Marrakech up and down.

Veri miliardari e false fortune, esteti innamorati della città e jet-set cosi’ cosi’: a Marrakech i ricchi si credono tali, non si rassomigliano e iniziano a farsi ombra…….. Il negozio di Mustapha Blaoui e frequentato da iniziati che arrivano per arredare i loro Riad, scegliere in tutta quietudine le decorazioni per le loro feste mondane e, in questo hangar gigantesco, si viene  sommersi da lanterne, tappeti, ceramiche, oggetti di cuoio e argenterie: tutto é un po’ più caro, tutto é un po’ più bello rispetto ai souks dove si accalcano i turisti. Il proprietario Mustapha osserva i suoi clienti con un occhio infallibile. Nel magazzino si muove una varietà di fauna umana degna di una ricerca psicologica: signore liftate in estasi davanti ai ricami di un prezioso tessuto prendono il passo davanti ad una coppia gay che cadono in crisi sulla scelta di un tappeto e il povero venditore suda srotolando decine di pezzi importanti, implorando loro di decidersi. Messieur Baloui conosce loro uno ad uno. Per questi europei che hanno eletto Marrakech come loro “buenretiro” questo anziano commerciante del souk ha inventato un esotismo “su misura”, l’artigianato marocchino adattato al gusto e alle esigenze occidentali e dichiara: “non abbiamo un catalogo, i nostri pezzi sono unici e irripetibili“. Blaoui arreda palazzi immensi e piccoli Riad acquistati magari 15 anni fà con un pezzo di pane. Non ignora nulla delle piccole follie dei politici, delle preferenze sessuali di tutto il circolo artistico, mondano e intellettuale della Ville Rouge che sfila nella sua caverna di Ali’ Babà. Ed organizza feste e ricevimenti che passeranno alla storia. Con uno schiocco di dita sbarca presso il grande industriale o dall’anziano ministro con centinaia di ballerini, tappeti e candele, ed inventa una decorazione e un allestimento per la loro gloria, reale o inventata. Dichiara:”Marrakech é il reame delle feste ed io ne ho organizzate molte“. Una delle sue più belle é stato un ricevimento da Jean Renè Fortou. Diecimila lanterne accese nel giardino, centinaia di drappi bianchi tesi sulle palme, tartarughe che portavano sul loro carapace candele accese e adorabili bebè di dromedario che passeggiavano tra gli invitati….strass e paillettes ! Sulla terrazza del Café de la Poste, locale “trés branché” di Marrakech si mangia occidentale a prezzi parigini e gli ossequiosi gerenti declinano l’identità dei loro celebri clienti come i loro colleghi di S.Tropez o Cannes. “Sono pero’ nostri clienti Gérard Jugnot, Jamel Debbouze, Charles branson, Leonardo Di Caprio e anche la mamma del presidente Sarkozy. Puff Daddy é passato di qui quando era a Marrakech per festeggiare il suo compleanno“. Un architetto molto conosciuto in città dichiara:” Esiste una cerchia di “strass e paillettes” che sta aumentando sempre di più. Ai bordi della piscina del Nikki Beach (vedi anche Cat.Summertime) e sulla pista del Pacha, le creature che ondeggiano al suono della tecno assomigliano effettivamente anche nei tratti ai loro simili di S.Tropez o di Ibiza. E’ per questi personaggi che i progetti immobiliari fioriscono non importa come, senza rispetto per la storia della città, nell’indifferenza totale del Paese“. In un lussuoso Hotel della Palmeraie aperto, come tanti altri, da circa un anno, una giovane coppia abbronzata si riposa ai bordi della piscina. Hanno pagato la loro tenda berbera con plasma e wireless, il lavabo in marmo e altre sciocchezze qualcosa come 1.000 euro per una notte. Sono dei parigini, hanno lasciato i loro bambini per il week-end e sono giunti a Marrakech per riposarsi un po’ e rinverdire il loro rapporto stanco  con l’aiuto di un po’ di esotismo. Nel quartiere di Bab Doukkala, nel cuore della Medina, un Riad sublime é attualmente in vendita. Mille metri quadrati magnificamente restaurati intorno ad una piscina mozzafiato e arredamenti da sogno.  Venne acquistato dieci anni fà da un famoso pittore sudamericano a circa 1 milione di euro. Oggi si vende a 3 milioni di euro. L’artista ha dichiararato all’agente immobiliare che la città ha cambiato aspetto: tutti sti’ turisti, tutti questi locali alla moda europea… Ha deciso di vendere anche se a malincuore essendo follemente innamorato della Ville Rouge. Ma Marrakech non é più Marrakech ??

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