L’appello per uccidere un giornalista lanciato da un imam radicale ha rilanciato un dibattito appassionato e ricorrente tra islamisti e laici sulla libertà sessuale, in un paese, il Marocco, incartato tra modernità e tradizione. Durante una preghiera tenutasi a fine giugno a Oujda (nord-est), Abdellah Nhari ha dichiarato che il giornalista Elmoktar Laghzioui “è un dayoute” (in arabo corrente significa letteralmente che non è geloso) e nell’Islam il “dayoute dove essere ucciso”. L’imam ha reagito alla proposta del giornalista ad un canale satellittare che indicava di essere favorevole alle libertà individuali, specificatamente in materia sessuale, anche se si tratta di madri o sorelle. L’affaire dell’imam, che è attualmente oggetto di un inchiesta giudiziaria, ha rilanciato il dibattito sulle libertà sessuali che ha conosciuto un nuovo episodio dopo la presentazione, il 16 giugno a Rabat, di una pièce teatrale che elogiava il sesso femminile e a cascata la libertà delle donne. Questo spettacolo è una adattazione marocchina della celebre pièce teatrale “Monogolo della vagina”, scritto dall’americana Eve Ensler e tradotto in 46 lingue. I difensori delle libertà sessuali, laici, fanno appello all’abrogazione dell’articolo 490 del codice penale che prevede una pena che varia da un mese a un anno di prigione in caso di relazione sessuale extra-coniugale tra due adulti consenzienti. Nei fatti, questo divieto è ampiamente trasgredito e largamente tollerato. Il quotidiano islamista Attajdid, organo del PJD, partito filo-islamico al potere, ha consacrato diversi articoli in prima pagina su questa questione dichiarando che “esiste un terrorismo intellettuale esercitato contro gli islamisti che blocca la comunicazione dei loro punti di vista rivolti all’arte e alla creazione, alfine di creare problemi ai movimenti islamisti”. El Moukri Abouzeid, deputato e membro dirigente del PJD ha dichiarato inoltre che “tutti gli atti sessuali fuori dal matrimonio sono da considerarsi come atti immorali, un crimine” e aggiunge: “queste filosofie permissive nate in Europa hanno migliorato le relazioni sociali e famigliari in questo continente? Io non credo”. Un vento di libertà venuto dall’Occidente soffia in una società conservatrice fondata sulla religione islamica creando non pochi pochi problemi alla schiera di oulemas e imam che con sempre più forza e vigore, ringalluzziti dalla vittoria del partito islamico alle ultime elezioni, stanno cercando ostinatamente di ripristinare alcune vecchie e anacronistiche leggi “morali” che stanno mandando in confusione la già confusa popolazione marocchina.
Il paracadutista d’origine marocchina ucciso con altri due militari a Toulouse e Montauban, nel sud-ovest della Francia, sarà inumato nel nord del Marocco, conformemente alle volontà della sua famiglia. Imad Ziaten, nato in Francia nel 1981, sarà interrato a M’diq, città d’origine della famiglia. Il giovane uomo, sottoufficiale del 1° Reggimento dei paracudisti (RTP) di Francazal (periferia di Toulouse), si trovava nelle vicinanze della sua moto quando l’assassino si è avvicinato e l’ha colpito in volto, prima di prendere la fuga in scooter. Anche altri due paracudisti di origini maghrebine, Mohamed Legouad e Abel Chenouf sono stati uccisi nei pressi della caserma a Montauban, mentre ritiravano contante ad uno sportello automatico Bancomat. Il Re Mohammed VI ha espresso in un comunicato stampa, rivolto al presidente francese Sarkozy e ai famigliari delle vittime, il suo vivo cordoglio condannando l’uccisione dei tre paracadusti e delle innocenti vittime della scuola ebraica dichiarando che si è trattata di una barbarie indegna e senza giustificazioni.
