Crisi? No Grazie!

provaplaceLa crescita marocchina non cede è si attesterà intorno al 6,5 % nel 2008, secondo i calcoli del Fondo Monetario Internazionale (FMI). La Borsa di Casablanca ha perso meno del 6 % dall’inizio dell’anno e Abdellatif Jouahri, Governatore della Banca Centrale del Marocco, spiega il perché di questo successo. La causa sostanziale è che le banche marocchine non sono state contaminate dai prodotti tossici perchè nessuna banca aveva mai acquistato questa tipologia di prodotti e, controllando l’esposizione delle banche con clienti non residenti, questi prodotti non superano il 4 %  del loro attivo. Altra freccia piazzata al centro è stata la messa in opera di alcuni importanti indicatori d’allarme. La Borsa di Casablanca ha registrato un leggero ribasso che si traduce in alcune correzioni tecniche dovute a movimenti di incasso di capitali stranieri, che non eccedono comunque il 2 % della capitalizzazione globale e, ad oggi, i flussi sono invariati. Capitolo a parte il settore immobiliare: l’attività immobiliare in Marocco pesa un 14 % del prodotto interno lordo (PIL), quando rappresenta il 70 % in Inghilterra e negli Stati Uniti. Per evitare le bolle immobiliari la Banca Centrale marocchina ha richiesto alle banche un codice di buona condotta (inizi del 2007) che esclude i finanziamenti a rischio nei programmi immobiliari. Le banche sono obbligate ad inviare mensilmente un report concernente gli investimenti dei grandi gruppi del settore. Il core bussiness del settore immobiliare è comunque la costruzione di immobili sociali e di medio standing che beneficiano dell’intervento di un fondo di garanzia statale. Vero è che sarà presuntuoso pretendere che il Marocco non sarà toccato da questa crisi che si sta evolvendo in modo incerto e volitivo. Le esportazioni tradizionali come il tessile soffriranno sicuramente in questi mesi. Il turismo resiste, nessun contratto è stato stracciato, neppure dai gruppi spagnoli in difficoltà e il flusso dei visitatori non ha riduzioni significative allo stato attuale. Il FMI, nella sua analisi, denota anche che il budget dello Stato ha sopportato bene l’aumento della dotazione della Cassa di Compensazione che  concede queste convenzioni statali, senza che il deficit budgettario oltrepassi il 2,4 % nel 2008 e il 3 % nel 2009. Questo si traduce in un non intervento di liquidità. Il governo marocchino sta lavorando su di un progetto di sovvenzioni con l’aiuto del FMI e il Paese si sta dirigendo verso un plafond massimo di montante che non dovrà superare il 3 % del PIL. La scommessa ora è quella di aiutare la popolazione che è in seria difficoltà per l’aumento feroce dei prodotti alimentari e ovviamente quelli energetici.

Fonts: Le Monde – Alain Faujas

2 risposte a “Crisi? No Grazie!

  1. morale della storia , le piccole e medie imprese italiane sono invitate a venire investire in massa in Marocco ,per approfittare della nostra mano d’opera a basso costo e far fonte all’ Asia , approfittare della situazione strategica del Marocco e della sua apertura tramite accordi di libero scambio con USA UE e paese arabi ed africani , per esempio i prodotti italiani fatti in Marocco possono entrare in America senza dazi , ed infine approfittare delle nostre infrastrutture come il nuovissimo porto di Tangeri (il più grande del mediterraneo) e la sua zona Franca adiacente …. comunque francesi spagnoli ed inglesi stanno gia investendo in massa in Marocco …gli italiani tranne pochissimi hanno ancora un bloccaggio emotivo ed esitano a fare il salto ..ma gente come paolo possono diventare come ponti per spaccare il ghiaccio della incomprensione e la diffidenza che purtroppo esistano fra i nostri due paese …

  2. Pingback: Notizie dai blog su Fmi: in Italia nel 2010 il Pil crescerà dello 0,8%·

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