Crisi Mondiale… e il Marocco?

Il Re Mohammed VI ha richiamato ieri i rappresentanti delle Banche centrali e degli Istituti di emissione arabi riuniti a Marrakech, di dare prova di “prudenza” davanti alla crisi finanziaria internazionale, in un messaggio inviato ai partecipanti. I settori bancari e finanziari arabi possono “evitare le ricadute dellle deregolamentazioni finanziarie sopravvenute a livello mondiale“, ha affermato il Re nel testo, letto a suo nome dal Governatore della Banca Al-Maghrib (la Banca Centrale marocchina) Abdellatif Jouahri. Mohammed VI ha ugualmente richiamato le banche centrali arabe a “dare prova di celerità nell’applicazione delle riforme strutturali e l’adozione delle politiche economiche mirate a consolidare gli equilibri fondamentali“. Il Re ha concluso il suo messaggio affermando che le riforme del sistema finanziario introdotte in Marocco hanno prodotto “una crescita rapida e sostenuta sin dal loro debutto del decennio in corso“. Secondo una nota pubblicata dal CMC, il Marocco perderà certamente da 1,5 a 2 punti percentuale di crescita in seguito a questa crisi finanziaria che tutto il mondo sta conoscendo. L’inflazione poi dovrà stabilizzarsi sul 4’5%  per la prima volta dopo diversi anni.  Il Marocco comunque sarà risparmiato dalle ricadute negative della crisi finanziaria ed il reame é posizionato al 7° posto nella classifica dei paesi arabi che possono ancora realizzare dei risultati finanziari durante gli ultimi mesi dell’anno.  Secondo il più importante quotidiano economico del Paese,  L’Economiste, i punti chiave di questa crisi che si andranno a creare sono tre: la crescita come accennato dal CMC, gli investimenti diretti stranieri e il transfer di liquidità dei MRE (marocchini residenti all’estero). Il rallentamento della crescita sarà dovuta alla poca domanda interna con la contrazione probabile delle attività legate al turismo. Gli analisti del CMC, spiega il quotidiano, danno come attività più vulnerabili quelle legate al trasporto, alla restaurazione e alle attività artigianali (export), e ancora le attività legate alla costruzione di immobili.    

Fonts: AFP

Credits: www.leconomiste.com

Credits Images: L’Economiste

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