Marrakech – Festival Nazionale Arti Popolari 2012

Morocco on the road: l’ecatombe continua!

L’ecatombe continua sulle strade marocchine e il bilancio degli incidenti si appesantisce ogni giorno di più. Giovedi’ 22 settembre una persona ha trovato la morte e altre due sono state gravemente ferite dopo il ribaltamento dei loro veicoli nelle vicinanze di Settat. Due giorni dopo, altre due persone sono state uccise e 34 ferite, di cui 4 in fin di vita, in un incidente  Marrakech. In totale, oltre 42 persone sono morte e 1.259 ferite, di cui 81 gravi, negli oltre 1.000 incidenti avvenuti tra il 29 agosto e il 22 settembre 2011 nei perimetri urbani. Secondo la Direzione generale della Sicurezza Nazionale (DGSN), questi incidenti sono dovuti principalmente a difetti degli autoveicoli (il parco macchine marocchino è obsoleto), all’inavvertenza dei pedoni e dei conduttori (più conduttori che pedoni!) e al non rispetto delle precedenze (ma va?!), all’eccesso di velocità, al non rispetto dei semafori (scoperto l’acqua calda!!), alla circolazione sulla sinistra e a senso proibito e, per finire, alla guida in stato d’ebrezza. Appare del tutto evidente che i cattivi comportamenti degli automobilisti sono messi all’indice. Niente di nuovo sotto il sole comunque, essendo inconfutabile la pessima guida che caratterizza la maggioranza del popolo marocchino. Il fattore umano appare come il solo responsabile nel 90% degli incidenti!.  Una constatazione largamente confermata da uno studio svoltosi nel 2010 dal Comitato nazionale per la protezione dagli incidenti della strada (CNPAC), che punta il dito su alcuni comportamenti irresponsabili che conoscono le strade del Marocco. In primis l’eccesso di velocità, il non rispetto dei semafori e degli stop. Lo studio ha evidenziato che l’eccesso di velocità è il fattore primario nelle zone urbane (18%) e rurali (14%). Il 54% di queste infrazioni sono commesse sulle strade nazionali e soltanto il 6% sulle autostrade. Sul rispetto degli stop, lo studio del CNPAC ha indicato che il 94% del campione non rispetta gli stop! E su questo l’85% lo fa con cognizione di causa e il 15% senza prendere nessun tipo di precauzione. Il CNPAC rileva che il non rispetto degli stop aumenta in modo esponenziale nei week-end per attestarsi al 96%. Per quanto riguarda il rispetto dei semafori lo studio ha notato che un conduttore su dieci, il 9%, lo brucia. Lo studio ha preso in considerazione diverse tipologie di veicoli  e quella dei motociclisti ha il triste record di decessi (80%). Lo studio dimostra inoltre che circa l’84% degli automobilisti commette queste infrazioni con esitazione mentre il 16% senza nessuna precauzione. L’indurimento della legislazione nel settore stradale (nuovo codice della strada varato nell’ottobre 2010) sembra non abbia sortito  l’effetto desiderato, anche se le multe sono state notevolmente aumentate.  Vero è che lo studio non ha preso in considerazione lo stato attuale di molte strade nazionali e regionali, veri e propri campi di battaglia, ridotte ai minimi storici in termini di manutenzione. Una domanda comunque mi sorge sempre spontanea quando guido per le strade marocchine: “ Ma chi vi ha dato la patente??“.

Etilometri in Marocco: un no-sense musulmano.

Secondo il ministro dei  Trasporti, Karim Ghellab, il personale della Sicurezza e della Gendarmeria Reale del Marocco, utilizzeranno a partire dal mese di settembre 2011  gli alcol test per misurare il tasso alcolemico dei guidatori sospetti. Il Marocco ha già aquistato 200 etilo test nel 2010 e 30 etilometri che permettono di misurare la concentrazione d’alcol nel respiro, mentre altri 100 etilometri sono in corso di acquisizione dalla Sicurezza Nazionale. Sono previsti 200 controlli al giorno, a partire dal mese di settembre sulle principali strade e autostrade del paese, per abbattere il numero esorbitante di incidenti che si producono nel reame, un ecatombe quasi sempre causata dallo stato di ebrezza dei guidatori. Il ministro dei Trasporti, in collaborazione con il Comitato nazionale sulla prevenzione degli incidenti di circolazione (CNPAC) lancerà a breve una vasta campagna di comunicazione che dovrà iniziare dopo il mese del Ramadan (quando tutti riprenderanno a bere) per accompagnare il lancio dell’alcol test. In questo mese di Ramadan la vendita di alcol è severamente proibita in Marocco e nei supermercati dove i reparti di bevande alcoliche sono blindati. Per poter acquistare anche solo una bottiglia di vino serve il passaporto e il cliente è registrato su di un apposito registro! Le bevande alcoliche sono proibite dal Corano ma non solo durante il mese sacro del Ramadan,  quindi ufficializzare l’uso dell’alcol test è ammettere che si fa un grande uso di alcolici in un  paese dove non dovrebbero esistere. Un no-sense in salsa musulmana.

