L’avvenimento molto fashion ”Caftan 2012“, previsto per il 12 maggio, si terrà quest’anno ancora a Marrakech, al Palais des Congrès. Il tema per quest’anno è “I tesori di Ibn Battouta”, e tredici stilisti presenteranno le loro creazioni. Sono stati scelti anche due giovani talenti dagli organizzatori di Caftan, che presenteranno le loro collezioni durante lo stesso défilé. Gli stilisti sono: Kacem Sahl pour Dar Oum Al Ghaït, Siham El Habti, Amina Bousayri, Romeo, Meryem Boussikouk, Meriem Benamor, Abdelhanine Raouh, El Batoul Cain Allah, Meriem Belkhayat, Lahoucine Aït Lmahdi, Simohamed Lakhder e i nuovo due talenti Safae Ibrahimi e Kenza Benaboud. Jais Zinoun, coreagrafo e regista, sostituirà Said Mahrouf come direttore artistico della XVIa edizione di Caftan.
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Donne marocchine all’attacco!
Il nuovo raggrupamento che farà accapponare la pelle e digrignare i denti ai tradizionalisti islamici arriva nel reame marocchino. SlutWalk, la versione marocchina della “Marche des salopes”, ha visto la luce da qualche giorno su Facebook ed ha riunito già oltre tremila membri, creando violenti critiche da parte dei conservatori islamici. “Marche des salopes” (tradotto potrebbe significare la marcia delle ragazze dai facili costumi ma uso un francesismo), è nata il 3 aprile a Toronto, in Canada, con l’obiettivo di lottare contro l’insistenza sessuale e le molestie di cui sono vittime milioni di donne. Majdoline Lyazidi, una giovane marocchina di 20 anni, ha creato da un paio di settimane SlutWalk Maroc, una pagina Facebook seguitissima. “Difendetevi da sole, esigete rispetto”, la parola d’ordine. È usanza in Marocco ma non solo, di corteggiare ostinatamente e senza riguardi alcuno, le tante donne che si trovano per strada, nei locali, ovunque. Latin lover di passata memoria, giovani con ormoni a mille, caldi come dei boiler, alla vista di ragazze e donne in generale, quasi sempre vestite all’europea (sinonimo di leggerezza), si accanisco senza tregua seguendo le malcapitate chiedendo un appuntamento o quant’altro. Senza remore. Come se fosse la cosa più naturale del mondo e senza negazioni: “la voglio e l’avrò”. Motociclisti che inchiodano per guardare e infastidire da vicino una bella ragazza, automobilisti che si dimenticano del semaforo quando attraversa una fanciulla, dando origine ad un campionario di pssss e pssstee degno di nota, e via discorrendo. “La vergogna deve cambiare campo!”, recita lo slogan di una ragazza che durante un intervista dichiara di non capire perchè la società marocchina continui ad instillare alla donne la mentalità del “Non ti far violentare” al posto di “Nessuno ti deve violentare”, un processo senza fine di colpevolezza della vittima, con i suoi “se l’è cercata!”. Il movimento ha un suo gruppo di sostegno nella figura del blogger Mahmoud Khattab che scrive sul suo blog: “Personalmente aderisco al movimento, per convinzione, e per paura. Paura per mia madre, per le mie sorelle, le mie zie..e aderisco perchè vedo una luce di speranza, piccola ma che merita di essere supportata, per una società che rispetti veramente le donne, le nostre donne, le vostre donne”. Lo Stato marocchino è d’accordo sul nome del movimento, alquanto imbarazzante per uno stato islamico? Ad oggi nessuna dichiarazione ufficiale come nessuna data e luogo della prima manifestazione pubblica del movimento è stata comunicata. Staremo a vedere.
“La source des femmes”, donne del Maghreb in cerca di uguaglianza.
