Marrakech: nuova stazione di riciclaggio delle acque.

Ci sono voluti sei anni di lavori per far partire il nuovo sito del trattamento delle acque usate a Marrakech, con un potenziale di produzione di oltre 33 milioni m3/annui. La stazione, inaugurata dal Re Mohammed VI, tratterà tutte le acque usate della città pari a 120.000 m3 al giorno. Progetto ineguagliato nel continente africano, la stazione dispone di tecnologie avanzate in materia d’energia  autoprodotta che coprirà il 43% dei propri fabbisogni, oltre ad un impianto di deodorizzazione delle acque trattate per non inquinare la zona. Voluta da un consorzio pubblico-privato, la stazione ha richiesto un investimento di 1,23 miliardi di Dh, coprendo così le spese vive dell’impianto, le 5 piattaforme di pompaggio e degli 80 km di conduttore. I  33 milioni di m3 d’acqua prodotti, sono destinati ai 5+14 campi da golf della città e della Palmeraie, fatto salvo pioggie intense che potranno coprire il fabbisogno. Le acque recuperate vanno ad incrementare le riserve convenzionali  in continuo sollecitamento dalle irrigazioni dei golf e dai numerosi giardini cittadini che sottraggono enormi quantità di acqua alle coltivazioni. Il bisogno annuale della città è pari a 350 milioni di m3, numeri che richiedevano alla Radeema (Società Nazionale delle acque potabili) molti acquisti di palliativi per ottemperare alle numerose richieste, sempre più pressanti a causa anche della scarsità delle pioggie di questi ultimi anni.

Marocco: Scene (poco) ordinarie di una campagna elettorale!

La campagna elettorale per le elezioni anticipate del 25 novembre 2011 ha visto un tasso di avvenimenti alquanto insoliti, oltre che medioevali, molto significativi ed eloquenti. Un attuale ministro, candidato alle elezioni a Meknés, si è presentato presso un santuario con la moglie, chiedendo la benedizione del marabout, dopo aver offerto cibarie e bevande a tutti i presenti, arrivati a frotte. Questo pare non sia considerato dalla legge come un atto di corruzione. A Marrakech, mitica città dei sette santi, si sono visti enormi ingorghi nei pressi dei mausolei della medina, visitati dai potenziali deputati, anche loro con furgoni carichi di materie primarie.  Nella regione del Sousse, una cantante amazigh, Tabaâmramt, che si presenta nella lista femminile del RNI, non ha esitato a prodursi sulla scena del meeting elettorale con un vero e proprio concerto improvvisato, creando un enorme folla di fans che la applaudiva; la sua notorietà sicuramente porterà la cantante in Parlamento.  In un altra circoscrizione, un candidato ha pensato bene di offrire agli abitanti di una zona rurale  alcune tonnellate di terra alfine di costruire una strada per porre rimedio al loro isolamento. Le autorità hanno chiuso tutti e due gli occhi in quanto soldi effettivi non ne sono circolati. Altri, gli sfidanti, approfittando della falla, hanno distribuito quintali di farina, olio di oliva e altre derrate alimentari. Una buona giornata per il villaggio! Atto più pruriginoso quello di un candidato che ha chiesto l’appoggio delle prostitute di una citta del nord, aiuto che consisteva nel convincere i clienti  a votare per lui, dietro compenso ovviamente alle signorine. Marocco paese islamico?  Un presidente in carica di un Comune, ha usato sistematicamente l’unica ambulanza della piccola città per i suoi spostamenti durante i comizi  per la sua eventuale rielezione. In un altra città, un candidato è stato accerchiato dalla folla che ha preteso una attestazione legalizzata delle sue promesse in campagna elettorale; erano tutti suoi dipendenti, essendo un impreditore del luogo, che volevano essere certi degli aumenti salariali promessi dal capo!   A Casablanca, un candidato indipendente  (il regolamento elettorale proibisce il passaggio sui media pubblici agli indipendenti), ha sfilato nelle vie della sua circoscrizione, con un enorme carcassa modellata come una postazione televisa. Sempre nella città bianca, un gruppo di giovani ha creato, per scherzo, un partito che ha come simbolo un asino e uno slogan che recita: “Votate per l’asino democratico”.  Questa campagna resterà ugualmente marcata da un numero impressionante di atti violenti, verbali e fisici; aggressioni all’arma bianca da parte di bande pagate dagli avversari e una lista interminabile di denunce davanti ai tribunali e le commissioni elettorali  per svariati motivi. Soltanto l’utilizzo dei soldi per l’acquisto dei voti sembra essere scomparso (ma sarà cosi’?). Bisogna precisare che da quest’anno seri  controlli sono stati seriamente approntati e rinforzati grazie ad un dispositivo dissuasivo che ha dimostrato la sua efficacia.

