Caftan 2012: Show in Marrakech

Il grande spettacolo di Caftan 2012, comme d’habitude, si svolgerà a Marrakech, nel Palazzo dei Congressi il 12 maggio, rivelando ancora una volta molti talenti e festeggiando la creatività e il gusto marocchino. Quattordici stilisti, due giovani talenti, alla ricerca dei “Tesori di Ibn Battuta”, grande viaggiatore dell’Islam, che sarà il tema di questa edizione; un tema che presenta la riscoperta e la ricchezza che puo’ offrire il viaggio. La carovana di Caftan segue il suo viaggio e ci farà viaggiare verso una nuova avventura, nuovi incontri e nuovi orizzonti. Gli stilisti si sono ispirati a questi tesori dando libero sfogo alla loro immaginazione percorrendo sentieri lontani dove il glamour contemporaneo incontrerà la storia. Per l’edizione 2012 la maggioranza degli stilisti presente sarà marocchina così come le modelle che calcheranno le passerelle dello show.  Anche per quest’anno la solidarietà giocherà un ruolo chiave con una convenzione firmata dal mensile Femmes du Maroc e le associazioni “Solo per  loro” per l’educazione e “Le buone Opere del cuore”, per la salute. Caftan 2012 sarà l’occasione di valorizzare le due associazioni, di farle conoscere al grande pubblico e aiutarle nella loro lotta quotidiana. Caftan, l’avvenimento faro dell’Haute Couture marocchina e del mondo arabo, sarà coreografato da Jais Zinoun, rivisiterà materiali e raffinerà gli ornamenti tipici del caftano parlando con grazia del corpo femminile attraverso le diverse culture. In sedici anni di esistenza, Caftan  è diventato  un punto di riferimento chiave per le tendenze fashion nel  mondo arabo e non solo.

Caftan 2012 ancora a Marrakech

L’avvenimento molto fashion ”Caftan 2012“, previsto per il 12 maggio, si terrà quest’anno ancora a Marrakech, al Palais des Congrès. Il tema per quest’anno è “I tesori di Ibn Battouta”, e tredici stilisti presenteranno le loro creazioni. Sono stati scelti anche due giovani talenti dagli organizzatori di Caftan, che presenteranno le loro collezioni durante lo stesso défilé. Gli stilisti sono: Kacem Sahl pour Dar Oum Al Ghaït, Siham El Habti, Amina Bousayri, Romeo, Meryem Boussikouk, Meriem Benamor, Abdelhanine Raouh, El Batoul Cain Allah, Meriem Belkhayat, Lahoucine Aït Lmahdi, Simohamed Lakhder e i nuovo due talenti Safae Ibrahimi e Kenza Benaboud.  Jais Zinoun, coreagrafo e regista, sostituirà  Said Mahrouf  come direttore artistico della XVIa edizione di Caftan.

