Il coming-out di Hicham Nazzal

Hicham Nazzal, attore-presentatore franco-marocchino, ha fatto il suo coming-out sulle colonne del quotidiano Libération. L’attore ha deciso di non continuare a confinarsi nell’anonimato e, per farlo in grande, ha posato sul magazine gay “Tètu”. “Sono un ammasso di identità: sono francese, marocchino, omossesuale, musulmano e parigino”, questo è quello che dichiara Hicham Nazzal. Il presentatore del programma “Romeo e Giulietta” su France 2, dice di aver lungamente riflettuto prima di uscire allo scoperto, e lo ha fatto “per non rimanere nell’omertà” nella quale si confinano numerosi attori e star dello spettacolo.  La schizofrenia sociale, Hicham Nazzal ne parla senza complessi, presente in Marocco è tanta, al punto di evitare il dibattito sulla sua omosessualità, malgrado molta stampa nazionale ha consacrato il suo personaggio sulle loro copertine e la sua immagine utilizzata per la campagna di informazione contro l’AIDS. Tutti tacciono e l’ipocrisia regna sovrana. Vi ricordo che in Marocco l’omosessualtà è punita dal codice penale e le pene variano dai 6 mesi ai tre anni di carcere senza condizionale.  Con buona pace della religione.  

Marrakech nella Top 10 delle destinazioni mondiali

Marrakech è la sesta migliore destinazione turistica al mondo, dopo Londra, New York, Roma, Parigi e S. Francisco. Una classifica redatta dal sito di viaggi Trip Advisor, posiziona la città rossa davanti a Istambul, Barcellona o ancora Berlino. Il sondaggio realizzato con il coinvolgimento di migliaia di viaggiatori registrati su Trip Advisor, referenza mondiale in termini di recensioni turistiche, rappresenta una pubblicità gigantesca per Marrakech, che si sta risollevando a fatica dall’attentato del Caffè Argana e dalla crisi economica mondiale. Nella città i professionisti del settore restano divisi su questa notizia; alcuni stimano che i tempi in cui la città registrava dei tassi di occupazione al 95% sono finiti e purtroppo queste considerazioni sono suffragate dalle cifre che descrivono tassi di occupazione che arrivano a malapena intorno al 50% e che gli arrivi hanno registrato una caduta del 64%  rispetto al 2010. I mercati in sofferenza?  Il principale in termini di presenze;  la Francia. A ruota l’Italia e  la Spagna. A livello nazionale (domestic) , l’anno 2011 si è chiuso con un – 10%. Per questo 2012, partito drammaticamente, i professionisti dell’ONTM (Ufficio Nazionale Turismo Marocchino)  non si attendono dei miracoli, neppure con l’aiuto di TripAdvisor.