Marocco: nuovo Codice della Strada, servirà a qualcosa?

Un cappello prima di entrare nel merito di questo benedetto Codice Stradale, tanto atteso, vituperato dalla quasi totalità dei marocchini (restii, è risaputo, a pagare quando sbagliano !). Io personalmente ho rischiato non so’ più quante volte incidenti gravissimi a causa di luci inesistenti sulle auto altrui, strade con voragini non segnalate, guidatori ubriachi o drogati, da ritiro di patente immediato. Di fatto ho deciso, un paio di anni fa, di non condurre più auto dalla sera all’alba. Le cifre del massacro sono drammatiche: una mattanza. Nel periodo dal 6 al 12 settembre ben 24 morti e 1.400 feriti di cui 78 in fin di vita, le infrazioni in quella settimana ammontano a 12.664 di cui 6.115 gravi passate in prima istanza al Tribunale competente per Regione.  Con l’entrata in vigore del nuovo codice (perchè ne esisteva uno prima?) previsto per il 1 ottobre 2010, tutto il sistema di controllo sarà profondamente modificato. Di certo si sa che il nuovo codice sarà difficile da digerire ma le persone civili pensano che prima o poi tutto il Paese si adeguerà a questa svolta epocale del controllo del trasporto su strada. L’applicazione delle disposizioni del nuovo codice richiedono l’implicazione di diversi ministeri, l’Interno, Salute, Finanza. Questi dipartimenti dovranno pubblicare le applicazioni del caso sui capitoli che concerne il loro operato: si sta attendendo. Prima novità, ad eccezione dei conduttori professionisti che hanno un decreto a parte, è che la patente non sarà più a vita ma con scadenza decennale. Al termine dei dieci anni il titolare della patente dovrà obbligatoriamente presentarsi da un medico per una visita che attesti l’idoneità fisica (ma pensa!). A partire dai 65 anni la validità sarà di 2 anni rinnovabile dopo visita medica. La patente per le new entry chiamata ”permis provisoire” avrà una durata di due anni e non più di uno, per attestare di fatto il comportamento del guidatore. Anche questa patente  ”provvisoria” sarà accredita di 20 punti e al termine dei due anni, se tutto è andato liscio, i punti diventeranno 30. Il ritiro dei punti è automatico e nel caso di un guidatore con patente provisoria che perde i 2/3 dei punti dovrà, per avere la patente definitiva, fare ricorso ad una sessione di educazione e sicurezza stradale. La lista delle incapacità e delle restrizioni alla guida dovranno essere fissate dal ministero della Salute e quello dei Trasporti (non ancora fissate). Il ritiro dei punti varia da uno per la cintura di sicurezza non posizionata a 6 per guida in stato di ebrezza o sotto l’effetto di stupefacenti. In caso di omicidio involontario i punti tolti saranno 14. Quando si perdono tutti i punti si dovrà attendere sei mesi per poter accedere ad un nuovo esame di guida. Le ammende, ad ogni buon conto, dovranno essere pagate entro 15 giorni e i servizi di constatazione delle infrazioni dovranno, nelle 48 ore successive trasmettere il processo-verbale con l’eventuale quietanza di pagamento. Per quanto riguarda i professionisti della strada dovranno accedere ad una formazione straordinaria per poter condurre veicoli  ad uso professionale. Aperture di scuole di formazione sono annunciate. I controlli stradali continueranno ad essere esercitati dagli agenti della polizia, della gendarmeria royale e dai controllori del ministro dei Trasporti, ma dovrà essere oggetto di una profonda revisione interna, nel senso dell’introduzione di nuove tecnologie per limitare al massimo l’intervento  umano (corrutibile) e garantire la trasparenza (oggi inesistente). Il codice della strada obbliga, finalmente aggiungo io, ad indossare un badge con fotografia inclusa  e i dati