Yessine Rahmouni rappresenterà il Marocco ai Giochi Olimpici di Londra 2012. Il giovane olandese di origini marocchine, è il primo cavaliere a partecipare alla competizione ippica delle Olimpiadi per un paese africano. Il cavaliere ha ottenuto il suo tiket d’ingresso per i giochi olimpici con Floresco, cavallo della Principessa Lalla Amina, zia del Re Mohammed VI, che Yessine Rahmouni racconta di averlo incontrato l’estate scorsa. “Ero in vacanza, stavo facendo jet-sky e abbiamo iniziato a parlare spontaneamente. In seguito mi ha contattato con sua zia, Presidente della Federazione Reale degli sports equestri. Tutto questo mi ha permesso di realizzare il mio sogno olimpico e di cavalcare Floresco”, spiega in un intervista Yessine. Il cavallo Floresco è un habitué dei Giochi Olimpici. Il cavaliere svedese Patrik Kittel gareggiò durante i Giochi Olimpici di Pechino nel 2008 in sella appunto al reale cavallo. Buona fortuna a Yessine!
Il divieto alla distribuzione del quotidiano spagnolo El Pais del 26 febbraio scorso, dove è pubblicato un estratto del libro dei giornalisti Catherine Graciet e Eric Laurent, ”Il Re Predatore“, è stato condannato fermamente dall’Unione Internazionale degli Editori (UIE), che accusa il Marocco di ”prendere contropiede il vento di libertà che soffia sul mondo arabo“. La UIE chiede al Marocco di autorizzare la distribuzione del libro “Il re Predatore” perchè “è scritto con buona fede ed è frutto di un lavoro di inchiesta eccezionale”. Creato nel 1896 a Parigi, l’ONG che conta oggi 65 membri in 53 paesi, stima in un comunicato, che se il libro sarà proibito in Marocco, il paese avrà mancato ai suoi obblighi internazionali in materia di libertà d’espressione. In questo libro molto critico contro Mohammed VI, gli autori francesi affermano che la fortuna personale del Re del Marocco è quintuplicata in dieci anni.
La campagna elettorale per le elezioni anticipate del 25 novembre 2011 ha visto un tasso di avvenimenti alquanto insoliti, oltre che medioevali, molto significativi ed eloquenti. Un attuale ministro, candidato alle elezioni a Meknés, si è presentato presso un santuario con la moglie, chiedendo la benedizione del marabout, dopo aver offerto cibarie e bevande a tutti i presenti, arrivati a frotte. Questo pare non sia considerato dalla legge come un atto di corruzione. A Marrakech, mitica città dei sette santi, si sono visti enormi ingorghi nei pressi dei mausolei della medina, visitati dai potenziali deputati, anche loro con furgoni carichi di materie primarie. Nella regione del Sousse, una cantante amazigh, Tabaâmramt, che si presenta nella lista femminile del RNI, non ha esitato a prodursi sulla scena del meeting elettorale con un vero e proprio concerto improvvisato, creando un enorme folla di fans che la applaudiva; la sua notorietà sicuramente porterà la cantante in Parlamento. In un altra circoscrizione, un candidato ha pensato bene di offrire agli abitanti di una zona rurale alcune tonnellate di terra alfine di costruire una strada per porre rimedio al loro isolamento. Le autorità hanno chiuso tutti e due gli occhi in quanto soldi effettivi non ne sono circolati. Altri, gli sfidanti, approfittando della falla, hanno distribuito quintali di farina, olio di oliva e altre derrate alimentari. Una buona giornata per il villaggio! Atto più pruriginoso quello di un candidato che ha chiesto l’appoggio delle prostitute di una citta del nord, aiuto che consisteva nel convincere i clienti a votare per lui, dietro compenso ovviamente alle signorine. Marocco paese islamico? Un presidente in carica di un Comune, ha usato sistematicamente l’unica ambulanza della piccola città per i suoi spostamenti durante i comizi per la sua eventuale rielezione. In un altra città, un candidato è stato accerchiato dalla folla che ha preteso una attestazione legalizzata delle sue promesse in campagna elettorale; erano tutti suoi dipendenti, essendo un impreditore del luogo, che volevano essere certi degli aumenti salariali promessi dal capo! A Casablanca, un candidato indipendente (il regolamento elettorale proibisce il passaggio sui media pubblici agli indipendenti), ha sfilato nelle vie della sua circoscrizione, con un enorme carcassa modellata come una postazione televisa. Sempre nella città bianca, un gruppo di giovani ha creato, per scherzo, un partito che ha come simbolo un asino e uno slogan che recita: “Votate per l’asino democratico”. Questa campagna resterà ugualmente marcata da un numero impressionante di atti violenti, verbali e fisici; aggressioni all’arma bianca da parte di bande pagate dagli avversari e una lista interminabile di denunce davanti ai tribunali e le commissioni elettorali per svariati motivi. Soltanto l’utilizzo dei soldi per l’acquisto dei voti sembra essere scomparso (ma sarà cosi’?). Bisogna precisare che da quest’anno seri controlli sono stati seriamente approntati e rinforzati grazie ad un dispositivo dissuasivo che ha dimostrato la sua efficacia.
