al suo intervento su: Rifugiati o non rifugiati?! pensiamo o non penssiano alla tragedia di Tindouf?!
    Andiamo in ordine,in Italia, il rifugiato gode di diversi diritti: Richiesta dello Statuto di rifugiato, integrazione nella società locale, residenza, la libera circolazione, un sostegno anche economico, lavoro, partecipazione alla vita locale… Mentre a Tindouf la gente nelle tendopoli non hanno questi diritti.
    Oltre a pensare alla drammatica situazione in cui vive la popolazione delle tendopoli, noi e tutti gli amanti della libertà non stiamo zitti, denunciamo tale situazione l’unica nel mondo dove una popolazione costretta a vivere in condizioni inumane.
    Sig. Paolo, proprio in questi giorni festeggiamo 60° anniversario della dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo, ma questa non esiste, anzi è vietata a Tindouf dall’Algeria e dai separatisti. Questa popolazione è priva anche del diritto di essere censita, per non parlare del diritto di espressione, di circolazione, di avere una carta di identità algerina, di integrarsi nel tessuto locale…
    io non solamente penso ma non taccio, faccio tutto affinché venga applicato il diritto universale della persona a Tindouf, affinché abbia il diritto ai diritti.

  17. Pablo!

    En cuanto a su artiículo Hajj /Mecca

    veo bien a peregrinos del mundo entero selebrando una fraternidad y una muy admirable paz. Pero lo que no mi gusta es degollar al Cordero!

    Esta tradicion de nuestro Abraham no me gusta nada. A mi juicio, para honorificar a su Dios, en vez del cordero Abraham oviera sacrificar a Ishak o al otro (Ismael) y mucho mejor ambos. Así el cielo oviera ahorrado tantos problemas entre árabes y hibráicos (Musulmanes y Judíos). La más Victima es el cordero! Porfavor no se debe degollar ni a animales, ni a seres humanos. Para alimentarnos,la naturaleza pone a nustra disposicion lo mejor de su riqueza y el animal debería tener más derechos que nosotros.

    Houcine

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