7° Incontro Mondiale di Sufismo

sufiIl 7° Incontro Mondiale di sufismo si è aperto lunedì a Madagh (provincia di Berkane), sotto il tema : ”Il Sufismo e la sicurezza spirituale : fondamenti, manifestazioni e prospettive“. Questa manifestazione, organizzata dalla Tariqa Qadiriya Boudchichiya in celebrazione dell’Aïd Al Mawlid Annaboui Acharif, permette di stabile un ponte tra le civilizzazioni e di contribuire al dialogo interculturale. Organizzato in patnerariato con il Centro euro-mediterraneo di studi sull’Islam (CEMEIA) di Parigi, con la partecipazione di 55 ricercatori, universitari e intellettuali, questo avvenimento testimonia l’importanza che accorda il sufismo sunnita alla promozione dell’individuo ai più alti livelli della moralità e alla consacrazione dei valori dell’Islam, quelli della pace e della civiltà. L’accento è stato evidenziato sul ruolo del sufismo nella consolidazione della pace e della sicurezza spirituale; gli interventi sono stati in effetti degli appelli per mettere in evidenza i principi e i valori di ordine educativo, morale e cognitivo del sufismo in vista di apportare delle soluzioni alle problematiche che affronta l’umanità, in primis il pericolo delle divisioni e lo choc inter-civilizzazione. In una dichiarazione alla MAP, il direttore di questo incontro mondiale, Moulay El Kadiri Boudchich ha stimato che i ricercatori sulla storia del Marocco hanno appurato la forte presenza del sufismo nella vita dei marocchini attraverso i ruoli, le missioni memorabili dei suoi adepti e delle sue zaouie (santuari). Ad oggi, il Marocco può affermare la sua esperienza singolare di abbraccio interculturale che dura da millenni ed è una complementarietà tra le componenti della sua identità nazionale e religiosa. Un atout che gli permette di posizionarsi all’avanguardia nella dottrina del sufismo in Africa, in Europa e in tutto il mondo arabo.

24/01/1943 – Conferenza di Casablanca (Anfa)

anfaIl reame marocchino  festeggia i 70 anni della Conferenza di Casablanca ; dal 14 al 24 gennaio 1943, gli Alleati (Stati Uniti, Inghilterra e Francia) si ritrovarono all’Hôtel Anfa di Casablanca per concludere degli accordi sulla guerra in corso. Per commemorare questo passaggio della storia, il console generale degli Stati Uniti d’America ha organizzato, dal 15 al 31 gennaio 2013 a Casablanca, un programma culturale in onore di James Roosvelt, nipote del presidente Franklin D. Roosevelt. L’avvenimento ha per tema “La Conferenza di Anfa 1943: sguardi incrociati su 70 anni di cooperazione marocco-americana”. Il taglio del nastro è stato dato martedì scorso con l’apertura di una conferenza dove diverse personalità sono intervenute nella sala mediatica della moschea Hassan II, per presentare differenti prospettive sulla cooperazione tra il Marocco e gli USA. La Facoltà di Lettere Ben M’Sik ha accolto la seconda giornata organizzando dei colloqui dedicati agli studenti universitari dove si è tenuto uno scambio di opinioni con il nipote di Roosvelt e due storici americani. Un esposizione multimediale, “Riflessi”, è prevista dal 18 al 31 gennaio negli antichi mattatoi di Casablanca. “Riflessi è la cultura americana che si riflette nell’architettura casablanchese e in diversi aspetti del suo stile di vita” spiegano gli organizzatori. Le giornate culturali  in onore di James Roosvelt termineranno lunedì 28 gennaio con la proiezione di un classico del 1942: “Casablanca”, al Dar America di Casablanca. 1943: Hôtel Anfa, Casablanca. Il 14 gennaio 1943, il Presidente americano Franklin Roosvelt e il Primo Ministro britannico Winston Churchill invitarono Joseph Stalin ei generali francesi Henri Giraud e Charles de Gaulle a riunirsi presso l’Hôtel Anfa. Senza sorprese, Stalin rifiutò; Giraud accettò senza esitazioni e De Gaulle si riservò di partecipare non essendo in buone relazioni con Giraud. Ma Roosvelt e Churchill hanno tutte le intenzioni di riconciliare i generali francesi oltre a prendere decisioni importanti sull’invasione della Sicilia e del resto d’Italia, oltre agli aiuti da fornire all’URSS. In quell’epoca, il generale De Gaulle presiede il Comitato nazionale francese di Londra, organo dirigente della Francia libera. All’appuntamento casablanchese, De Gaulle rifiuta di presentarsi. Questa decisione imbarazza non poco Churchill che non vuole contrariare Roosvelt quindi preme su De Gaulle minacciando di paralizzare le sue attività in Inghilterra dove il generale è in contatto permanente con la resistenza francese. De Gaulle a questo punto  accettà di intervenire a Casablanca e per motivarlo Churchill lancia a De Gaulle un ultimatum: “Mio generale, se mi ostacolerete vi liquidero!”. L’ambiente è teso; De Gaulle incontra Giraud e i due uomini si stringono la mano, per fare piacere a Roosevelt; una stretta di mano talmente furtiva che i due generali dovranno ripeterla in diverse riprese perchè i fotografi abbiano il tempo di fissare quell’istante.  Un immagine che scompare rapidamente a causa di una nuova querelle: De Gaulle si indigna contro la decisione di Giraud che accettà come unica presenza la sorveglianza della Conferenza gestita dagli  americani. Il generale De Gaulle ostinatamente riesce ad ottenere che un distaccamento francese dell’Armata d’Africa si associ, prima di iniziare il dibattito. La Conferenza di Casablanca, detta di Anfa, arriva al termine. De Gaulle rientra a Londra e inoltra delle critiche a Churchill. Durante una conversazione con Lord Moran, il Primo Ministro britannico dichiarò, parlando di De Gaulle che “il suo paese ha abbandonato il lutto, lui stesso non è che un rifugiato e se noi ritireremo il nostro appoggio è un uomo finito”.   Le decisioni prese durante le giornate della Confernza di Anfa vennero comunicate il 12 febbraio 1943, da Roosvelt in persona in occasione  di un discorso via radio. Le Conferenze del Cairo, di Teheran, di Yalta e di Postdam tennero poi il passo a quella di Anfa. Gli accordi conclusi prevedevano un accordo per mantenere l’aiuto all’URSS; la decisione di invadere la Sicilia, poi il resto d’Italia e la fine dei combattimenti in Tunisia; direzione congiunta di Giraud e De Gaulle dell’insieme delle Forze francesi in guerra e si chiese a Giraud di lberare divesi capi della Resistenza, arrestati su suo ordine il 30 dicembre 1942.

