Aïd el Fitr, la fine del Digiuno

Mancano una manciata di giorni e il Ramadan terminerà. Aïd significa “festa” e Fitr “la rottura”. È una delle più importanti feste musulmane insieme all’ Aïd el Kebir. Questa giornata importante segna la fine del Ramadan, mese sacro di digiuno e di preghiere per i fedeli. È celebrata il primo giorno del mese Shawwal ed è chiamata anche Aid es – Seghir (la piccola festa) per opposizione all’Aïd el Kebir (la grande festa o festa del sacrificio). Tutti gli anni le date del Aid el – Fitr sono in decrescita di circa 10/12 giorni in rapporto al calendario gregoriano perchè il calendario musulmano è lunare. La data del Aid el – Fitr è il giorno seguente l’ultimo giorno del mese sacro del Ramadan: arriva quindi il 30° o il 31° giorno dal debutto del Ramadan, che è composto da 28/29/30 giorni secondo gli anni. I fedeli mettono fine al digiuno e la preghiera (salat ul aid), ha luogo all’alba ed è effettuata generalmente nelle moschee, dove possono raccogliersi. La tradizione musulmana o “sunna” vuole che i fedeli consumino la colazione prima della preghiera (è illecito non consumarla). Uomini e donne dovranno assistere alle preghiere comportandosi con pietà eccetto le donne mestruate, che devono ricordare l’annuncio di Allah nell’evitare i luoghi sacri come le moschee, per le altre è necessario indossare il Hijab. Dopo le preghiere, a seconda dei Paesi, i fedeli visitano i loro parenti e amici per presentare i loro auguri per l’Aïd. Quest’anno l’Aïd el – Fitr è previsto, in Marocco, per il 20 agosto 2012. Inshalla! Aïd Moubarak!

La Notte del Destino (Laylatoul-Al Qadr)

Letteralmente è  la notte della “Potenza” o del “Destino“; in arabo è chiamata Laylatoul Qadr. In Marocco si è celebrata ieri notte, 14 agosto 2012. È  la notte che il Corano scese sulla Terra nella sua totalità. Il Libro Sacro dei musulmani venne rivelato durante il mese del Ramadan, per la prima volta, in una notte dell’anno 610 D.C.. Questo momento è considerato particolarmente sacro perché fù in quel preciso momento che l’Arcangelo Gabriele (Gibril) si mostrò al Profeta Maometto. Venticinquesima nell’ordine cronologico, la Soura 97 è composta da cinque versetti che descrivono questa notte come “un valore di più di mille mesi (di preghiera)..la pace accompagna questa notte sino all’aurora“. Questo significa che in questa notte la preghiera, la recita del Corano e il Dhkir (ricordo di Allah) sono migliori di quelle eseguite in mille mesi dopo la notte del Al-Qadr. È preferibile cercare la Notte del Destino negli ultimi dieci giorni impari del Ramadan perché il Profeta si applicò ad adorare Dio in questi giorni per determinare la notte esatta. Pregò tutte le notti svegliando la sua famiglia, per pregare con lui, e si astenne da tutti i rapporti sessuali. La data esatta di questa notte sacra è ancora oggetto di divergenze tra gli Oulema ma la maggiorparte di loro giudica questa notte quella del 27° giorno di Ramadan (la notte tra il 26° giorno e il 27°). Nel corso della 27a notte Dio decreterà tutto quello che accadrà nell’anno seguente e durante tutta la notte, sino all’alba, Dio esaudirà tutte le implorazioni dei suoi servitori. La Notte del Destino oltre ad un valore di sacralità totale è soggetta anche ad alcune forme di rituali pagani. Essendo considerata la notte più negativa dell’anno dove gli spiriti (Djin) ridiscendono sulla Terra a infastidire e molestare gli esseri umani, alcuni riti vengono compiuti invocando la Baraka (benedizione). In tutte le case vengono messi ad ardere incensi con varie potenzialità tra cui l’Oud, un legno pregiatissimo, che in Marocco viene usato per particolari ricorrenze come la nascita di un bambino, la morte e appunto il 27° giorno di Ramadan. E’ una notte che porta con se atmosfere magiche e tutti, ma proprio tutti, si preparano a celebrarla, per vedere il loro futuro pregno di positività e di richieste esaudite. La saggezza che si deduce da tutte le tradizioni e che la Notte del Destino è stata dissimulata da Dio durante le ultime dieci notti del mese di Ramadan affinché i suoi sinceri servitori siano testimonianza di un grande fervore e si apprestino, con foga e determinazione, alla ricerca del “divino“. Dimostrazione questa della costanza nella ricerca del suo amore, regolato dalla fedeltà e ben radicato nella spiritualità dell’essere, in vista della preparazione a ricevere le grazie che Allah vorrà loro offrire.

Il Ramadan nella Storia.

