7° Incontro Mondiale di Sufismo

sufiIl 7° Incontro Mondiale di sufismo si è aperto lunedì a Madagh (provincia di Berkane), sotto il tema : ”Il Sufismo e la sicurezza spirituale : fondamenti, manifestazioni e prospettive“. Questa manifestazione, organizzata dalla Tariqa Qadiriya Boudchichiya in celebrazione dell’Aïd Al Mawlid Annaboui Acharif, permette di stabile un ponte tra le civilizzazioni e di contribuire al dialogo interculturale. Organizzato in patnerariato con il Centro euro-mediterraneo di studi sull’Islam (CEMEIA) di Parigi, con la partecipazione di 55 ricercatori, universitari e intellettuali, questo avvenimento testimonia l’importanza che accorda il sufismo sunnita alla promozione dell’individuo ai più alti livelli della moralità e alla consacrazione dei valori dell’Islam, quelli della pace e della civiltà. L’accento è stato evidenziato sul ruolo del sufismo nella consolidazione della pace e della sicurezza spirituale; gli interventi sono stati in effetti degli appelli per mettere in evidenza i principi e i valori di ordine educativo, morale e cognitivo del sufismo in vista di apportare delle soluzioni alle problematiche che affronta l’umanità, in primis il pericolo delle divisioni e lo choc inter-civilizzazione. In una dichiarazione alla MAP, il direttore di questo incontro mondiale, Moulay El Kadiri Boudchich ha stimato che i ricercatori sulla storia del Marocco hanno appurato la forte presenza del sufismo nella vita dei marocchini attraverso i ruoli, le missioni memorabili dei suoi adepti e delle sue zaouie (santuari). Ad oggi, il Marocco può affermare la sua esperienza singolare di abbraccio interculturale che dura da millenni ed è una complementarietà tra le componenti della sua identità nazionale e religiosa. Un atout che gli permette di posizionarsi all’avanguardia nella dottrina del sufismo in Africa, in Europa e in tutto il mondo arabo.

“We are the world”, remake per il mondo arabo.

Ventisei anni dopo ”We are the world“, Quincy Jones vuole oggi rieditare lo stesso successo con un remake in arabo che si chiamerà ” Tomorrow/Bokra” (Domani). “Sono assolutamente convinto del risultato ottenuto. Credo che la canzone toccherà i cuori, ha dichiarato ieri a Rabat Quincy Jones, nell’ambito del Festival Mawazine Ritmi del Mondo 2011,  insistendo sul fatto che Bokra condivide lo stesso messaggio della sua anima, quello della pace, dell’amore e la promessa di un avvenire migliore per i bambini. Questo messaggio, ha aggiunto “si inquadra perfettamente con quello che sta succedendo oggi in Medio-Oriente. Le cose hanno avuto luogo simultaneamente. E’ incredibile !”. Purtroppo per noi il risultato finale di questa canzone sarà visibile e udibile entro la fine dell’estate. Rumors danno la presenza di tutte le maggiori stars musicali del circuito internazionale oltre a quelle arabe. L’inizio di questo progetto è stato fermamente voluto dall’entourage di Quincy Jones, che era dietro all’idea, e la confermata presenza del cantante al Festival Mawazine, che riunisce artisti come Shakira, Lionel Richie e molti altri, ha fatto il resto.La proposta è stata immediatamente recepita e un ponte è stato gettato tra le culture attraverso la musica. Se Quincy Jones è l’iniziatore del progetto, la parte importante del lavoro è in mano ad un artista marocchino: RedOne. “Sono fiero di far parte di questo progetto. Come marocchino certo, ma anche come produttore, perchè Quincy Jones è il mio padre spirituale”, ha dichiarato alla stampa RedOne, che ha lavorato con Lady Gaga ad una sua produzione. Di questo artista la composizione musicale mentre Majda Roumi ha scritto il testo della canzone dopo aver ricevuto un messaggio da Quincy Jones che le chiedeva di partecipare al progetto e di preparare una adattazione araba della canzone originale in inglese. Il casting comunque sia è l’ultimo dei problemi in quanto l’adesione al progetto è stato unanime. Ogni artista canterà nel suo proprio dialetto arabo e finalmente tutti canteranno per la stessa causa. Secondo RedOne sarà la solidarietà araba che avrà il ruolo maggioritario in tutto il contesto. “We are the world” è una canzone conosciuta a livello mondiale,  registrata dal gruppo americano USA for Africa nel 1985. Co-scritta da Michael Jackson e Lionel Richie, è co-prodotta da Quincy Jones e Michael Omartian, ha venduto oltre 20 milioni di dischi raccogliendo più di 63 milioni di dollari per l’aiuto umanitario. Vi ricordo che domenica sera Quincy Jones e altri artisti del Festival Mawazine, che finirà domani, saranno presenti sulla Place Jemaa El Fna di Marrakech per un mega concerto per la paceil cui ricavato sarà interamente donato alle vittime dell’attentato del Caffè Argana del 28 aprile scorso.