dell’agente. Saranno introdotti poi tutta una serie di gadgets elettronici come radars, segnalatori di velocità e di durata della guida e del riposo, etilometri, detector di gas e di fumi del motori, controllo delle sospensioni, luci…I posti di blocco/controllo dovranno essere segnalati, di giorno come di notte (ma và ??) e non saranno ammessi in autostrada ( !). Il codice della strada da’ il diritto di contestare le infrazioni alla preposta commissione e si potrà disporre, nel caso dell’eventuale ritiro, di un permesso dalla durata di 15 giorni dal momento del ritiro stesso della patente. Si avrà il diritto di accedere ai rapporti d’inchiesta in caso di incidenti mortali e di vedere tutte le prove che confermano l’infrazione o il delitto. Capitolo ammende : le ammende forfettarie (ATF) sono fissate in funzione della gravità dell’infrazione e i loro pagamento darà luogo all’abbandono dell’ azione  giudiziaria. Sono ripartite in tre classi sanzionate con ammende da 700 dh (c.ca 70 euro), 500 dh e 300 dh. L’eccesso di velocità offre tre esempi tipo su questa categorie d’ammende. Se si supera di 20 km la velocità prevista la multa sarà di 300 dh, tra i 20 e 30 km orari il prezzo da pagare è di 500 dh, arrivando a 700 dh per un eccesso di velocità compreso tra i 30 e 50 km orari oltre il limite consentito. Oltre questi limiti l’infrazione diventa delitto. Queste ammende potranno essere pagate sul posto o in un termine massimo di 15 giorni a contare dalla data dell’infrazione o della recezione della notifica e, nel caso di constatazione tramite un apparecchio automatico. Si potranno pagare cash o, nuova novella, per assegno bancario o altri mezzi di pagamento (carte di credito ?) che dovranno essere fissati dal ministero delle Finanze. Anche pagando comunque, l’agente verbalizzatore potrà trattenere la patente di guida nel caso l’infrazione sia dovuta al comportamento del guidatore (alcool, droga, ecc..) o al cattivo funzionamento del veicolo. Il codice ha poi chiaramente sancito certi delitti come la condotta in stato di ebrezza che è passibile di arresto da 6 mesi a un anno e una multa compresa tra i 5.000 e 10.000 dh, oltre alla sospensione della patente per un periodo compreso tra i sei mesi e un anno.  Si presume inoltre che il nuovo codice potrà dare migliori garanzie ai conduttori in caso di incidenti gravi con morti e feriti, dando come priorità la determinazione di responsabilità redatta da un inchiesta amministrativa e tecnica che diventa sistematica. La novità sta nell’ispezione del luogo dell’incidente (avete letto bene !)  che puo’ essere stato causato dallo stato delle infrastrutture o dalla segnalazione non appropriata. Una perizia medica sarà obbligatoria nel caso che le vittime presentino un attestato medico d’incapacità al lavoro superiore ai 21 giorni. Il tribunale poi dovrà pronunciarsi in giudizio di conseguenza. Fine del nuovo codice della strada ; tralasciando molti punti meno importanti. Riflessioni. Mi chiedo come tutto questo sarà fattibile tenendo in considerazione diversi fattori tra i quali la corruzione a macchia d’olio (con 5 euro ci si toglie il pensiero), lo stato attuale delle strade marocchine, con fossi e buche di ogni genere appena usciti dai centri abitati più importanti e, last but not least, lo stato attuale dei veicoli in circolazione (età media di 25 anni, senza nessun tipo di collaudo) oltre allo stato attuale delle amministrazioni pubbliche (disastrose). E con le moto come la mettiamo ? Quattro persone su di uno scooter 50, compresi due bambini, senza protezione alcuna,  come si gestiranno ? Gli inesistenti caschi ? Come sarà possibile una revisione cosi’ completa e importante ? Un miracolo, Inshalla ! Forse si.