Da quando i musulmani del mondo intero sono entrati nella avventura del mese sacro del Ramadan, non è inutile ricordare che il digiuno, cuore pulsante di questa trenta giorni, si iscrive in una lunga storia. Molto tempo fa l’osservanza del digiuno era nel nono mese dell’anno lunare, e i primi musulmani rispettavano il digiuno della Ashoura, vera eredità del giudaismo, che corrisponde alle celebrazioni del Yom Kippour, il “Giorno della Espiazione” o “Giorno del Grande Perdono“. La seconda sura del Corano che stabilisce il digiuno nel mese del Ramadan, non dimentica di chiamare in causa gli antecedenti: “E’ stato prescritto a as-Syam come è stato prescritto a quelli davanti a voi” (versetto183). Secondo i sapienti religiosi questa prescrizione del digiuno è strettamente collegata ad Abramo, vedi Noè. Ma è stato stabilito da parecchi hadiths e dalla Sura che la prima comunità riunita intorno al Profeta Maometto digiunava il giorno della Ashoura (il decimo giorno del settimo mese del calendario ebreo: decimo si dice “asor” in ebreo e”asara” in arabo). Secondo l’hadith, guardando gli ebrei darsi al giorno di digiuno, il Profeta chiese spiegazioni. Gli ebrei risposero che ricordavano la fuga dall’Egitto ordinata da Mosè. A quel punto, reclamando tutti i profeti biblici che lo avevano preceduto, Maometto disse che aveva più diritto lui e i musulmani di compiere il digiuno in quel giorno. Per evitare di confondere il digiuno musulmano con quello ebreo decise che si sarebbe svolto il nono giorno del settimo mese. Presso i musulmani il digiuno dell’Ashoura venne fissato poi in due giorni. Questa appropriazione del digiuno ebraico trova riscontro nel senso dato a questa pratica presso i musulmani; in effetti, come per gli ebrei che celebrano lo Yom Kippour, il digiuno ha per virtù la totale purificazione dai peccati e questo accade anche per il digiuno dell’Ashoura musulmano. Nel Levitico si legge: “Perchè è in questo giorno che avverrà l’espiazione per voi, al fine di purificarvi: voi sarete purificati di tutti i vostri peccati davanti all’Eterno” (Levitico 16-30). Nell’hadith di Mouslim si legge queste parole del Profeta: “ Io conto su Allah perchè il digiuno osservato nel giorno di Arafat possa farvi espiare i peccati commessi l’anno precedente e quello successivo, e che il digiuno del giorno dell’Ashoura possa farvi espiare i peccati dell’anno precedente“. Certo, prendendo in esame diversi hadiths il digiuno dell’Ashoura commemora diversi avvenimenti; Adamo che lascia il Paradiso terrestre, lo sbarco dell’arca di Noè, Abramo nel fuoco o e ancora la fuga dall’Egitto di Mosè….Ma è la continuità con il digiuno ebreo la più certa e chiara. Oggi, per meglio conoscere la storia del digiuno nel mese sacro del Ramadan, si può rilevare che, quando venne inserito il nuovo ordine per cui il digiuno doveva essere di un mese pieno, i musulmani potevano dispensarsi da questo obbligo, offrendo un mese di pasti ad un povero, per ogni giorno di digiuno non espletato, questo è quello che indica il versetto 183-184 della surate 2a, ma i giuristi hanno preferito privilegiare l’obbligo del digiuno.

Compleanno e Discorso reale questa sera a Marrakech

SAR  Mohammed VI, indirizzerà oggi un discorso alla Nazione, in occasione del 58° anniversario della Rivoluzione del Re e del Popolo e presiederà domani al Palazzo Reale di Marrakech ad uno F’tour (rottura del digiuno) in occasione del suo 48° compleanno. Di seguito il comunicato del Ministero della Casa Reale, del Protocollo e della Cancelleria.                  

Il Ministero della Casa Reale, del Protocollo e della Cancelleria anuncia che per  la ricorrenza del 58° anniversario della Rivoluzione del Re e del suo Popolo, SAR Mohammed VI, che Dio l’assista,  terrà un discorso al suo popolo fedele. Il discorso reale sarà diffuso sulle onde della radio e della televisione questa sera, sabato 19 Ramadan 1432 dell’Hegira, corrispondente al 20 agosto 2011, alle ore 20.00 anzichè alle 21.00 come previsto,  per evitare  l’orario delle preghiere di Al-icha e di Tarawih. In occasione poi  del 48° compleanno di Sua Maestà il Re, che Dio lo abbia in gloria, il Sovrano, che Dio lo preservi, presiederà domenica 20 Ramadan 1432 dell’Hegira, corrispondente al 21 agosto 2011, uno F’tour al Palazzo Reale di Marrakech.”  

  

Etilometri in Marocco: un no-sense musulmano.

