Un paio di settmane fa, una delegazione di deputati marocchini del PJD, partito islamista al governo, condotti dal deputato di Oujda, Abdelaziz Aftati, si sono recati in una mini-tournée attraverso il Medio Oriente, visitando la città di Gaza in mano ad Hamas e al Cairo in visita ai Fratelli Musulmani. Rientrando in Marocco, i deputati marocchini sono saliti su di un volo della Egyptair con scalo a Casablanca. A bordo, sono esplosi dalla collera, quando è stato diffuso nei mini schermi un film americano, Spyderman, che conteneva alcune scene di baci tra l’eroe e l’eroina del film. La reazione dei deputati islamisti marocchini, da scandalo è diventa barzelletta su tutti i media e nelle sedi politiche egiziane. Sullo stesso volo erano presenti degli alti commissari dello Stato egiziano, un magistrato della corte egiziana e un numero importante di ricercatori universitari e uomini di governo del Cairo. Davanti a questo gotha politico-giuridico-universitario, i deputati islamisti marocchini hanno riflesso uno stato dell’arte molto inquietante del Marocco oggi, giocando ai pirati del’aria, spaventando e destabilizzando i passeggeri. Ciliegina sulla torta la presenza sul volo dell’attivista per i Diritti Umani egiziano Saad Edine Ibrahim. Del Marocco, questo militante laico ha sempre avuto la migliore delle opinioni, avendo subito sotto il regime di Moubarak la persecuzione e l’esilio, commettando nelle vari televisioni l’esperienza politica marocchina molto positiva, citando la legge sulla famiglia, il rispetto degli ebrei e ancora la trasformazione in democrazia del reame marocchino. La scena che gli si è presentata davanti agli occhi, ha dato modo a Ibrahim di riflettere e scrivere un articolo che racconta i fatti assolutamenti choccanti. Il titolo è ”Il bacio che ha rischiato di procurare 100 morti, a causa di estremisti marocchini“ pubblicato sul quotidiano egiziano Tahir News e che inizia con la scena del bacio tra Spyderman e la sua amata. Dalla scena del primo bacio, raccontano i fatti, il deputato Abdelaziz Aftati lascia il suo posto e si avvicina ad uno steward, intimandogli di fermare immediatamente il film; lo steward cerca di sdrammatizzare la situazione offrendo al deputato una mascherina per gli occhi invitandolo a riposarsi dicendogli : ”Signore, ci sono oltre 100 passeggeri sull’aereo e vogliono vedere il film“. A questa risposta il deputato islamista marocchino inizia ad urlare creando un alterco con il personale di bordo e con gli altri passeggeri. Ibrahim racconta che tra loro erano presenti tre donne velate, mogli di tre dei marocchini presenti, che hanno cercato di calmare i mariti e gli altri deputati, invano. A quel punto il comandante è intervenuto con un messaggio vocale rivolto ai marocchini che richiedeva la calma sull’aereo e, in caso contrario, l’atterraggio ad Algeri per presentarli alla polizia algerina come fautori di sommossa. Messaggio passato inascoltato dai deputati marocchini che hanno continuato la loro ridicola bagarre. Dopo circa 10 mn il comandante si è ripresentato annunciando che le autorità algerine avevano accettato di far atterrare il loro aereo all’aereoporto di Algeri (annuncio clamorosamente falso). L’annuncio del pilota, racconta Ibrahim, ha avuto l’effetto bizzarro di creare un alterco violento tra gli stessi deputati marocchini, anche fisico, incolpandosi a vicenda, mettendo in scena uno spettacolo pietoso davanti agli altri passeggeri. Entrano in scena, ancora una volta, le tre mogli velate, che avvicinandosi alla cabina di pilotaggio chiedono scusa al comandante trasmettendo anche le loro scuse ai passeggeri, pregandolo di fare rotta verso Casablanca, evitando l’Algeria perchè, secondo loro, le autorità algerine avrebbero maltrattato i deputati essendo marocchini. Le tre signore raggiungono lo scopo e il film prosegue sino alla fine, incorniciato da uno scroscio di applausi dei passeggeri egiziani nella scena finale che si conclude con un lungo bacio tra i due protagonisti.
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Arresto del responsabile della pagina FB “Scoop Marrakech”
Il laboratorio di analisi tecniche per la lotta contro la cybercriminalità, recentemente instaurato a Marrakech (attenzione a tutti i naviganti, interessarsi a pagine hard può crearvi dei problemi seri !), ha messo le mani sul responsabile della pagina FB ”Scoop Marrakech” che pubblicava foto e video di ragazze e ragazzi marocchini in vena di pornografia. Il sito web Goud scrive che la polizia è riuscita ad arrestare martedì’ scorso il giovane A.Z., 26 anni, responsabile della pagina FB che ebbe anche il coraggio di pubblicare la sua fotografia promettendo di pubblicare in seguito molte altre immagini e video hard per mettere “a nudo le ragazze e i ragazzi di Marrakech“. L’accusato è comparso davanti al Tribunale di prima istanza a Marrakech questo mercoledì per l’inizio del processo il cui esito è molto atteso dai tanti genitori delle vittime del responsabile della pagina in questione. Oltre 5.000 fans, tutti con pruderie di vedere video pornografici home made lanciati dall’amministratore della pagina in cui si vedono tanti protagonisti, giovanissimi ragazzi e ragazze di Marrakech, che praticano sesso in abbondanza. Tutti questi arrapati giovani, in un eccesso di confidenzialità, lasciavano i loro dati personali, la loro pagina Fb, la scuola che frequentavano, a volte anche il loro indirizzo e molto altro. La madre di una delle ragazze presenti sul sito, dopo aver visto le immagini di sua figlia alle prese con un giovanotto di colore, ha cercato di suicidarsi. A Marrakech la gente è indignata dando colpa al cattivo controllo di FB sui contenuti delle sue pagine, cosa, a detta dei residenti, che non succede in Europa dove immagini e contenuti offensivi vengono immediatamente bloccati. Zuckerberg non è marocchino, n’est pas?!