 

 

Fenomeno Gigolo’.

arton14918Fenomeno urbano che prende sempre più piede, la prostituzione maschile si vive nelle principali città del Marocco, turistiche e non. Casablanca, Marrakech, Tangeri, Essaouira o Agadir, nessuna è risparmiata. Giovani, meno giovani, omosessuali convinti o candidati eterosessuali; tutti agguerriti sui tappeti notturni delle grandi arterie cittadine o nei luoghi di maggior frequenza turistica. In questo giro, la violenza, sotto ogni forma, è moneta corrente. Aggressioni, abusi sessuali, violenze, proselitismo e altro ancora. E’ la lotta quotidiana di una parte della gioventù marocchina che, senza valori, associa il tutto al ”je m’en fout“ assoluto e alla triste certezza del non avere futuro. Per tutti il comune denominatore è il guadagno facile, la facilità è la crescente domanda, per altri un mezzo per fare un buon incontro e partire per l’estero. Si, molti credono fermamente di incontrare il turista simpatico che soccomberà allo charme degli uomini marocchini e che deciderà di prenderlo sotto le sue ali protettrici, per offrirgli un Paradiso con vista su una strada di Parigi o di Milano. E gli esempi si sprecano: chi ha trovato un patner che si chiama Juan, che vive a Barcellona, chi ha trovato un altro, che porta il nome germanico di Manfred, o chi ha già in tasca il tiket per un Paese arabo come gli Emirati, il Kuwait o l’Arabia Saudita, dove sono attesi. “Koul wahed ou zahrou“, ognuno a la sua chance. Ma il quotidiano a volte non si coniuga con la chance. Molti giovani ancora vivono la notte sulle strade, ad attendere clienti per qualche dh. Cambi di strada continui per evitare la polizia, il freddo, la fame nel ventre, la solitudine. Perchè il mondo della prostituzione maschile è un universo dove i confini sono poco definiti. Si trova di tutto: omosessuali, eterosessuali e purtroppo anche dei minori. Said ha 19 anni e senza remore si considera una puttana: “E’ meglio essere una puttana che un uomo qui; se avessi molti soldi cambierei di sesso, diventerei una donna, ma soprattutto diventerei ricco“. E ancora: ” Non bisogna credere che ci siano solo persone modeste che vengono qui per pagarsi una sveltina nella strada, dietro ad una porta. Si, c’è gente che paga 20 dh (meno di due euro) ma ci sono anche molti clienti che mi pagano 200 dh (20 Euro). Sono stato con uomini che lavorano in grandi società, dei bancari, uomini sposati, turisti, anziani, e a volte delle donne che vengono a cercarmi per terminate la serata in bellezza“. Hassan invece ha raggiunto il suo obiettivo. Dopo aver lavorato per sei anni sulla strada, un giorno arrivo’ a Casablanca un tipo e partirono per Marrakech. Un bel week-end con lo straniero che si innamoro’ follemente di lui. Tornato a casa il turista fece di tutto per fargli avere un Visa e oggi, Hassan, vive in Italia, ha una bella automobile, soldi, e non è più un gigolo’.

Cicatrici di guerra.

gigoloUna costante è sempre presente nei luoghi di prostituzione maschile, nelle lunghe notti metropolitane. La violenza. Tutte le sere una rissa, sangue che cola. Tutte le sere qualcuno che finisce al pronto soccorso. Tutte le notti qualcuno che perde le sue illusioni su di un domani che non vuole più vedere. Tutte le notti uno più bello che vuole prenderti il posto e ti tira un pugno in un occhio, e non puoi lavorare con un occhio nero. Ci sono ragazzi che aggrediscono, drogati che vogliono scoparti gratuitamente e cosi’ partono i coltelli e il sangue macchia i vestiti. E il ciclo della violenza cresce. I giovani portano i segni di molte automutilazioni, tentativi di suicidio o ancora colpi inferti dalla concorrenza. I servizi di polizia lottano costantemente contro queste violenze ma non possono essere ovunque. Il mondo della notte ha le sue regole, è difficile sapere chi c’é e cosa succede. Resta il fatto che per questi giovani le notti sono sovente in copia, si assomigliano tutte: un cliente, una moto che si ferma, la portiera di un auto che si apre, qualche dirhams, qualche contusione nell’anima, la morte nel cuore e nessuna speranza.

Senza famiglia.

gigolo2La maggiorparte di questi ragazzi non vive più in famiglia e hanno spezzato i legami con i loro parenti. L’età media è intorno ai 18/25 anni e vivono con qualche amico, affittano delle camere su qualche terraza, a volte dormono nelle strade. “E’ quasi tre anni che non vedo i miei genitori e i miei fratelli. Loro sanno quello che faccio e non vogliono più vederrmi“. Il rifiuto familiare è la prima conseguenza da prendere in considerazione. Dall’oggi al domani questi ragazzi si trovano soli, senza sostegno, senza persone su cui contare, su cui fare affidamento. Si misura lo choc della solitudine e in primis la dura realtà della vita in una strada. “Mio padre ha promesso che se torno a bussare alla porta di casa avviserà i poliziotti. Puo’ farlo, si vergogna di me” spiega Zaccaria, 22enne dagli occhi neri e tristi. Altri invece dicono di essere stati sequestrati dai loro fratelli, picchiati dai loro padri, minacciati addirittura di morte. A questo punto, non possono tornare indietro. La famiglia non esiste più. Rimane il mondo della strada, i falsi amici, i colpi bassi e l’attesa dell‘irrimediabile che prima o poi arriverà. O la morte o la prigione. Niente altro o forse, per pochi, l’incontro fortunato e il sognato Visa.