Secondo il ministro dei  Trasporti, Karim Ghellab, il personale della Sicurezza e della Gendarmeria Reale del Marocco, utilizzeranno a partire dal mese di settembre 2011  gli alcol test per misurare il tasso alcolemico dei guidatori sospetti. Il Marocco ha già aquistato 200 etilo test nel 2010 e 30 etilometri che permettono di misurare la concentrazione d’alcol nel respiro, mentre altri 100 etilometri sono in corso di acquisizione dalla Sicurezza Nazionale. Sono previsti 200 controlli al giorno, a partire dal mese di settembre sulle principali strade e autostrade del paese, per abbattere il numero esorbitante di incidenti che si producono nel reame, un ecatombe quasi sempre causata dallo stato di ebrezza dei guidatori. Il ministro dei Trasporti, in collaborazione con il Comitato nazionale sulla prevenzione degli incidenti di circolazione (CNPAC) lancerà a breve una vasta campagna di comunicazione che dovrà iniziare dopo il mese del Ramadan (quando tutti riprenderanno a bere) per accompagnare il lancio dell’alcol test. In questo mese di Ramadan la vendita di alcol è severamente proibita in Marocco e nei supermercati dove i reparti di bevande alcoliche sono blindati. Per poter acquistare anche solo una bottiglia di vino serve il passaporto e il cliente è registrato su di un apposito registro! Le bevande alcoliche sono proibite dal Corano ma non solo durante il mese sacro del Ramadan,  quindi ufficializzare l’uso dell’alcol test è ammettere che si fa un grande uso di alcolici in un  paese dove non dovrebbero esistere. Un no-sense in salsa musulmana.

Ramadan, Consumismo e Morale

La nozione del digiuno è senza alcun dubbio cambiata nel corso di questi ultimi decenni nella vita dei musulmani. Dopo essere stata un occasione solenne per adorare Dio e approcciarsi a Lui con le buone azioni, il Ramadan è diventato oggi un momento di celebrazione consumista: cibo, bevande e i più svariati mezzi di divertimento. Tutte queste cose possono far perdere di significato la sua essenza religiosa, che incita alla armonia e all’amore nei cuori dei musulmani, alfine di rafforzare la loro unità e la loro solidarietà sociale. Questi cambiamenti, ovviamente, sono dovuti e motivati dal benessere instauratosi negli ultimi anni, con la disponibilità del cibo e delle bevande, e dagli innumerevoli mezzi di divertimento che le nuove tecnologie hanno reso popolari; playstation, televisione satellitare, internet. Tutto questo rende il popolo islamico un puro esempio di stupidità che genera lassismo, pigrizia e negatività, durante tutto il mese del Ramadan. Vero è che il contributo dei popoli islamici in tutti i settori della produzione e dell’innovazione sono a un punto morto da decine di anni e pare che il digiuno diminuisca ancor più i loro sforzi, al di sotto dello zero, durante il Ramadan. Questo è il risultato di una cattiva interpretazione dei musulmani su come devono comportarsi durante questo mese, come se si trattasse di un occasione per ridurre la loro produttività in favore delle pratiche religiose vissute con ripetizione quotidiana; il Tahauid, il digiuno, le preghiere notturne e la lettura del Corano durante la giornata, per donarsi poi agli eccessi del cibo, del bere, restando tutta la notte a guardare la televisione. Il mese del Ramadan nei paesi islamici, oggi, stravolge la realtà dei musulmani e mette in evidenza i loro difetti e la cultura malata, attraverso gli aspetti immorali che sono comuni a buona parte della società musulmana. Questi aspetti si possono riassumere cosi’:

 -Sottostimare il valore del tempo durante il Ramadan, spendendo le ore della giornata in acquisti, dormire, guardare la televisione ed infine frequentare le moschee durante la notte per compiere le preghiere e continuare ancora con la televisione e i divertimenti ramadaneschi sino all’alba.

 - Darsi ad una consumazione eccessiva di alimenti e bevande, anche se questo significa chiedere prestiti a causa dei costi elevati, quindi il risultato è una consumo sempre più insensato.

 - Passare le serate del Ramadan nell’immoralità (alcool), depravazione (sesso) e nei differenti giochi d’azzardo.

 - Testimoniare la diminuzione della capacità produttiva dei paesi islamici, al suo livello più basso, in ragione della tendenza dei lavoratori all’inerzia durante tutto il Ramadan. 

 In conclusione, i musulmani potrebbero assicurarsi un equilibrio tra la loro salute e le celebrazioni ramadanesche adottando una politica di “non negligenza” che esige da parte degli uomini della religione e le parti sociali, compresi medici, lavoratori sociali e educatori, il posare l’accento sul messaggio corretto che deve essere quello di  cambiare la percezione del digiuno e del Ramadan tra i musulmani.

Fonts: Jemal Mohammed Oumar – scrittore e giornalista musulmano praticante/Magharebia