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Concerie di Fès: l’SOS dei Tanneurs

TanneriesMalgrado i suoi dodici secoli di vita e il suo indiscutibile appeal turistico, i centinaia di operai che la fanno vivere dichiarano che la conceria tradizionale di Fès è in piena crisi economica grazie alla concorrenza di fabbriche moderne e alla concorrenza sleale dei paesi asiatici. Situata nella medina, clasisficata come Patrimonio Mondiale dall’Unesco, la conceria tradizionale di Fès, 4 ettari di storie umane e colori, conosciuta sotto il nome di Chouara, si trova circondata da centinaia di case vetuste, dai terrazzi equipaggiati con gigantesche parabole e panni stesi al sole. Ripartita in quattro zone è dotata di 1.200 bacini, le kassrias. La difficoltà, legata alla sua gestione, non la rende meno fiera agli occhi della città, avendo contribuito in larga parte al successo turistico di Fès. Non esiste un solo turista che passando da Fès, non abbia in agenda una visita alle concerie, famose in tutto il mondo. Purtroppo, senza una adeguata ristrutturazione, i muri esterni e i bacini di tintura sono destinati a cedere sotto le incurie del tempo; gli artigiani sotto sotto-pagati e senza alcun tipo di copertura medica, niente pensione o indennità in caso di malattia. I conciatori (tanneurs) sono vittime di malattie croniche dovute all’uso di prodotti chimici (calce, estratto di corteccia di mimosa, coloranti) che si usano in grande quantità nella preparazione delle pelli. I tanneurs guadagnano mediamente 80 dh al giorno (circa 7 euro)  ma a volte tornano a casa con le tasche vuote. Quest’anno poi, a causa della feroce crisi turistica in corso nel paese, le diare giornaliere si sono ridotte notevomente e i prodotti finiti sono in larga parte stoccatti nei magazzini. In Marocco esistono diverse industrie che conciano il cuoio marocchino ma vero è che la conceria tradizionale di Fès è la più antica del mondo, ancestrale e unica nel suo genere. Molti lavoratori lamentano il fatto che materie prime come la corteccia di mimosa (tannino) sono sotto il monopolio di due/tre aziende che detengono il mercato fissando il prezzo a sacco al prezzo inaccettabile di 80 dh. Il ministro dell’Artigianato, Abdessamad Qaiouh, ha affermato all’AFP che la richiesta d’aiuto dei tanneurs non cadrà nel vuoto evocando un piano di sviluppo regionale dal montante di 41 milioni di Dh per la storica conceria e altre due più piccole ma di importanza altrettanto rilevante. Il Marocco è conosciuto mondialmente per la sua esperienza in materia di trasformazione del cuio, grazie al savoir-faire dei suoi artigiani. Questa industria è dotata di filiere diversificate come le concerie appunto, a seguire la maroquinerie (che prende il nome dal paese) che trasforma il cuoio in accessori come scarpe, cinture, pelletteria in genere e abbigliamento. Gioca un ruolo importante nel reame  assicurando il 7% di occupazione nazionale e il 4,5 di esportazioni industriali, secondo le statistiche ufficiale. Fondamentale è salvaguardare e preservare la conceria di Fès, unica e irripetibile, un luogo affascinate e carico di phatos, che ammalia e affascina le migliaia di persone che ogni anno si recano a visitarle.