La Medina di Marrakech: tra anarchia e sogno

Vi voglio parlare di questa splendida realtà che si chiama Medina: la medina (città in arabo) è un agglomerato caotico e apparentemente senza logica alcuna, di strade, vicoli e sentieri che possono creare qualche problema agli occidentali provenienti da città squadrate e precise. Il primo impatto, forte e a volte lacerante, è dato dall’anarchia dei mezzi a due ruote che circolano indisturbati, a volte a velocità eccessive, negli stretti percorsi medioevali. In teoria tutta la Medina è proibita alle motocicletta, alle motofurgonate e quant’altro, ma nessuno rispetta questo divieto. A volte ci si trova, dietro l’angolo, vis a vis con il conducente che deve letteralmente inchiodare per non investire i malcapitati. A questo sommiamo le migliaia di biciclette, i carretti trainati dai muli e il gioco è fatto: molti turisti non vedono l’ora di uscire dall’incubo. Credo che sia importante approcciarsi in modo più ”primitivo” alla Medina, lasciare da parte i timori e le ansie per lasciarsi catturare dal suo fascino e dal suo mistero. Realmente la Medina non è pericolosa, a qualunque ora è possibile muoversi e capirla. La Medina sono anche i Souks (mercati). Un labirinto di strade animate e brulicanti vita. Magia di luce che offre i suoi raggi di pioggia eterea ai marciapiedi, alle case e alle cose.  La  definizione del vocabolario è evocatrice: souk = grande disordine. E questa è sicuramente la prima impressione che si ha in tutti i mercati dell’Africa del nord. Ma, se si guarda con occhio attento, ci si accorge invece che ogni cosa è al suo posto, ordinata,  e che ogni souk ha la sua specificità . Il souk era il luogo degli scambi verbali; si parlava di politica e di economia sorseggiando un the alla menta con gli amici, si discuteva di affari e si concludevano affari, si incontravano gli altri clans e a volte i futuri sposi. Oggi i souks di Marrakech sono dei luoghi di commercio e di attività professionali,  si contano 45.000 artigiani marocchini dal sapere secolare nel suo interno. Di lato alla Place Jemma el Fna il souk Smarine raggruppa i venditori dei tessuti, jellaba, caftani e babouche. Il souk Fekarine è specializzato nella ceramica tradizionale e, nei pressi della splendida Piazza Rahba Kedina (piazza delle spezie, ex mercato di schiavi neri sino all’avvento del protettorato francese) il souk Zarbia propone i migliori tappeti presenti sul mercato della Ville Rouge. Poi, subito dopo, il souk dei gioielli. Nelle vicinanze della fontana Mouassine i tintori stendono al sole migliaia di colori impressi nella lana, nella seta e nel cotone, lavorando con grazia vicino agli enormi pentoloni dove bolle il pigmento. Nel souk Cherratine si lavora la pelle ed è presente una conceria. Il più spettacolare e dantesco souk è, per me, quello del ferro battuto. Lo si ascolta prima ancora di vederlo ed è un mondo a se, medioevale, unico e indescrivibile. Uomini e ragazzi lavorano seduti a terra picchiando con i loro martelli il ferro che si trasforma nelle loro mani.  Poco più avanti il souk del cuoio dove si trovano splendidi oggetti di arredamento come pouff, tavoli e accessori. Lana, pelle di montone o di capre, erboristerie, frutta secca, spezie; ogni souk è unico nel suo genere e autentico. Questo mondo è un piacere per gli occhi con i colori, gli oggetti, i lavori artigianali; un piacere per le orecchie con il brusio incessante delle migliaia di persone che lo frequentano, e piacere per il naso con i profumi dei cedri, delle spezie, del cuoio, senza dimenticare il piacere del gusto con il the alla menta e i bèghrirs (dolcetti tipici). Alla sera, rientrando, avrete ancora nella testa il ricordo di quelle strade, di quei piccoli derbs con le immagini ipnotiche di un caleidoscopio. I souks di Marrakech restano un passaggio obbligato per tutti, per meglio comprendere la realtà di una città affascinante. I souks sono aperti tutto il giorno, a partire dalle 10.00 sino a sera inoltrata. Ricordate che verso le 22.00 alcuni di questi vengono chiusi da dei portali in legno che sbarrano, di fatto, la strada, e sarete obbligati a tornare sui vostri passi. Quanche consiglio per l’acquisto: il mercanteggiare è parte essenziale dei souks e la cosa fondamentale è essere fieri del vostro acquisto. Attenti ad accettare il the; è sinonimo di acquisto. Può essere divertente se avete del tempo ma ricordate sempre che fatto 100 il valore dovrete, se siete bravi, arrivare a 50 e sempre per gradi, quindi per arrivare a 50 dovrete offrire in prima battuta 20, poi 30 e via discorrendo sino a fermarsi ai fatidici 50. Buon shopping nell’anarchica e grandiosa medina di Marrakech, Patrimonio Mondiale dall’Unesco.

Marocco: Islam e Cannabis, una liason dangereuse

Qualcosa come 550 ettari di terreni appartenenti al Ministero degli Habous e degli Affari islamici (massima autorità nell’ambito religioso), nella regione di Ouezzane, saranno dati in affitto a degli agricoltori che coltivano cannabis. Questo è quello che ha rivelato lunedì il consigliere del Partito Autenticità e Modernità (PAM) Larbi Mharci, durante una seduta della seconda camera del Parlamento. Una parte del budget del Ministero degli Habous e degli Affari Islamici proverebbe dunque dalla coltura della cannabis, e servirebbe a pagare i salari di certi oulemas, imam e impiegati delle moschee.   Diverse personalità della regione di Ouezzane, interpellate dalla redazione di Bladi.net, hanno affermato che non si tratta di una novità per tutta la regione di Mokrisset, a circa 30 km a nord di Ouezzane, dove le terre degli Habous sono affittate regolarmente ai produttori di cannabis da circa una decina di anni. In Marocco, uno dei primi produttori mondiali di cannabis, 47.500 ettari di terreno  sono consacrati alla cultura del cannabis nel 2010, contro i 134.000 ettari del 2003, secondo una stima dell’Organo Internazionale di controllo degli stupefacenti (OICS). Della serie si predica bene (molto bene) e si razzola male!

In Vanitas Marrakech

Immagini dove la vista respira beatitudine e dove la voglia si infiltra nel cuore dei tanti scatti virati nell’ossessivo, talmente la realtà presentata  e sinonimo di fascino. Nour Eddine Tilsaghani, l’artista fotografo e cineasta adora la città ocra, si ispira per eccellere e lei si ispira del suo sguardo per farsi più bella e più seducente. La nuova esposizione dell’artista pare completi il puzzle di ammirazione che Nour le dedica: l’amore per questa città, il respiro di questa città, il vivere di questa città, e si prende tutte le delicatezze per rappresentarla nella serie di fotografie che ovviamente sono titolate “Marrakech”. E Marrakech ringrazia l’artista, posando al suo sguardo; si denuda, si pavoneggia dei suoi uno e mille sentori; lascia sfilare le sue silhouettes e posa davanti alla visione pensosa e pensata dell’artista.  “Nour Eddine Tilsaghani ci ricorda questa evidenza: bisogna ri-apprendere a guardare quello si ama..e noi amiamo questa città, noi amiamo queste immagini”, ha scritto il drammaturgo e uomo di teatro Brahim Hanaï. L’artista espone le sue fotografie “Marrakech” presso l’Almazar, in occasione del 2° anniversario del centro, dal 15 aprile al 15 maggio 2012.