Investire in Marocco

Nel contesto attuale della crisi finanziaria internazionale, il settimanale britannico Sunday Times ha pubblicato domenica scorsa una lista dei sei Paesi che hanno realizzato dei risultati finanziari positivi dall’inizio di questa crisi. Secondo il Sunday Times le piazze borsistiche di questi Paesi, tra cui il Marocco, sono considerate come” stabili” ed investire sarà meno rischioso. Il giornale per realizzare questa classifica ha lavorato con l’indice MSCI World che offre agli investitori delle referenze per la gestione dei loro portafogli. Secondo questo indice la Tunisia e il Marocco fanno parte di quei sei Paesi (con la Giordania, il Libano, il Sultanato dell’Oman e il Qatar) che stanno meglio, resistendo alla crisi finanziaria in corso in prospettiva dei dodici mesi. Hanno previsto su questo periodo una crescita del +23% e del +2% del loro valore borsistico. I due Paesi del Maghreb hanno ottenuto “dei risultati decenti” dall’inizio della crisi (subprime) dell’estate scorsa.  Pare che abbiamo avuto migliori risultati anche dei BRIC (Brasile,Russia,India, Cina). Diverse ragioni possono spiegare queste performance: in primo piano l’aumento dei flussi di investimento che arrivano dai Paesi del Golfo. Dopo, nel caso della Tunisia, la poca partecipazione straniera alla capitalizzazione della Borsa. Nel caso del Marocco le ragioni della resistenza alla crisi finanziaria sono descritte in un articolo del Financial Times del 2 ottobre. Le riforme iniziate dal Governo centrale hanno sicuramente rinforzato le fondamenta dell’economia del Paese e permesso di riassorbire lo choc generato dal rialzo in corso dei prodotti petroliferi e agricoli. Queste performances marocchine sono anche spiegate dalla diversificazione del capitale che arriva con i MRE (marocchini residente all’estero). Conseguenze: il Governo ha potuto aumentare le sovvenzioni sui prodotti alimentari ed energetici. Lo choc finanziario sembra dunque essere contenuto in Marocco. L’inquietante tendenza al ribasso osservata in questi ultimi giorni alla borsa di Casablanca é attribuibile ad un “effetto psicologico” dagli specialisti. Un recente studio realizzato dal Centro marocchino di Congetture (CMC) sull’impatto di questa crisi finanziaria sul Reame arriva pero’ a spazzare via tutte queste certezze, scrive l’Economiste; secondo questo studio il Marocco potrà, in ragione di questa crisi, perdere tra l’1,5% e il 2% di crescita per questo anno. Una crescita inzialmente stimata al 6,5% dagli esperti del settore.   A chi credere?

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