 

 

 

 

 

Credits: Actu-Maroc- Jalil Nouri

Un Art de Vivre chiamata Giardino

Nel calendario delle sue esposizioni temporanee, il Museo dell’Art de Vivre di Marrakech apre la sua nuova stagione culturale con un esposizione consacrata all’arte del giardino in Marocco. Essendo un grande appassionato di giardini, cactacei in primis, scrivo con enorme piacere su questo argomento, sempre più attuale anche in Marocco. L’uomo, dalla sua sedentarizzazione ha lavorato e modificato i paesaggi. E ne ha creati altri. Sul filo del tempo, le tecniche agricole e le diversificazioni delle culture e la creazione di nuove varietà di piante con tecniche di ibridazione e di biotecnologie hanno prondamente modificato ed arrichito la flora in tutto il mondo. Se la creazione di un giardino dipende dal sole e dal clima, deve molto anche al terreno culturale sul quale si sviluppa e all’epoca storica di appartenenza. Si può affermare che un giardino è una sintesi di fisicità, di quadri naturali, geografia, storia e cultura. I giardini sono il riflesso delle civiltà che li hanno visti nascere, non è importante nell’esempio i nomi dei territori e le culture che li hanno creati: giardini islamici, andalusi, giapponesi, inglesi, francesi, italiani. Così fragili, i giardini conosciuti già dalle civilizzazioni antiche nelle differenti epoche, sono riusciti alle volte ad attraversare i tempi e testimoniare i geni che hanno creato questi capolavori. I giardini dell’Agdal, Majorelle, Versailles, Medici,  e tanti altri sono eccellenti illustrazioni della grandezza dei loro creatori. Il Marocco, crocevia tra il Mediterraneo e l’Atlantico, si caratterizza dalla diversità paesaggistica e dali suoi differenti climi. Foreste dense nel Rif, dune nel Sahara, cedraie nel Medio Atlas, i visitatori del Marocco scoprono differenti situazioni, naturali e coltivate dall’uomo. Grazie a queste diversità, in primis quella climatica, il giardiniere trova sempre numerose opportunità per dare libero sfogo alla sua immaginazione creando dei giardini per sognare, per rapportarsi e amare. Si arriva al punto di vedere due tipi di giardini coesistere, mixandosi in una fusion straordinaria, creando una nuova forma di movimento. I fotografi che partecipano all’esposizione, Nourddine Tilsaghani, Hassan Nadim, Abdellah Mahmoud e Abderrazzak Benchaâmane, hanno viaggiato per tutto il reame marocchino fotografando sia i giardini pubblici che quelli privati. Il loro obiettivo è quello di rivendicare il giardino come patrimonio ecologico e naturale , esaltando un arte di vivere in armonia con la natura del Marocco. L’esposizione sarà visibile sino al 30 novembre 2011.

 

 Informazioni : 00212 -0 5 24 378 373 –0 6 10 408 096

Contatto : muséeartdevivre@gmail.com

Credits: EMarrakech – Museo dell’Art de Vivre di Marrakech – Jardin du Maroc

Il Riad Masson aperto al pubblico.

