Tanjia Marrakchie, carne è virilità

La Tanjia è il piatto emblematico di Marrakech. Punto. Sta a Marrakech come la bagna cauda sta a Torino, la bouillabaisse a Marsiglia e il pan tomate a Barcellona. La ricetta è molto semplice ma, lo ricordo, è un piatto cucinato eslusivamente dagli uomini. La cottura è tutto un poema. Bisogna portare la giara di terracotta al “farnatchi“, il forno a legna che scalda gli Hammam tradizionali, presenti in ogni quartiere della medina. Dovrà cuocere per ore ed ore (in base a quanti kg di carne sono presenti) sotto la cenere calda, mai a contatto del fuoco vivo.. Vero è che si può usare, perdendo tutta la parte poetica e anche un po’ di gusto, la pentola a pressione o il forno, quindi si risparmia sul tempo di cottura.  C’era una volta a Marrakech, molto tempo fa, un uomo e una donna che passavano molto del loro tempo a urlarsi dietro e insultarsi. Un giorno, nel corso di una discussione, la donna urlò al marito: “tu gridi, gridi, ma tu non potrai mai sbarazzarti di me. Se non sono sempre qui tu non saresti in grado di cucinarti nemmeno il pranzo!“. Il marito prese molto male questo attacco insidioso e si promise di trovare una soluzione. Il vero problema era che realmente di cucina non ne sapeva nulla, ma non si scoraggiò (l’onore di tutti gli uomini del reame era in gioco). A quel punto prese tutti gli ingredienti che trovò in cucina, mescolò tutto in una giara e si diresse al forno dell’Hammam (perchè ovviamente non era in grado di usare ne un barbecue e tantomeno un forno tradizionale, il canoun). Così nacque la Tanjia e da quel giorno soltanto gli uomini di Marrakech preparano questo piatto straordinario, per dimostrare alle loro donne che possono stare senza di loro (ovviamente è una leggenda che qui si narra spesso).  Molti marrakchis aggiungono della noce moscata agli ingredienti. La noce moscata ha un effetto allucinogeno se usata in forti dosi e non sto a raccontarvi il dopo pasto! Una sorta di “space Tanjia”  per dirla fashion. Vero è che i marrakchis sono molto legati alla Tanjia pur non essendo un piatto per la festa, ma un piatto dell’amicizia. Gli artigiani, i colleghi d’ufficio o gli studenti, la preparano regolarmente per pranzare insieme, di preferenza all’aperto, magari sotto l’ombra di un arancio, in qualche giardino della città. È un momento di legame molto stretto, confidenziale, sicuramente “maschilista“, potrei paragonarlo al nostro aperitivo dopo lavoro o la cena intima quando si è in vena di confessioni. Ecco, è un piatto che assomiglia alla città e ai suoi abitanti; elaborata e leggera, speziata e dolce, rustica e raffinata. Come Marrakech, è un piatto che necessita di tutto il suo tempo e non è consigliata alle persone che vanno di fretta.

Ingredienti: Carne di agnello o di vitello, 4 spicchi d’Aglio, 1 cucchiaio di Cumino, 5 pistilli di Zafferano, 1 Limone candito, Ras el Hanout (un mix di 20 spezie del droghiere, lo trovate in qualche negozio di alimentari etnici, 1 cucchiaio colmo), 100 gr. burro ( se é possibile rancido), Olio di Oliva ( 1 tazza da caffé), Acqua (2/3 bicchieri)

Preparazione: Per prima cosa la sera prima o, in extremis, qualche ora, si deve mettere a marinare la carne con il sale, cumino, zafferano, ras el- hanout e un poco di acqua. Si aggiunge 4 spicchi d’aglio, un bicchiere colmo di olio di oliva, dei pezzi di limone candito e un po’ di burro rancido (va bene anche il burro normale).  Inserire tutti gli ingredienti nella giara, coprire con acqua e chiudere con della carta, bucherellarla con una punta di coltello e fissarla con dei filo di ferro. Cuocere, possibilmente sotto la cenere per 4/6 ore (dipende appunto dalla quantità di carne). Se volete prepararla al forno inserite la giara nel forno già caldo a 220°, per circa  3 ore. La preparazione è facile, come potete constatare; il tempo di preparazione può cambiare se avete bisogno di capire la differenza tra Ras el Hanout e il pepe, tra limone candito e lime o, nel peggiore dei casi, per incerottarsi a causa dei buchi fatti nelle dita, anziché sulla carta. Buon appettito comunque!

5 risposte a “Tanjia Marrakchie, carne è virilità

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