Fatti.Il fine settimana scorso ha conosciuto degli sviluppi rapidi, nelle relazioni, definite “buone”, tra il Marocco e l’Iran. Il Marocco ha deciso di interrompere ogni relazione diplomatica con l’Iran. L’Iran sta cercando di riprendere la sua strategia conflittuale degli anni ’80. La gestione del dossier sul nucleare, intransigente al di là di ogni logica ragione, diventa un motivo per spingere le divisioni tra l’Europa e gli USA, strumentalizzando una eventuale mobilitazione interna. Con gli Hezbollah libanesi da un lato e Hamas dall’altro, l’Iran sta cercando di diventare l’attore principale del Medio Oriente, sabotando tutti gli sforzi verso la pace, alimentando la tensione grazie alle stravaganze criminali di Ahmadinajad, presidente in carica, che rinforza la propaganda israeliana. Oggi in medio Oriente esiste un problema iraniano, una volontà di fare implodere gli Stati, dove coesistono pacificamente sunniti e sciiti.
Questo perchè Theran sta usando per l’ennesima volta la religione per strumentalizzare gli sciiti. Pericoloso, anche nel Maghreb, e specialmente in Marocco, dove il proselitismo dell’Iran funziona a grande velocità. I gruppuscoli sciiti, circa duemila persone secondo fonti accreditate, sono finanziati e appoggiati dai servizi segreti iraniani. L’ambasciatore scavalca sovente il quadro della sua missione per immischiarsi negli affari interni del Paese. Il Marocco, che ha sempre salvaguardato l’unicità del rito malekite (versione dell’Islam sunnita più diffusa in Marocco e anche la più tollerante verso i cambiamenti), a sino ad oggi mantenuto una calma olimpionica davanti alle ingerenze iraniane, ma da qualche giorno i vertici del Paese non nascondono più la loro irritazione e l’ultimo atto, datato venerdi’ scorso, è l’espulsione dell’ambasciatore iraniano dal Paese, a causa appunto dell’ingerenza iraniana negli affari interni marocchini.

esecuzioni in Iran
Storia.Tutto inizio’ dall’apparizione di grandi manifestazioni di simpatizzanti degli Hezbollah e del movimento sciita, con l’abitudine di issare il ritratto del capo Nasrallah. Nel 2006 il fenomeno coinvolse empaticamente la stragrande maggioranza di marocchini, durante la guerra in Israele. L’anno scorso lo smantellamento di un traffico di droga che coinvolse alcuni responsabili di partiti islamici (Al Badil Al Hadari, la Oumma, il PJD, un responsabile del PSU, un giornalista di Al Manr, il canale televisivo degli Hezbollah libanesi). L’arresto di Abdelhafi Sriti, corrispondente di Al Manar a Rabat, fece conoscere tout court l’agitazione sciita in Marocco e i sogni latenti dei suoi ideologi. Poi fu la volta delle dichiarazioni di un alto responsabile iraniano che pretendeva che il Bahrein, a maggioranza sciita ma diretto da un élite sunnita, “fosse la 14a provincia dell’Iran“, cosa che provoco’ forti rimostranze tra Rabat e Theran. La dichiarazione era dell’anziano presidente del Parlamento Ali Akbar Nateq Nouri, attuale responsabile dell’ufficio della Guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei. Il Marocco, che tanto ha sofferto per la sua integrità territoriale, reagi’ duramente alle pretese iraniane, cosi’ come molti altri Paesi musulmani. Sfortunatamente i dirigenti iraniani anzichè comprendere la reazione marocchina, fecero prova di una interpretazione fantasiosa e deliberata cercando di mantenere delle buone relazioni tra i due Paesi. Le spiegazioni chieste a Teheran restarono senza risposta e Theran lancio’ in seguito una flotta di accuse contro il Marocco, toccando la sua dignità di Stato sovrano. Più grave ancora, l’Iran dichiaro’ che la volontà marocchina di rompere ogni relazione con Theran era dettata dai nemici del mondo islamico, in particolare dai sionisti feriti dalle recenti storie del popolo palestinese (sic!). Rabat rigetto’ questa amalgama di stupidità, che denotava la volontà di seminare la confusione negli spiriti, quando l’unico e pericoloso problema dimora esclusivamente nell’ingerenza iraniana negli affari interni marocchini. Il Marocco ha altre ambizioni sulla scena internazionale e sicuramente non quella di fare il gioco di Theran.