Indigènes

Questo film, ora disponibile in dvd, ha avuto il grande merito di ricordare al mondo un aspetto facilmente dimenticato della liberazione della Francia. Nel 1943, l’armata francese recruto’ in Africa del nord colonizzata, degli “indigeni” per liberare la madre patria oltre alla campagna nell’Italia occupata. Questa rimonta vittoriosa sui tedeschi fu raggiunta grazie all’apporto di 200.000 uomini, 130.000 indigeni, 110.000 maghrebini e 20.000 africani neri. Il resto delle truppe era composto da due terzi dai “piedi neri” e per un terzo dai giovani francesi che sconfissero l’occupazione nazista. Il film racconta la storia dimenticata dei soldati indigeni attraverso l’epopea di quattro di loro. Abdelkader, Said, Messaoud e Yassir. I quattro hanno una reputazione ottima, senso del dovere, coraggio e abnegazione sono tutt’uno con lo spirito combattivo e la tenacia davanti al nemico e ai combattimenti. Ciascuno di essi persegue un obiettivo durante tutta la traversata della Francia che liberarono, armi alla mano. Yassir pensa al bottino che riuscirà a recuperare dai nemici, Messaoud, sorpreso dall’accoglienza dei francesi, desidera sposarsi con una giovane che ha conosciuto durante uno dei tragitti e Said, miserabile del Marocco, spera di trovare una famiglia nell’armata francese. E infine Abdelkader che si batte per la libertà e l’uguaglianza, dentro l’armata, nella speranza che la Francia sarà più giusta e riconoscente verso il popolo algerino colonizzato, a guerra terminata. Per i combattimenti, davanti alle mitragliatrici tedesche, tutti i francesi sono uguali pero’ gli africani sono sempre piazzati in prima linea e nella vita militare quotidiana, nella distribuzione delle razioni, per i permessi e altro, i grandi principi di uguaglianza e di fraternità sono dimenticati e gli africani considerati come degli elementi di secondo ordine. Il regista Rachid Bouchareb fa rivivere questa storia presentando dei rapporti umani che lasciano intravedere tutte le ambiguità e le follie della guerra. Questo film ha vinto il premio collettivo come miglior attore ai quattro interpreti, al Festival di Cannes: Djamel Debbouze, Roshdy Zem, Samy Naceri e il bravissimo Sami Bouajila che nel film é l’unico personaggio che sà scrivere e leggere, capace di assumersi  delle responsabiltà e di parlare a nome di tutti. Vi consiglio di cercare il DVD se non l’avete già visto e guardarlo, é un film importante che fà capire molte cose sul mondo arabo e africano, che é anche fatto di persone che hanno perso la vita per la nostra democrazia. Eroi dimenticati dalla storia che grazie a questo film hanno potuto gridare la loro indignazione per il trattamento ricevuto nel “dopoguerra”. Le pensioni di anzianità degli ex militari indigeni, 460 euro oggi e 60 euro sino a poco tempo fa,  sono comunque insufficenti per vivere e, in ogni caso, questi pensionati maghrebini residenti in Francia, sono costretti a vivere nove mesi su dodici in territorio francese, per non perdere questa misera somma. “L’esilio é molto duro per me perché ho lasciato mia moglie anziana e molto malata in Marocco“, testimonia Haj Larbi, 83 anni che sembrano 100 di anni. Ma come per altri centinaia di marocchini che vivono con lui all’Adoma di Bordeaux (centro di ospitalità per ex combattenti) non c’é rancore: “Se é necessario combattere ancora per la Francia, io lo faro’ nuovamente“, ha assicurato l’anziano marocchino che svolse il servizio di ferma nell’armata francese per ben 10 anni.

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