Denise Masson è stata una grande islamologa francese che visse a Marrakech e qui mori’ nel 1994 all’età di 93 anni.  Attratta da sempre dalla cultura marocchina, acquisto’ nel 1938, grazie anche ai suoi genitori, un magnifico riad nella medina medioevale. E’ grazie a questa islamologa che si deve un opera accolta come una delle migliori interpretazioni in francese del Corano, che vide la luce nel 1967 da  Gallimard. Il riad di Denise Masson, dove studio’ l’Islam  e visse benvoluta dai suoi vicini, è stato sempre un trait d’union con l’Istituto Francese di Marrakech, dove accolse molte persone e manifestazioni che avevano come scopo il dialogo tra le tre religioni monoteiste del Libro. Oggi, il nuovo direttore dell’Istituto Francese di Marrakech, Jérôme Bloch, ha voluto legittimamente aprire lo spazio al pubblico. Si inizierà con dei concerti di musica classica (quatuors), passando attraverso alcune conferenze nella storica biblioteca, arrivando a delle serate con i cantori della Place Jemaa el Fna. Nello splendido giardino è stato inserito un salone da the per i visitatori e sono previste delle esposizioni open air in una atmosfera di relax tra il verde.  Il Riad aprirà le sue porte anche per i bambini della medina che potranno assistere a proiezioni di films nella corte dell’antico bacino della struttura   trasformato in un cinema a cielo aperto. Infine il riad subirà alcune ristrutturazioni per ritrovare l’èclat di un tempo, giardini compresi. Una ristrutturazione culturale e estetica che porterà un grande beneficio alla cultura della città ocra.

Museo della Palmeraie: Arte Contemporanea e Giardini

La città di Marrakech continua a rafforzare la sua posizione di leader in manteria di turismo culturale. Il Museo della Palmeraie apre le sue porte e presenta sabato 14 maggio la sua collezione d’arte contemporanea. Questo nuovo museo nella Palmeraie di Marrakech arricchirà l’offerta culturale della città ocra ed è la prova provata che la cultura a Marrakech non abbasserà la sua presenza davanti al Male. Il museo è composto da un giardino di due ettari dotato di un luogo per le esposizioni ricavato da un antico edificio agricolo in pisée (terra e paglia) che ospiterà una permanente consacrata all’arte contemporanea in Marocco. Oltre 50 artisti marocchini figurano in questa collezione di pittura, fotografia, calligrafia, scultura e installazioni. La permanente del museo della Plameraie offre l’opportunità ai visitatori di scoprire diverse generazioni d’artisti come Hassan El Glaoui, Farid Belkaia, Mohamed Melihi, Abbes Saladi, Mohamed Hamdi, Karim Bennani, Abderrahim Yamou, Mahi Bine Bine, Abdelhay Mellak, Farid Triki, Mohamed Mourabiti, Chrigui Tijani, Omar Bouragba, Souad Aâtabi, Nadia Ouriachi Conejo, Ahmed Ben Isamael, Salah Benjakan, Hicham Benohoud, Souhaïl Ben Aâzouz, Ghanzaoui, Jean Michel Boucqueton, Abdelmalik Brihiss, Anas Bouanani e molti altri. Il tutto in uno scrigno verde che racchiude diverse tipologie di giardini; il giardino andaluso, il giardino arido, il giardino d’acqua, un orto-giardino e una collezione di rose botaniche. Il fondatore di questo luogo ha unito le sue due passioni: l’arte e i giardini. Voluto come un luogo di incontro, di scambi e di apertura sugli artisti di oggi e di ieri, il museo della Palmeraie ha invitato per il suo vernissage di apertura gli artisti francesi Philippe De Ligne e Claire e Michel Thiam. Una iniziativa degna di nota del museo è lo spazio riservato ai bambini dei douars Dar Tounsi, Douar L’Boun e dei villagi vicini, perchè possano beneficiare di alcuni ateliers nell’arte pittorica e sulla protezione dell’ambiente. I bambini potranno beneficiare anche di un sostegno scolastico in materie come la matematica e l’informatica oltre allo studio della lingua francese. Questo approccio è, secondo il fondatore, un punto fondamentale: la popolazione locale è la parte primaria nello sviluppo del progetto e non deve essere una decorazione o della mano d’opera a buon mercato, ma attori principali in un contesto di cultura e di ambiente, di rispetto delle tradizioni, e soggetti che potranno beneficiare dei ricavi dell’attività in funzione di un benessere condiviso e equo.

