Crash aereo in Marocco : tre giorni di lutto nazionale

In seguito all’incidente aereo avvenuto martedi’ mattina, SAR  Mohammed VI, capo supremo delle Forze Armate Reali, ha decretato il lutto nazionale di tre giorni con la messa a mezz’asta della bandiera nazionale marocchina. Il crash avvenuto martedi’ mattina verso le 09.00, nelle vicinanze di Guelmim, nel sud’est del Marocco, ha causato la morte di tutti i passeggeri, 80, secondo l’ultimo bilancio ufficiale. Si tratta del più grave incidente aereo nella storia del Marocco. L’aereo  aveva a bordo 80 persone di cui una maggioranza (60) militari  oltre ad alcuni civili e i membri dell’equipaggio. Secondo le ultime informazioni l’incidente è stato causato dalle avverse condizioni climatiche (era in corso una violenta tempesta di sabbia ). Nel 1994 un aereo del tipo ATR42  si schiantò nelle vicinanze di Agadir, nel sud del paese,  provocando la morte di 44 persone.

Marocco: Schianto aereo, 78 morti.

Un aereo militare marocchino si è schiantato questa mattina nel sud del Marocco, uccidendo 78 persone e ferendone altre tre, che sono ora ricoverate in gravissime condizioni all’ospedale di Guelmim. L’aereo, un Hercules C-130, si è schiantato nelle vicinanze di Guelmim, in una regione desertica e montagnosa, a 830 km da Rabat. Trasportava 81 persone, tra cui 60 militari. L’aereo, che assicurava la tratta Agadir –Layoune-Dakla (Sahara Occidentale) aveva a bordo 9 membri di equipaggio e 12 civili oltre ai 60 militari. SAR Mohammed VI ha inviato un messaggio di condoglianze ai famigliari delle vittime in qualità di capo supremo delle FAR. Secondo le prime indicazioni date dall’arma, l’aereo avrebbe urtato la montagna di Sayyert, a circa 10 km da Guelmim, la porta del deserto. Una fonte locale ha riferito che l’incidente è stato causato dalle cattive condizioni metereologiche e che un inchiesta è stata aperta per determinare le reali cause dello schianto. L’aereo era in fase di atterraggio presso l’aereoporto militare quando si sono levate colonne di fumo nei pressi delle montagne di Guelmim, secondo alcuni testimoni oculari del tragico evento.  Creato negli anni ’50, il Lockheed C-130 Hercules è un aereo da trasporto militare americano ancora oggi largamente utilizzato per missioni diversificate, in una cinquantina di paesi. Si tratta di un aereo che qui in Marocco viene utilizzato per il trasporto di truppe ma anche per i loro famigliari ed è molto utilizzato nel Sahara. E’  il più grave incidente aereo che il Marocco abbia conosciuto nella sua storia recente; nel dicembre 2001 un aereo bimotore del tipo Descender, in forze presso la Gendarmeria Reale sparì nel sud marocchino,  con a bordo cinque persone tra cui i due piloti. Guelmin è una città che sta sviluppando un importante attività economica e turistica, con una speciale vocazione per il turismo ecosostenibile, fattore che sta incrementando di anno in anno il suo potenziale turistico all’interno del Marocco.

ore 18.00 – Il nuovo bollettino ufficiale porta ad 80 il numero dei morti.

Yassin, l’invisibile.

1174385209_fe2a51fa2cUna piscina comunale, colma di persone, circa 300, immagino tutte belle unte di olio solare (“quello caro, lo compro in farmacia“), occhiali di Prada per lei, Rayban ultimo modello per lui, costumini presi in prestito alle ballerine brasiliane e bermuda hawaiane alla California dreeming….Sole e divertimento, noia e afa in un sabato qualunque. Yassin, 15 anni, marocchino, seconda generazione di immigrati, inserito, ieri pomeriggio è diventato invisibile. Si è tuffato in acqua, verso le 16.00, ed è morto, probabilmente per una congestione. Tutto questo alla piscina “L’Azzurra” di Scandiano, nel reggiano. Un amico si è accorto di un ombra scura sul fondo della piscina ed ha dato l’allarme.  I bagnini lo hanno immediatamente portato a bordo piscina cercando di rianimarlo, inutilmente. Inutile anche il tempestivo intervento dei soccorsi. La cosa SCONVOLGENTE, che mi fa vergognare ancora una volta di essere italiano, è stata la reazione della gente che si è RIFIUTATA di uscire dall’acqua mentre i bagnini cercavano di recuperare il corpo del ragazzo. I gestori a più riprese hanno invitato gli altri bagnanti ad uscire dalla vasca, un appello ad avere rispetto per una vita che non c’era più, ma non lo hanno voluto sentire. Yassin, l’invisibile, un pezzo di carne scura, inerme, non è stato, neppure da morto, rispettato. W l’Italia!

