Libertà di religione

Washington saluta il progresso del Marocco in materia di libertà religiosa. Nel suo rapporto 2008, pubblicato il 19 settembre scorso, il Dipartimento di Stato americano ha riconosciuto gli sforzi fatti dal  Marocco nel settore religioso, e del suo ruolo a promuovere la comprensione e la tolleranza tra le differenti religioni. “Il Marocco partecipa all’Alleanza delle Civilizzazioni insieme ad altri gruppi internazionali che promuovono la tolleranza religiosa” sottolinea il rapporto che Analizza ben 198 Paesi. Si sofferma anche sulla coabitazione tra le comunità musulmane, ebree e cristiane nel paese. “La comunità ebrea e cristiana partaicano apertamente la loro fede. Una piccola comunità hindù puo’ allo stesso modo praticare liberamente e organizare i suoi servizi religiosi“. Il Dipartimento americano informa che le Autorità marocchine accordano dei vantaggi fiscali, dei terreni, dei sussidi e alcune esenzioni di imposte  per le importazioni necessarie alle attività religiose dei gruppi più importanti nel Paese; i cristiani e gli ebrei. Il budget annuale dell’educazione finanzia l’insegnamento dell‘Islam nelle numerose scuole pubbliche, e l’ebraismo in alcune di queste scuole. Da non dimenticare che a Casablanca esiste un prestigioso Collegio cattolico privato, gestito interamente da suore, dove ogni anno vengono iscritti alunni prevalentemente musulmani. “Il Governo finanzia ugualmente gli studi sulla cultura ebraica e il suo patrimonio” aggiunge il rapporto che ricorda in modo significativo come nell’Università di Rabat si insegni l’ebraismo e le religioni comparate sotto l’egida del Dipartimento degli Studi Islamici. Attraverso il Paese più di 13 professori insegnano il giudaismo ed il Marocco é il solo Paese arabo che dispone di un Museo Giudeo. Senza parlare delle commemorazioni ebraiche annuali che hanno luogo attraverso il Paese, dove i pellegrini ebrei hanno la possibilità di visitare regolarmente i loro luoghi di culto sacri. Questo documento precisa che una piccola comunità di cristiani stranieri gestisce delle chiese, degli orfanotrofi, degli ospedali e delle scuole senza restrizioni da parte del Governo. Il rapporto dichiara gli sforzi del Ministero degli Habous e degli Affari Islamici nella lotta contro le ideologie estremiste e la promozione della tolleranza e la moderazione religiosa. Unica pecca: questo documento ha anche sottolineato che il proselitismo costituisce un reato agli occhi della legge penale marocchina. Alcune sette come i Bahais (400 adepti) e gli sciiti, secondo il rapporto praticano il culto nella clandestinità per paura di rappresaglie; questo succede anche per i marocchini che scelgono di convertirsi ad altre fedi.

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