Museo della Palmeraie – Dar Tounsi, Route di Fés, davanti al Metro – Marrakech –

Tel. 00212 610408096 – museepalmeraie@gmail.com – aperto tutti i giorni dalle 09.00 alle 18.00

Jacques Majorelle all’asta e in mostra a Marrakech.

Quattro quadri « d’eccezione » del celebre pittore francese Jacques Majorelle saranno esposti, dal 23 al 25 aprile a Marrakech, in previsione della loro messa all’asta che si terrà a Parigi nel mese di giugno, presso laMaison Artcurial Briest-Poulain-F. Tajan. Quattro dipinti tra cui figura la celebre “Kasbah rouge de Marrakech”, esposta una sola volta dal 1924, anno della sua creazione . Conservata da quella data presso la famiglia Majorelle, questo quadro è stimato intorno ai 600.000/800.000 euro (catalogo) e quindi sarà il pezzo forte dell’asta che avrà come titolo “Tableaux Orientalist”, prevista per il 9 giugno, con una sezione dal titolo “Jacques Majorelle e i suoi contemporanei”. Questo quadro fu riproposto come copertina della guida turistica di Marrakech nel 1926 ed occupa un posto particolare nei cuori dei grandi appassionati di orientalismo, raggiungendo lo status di icona. Félix Marcilhac, storico d’arte e specialista di Jacques Majorelle riassume con queste parole l’opera in questione: “in questa grande composizione del 1924, con un semplice gioco di piccole superficie posate in piatto e a mosaico, Jacques Majorelle traduce pienamente la plenitudine del suo soggetto trattando sottilmente la trasparenza e la purezza dell’aria, la diversità dei colori che vengono trascinati  in una gamma di ocra rossi e di bruni, che avvolgono il paesaggio circostante e la folla, con dei mezzi talmente semplificati e naturali che si raggiunge l’esperienza di ascoltare i rumori e sentire gli odori”. Jacques Majorelle (Nancy, 1886 – Parigi, 1962) è l’esempio illustre del folto gruppo di pittori orientalisti francesi che si sono arresi allo charme della Ville Rouge, che ha donato loro  la strada per percorrere al meglio i propri talenti e realizzare le loro opere migliori. Nel 1919 Majorelle si installo’ a Marrakech acquistando un terreno che divenne in seguito la base dei famosi giardini Majorelle, aperti al pubblico nel 1947 e che raggruppa una delle più importanti collezioni di piante della sua epoca. Oggi il suo atelier è diventato grazie a Yves Saint Laurent e a Pierre Bergé un piccolo museo che ospita una preziosissima collezione di arte islamica. Sulle opere di Majorelle, il romanziere francese Jérôme Tharaud scrisse: “E’ pazzo per Marrakech e per l’Atlas, pazzo dei suoi orizzonti del sud e quindi io posso testimoniare che è una verità, una giustizia, una sincerità pura delle sue osservazioni. Tutto quello che ha visto, reso con la forza e la semplicità della sua strana barbarie”. Questi quadri saranno esposti al Es Saadi Gardens & Resort, insieme a decine di altre opere minori che saranno poi inviate alle casa d’aste parigina. Nel capitolo riservato a “Jaques Majorelle e i suoi contemporanei”, si potranno ammirare tele di José Cruz Herrera, Edy Legrand, Jean-Gaston Mantel e Henri Rousseau. Altri pezzi forti di questa asta saranno le tele di altri artisti come Etienne Dinet, Félix Ziem, Georges Washington, Alfred Chataud e Alexandre Roubtzoff, che permetterrano al visitatore di avere un panorama completo del mondo arabo, dal Marocco all’Egitto. Queste opere in particolare saranno oggetto di una esposizione a Parigi, dal 6 al 9 giugno, data della loro messa all’asta presso l’Hôtel Marcel Dassault.