Aghmat, la capitale restaurata

Il progetto archeologico di Aghmat ha avuto inizio nel 2005, nel quadro di una convenzione tra l’Istituto Nazionale delle Scienze dell’Archeologia e del Patrimonio e l’Università statunitense de Vanderbilt. La direzione è stata affidata a Ronald Messier, Abdallah Fili e Larbi Erbati. Il progetto ha lo scopo di far emergere l’antico Hammam di Aghmat, sprofondato sotto un campo ad uso agricolo e diversi nuclei abitativi della leggendaria città, prima capitale del regno marocchino, distante pochissimi km da Marrakech. La città di Aghmat, che fu anche una base idrisside prospera, poi capitale dell’emirato ” dei Maghraoua ”, sino alla metà dell’XI° secolo, divenne in seguito la capitale degli Almoravidi che la lasciarono dopo l’edificazione della città di Marrakech. I lavori sono stati finanziati dall’ambasciatore Frederik Vreeland e da sua moglie Vanessa, l’Istituto Americano degli studi Magrebini e dalla Commisione marocco-americana. Dal 2009, la Fondazione Aghmat è stata ufficializzata con la volontà di Moulay Abdallah Alaoui (PDG di MIFA Groupe) alfine di proseguire le ricerche archeologiche e preservare le vestigia scoperte. Uno sforzo notevole  è stato fatto per acquisire i 2,5 ettari di terreno che ospiterà un centro di interpretazione e un museo dove gli oggetti recuperati saranno visibili. Alcuni lavori di restauro sono stati intrapresi per arrivare all’apertura del sito al pubblico e partecipare allo sviluppo locale di questa città millenaria.  Il progetto archeologico di Aghmat ha ricevuto il sostegno delle autorità locali e in particolare del Governo della Provincia di Haouz Bouchaib El Moutaouaki, che ne ha fatto un valore aggiunto per tutta la comunità di Aghmat e per il suo sviluppo. L’Hammam monumentale scoperto dagli scavi è situato nel centro del tessuto urbano della antica città. La sua planimetria è di forma trapezoidale costituita da tre sale coperte da una volta in pietre di fiume fissate con calce. Le dimensioni della sala calda sono meno importanti rispetto alle altre ma la sua altezza supera di gran lunga le altre due sale. La planimetria è chiaramente diversa dagli hamman islamici dell’epoca conosciuti in Marocco e nell’Al-Andalus in epoca almohade (Ksar es-Saghîr) e in epoca merinide (Chellah, Fès, Rabat). Per contro, presenta delle correlazioni evidenti con alcuni hammam andalusi dell’XI° e XII° secolo (Jaen, Valencia). Nel lato sud dell’hammam si trova una zona indipendente che i ricercatori attribuiscono ad una maestosa sala di riposo con relativi spogliatoi. Si presenta sotto forma di una corte centrale a cielo coperto, contornata di gallerie sui quattro lati e un soffitto in mattoni cotti disposti ad arco. I lati est e ovest ospitano delle panche in muratura destinate al riposo dei corpi provati dal calore e dalla fatica. Il centro della corte è abbelito da una superba e perfetta vasca ottogonale. La forma ottogonale è una forma geometrica onnipresente nell’architettura islamica (moschee, fontane, giardini) e simboleggia il passaggio del quadrato al cerchio: la Terra con i suoi quattro punti cardinali al Cielo, spazio unico e infinito. Bisogna dunque non sminuire questa forma geometrica ad una semplice posizione di due quadrati, perchè è la rappresentazione di una simbologia ricca di rappresentazioni religiose e astrologiche. Con il sondaggio effettuato all’interno della sala fredda della costruzione si è risalito alla sua datazione con il carbonio rilevando la sua origine al X° secolo D.C. e il suo abbandono verso il XIV° secolo. Questo hammam corrisponde ad una tappa gloriosa della città di Aghmat quando godeva del ruolo di capitale regionale, un secolo e mezzo prima della fondazione di Marrakech. Per definire l’Hammam nel suo contesto urbano, la comprensione di quello che lo circonda è indispensabile. Una prospezione magnetica con penetrazione radar, capace di definire le strutture interrate a diversi metri di profondità è stata attuata dlla Fondazione. Questo metodo economico ha permesso di disegnare la trama dell’edificio e degli spazi circostanti. Una mappa è oggi in corso di realizzazione che riguarda anche la scoperta di un palazzo borghese, situato all’altro lato del campo, che è riconducibile allo stesso periodo. Un edificio rettangolare organizzato attorno ad alcuni bacini e circondato da colonne che formano due gallerie ai lati est e ovest della struttura. A nord, una sala occupa l’insieme della facciata. E’ accessibile grazie ad una grande porta ornata da zellij. I bacini, di forma rettangolare si impongono al centro della corte a gallerie dell’edificio. E’ difficile nello stato attuale delle ricerche di precisare queste tripartizioni e il futuro risultato dell’evoluzione di questa struttura. Si tratta comunque di un palazzo la cui struttura è solida ed equilibrata, che si estende su 250 mq. I lavori continuano per definire le componenti di questo edificio e dei suoi limiti. Il Palazzo di Aghmat risale al XIV° secolo ma rivela dei rifacimenti in epoche successive che permettono di supporre la sua evoluzione su di un periodo storico importante prima del suo abbandono. Sui luoghi degli scavi è stata scoperta poi  una canalizzazione medioevale (Tassoltan Qabila) che alimentava con acqua potabile l’Hammam e altri edifici circostanti. Un parte di questo prezioso puzzle è in fase di ricostruzione. In effetti, questa canalizzazione, orientata a nord-sud, è parte di un gruppo complesso e performante, che permetteva la distribuzione dell’acqua potabile all’intera città. Nella sua parte nord, è divisa in due canali di cui uno si dirige verso la vasca ottogonale e l’altra verso l’interno dell’Hammam. Personalmente ho avuto l’onore e il piacere di visitare questi luoghi storici grazie anche  all’aiuto del guardiano presente sul sito e, l’emozione è stata forte. Si presume che il complesso archeologico di Aghmat possa aprire a breve le sue porte a tutti gli appassionati. Nel mese di giugno 2012 proseguiranno i lavori di recupero del palazzo, ora fermi per mancanza di fondi. Aghmat dista circa 20 km da Marrakech e si trova sulla strada che conduce nella vallata dell’Ourika. Nella stessa zona sono visitabili una decina di  mausolei di sapienti ed eruditi importanti che hanno fatto grande la storia di Aghmat come fondamentale crocevia del sufismo.