Due settimane per convincere. È iniziata ieri la campagna elettorale per le legislative (anticipate di un anno dopo il referendum che ha approvato la nuova Costituzione) del 25 novembre 2001. Una campagna che vedrà in competizione oltre 30 partiti politici che dovranno spartirsi i 395 seggi della Camera dei rappresentanti, 70 deputati in più del 2007. Tutte le formazioni politiche sono entrate nel vivo del dibattito politico per essere elette con suffragio universale diretto: 305 deputati nelle circoscrizioni locali e 90 a titolo della lista nazionale, destinati a garantire una rappresentativa appropriata delle donne (60 seggi nelle quote rosa) e dei giovani con meno di 40 anni (30 seggi). L’ora è quindi quella della mobilizzazione dei quadri dei partiti, che iniziano ad introdurre molte nozioni di marketing politico europeo, come la figura del direttore della campagna, utilizzando nuove tecnologie e supporti mediatici (Internet, SMS, spazi pubblicitari) per comunicare con i militanti sperando di acquisire il favore degli indecisi. Il potere pubblico ha regolato la questione d’accesso ai media dando mandato all’Alta Autorità della Comunicazione Audiovisiva (HACA) per favorire in maniera equa i diversi protagonisti della scena politica marocchina. Lo Stato ha consacrato un investimento di 220 milioni di DH per il sostegno dei partiti, sempre seguendo un protocollo di equità e di correttezza. Resta, come sempre, la spinosa questione della regolarità degli scrutigni. L’Amministrazione territoriale ha varato diversi meccanismi necessari per assicurare le condizioni di trasparenza e di onestà indispensabili per una vera democrazia. Sono 4.000 gli osservatori accreditati per conto di 16 istanze nazionali e internazionali. Se le legislative del 2007 furono consacrate alla normalizzazione delle operazioni elettorali, queste elezioni dovrebbero inaugurare una nuova era politica dopo l’adozione della nuova Costituzione. La Commissione speciale d’accreditamento degli osservatori alle elezioni ha ufficializzato venerdì la lista delle istanze per l’osservazione delle elezioni dei membri della prima camera del Parlamento. Dopo aver esaminato tutte le richieste la Commissione ha deciso di accreditare 16 istanze nazionali e internazionali con 4.000 osservatori autorizzati. A livello nazionali sono 12 le organizzazioni che hanno ricevuto il via libera: parliamo del CNDH (centro dei diritti delle persone), il Forum civile democratico marocchino, il Forum Alkarama per i diritti dell’Uomo, l’OMDH, l’Alleanza civile dei giovani per la riforma, l’Associazione iniziativa urbana, il Centro Kourouk per la democrazia, l’informazione e i diritti dell’uomo, la Federazione della lega democratica dei diritti della donna, l’Associazione creatività femminile e l’Associazione Touzia. Nell’area internazionale le ONG accreditate sono l’Istituto Nazionale Democratico (National democratic institute), il Reseau delle elezioni nel mondo arabo, l’Organizzazione “Gender Concerns International e il gruppo di ricerca internazionale degli studi sugli spazi emergenti e transanazionali (The International Research Group for Transregional & Emerging Area Studies). Una delegazione dell’Assemblea parlamentare del Consiglio dell’Europa (APCE) presieduta dal senatore ceco Tomas Jirsa è attesa questo mercoledi’ in Marocco, per una visita di quattro giorno in vista dell’osservatorio delle elezioni del 25 novembre. Oltre a questa visita pre-elettorale l’APCE ha previsto l’invio di una delegazione di 20 membri di tutti i paesi UE per monitorare lo svolgimento degli scrutini nei seggi elettorali. Ricordo che l’APCE riunisce 318 parlamentari dei 47 stati membri del Consiglio d’Europa ed aveva accordato il 21 luglio scorso lo statuto di “Patner per la democrazia nel Parlamento del Marocco in vista di stabilire una cooperazione istituzionale con i Parlamenti degli Stati non membri delle regioni vicine”. L’APCE ha visionato oltre 140 elezioni in tutta l’Europa dal 1989.