La in mezzo al mar…

ATLANTIDEHOTELIA

Atlantide Hôtel, questo è il nome scelto per il primo hôtel sott’acqua marocchino, a 200 mt di profondità nel mare mediterraneo, a 30 km dalla stazione balneare di Martil. L’Hôtel è stato concepito con arredi di lusso e servizi personalizzati di alto standing. I lavori sono iniziati tre mesi orsono e si prevede l’inaugurazione nel 2017, con 200 tra camere e suite, oltre ad una SPA, sala gym e ristoranti. Il progetto è stato realizzato dal gruppo Atlas Voyage in cordata con diversi investitori stranieri; l’ambizione è quella di essere un forte atout per il turismo marocchino nel nord del paese.

La principessa Ruspoli, gli Sloughi e Marrakech.

Nata a Roma, la principessa Francesca Ruspoli si sentiva italiana ma cosmopolita. Dichiarava: “Sono irlandese e americana da parte delle mie nonne, austriaca, inglese e italiana dai miei genitori“. Questo mix di sangue colava letteralmente in lei facendola diventare una cittadina del mondo che ha però sempre vissuto in Italia, in Francia, in Svizzera e in Inghilterra, salvo poi fermarsi definitivamente davanti alla sua Marrakech, dove ci arrivò per caso, alla ricerca del sole. Con suo figlio Giancarlo Rocco di Torre Padula, nato dal suo primo matrimonio, si installò al Mamounia. “Passavo le mie giornate al sole, uscivo raramente per visitare la città e i suoi dintorni“, raccontava la principessa. Dopo qualche tempo fu sedotta dalla favolosa valle di Ourika, dove sui figlio trovò per lei una proprietà e, entusiasta, gli propose di acquisirla. Dopo la sorpresa iniziale la principessa accettò la proposta iniziando nel ottobre 1970 la costruzione della sua futura dimora, su di un terreno situato a 1.000 mt di altitudine, in un oliveto con 4.000 alberi circondato dalle montagne dell’Atlas, le più alte del nord Africa. La principessa stabilì le  linee guida della casa aiutata da un capo cantiere della Martinica, Monsieur Virapin. I lavori durarono due anni e mezzo e fu necessario installare l’acqua potabile e l’elettricità, inesistenti. Tonnellate di terra furono trasportate sul sito per rassemblare e livellare tutta la superficie della casa su di una profondità di oltre un metro e mezzo, dopo aver scoperto l’argilla a due metri e mezzo di profondità. Avendo sempre preferito la campagna alla città, Francesca Ruspoli volle la sua “maison” semplice, calda e rustica, privilegiando ambienti spaziosi dove la luce e lo spazio, la texture e il colore, la forma e le linee, fossero privilegiate.  Tutti i mobili inseriti ebbero un impronta naturale e funzionale, scaturiti dalle mani di artigiani marrakchis. Basti pensare che  la tavola in cedro della sala da pranzo, con un diametro di oltre  tre metri, richiedette la costruzione di una colonna in cemento armato per posizionarla. Immense le camere e stravagante è il dressing simile ad una tenda caïdale dove la proprietaria inserì le sue eleganti toilettes principesche, preferendo di gran lunga jeans ed espadrilles. Una ventina di domestici e giardinieri sono serviti per la manutenzione del dominio dove sono state impiantati oltre mille alberi da frutto, cinquemila piante di rose e centinaia di alberi della Giudea. Nel momento in cui  la villa divenne abitabile, spinta dall’amore smisurato per gli animali (i cani in particolare), decise di consacrare la sua vita alla salvaguardia dello Sloughi, il levriero del deserto, in quell’epoca minacciato realmente di estinzione, incrociato con cani non puri, i barhouchs. Giorni e notti (siamo nei primi anni ’70), con tutta una equipe a sua disposizione, attraversò con la sua Land Rover le piste desolate e splendide del sud marocchino, alla ricerca degli ultimi sloughi che portò nella sua casa, iniziando un esclusivo allevamento. Aiutata da esperti, determinò le origini e i pedigree degli sloughi che non erano ancora stati stabiliti; un lavoro enorme (che neppure i francesi colonizzatori per decine di anni NON  fecero mai) che riuscì a salvaguardare la razza, tanto che ancora oggi si parla di lei in Marocco a riguardo degli sloughi. Della sua crociata conservò sino alla sua morte una collezione di immagini, collari e guinzagli d’epoca, oltre ai tanti trofei vinti dai suoi sloughi. Visse gli ultimi anni della sua vita con i suoi amati levrieri arabi, curando il giardino, leggendo e tricottando indumenti per i bambini dei suoi dipendenti e ricevette solo i pochi intimi. “Mi sento marocchina, e quando sono obbligata, una volta all’anno, a ritornare a Londra, non ho che un desiderio, quello di rientrare a casa, in Marocco“. Si spense nei primi anni ’90 lasciando le sue esperienze cinofile e i suoi cani all’amico veterinario marocchino Ali Miguil, grande conoscitore dello sloughi.