FIFM 2011 – Omaggi e Master Class

Affermando una volontà di ecletticismo, il Festival Internazionale del Film di Marrakech mette in onore quest’anno Mohammed Bastaoui, il nostro Marco Bellocchio, Terry Gilliam, Shah Rukh Khan, Forest Whitaker e Roschdy Zem. Dopo James Caan, Larbi Doghmi, Harvey Keitel, Kiyoshi Kurosawa e Mohamed Abderahmane Tazi, onorati nel 2010, il Festival continua ad affermare il suo ruolo di crocevia nella cinematografia mondiale rendendo omaggio a delle forti personalità che arrivano da orizzonti diversi. Il Festival offre inoltre agli studenti, al pubblico di Marrakech e a tutti i professionisti del settore, l’ occasione straordinaria di oltrepassare lo schermo e guardare il cinema nei suoi processi di fabbricazione. Dopo Francis Ford Coppola, Jean-Pierre e Luc Dardenne e Lee Changdong nel 2010, il FIFM 2011 propone una serie di Master Class e incontri con i registi Jean-Jaques Annaud, Marco Bellocchio, Nuri Bilge Leylan, Terry Gilliam e Roland Joffe che si riveleranno nelle vesti insolite di insegnanti.

Compleanno e Discorso reale questa sera a Marrakech

SAR  Mohammed VI, indirizzerà oggi un discorso alla Nazione, in occasione del 58° anniversario della Rivoluzione del Re e del Popolo e presiederà domani al Palazzo Reale di Marrakech ad uno F’tour (rottura del digiuno) in occasione del suo 48° compleanno. Di seguito il comunicato del Ministero della Casa Reale, del Protocollo e della Cancelleria.                  

Il Ministero della Casa Reale, del Protocollo e della Cancelleria anuncia che per  la ricorrenza del 58° anniversario della Rivoluzione del Re e del suo Popolo, SAR Mohammed VI, che Dio l’assista,  terrà un discorso al suo popolo fedele. Il discorso reale sarà diffuso sulle onde della radio e della televisione questa sera, sabato 19 Ramadan 1432 dell’Hegira, corrispondente al 20 agosto 2011, alle ore 20.00 anzichè alle 21.00 come previsto,  per evitare  l’orario delle preghiere di Al-icha e di Tarawih. In occasione poi  del 48° compleanno di Sua Maestà il Re, che Dio lo abbia in gloria, il Sovrano, che Dio lo preservi, presiederà domenica 20 Ramadan 1432 dell’Hegira, corrispondente al 21 agosto 2011, uno F’tour al Palazzo Reale di Marrakech.”  