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Sarkozy consigliere di SAR M6

Secondo alcune fonti credibili, citate da un  quotidiano arabofono marocchino, Nicolas Sarkozy è stato inviatato dalle alte sfere dello Stato marocchino ad occupare il posto di consigliere speciale del re Mohammed VI con uno speciale  incarico finanziario in diverse capitali mondiali. L’offerta, secondo la fonte, è stata formalmente richiesta dal capo del governo che, su ordine reale, è stata presentata a Sarkozy due giorni fa al Palazzo Jnan El Kebir di Marrakech. Rabat secondo il quotidiano Akhbar Al Yaoum, è interessata ad avere un forte resaux internazionale di relazioni estere e l’ex presidente francese potrebbe essere l’uomo vincente in quanto, negli anni della sua presidenza in Francia, ha avuto contatti con le più importanti capitali mondiali della finanza.

Rabat, Patrimonio Mondiale dell’Unesco

Rabat, capitale del Marocco, è stata iscritta sulla lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, dal Comitato del Patrimonio Mondiale riunitosi venerdi’ a S.Pietroburgo, in Russia. Rabat è stata giudicata “esemplare” dal Comitato, che l’ha eletta senza passare ai voti. Sei siti sono stati valutati ed hanno consacrato a livello mondiale la capitale marocchina: la ville nouvelle, i Giardini d’Essai e i giardini storici, la medina, la Kasbah dei Oudayas, le mura e le porte almohadi, oltre al sito archeologico di Chellah. La medina di Rabat, che è un vero e proprio tesoro architetturale, è attualmente oggetto di un restauro dal costo totale valutato in oltre 300 milioni di Dh.

Marrakech – FIA WTCC Race of Morocco: count down

Conto alla rovescia per la terza edizione della FIA World Touring Car Championship (FIA WTCC) a Marrakech, con i suoi piloti stars del calibro di Yvan Muller, Robert Huff, Sergio Tarquini e il marocchino Mehdi. Da domani, sino al 15 aprile, la competizione Race of Morocco con due corse faro nel calendario della FIA, sotto l’Alto Patronato di S.M. Mohammed VI,  promuoveranno il Marocco sulla scena sportiva e turistica internazionale.  Il circuito internazionale Moulay El Hassan di Marrakech, vibrerà al ritmo dei motori di questi bolidi, tra i più potenti del pianeta.  Ospitando una prova del WTCC della FIA e dell’Auto GP (Formula 3000), la città ocra si posiziona come destinazione al top degli sport  automobilistci  in Africa del nord, piombando direttamente sulla stagione turistica primaverile della città, permettendo inoltre a 420 milioni di appassionati nel mondo di seguire sugli schermi TV l’esaltante corsa.  “L’impatto diretto sulla città di Marrakech e la pubblicità saranno salutari in un contesto turistico molto difficile. La fiducia che testimonia una volta di più  sua Maestà  a questo avvenimento, sarà un segno decisivo per tutti gli operatori che lavorano a questa manifestazione, nel segno della perennità”, ha dichiarato M.Aly Horm, Direttore generale del Grand Prix di Marrakech. Il Presidente della FIA, Jean Todt, in un messaggio inviato all’organizzazione ha rimarcato che “un tale avvenimento, unico in Africa, contribuirà allo sviluppo dello sport in questo continente”.  Quest’anno il marchio Ford aumenterà il numero dei costruttori, insieme a BMW, Seat, Chevrolet e Volvo. Il costruttore russo LADA e il marchio giapponese HONDA faranno il loro ritorno nella WTCC per testare nuovi modelli. Una tappa in più verso la Formula 1, il gradito rinforzo del Campionato AutoGP (Formula 3000), che sarà una première nel Continente Africano. Al volante delle monoposto di 550 cc, grandi nomi dello sport automoblistico internazionale si sfideranno sul circuito Moulay El Hassa,, con qualche modifica al percorso per soddisfare le esigenze specifiche dell’AutoGP. Altra bella sorpresa, la super formula nazionale Renault Clio RS Cup. Questa piccola bomba dei circuiti metterà in competizione una ventina tra i migliori piloti marocchini, per una corsa forte ed emozionante, sotto l’egida della Federazione Reale Marocchina degli Sports Automobilistici (FRMSA). Sono disponibili i Pass VIP in rete. Il Pass vale per i tre giorni dando accesso ai posti della tribuna ufficiale e ai paddock. Prezzo 500 DH (48 Euro)