Marocco: Il Ballo dei Debuttanti

È finita la suspense (relativa) sull’identità del nuovo Primo Ministro marocchino : è (ovviamente) il segretario del Partito islamico PJd, Abdelillah Benkirane, vincitore delle legislative di venerdì scorso. Il nuovo Capo del Governo prenderà il posto di Abbas El Fassi. Benkirane è stato nominato, come vuole la nuova Costituzione votata a luglio, dal re Mohammed VI che lo  ha ricevuto oggi a Midelet. È una première per il PJD che non aveva mai partecipato attivamente ad un governo. Con un comunicato del Ministero della Casa Reale, del protocollo e della Cancelleria, è stato annunciato oggi quanto segue: “Sua Maestà il Re Mohammed VI ha ricevuto martedì pomeriggio nella città di Midelt, M. Abdelillah Benkirane, segretario generale del Partito Giustizia e Sviluppo (PJD), che il Sovrano ha nominato Capo del Governo, conformemente alle disposizioni della nuova Costituzione, incaricandolo di formare il nuovo governo”. Questa nomina arriva dopo la vittoria registrata dal PJD alle legislative del 25 novembre dove il partito ha ottenuto un totale di 107 seggi, largamente davanti all’Istiqlal arrivato secondo con 60 seggi. “Ho avuto l’onore di essere ricevuto da SM il re Mohammed VI che mi ha nominato capo del governo e mi ha incaricato di formare il futuro gabinetto. Il proposito del Sovrano mi ha donato molta gioia e prego Dio di assistermi per svolgere al meglio la nobile missione che mi ha confidato, nell’interesse generale e di essere in grado di svolgere quello che ho promesso oggi davanti a SAR Mohammed VI.La politica è come un raccolto, ci vuole del tempo”, diceva Hassan II. Oggi, è il tempo del PJD. Sin da quando iniziò il suo lavoro di opposizione, questo partito che a meno di 20 anni (venne creato nel 1996), si ritrova oggi per forza di cose a dirigere il potere esecutivo del paese, prima volta nella sua storia. E grazie, in parte, al suo leader, Abdelillah Benkirane, il cui carisma e a volte i suoi sproloqui razzisti e omofobi hanno creato imbarazzi e domande. “A volte succede che ti incollano un immagine che non è la tua, allora bisogna battersi e io continuo a battermi per convincere i marocchini che il PJD è un partito come un altro”, diceva tempo fa Benkirane in un intervista alla tv nazionale 2M durante la trasmissione “Ma ancora?”, presentata da Hamid Barrada. E’ arrivato al suo sogno dunque e si appresta a dirigere il nuovo governo, il primo sotto l’era della nuova Costituzione. Ma i giochi si fanno duri e il PJD è obbligato a governare con una coalizione, perchè i 107  seggi ottenuti alla Camera dei Rappresentanti (la maggioranza assoluta è fissata a 198 su 395) non permette altre scelte.  Di ritorno da Midelt, il nuovo capo del Governo dovrà dunque aprire le consultazioni con i principali partiti della Koutla costituiti dall’Istiqlal, l’USFP e il PPS per creare una squadra di governo. Queste consulatazioni però si annunciano difficili, ancor più secondo alcuni rumors persistenti, che rivelano punti di frizione tra l’USFP e il PJD a riguardo dell’aministrazione pubblica. Si aggiunge poi a questo il fatto che il partito della lampada preferirebbe delle figure giovani o molto apprezzata dall’opinione pubblica, quindi i dinosauri dell’USFP, che reclamano il loro posto al sole, sono out. Detto questo i partiti della Koutla hanno ancora qualche chanses da giocare, la prima è l’enorme esperienza di governo e il PJD non potrà a priori allearsi con il partito liberal del ministro uscente dell’Economia Salaheddine Mezouar, patron dell’RNI. L’RNI è arrivato terzo in queste legislative anticipate ottenendo 52 deputati ed ha già trasmesso, in un comunicato ufficiale, di entrare nell’opposizione. “ Rispettando l’approccio democratico e tenuto conto dei risultati delle elezioni legislative che si sono svolte in un clima di onestà e di trasparenza, l’RNI ha scelto con responsabilità di posizionarsi nell’opposizione, che ha uno status privilegiato nella nuova Costituzione”. Questo annuncio del RNI arriva tre giorni dopo che il Partito Autenticità e Modernità (PAM – 47 seggi), partito voluto fortemente dal re,  di Mohamed Cheikh Biadillah, ha ufficializzato ul suo posizionamento nell’opposizione governativa.  Espressione di solidarietà del partito della colomba vis-à-vis con il partito del trattore, in quanto le due formazioni politiche fanno parte dello stesso gruppo costituito da otto partiti denominato G8, nato per contrastre l’avanzata degli islamisti.