Un esperto risponde.

gigolo1Othmane Mellouk è il Presidente della ALCS, l’Associazione contro l’AIDS in Marocco. Ha le idee chiare e precisa che il fenomeno non è nuovo, esiste da sempre, ma la novità oggi è che il fenomeno è visibile, quando sino a qualche anno fa era nascosto, privato, per via di tutta una serie di ragioni sociali, di morale e quant’altro. I tempi, secondo Mellouk, sono cambiati cosi’ come la mentalità, e gli uomini osano mostrarsi. E’ in questo senso che il Presidente parla di visibilità. Spiega poi che “il fenomeno è esteso nella grandi città e per l’Associazione  è fondamentale il lavoro che si sta svolgendo con il Ministro della Sanità e il Fondo Mondiale della lotta contro l’AIDS, per la prevenzione in città come Casablanca, Marrakech, Tangeri, Agadir, Essaouira, El Jadida e altre. Precisa che l’ALCS ha coscienza dell’importanza del fenomeno e dei rischi che ad esso sono legati. Tengo a precisare che per noi non si parla di “prostituzione maschile” ma di “lavoratori del sesso”, per evitare tutte le connotazioni peggiorative“. Il fenomeno ha risvolti differenti rispetto alla prostituzione femminile. Per gli uomini non ci sono intermediari, quindi il guadagno è più consistente. Quello che bisogna sapere è che per le donne le tariffe sul “terreno” possono scendere sino a 15 dh (un euro) nei villaggi rurali, nelle zone dell’Atlas, ma per gli uomini il minimo è generalmente di 50 dh (5euro) che puo’ arrivare anche a 200/300 dh (20/30 euro). Quello che bisogna anche sapere e che per gli uomini ci sono due tipologie di lavoratori, quelli che nascondono il problema psicologico: ragazzi omosessuali che per giustificare il loro atto dichiarano che “non sono gay, è solo una questione di soldi” e quelli invece che non hanno remore e dichiarano che “per loro è un vero lavoro“. Per la prima tipologia sicuramente è più facile uscire dal giro e generalmente questo avviene quando incontrano una persona in grado di aiutarli. I giovani della seconda tipologia affittano appartamenti, come nel caso di Marrakech dove il fenomeno è importante, lasciando le loro famiglie e lavorando quotidianamente in modo regolare, programmandosi un futuro prossimo, pensando al matrimonio e alla famiglia, con una bella casa, automobile e agiatezza.  

Fonts: La Gazette du Maroc/ Telquel

Awaln’art: Parole di strada.

Dal 24 giugno al 3 luglio 2008 Marrakech e la Provincia di Al Haouz accoglieranno la seconda edizione di Awaln’art: Incontri artistici internazionali di strada. Sulle piazze pubbliche di Marrakech, Tahanaoute, Tamesloht, Aghmat e Ait Ourir si installeranno acrobati circensi, danzatori, mangiatori di fuoco e musicisti. Un universo popolato da parole immaginarie e storie impossibili, fantasticherie poetiche e storie d’amore appassionanti che si intrecceranno tra gli artisti e il publico. La prima edizione, voluta fortemente da due collettivi di artisti Eclats de lune (Marrakech) e Graines de soleil (Parigi), sotto la guida del direttore artistico Khalid Tamer ha avuto un riscontro senza precedenti nella storia dei Festivals di Marrakech. E’ un invito rivolto ai cittadini che si ritrovano sulle pubbliche piazze, un arte che il mondo africano conosce bene e la esprime quotidianamente sul più grande palcoscenico all’aperto del mondo: la Place Jemaa el Fna. Awaln’art ha come scopo di far sognare più che far ridere o ballare. Un esplorazione tout-court nell’arte di strada africana e mediterranea, che mette in risalto sia l’artista che lo spettatore, associando sogno e poesia, cultura e creazione. Artisti provenienti dal Marocco, Francia, Kenya, Italia, Burkina Faso, Senegal, Mali e Mauritania doneranno alcune ore della loro bravura anche ai bambini di alcuni villaggi isolati della regione. Al termine della manifestazione una carovana Awaln’art partirà alla volta delle principali città del Paese per condividire e moltiplicare gli incontri di strada, seguendo le orme degli innumerevoli artisti della Place Jemaa el Fna, Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità, voluta fortemente dall’UNESCO. Se siete da queste parti troverete il programma all’Ufficio del Turismo di Gueliz o sulle locandine sparse ovunque nella Ville Rouge.