  

La Moschea di Tinmel

Pochi conoscono questo luogo magico. Dista 100 km da Marrakech, la strada e quella per Asni, poi verso il Tizi N’ Test,  proseguendo verso Taroudant. Si entra in una valle stretta, rocciosa e, bruscamente, si puo pensare di essere in un territorio ostile. Su di un primo promontorio, una Kasbah, arroccata sul fianco della montagna, e sulla piana,  mimetizzata con la roccia, la moschea di Tinmel.  Questo sito è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO e costituisce uno dei siti più importanti della storia medioevale del Marocco. È  da questa borgata berbera della valle di Neffis, sconosciuta sino alla fine dell’XI° secolo, che partirono i conquistatori almohadi, condotti dalla guida spirituale Mahdi Ibn Toumert prima, e in seguito dal grande conquistatore Abd Al-Moumen Ibn Ali, che formò il più grande impero del Mediterraneo occidentale, dopo quello di Roma. Il tutto durò circa 20 anni e terminò con la caduta della dinastia almoravide e la presa della loro capitale, Marrakech, nel 1147. Questa ascesa politica permise a Tinmel di affermarsi nella seconda metà del XII° secolo, come una vera capitale spirituale e centro di cultura dottrinale dell’impero. A quel punto Tinmel ebbe una crescita anche sul piano architetturale e numerosi edifici furono costruiti, tra cui la moschea. A questa si aggiunse poi la costruzione del Palazzo reale dove risiedettero i sovrani almohadi durante le loro tradizionali visite, pie e solenni, al mausoleo del venerato Mahdi Ibn Tumart. Una fervente adorazione per la città si fece largo tra le popolazioni e letterati, studenti e pellegrini accorsero in viaggi di studio o semplicemente per pregare. Bisogna precisare, a questo punto, che l’importanza di Tinmel come polo almohade non era dovuta unicamente al suo ruolo “storico” nell’emergenza del definire il nuovo Stato, ma anche per il fatto che un ruolo importante e di rilievo era sostenuto dagli sceicchi di Tinmel e della valle di Neffis, nella struttura dello Stato almohade. Dopo il declino della dinastia “degli unitari”, Tinmel torno’ ad essere quello che fu prima di quel periodo storico: una semplice borgata nel mezzo dell’Alto Atlas. Soltanto le sue vestigie e i suoi monumenti ci ricordano del suo passato glorioso. Uno di questi è appunto la grande moschea di Tinmel. Questa moschea si sviluppa su di una superficie, quasi quadrata, di 48,10 mt di lunghezza per 43,60 di profondità. Si accede da sei porte laterali disposte di fronte, di cui quattro affacciate sulla sala della preghiera e due sul cortile. La sala della preghiera è distribuita su nove navate longitudinali che trovano lo sbocco su di un transetto. In questo dispositivo la navata mediana e il transetto si distinguono per una certa preponderanza visiva, data dalle loro dimensioni importanti in rapporto alle altre navate. L’articolazione tra queste due matrici, della stessa  portata, da luogo ad una proiezione planimetrica a forma di T. Questo ordine innovatore cercò  di rendere percettibile l’interesse e la dignità accordati al muro della qibla che supporta il mihrab, punto focale che governa lo spazio interiore della moschea. Situata nel quadro generale dell’architettura religiosa islamica, la moschea di Tinmel costituisce con quella di Taza e le due Koutobie di Marrakech, la sintesi dell’evoluzione di un modulo planimetrico apparso in primis nell’Oriente arabo, e la sua genesi in Africa e in Andalusia. La moschea di Tinmel è visitabile tutti i giorni, al suo interno troverete Mohammed, custode/appassionato di questa luogo, che vi racconterà tutta la storia e gli sforzi che un gruppo di persone stanno sopportando per terminare i lavori di restauro (manca una parte importante del tetto) che, per mancanza di fondi ad oggi sono fermi.