 Ma chi è Abdelillah Benkirane, nuovo capo del Governo?

Il segretario generale del PJD è nato nel 1954 a Rabat. Nel 1979, ottenne un diploma in scienze fisiche, prima di insegnare alla scuola normale superiore di Rabat. Benkirane venne eletto segretario generale del PJD nel 2008, sostituendo Saâdeddine El Othmani. Il  nuovo primo ministro del governo marocchino, che raggiunse la Chabiba Islamya nel 1976, è stato presidente del Movimento Riforma e Rinnovamento e del Consiglio Nazionale del PJD. Membro del consiglio superiore dell’insegnamento e anziano membro della Commissione speciale educazione-formazione. Benkirane è sposato e padre di sei figli.

 Il PJD in cifre:

1996 anno di creazione

8 seggi al Parlamento nel 1997

42 deputati nel 2002

47 seggi nel 2007

107 deputati nel 2011

15.000 iscritti

1.500 consiglieri comunali

Cosa dicono gli Stati Uniti d’America ?

L’amministrazione Obama ha voluto,pragmaticamente, lunedì sera, davanti alla vittoria islamica, seguire la strada del “wait and see”. Il laconico comunicato del porta-parola del Dipartimento di Stato , Mark Toner, recita:” Dobbiamo attendere e vedere come questo partito funziona nella realtà, e quali sono le cose che dice pubblicamente, oltre che a governare. Il nome che porta un governo o un partito è meno importante dei fatti, più precisamente nel rispetto delle regole democratiche”.

 WEBCredits: Aufait Maroc – Bassirou BA

 

 

 

 

Un Museo d’Arte e Cultura Berbera a Marrakech

Il primo museo dedicato esclusivamente alla cultura e all’arte berbera sarà inaugurato il 3 dicembre prossimo a Marrakech, nella cornice mitica dei Giardini Majorelle. Diverse personalità assisteranno a questa inaugurazione, tra cui il ministro  francese della cultura, Frédéric Mitterand. L’idea del progetto studiato dalla Fondazione “Pierre Bergé – Yves Saint Laurent”, è nato dalla passione per la cultura e l’arte berbera di Pierre Bergé, che ha collezionato sin dal suo arrivo a Marrakech nel 1965, centinaia di oggetti berberi. Il Museo, che si estenderà su oltre 200 mq, è stato allestito nelle sale dove si trovava  l’ex museo di arte islamica, ora completamente rinnovato per ospitare il nuovo museo, dove saranno esposte le collezioni, conformemente alle norme museografiche internazionali.

