Matrimoni borderline.

Lui indossa un elegante completo nero. Lei, un foulard e un pull bianco su una gonna beige. Miloud, 29 anni, e FatimZora, 16 anni, attendono pazientemente negli uffici degli Affari della Famiglia, tra pianti di bambini e urla di genitori, al primo piano del Tribunale di Mohhamedia, città industriale a trenta Km a nord di Casablanca. Sala 21: é là, a porte chiuse, che il giudice dei minori si appresta a riceverli per accordare, o no, l’autorizzazione a sposarsi. Una sorta di deroga perché, dal 2004, l’età legale per il matrimonio, delle ragazze, é passato da 15 a 18 anni. La coppia, che si conoscono da quattro mesi, sono speranzosi. La data del matrimonio é già stata fissata: febbraio, annuncia, sorridente, il fidanzato meccanico. La Sign.a Mourad Bekkouri, avvocato a Rabat, ha denunciato in questi giorni lo sceicco integralista Al Maghraoui, che aveva autorizzato con una Fatwa, il matrimonio con delle bambine.  Il risultato, grande, enorme in tempi di fondamentalismo sempre più radicale, é stato che il Consiglio Supremo degli Oulema (massima autorità in campo religioso presente nel Governo) ha denunciato questo “mistificatore”. Ma dopo cinque anni dall’ingresso del nuovo codice della famiglia, la Moudawana, voluta foremente da SAR Mohammed VI, il matrimonio di minori rappresenta ancora il 10% delle unioni nel Paese. “Nel 2006, più del 89% delle richieste di matrimonio di minori sono state accettate”, valuta Nabila Jalal, 27 anni, assistente giuridica alla Lega Democratica per i Diritti delle Donne (LDDF), che ha commissionato una sua inchiesta nel Paese. Per accontentare gli islamisti, il codice della famiglia lascia un margine alla giurisprudenza per delle “eccezioni“, senza fissare un età minima. Lahsen Nadane, giudice di minori al tribunale di Mohhamedia (che nel 2006 ha autorizzato a sposarsi una bambina di 13 anni e sette altre di 14 anni) assicura che tutto questo é a fin di bene per la famiglia: “Una volta su tre i futuri sposi si presentano davanti a me con la festa di matrimonio già preparata, la giovane con l’Henné sulle mani, e il più delle volte é già incinta! Cosa volete che faccia?”. Un caso altresi’ frequente: “Per risparmiare alla famiglia il disonore di una gravidanza senza marito, il padre sporge denuncia contro il presunto genero per violenza carnale, assicurando al giudice che é pronto a ritirare la denuncia e perdonarlo se accetta di sposare la figlia”, spiega Soumaya Naamane Guessous, sociologa casablanchese.  In certe Regioni molto povere e marginate del Marocco come il Rif o l’Atlas le bambine sono considerate ‘jdate” (pronte) dalla pubertà e la maggiorparte di queste  sono date in spose all’età di 13 o 14 anni, con il matrimonio detto “Orfi” (consumato). Questo tipo di matrimonio é gestito esclusivamente dalle famiglie, senza giudice o notaio, con solamente la lettura della “Fathia” (una Soura del Corano); qualche regalo, un montone e le grida youyou per prendere a testimone i vicini di casa. Tutto questo compôrta una serie di conseguenze, anche gravi, essendo la sposa senza alcun diritto riconosciuto quindi violenze, ripudio della famiglia in caso di decesso del marito e quant’altro. Il dato ancora più agghiacciante é che tutto questo non avviene esclusivamente nelle famiglie povere, senza cultura, ma recentemente una importante famiglia di Casablanca ha sposato il figlio, farmacista, con una ragazzina di 14 anni! La Moudawana esiste, é un enorme passo avanti per la società ma la sua applicazione é incancrenita dalla corruzione. In tutto il Marocco i militanti attendono con apprensione una valutazione rigorosa della legge  e una vera campagna di sensibilizzazione, non come l’ultima dove lo Stato ha speso milioni di Dh in spot televisivi quando nei villaggi rurali, dove accadono più frequentemente questi matrimoni, non  é attiva l’elettricita e quindi inservibili.

Fonts: Cerise Marechaud – La Croix / Ph. Annelisehering – Flickr.com

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