Marrakech: Concerto per la Pace sulla Place Jemaa El Fna

Per la pace e per la tolleranza, contro il terrorismo e il fanatismo estremo, gli artisti del Festival Mawazine Ritmi del Mondo, che si svolge ogni anno a Rabat, illumineranno il cielo della Place Jemaa El Fna, domenica 29 maggio 2011. L’Associazione Maroc Culture ha mobilizzato numerosi artisti di nazionalità diverse per esibirsi in questo concerto eccezionale in omaggio alle vittime dell’attentato al Caffè Argana del 28 aprile scorso. “La missione dell’Associazione Maroc Culture non è stata creata per il semplice e puro divertimento ma in primis è una associazione che promuove i valori della tolleranza e della condivisione”, ha dichiarato alla stampa Aziz Daki, direttore artistico del Festival Mawazine. Si legge nella dichiarazione che “è normale si reagisca attraverso questa iniziativa contro un atto terroristico terribile commesso nella città di Marrakech. Vogliamo esprimere la nostra completa solidarietà alle famiglie delle vittime, alla città di Marrakech e alla sua mitica piazza Jemaa el Fna”. Il concerto sarà diffuso da diversi canali della televisione nazionale e internazionali. Il festival Mawazine  e gli artisti che parteciperanno al concerto manifesteranno con la loro arte contro l’oscurantismo e il terrorismo che sconvolge la vita delle persone in ogni luogo del mondo, e questa volta è toccato a Marrakech, polo turistico per eccellenza del Marocco. Questo concerto vedrà la partecipazione di artisti come Quincy Jones, Mory Kantè, Nass El Ghiwane, Hindi Zahara e molti altri che stanno confermando la loro adesione a questo splendido progetto. Tanti artisti di diverse nazionalità, marocchini, africani, orientali e occidentali, annunceranno nei prossimi giorni la loro disponibilità all’evento. L’entrata al concerto sarà gratuita e alcuni posti a sedere nelle prime file saranno a pagamento. La totalità degli incassi (biglietteria e pubblicità) saranno donati ai famigliari delle vittime. Fedele ai suoi valori di tolleranza e di apertura verso il mondo, l’Associazione Maroc Culture spera che il pubblico sia numeroso e che la sua presenza possa  essere un atto per manifestare tutto il sostegno dovuto alla città di Marrakech. Vi ricordo che il Festival Mawazine Ritmi del Mondo 2011, si terrà dal 20 al 28 maggio nella città di Rabat. Concerti, spettacoli di strada, creazioni originali, ateliers e esposizioni sono nel programma. Gli spettacoli si svolgeranno su otto scene e vedranno la presenza di stars internazionali come Shakira, Joe Cocker, Cat Stevens, Lionel Richie, Kanye West e molti altri. Artisti che arriveranno dai cinque continenti per celebrare la diversità dei ritmi e delle culture, per viaggiare e scoprire le diversità e favorire gli scambi culturali e musicali. La partecipazione di questi artisti resterà negli annali del festival grazie alla loro partecipazione al concerto per la pace di Marrakech.

Il Marocco e il premio Nobel per la Pace Liu Xiaobo.

Brutta storia…..il Marocco ha perso un altra chance per dimostrare al mondo di essere un paese sulla via della democrazia, della tolleranza e della pace. Sono 18 i governi che hanno accolto l’invito di Pechino e hanno deciso di disertare la cerimonia di consegna del Nobel per la pace al dissidente cinese Liu Xiaobo. Si tratta di Russia, Kazhakstan, Colombia, Tunisia, Arabia Saudita, Pakistan, Serbia, Iraq, Iran, Vietnam, Afghanistan, Venezuela, Filippine, Egitto, Sudan, Ucraina, Cuba e Marocco. Mancherà ovviamente anche la Cina. Il direttore dell’Istituto Nobel, Geir Lundestad, ha reso noto che 44 ambasciate hanno confermato che alla cerimonia ci sarà un loro rappresentante, 19 hanno declinato l’invito “per diverse ragioni” e due non hanno risposto: “Basta guardare le cifre, la grande maggioranza dei Paesi invitati ci sarà“, ha detto replicando a quanto sostenuto da Pechino. Peccato per il Marocco…sicuramente tutte le associazioni per i diritti dell’Uomo e le varie nazioni partecipanti terranno conto di questa triste  vicenda che purtroppo consegnerà alla storia il reame di Mohammed VI sotto una veste dittatoriale e antidemocratica. Alla cerimonia, prevista per venerdì, non ci sarà sicuramente Liu Xiaobo, che sta scontando una condanna a 11 anni di carcere per “incitamento alla sovversione“. La sua assenza sarà sottolineata da una sedia vuota, una fotografia e uno dei suoi testi letto dall’attrice norvegese Liv Ullmann. Liu non potrà farsi rappresentare neppure dai suoi familiari, che non sono stati autorizzati a lasciare la Cina. A ritirare il premio sarà il dissidente Yang Jianli, amico di Xiaobo, suo compagno nelle proteste nel 1989, esiliato negli Stati Uniti e docente all’universtà di Harvard.