Fotografie? No, dipinti ad olio..
Quadri iperrealistici, dipinti ad olio; sono dell’artista londinese Robin Eley. L’effetto è dilatato dalla plastica che rende tutto più realistico.
7° Incontro Mondiale di Sufismo
Il 7° Incontro Mondiale di sufismo si è aperto lunedì a Madagh (provincia di Berkane), sotto il tema : ”Il Sufismo e la sicurezza spirituale : fondamenti, manifestazioni e prospettive“. Questa manifestazione, organizzata dalla Tariqa Qadiriya Boudchichiya in celebrazione dell’Aïd Al Mawlid Annaboui Acharif, permette di stabile un ponte tra le civilizzazioni e di contribuire al dialogo interculturale. Organizzato in patnerariato con il Centro euro-mediterraneo di studi sull’Islam (CEMEIA) di Parigi, con la partecipazione di 55 ricercatori, universitari e intellettuali, questo avvenimento testimonia l’importanza che accorda il sufismo sunnita alla promozione dell’individuo ai più alti livelli della moralità e alla consacrazione dei valori dell’Islam, quelli della pace e della civiltà. L’accento è stato evidenziato sul ruolo del sufismo nella consolidazione della pace e della sicurezza spirituale; gli interventi sono stati in effetti degli appelli per mettere in evidenza i principi e i valori di ordine educativo, morale e cognitivo del sufismo in vista di apportare delle soluzioni alle problematiche che affronta l’umanità, in primis il pericolo delle divisioni e lo choc inter-civilizzazione. In una dichiarazione alla MAP, il direttore di questo incontro mondiale, Moulay El Kadiri Boudchich ha stimato che i ricercatori sulla storia del Marocco hanno appurato la forte presenza del sufismo nella vita dei marocchini attraverso i ruoli, le missioni memorabili dei suoi adepti e delle sue zaouie (santuari). Ad oggi, il Marocco può affermare la sua esperienza singolare di abbraccio interculturale che dura da millenni ed è una complementarietà tra le componenti della sua identità nazionale e religiosa. Un atout che gli permette di posizionarsi all’avanguardia nella dottrina del sufismo in Africa, in Europa e in tutto il mondo arabo.
“Les Cheveaux de Dieu” di Nabil Ayouch
Anche se non è ancora uscito nelle sale cinematografiche in Marocco, la sua notorietà lo precede. Parliamo del film “Les Chevaux de Dieu” (I Cavalli di Dio), ultimo film del regista Nabil Ayouch, calorosamente applaudito nei grandi Festivals internazionali, che arriva sul grande schermo a partire dal 6 febbraio 2013. Fedele alle sue preoccupazioni sociali e politiche, Nabil Ayouch si è ispirato al romanzo “Le stelle di Sidi Moumen” dello scrittore e artista Mahi Binebine che descrive i tragici avvenimenti del 16 maggio 2003 a Casablanca. Il regista mette in scena il percorso di alcuni ragazzi nelle bidonville di Sidi Moumen per cercare di capire come dei giovani ragazzi possano cavalcare il fanatismo religioso più abbietto. Molti ciritici del cinema considerano questo un film altamente drammatico con idee ben strutturate e una regia molto forte e convincente. I Cavalli di Dio è un lavoro che ha avuto un lungo travaglio. Prima di iniziare il film Nabil Ayouch si è lungamente informato e una parte di queste informazioni prese direttamente sul terreno, parlando con la gente che conobbe i kamikaze e che sono stati testimoni di questo evento tragico. Il regista ha scelto degli attori non professionisti, originari della bidonville di Sidi Moumen. La storia raccontata è quella di Yassine e del fratello Hamid, condannato alla prigione per aver offeso una personalità locale, convinto di aver trovato la vera strada nella religione estrema, convincendo anche il suo giovane fratello ed alcuni amici. Il regista cerca di analizzare quale è il momento in cui un bambino di dieci anni sviluppa la sua personale storia di vita per arrivare ad essere un kamikaze e a farsi saltare in aria insieme a tante vittime innocenti. Straordinari gli attori non professionisti del film, Abdelhakim Rachid, Abdelilah Rachid, Hanza Souidek e Ahmed El Idrissi El Amrani. Dopo “Mektoub”, suo primo lungometraggio, realizzato nel 1997, “Ali, principe del deserto”, “Whatever Lola Wants” e il documentario “My Land”, si aggiunge ‘”I Cavalli di Dio” al repertorio dei films di successo del regista che ha ricevuto molti riconoscimenti tra cui il Prix François Chalet a Cannes oltre ad un premio al Griffoni Film Festival di Napoli e al FIFM 2012.