Il PJD a caccia di coalizione, varie ed eventuali…

Il PJD, partito islamico che si definisce moderatoquanto moderato lo scopriremo presto, con 80 seggi conquistati, diventa vincitore e primo partito di queste legislative 2011. Il dado è tratto quindi ora si tratta di verificare con chi, il vincitore, creerà una coalizione per poter governare en plein, il Marocco. In una dichiarazione al canale televisivo nazionale  2M, Lahcen Daoudi, membro del consiglio nazionale del PJD, ha sottolineato che il suo gruppo formerà delle coalizioni solo con i partiti della Koutla (Istqlal, USFP e PPS).  La Koutla è una coalizione elettorale tra tre partiti che fecero parte all’opposizione prima del governo d’alternanza nel 1998. I suoi archivi risalgono però agli inizi degli anni ’70, quando l’UNFP e l’Istqlal decidero di presentarsi come fronte di opposizione alla monarchia marocchina, riformata poi nel 1998. Conta in particolare di due partiti storici d’opposizione, l’Istiqlal appunto (destra conservatrice) e l’Unione Socialista delle Forze Popolari (sinistra) oltre al PPS (socialisti). A fine 2008 la Koutla entrò in concorrenza diretta con il nuovo partito fondato da personalità molto vicine a SAR Mohammed VI, il PAM (Partito Autenticità e Modernità). È  notizia di ieri sera che il partito dell’uscente Ministro delle Finanze, il RNI (Rassemblement Nazional des indipendents) a vocazione liberale e quindi impossibilitato a formare una coalizione con il PJD, ha riconosciuto ufficialmente la vittoria del partito islamico. Il capo del partito islamista “moderato” PJD, ha rivendicato ieri una “vittoria schiacciante” dichiarando che “è pronto ad un governo di coalizione per difendere democrazia e buona governance”.  “L’essenziale del nostro programma, e quello di chi vorrà governare  con noi,  è suddiviso in due assi portanti: la democrazia e il buon governo. Oggi, quello che promettiamo ai marocchini, quello che proverò a fare con la mia squadra, sarà quello di essere più seri e più razionali”  ha dichiarato poi Abdellah Benkirane al canale francese France 24 ieri sera, dopo una giornata di festeggiamenti alla sede del partito.  La campagna elettorale è terminata lunedì a mezzanotte lasciando il posto venerdì alla verità delle urne. Ma la domanda che molti osservatori si sono fatti resta quella del tasso di affluenza alle urne, 45%, leggermente più alta delle ultime legislative 2008  ma decisamente fallimentare confrontata con il referendum sulla Costituzione voluto dal re a luglio (72,65%). Sui ricorsi registrati e sulle denunce presentate alla data del 24 novembre la cellula centrale messa in funzione dal Ministero della Giustizia parla di 42 ricorsi sulle liste locali e nazionali e 576 denunce depositate nelle diverse giurisdizioni del reame marocchino. Sui 42 ricorsi presentati, 36 riguardavano le candidature dei membri della Camera dei Rappresentanti delle liste locali. Su questo totale, 28 di essi sono stati rigettati, 3 dichiarati irricevibili, 4 giudicati ricevibili mentre uno è stato ritirato dal dichiarante. Per contro, 6 ricorsi registrati presso il Tribunale di prima istanza sono stati rigettati. D’altro canto, a livello di frodi elettorali, 576 denunce sono state presentate davanti alle diverse giurisdizioni, di cui 11 sulla presentazione delle candidature e 565 nel corso della campagna elettorale. 388 di queste sono  state classificate come  nulla a procedere, 62 hanno dato luogo a degli accertamenti giudiziari, 10 sono state sottomesse al giudice di istruzione (GIP) e le rimanenti sono state dichiarate irricevibili per incompetenza, portando cosi’ all’84% le denunce trattate durante il periodo elettorale. Un comunicato del Ministero della Giustizia indica che in questo quadro di indagine sono state inflitte pene carcerarie (senza benefici),  sospensione del diritto al voto e ineleggibilità per due legislazioni successive in diversi casi di corruzione elettorale.  Da precisare che queste diverse denunce riguardavano la campagna elettorale nelle amministrazioni pubbliche, la pubblicazione delle liste elettorali, dei candidati o delle liste dei candidati non iscritti, la campagna elettorale in luoghi pubblici o stabilimenti riservati  all’insegnamento, la formazione professionale o nei luoghi di culto, oltre  all’esposizione dei manifesti dei candidati in luoghi non autorizzati dalle autorità locali. Altre denunce  sono state presentate per l’uso improprio di beni e mezzi dello Stato, delle collettività locali, delle imprese per alcuni candidati, che hanno violato sistematicamente i diritti elettorali attraverso  propositi dal carattere ingiurioso, violento o intimidatorio.

Prada in Marocco, Yes!

L’italianissimo marchio Prada ha aperto una filiale a Casablanca. Unica al momento apertura in Marocco, il negozio commercializzerà tutta la gamma Prada. La filiale di Casablanca è dotata di un capitale di 1,5 milioni di DH, sarà presente con tutto il prét-à-porter (prime linee, uomo, Miu Miu e Prada Sport), calzature, borse e accessori. In stand-by per ora i profumi  e gioielleria. La famiglia Prada e Patrizio Bertelli detengono  il 94,89% del gruppo milanese, realizzando una cifra d’affari di oltre due milardi di euro (bilanci 2010), grazie anche agli importanti investimenti avvenuti in Asia e negli Stati Uniti. Il marchio Prada segue di poco l’ingresso di marchi di lusso come Vuitton, Dior, Rolex, Cavalli, Zegna, Brioni, tutti presenti nella capitale finanziaria del reame, unica città al momento che vanta un così  importante assembramento di griffe internazionali. La stessa città inaugurerà il 5 dicembre il Morocco Mall, il più grande mall esistente nel continente africano, posizionato presso la Marina di Casablanca, a bordo mare, dove sarà presente un intero piano dedicato esclusivamente al lusso oltre alla terza filiale estera delle Galeries Lafayette .