Ingerenze iraniane al capolinea

iran1Fatti.Il fine settimana scorso  ha conosciuto degli sviluppi rapidi, nelle relazioni, definite “buone”, tra il Marocco e l’Iran. Il Marocco ha deciso di interrompere ogni relazione diplomatica con l’Iran. L’Iran sta cercando di riprendere la sua strategia conflittuale degli anni ’80. La gestione del dossier sul nucleare, intransigente al di là di ogni logica ragione, diventa un motivo per spingere le divisioni tra l’Europa e gli USA, strumentalizzando una eventuale mobilitazione interna. Con gli Hezbollah libanesi da un lato e Hamas dall’altro, l’Iran sta cercando di diventare l’attore principale del Medio Oriente, sabotando tutti gli sforzi verso la pace, alimentando la tensione grazie alle stravaganze criminali di Ahmadinajad, presidente in carica, che rinforza la propaganda israeliana. Oggi in medio Oriente esiste un problema iraniano, una volontà di fare implodere gli Stati, dove coesistono pacificamente sunniti e sciiti. mohamemed_viQuesto perchè Theran sta usando per l’ennesima volta la religione per strumentalizzare gli sciiti. Pericoloso, anche nel Maghreb, e specialmente in Marocco, dove il proselitismo dell’Iran funziona a grande velocità. I gruppuscoli sciiti, circa duemila persone secondo fonti accreditate, sono finanziati e appoggiati dai servizi segreti iraniani. L’ambasciatore scavalca sovente il quadro della sua missione per immischiarsi negli affari interni del Paese. Il Marocco, che ha sempre salvaguardato l’unicità del rito malekite (versione dell’Islam sunnita più diffusa in Marocco e anche la più tollerante verso i cambiamenti), a sino ad oggi mantenuto una calma olimpionica davanti alle ingerenze iraniane, ma da qualche giorno i vertici del Paese non nascondono più la loro irritazione e l’ultimo atto, datato venerdi’ scorso, è l’espulsione dell’ambasciatore iraniano dal Paese, a causa appunto dell’ingerenza iraniana negli affari interni marocchini.

esecuzioni in Iran

esecuzioni in Iran

Storia.Tutto inizio’ dall’apparizione di grandi manifestazioni di simpatizzanti degli Hezbollah e del movimento sciita, con l’abitudine di issare il ritratto del capo Nasrallah. Nel 2006 il fenomeno coinvolse  empaticamente la stragrande maggioranza di marocchini, durante la guerra in Israele. L’anno scorso lo smantellamento di un traffico di droga che coinvolse alcuni responsabili di partiti islamici (Al Badil Al Hadari, la Oumma, il PJD, un responsabile del PSU, un giornalista di Al Manr, il canale televisivo degli Hezbollah libanesi). L’arresto di Abdelhafi Sriti, corrispondente di Al Manar a Rabat, fece conoscere tout court l’agitazione sciita in Marocco e i sogni latenti dei suoi ideologi. Poi fu la volta delle dichiarazioni di un alto responsabile iraniano che pretendeva che il Bahrein, a maggioranza sciita ma diretto da un élite sunnita, “fosse la 14a provincia dell’Iran“, cosa che provoco’ forti rimostranze tra Rabat e Theran. La dichiarazione era dell’anziano presidente del Parlamento Ali Akbar Nateq Nouri, attuale responsabile dell’ufficio della Guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei. Il Marocco, che tanto ha sofferto per la sua integrità territoriale, reagi’ duramente alle pretese iraniane, cosi’ come molti altri Paesi musulmani. Sfortunatamente i dirigenti iraniani anzichè comprendere la reazione marocchina, fecero prova di una interpretazione fantasiosa e deliberata cercando di mantenere delle buone relazioni tra i due Paesi. Le spiegazioni chieste a Teheran restarono senza risposta e Theran lancio’ in seguito  una flotta di accuse contro il Marocco, toccando la sua dignità di Stato sovrano. Più grave ancora, l’Iran dichiaro’ che la volontà marocchina di rompere ogni relazione con Theran era dettata dai nemici del mondo islamico, in particolare dai sionisti feriti dalle recenti storie del popolo palestinese (sic!). Rabat rigetto’ questa amalgama di stupidità, che denotava la volontà di seminare la confusione negli spiriti, quando l’unico e pericoloso  problema dimora esclusivamente nell’ingerenza iraniana negli affari interni marocchini. Il Marocco ha altre ambizioni sulla scena internazionale e sicuramente non quella di fare il gioco di Theran.