Il regista franco-romeno Radu Mihaileanu, in lizza per la Palma d’Oro al 64° Festival Internazionale del Cinema di Cannes, si è detto fiero di concorrere, sotto la bandiera marocchina, con il suo film ”La source des femmes“, interamente girato in Marocco. “Sono fiero di presentare il film sotto la bandiera marocchina, è il minimo di ringraziamento che ho potuto fare per il Marocco, che ci ha offerto l’opportunità di realizzare il film, sotto il piano della produzione oltre che in termini di facilitazioni delle riprese”, ha dichiarato il regista in occasione della presentazione del film ieri a Cannes. Questo film è una co-produzione con la quale il Marocco ha partecipato con il 10%, tramite la società Agora Films, insieme alla Francia (63%), Belgio e Italia. Mihaileanu considera che l’identità artistica profonda di questo film è marocchina e araba in generale. Il film tratta la storia di alcune donne marocchine che si ribellano, in un villaggio nel sud di Marrakech, per non dover più subire il duro lavoro del trasporto dell’acqua che è imposto loro dagli uomini, recitato in darija (dialetto locale) con un casting composto di attori dalle diverse nazionalità, di cui una maggioranza marocchina. “Ho avuto la fortuna di avere delle grandi stars come Mohamed Majed, un immenso attore che ha interpretato con brio il ruolo di Houcine, il nonno di Leila, personaggio centrale del film incarnato dall’attrice francese d’origine algerina Leila Bekhti”, ha sottolineato il regista. “E’ un attore che ammiro da molto tempo. Sognavo di girare con lui e quando l’ho incontrato ho ritrovato la semplicità e l’umanità di una grande star. Crea e propone delle cose indimenticabili al livello di improvvisazione e gioco, è stato un grande piacere lavorarci insieme”, ha sottolineato ancora Radu Mihaileanu. Il regista ha poi parlato del suo grande stupore davanti alla prestazione dell’attrice marocchina Amal Atrach, nel ruolo di Hasna, che ha portato una ventata di umorismo al film. “E’ una attrice decisamente pazza. Quando l’ho incontrata, è stata tutta una storia di amicizia e di due artisti sulla stessa lunghezza d’onda”, ha precisato il regista. Sotto l’egida di Leila, Hasna e le altre donne del villaggio, esasperate dal comportamento degli uomini che infliggono loro nel quotidiano la corvée dell’acqua, decidono di organizzare una rivolta audace (sciopero del sesso a oltranza) contro le tradizioni per far valere il loro diritto ad una vita dignitosa, reclamando una soluzione più globale sulla questione dell’approvvigionamento dell’acqua per il villaggio.
Per il regista la questione dell’acqua è “una metafora”, anche se si tratta ancora di un problema reale in certi paesi. Leila che vuole portare l’acqua al villaggio cerca di portare anche l’amore nei cuori degli esseri umani, perchè oggi che il deserto avanza, avanza nei nostri cuori, e l’aridità che ne deriva è aridità dei cuori. Questo è il grande problema dell’umanità. Quando decise di girare il film in darija, Mihaileanu si era detto convinto che la lingua non era un problema per la realizzazione del film, ricordando che aveva già avuto esperienze di direzione in lingue che non parlava. Sull’esperienza linguistica marocchina, il regista ha dichiarato che si è adattato rapidamente al dialetto locale, avendo soggiornato qualche mese prima delle riprese in un villaggio vicino a Marrakech, dove ha potuto vivere con la popolazione locale e constatare, nell’occasione, i progressi del Marocco in materia di promozione dei diritti delle donne e della famiglia. Anche gli attori marocchini si sono sorpresi quando il regista corregeva le loro intonazioni, i ritmi e di fatto apportava le corrette cadenze e accenti della darjia. Radu Mihaileanu sarà presente al Festival di Musica Sacra del mondo (3-12 giugno) a Fès, che sarà inaugurato dalla Creazione Opera Mainûn e Leyla di Armand Amar, compositore della colonna sonora del suo film ‘La source de femmes”.
Maratona delle Sabbie 2011
Oltre 900 concorrenti di cui 138 donne, con un età che varia tra i 17 e i 79 anni, in rappresentanza di 42 nazionalità, parteciperanno alla 26° edizione della Maratona delle Sabbie, prevista dal 1 al 11 aprile prossimo, nel magico paesaggio del deserto marocchino. Sette giorni durante i quali i maratoneti dovranno essere autosufficienti, gestire al meglio gli sforzi, la fatica e riposo, affrontando a volte delle temperature che si avvicinano ai 48° con tempeste di sabbia che rendono la visibilità nulla. Questa affascinante maratona venne creata nel 1986 ed ha riunito, in 25 edizioni, oltre 11.000 concorrenti. Un appuntamento imperdibile per i nuovi Indiana Jones, per i patiti della resistenza e dei fautori della conoscenza dei propri limiti. Questa prova sportiva di altissimi livello, anno dopo anno, grazie anche all’Alto Patrocinio di SAR Mohammed VI, sta conoscendo un successo unico in tutto il pianeta. I partecipanti dovranno percorrere 250 km in stile libero, ripartiti in sei tappe da 20 a 80 km, tra cui una no-stop da percorrere di notte. Questo periplo sarà seguito da 400 persone di cui 50 medici, 30 specialisti in logistica e 28 controllori e i test antidoping saranno effettuati conformemente alle norme della Federazione internazionale di atletica (AAF). Questa edizione avrà una copertura mediatica in oltre 200 paesi ed avrà una forte componente solidale e sociale nelle città di Tinghir e a Zagora. Secondo gli organizzatori, la competizione vedrà contendersi il titolo tra il marocchino Lahcen Ahnsai, autore di 10 vittorie, e numerosi pretendenti che arriveranno dalla Spagna, dalla Francia, dall’Italia e dalla Giordania. Il Marocco sarà rappresentato da 24 concorrenti. Un dispositivo di trasmissione satellitare sarà messo a disposizione per i giudici che potranno cosi’ avere la posizione esatta dei partecipanti che sarà visulizzata su di una piattaforma web online. L’itinerario di questa maratona, una delle più difficili al mondo, vedrà situazioni differenti come piste, palmeti, montagne, fiumi e deserto.