Volubis, antica città romana.

volubiscopertinaVolubis è una antica città romana situata sul bordo dell’Oued Khoumane, fiume che attraversa la periferia di Meknès, non lontano dalla città santa di Moulay Idriss dove riposano le spoglie del fondatore Idriss I°. Il nome Volubilis era probabilmente dovuto all’abbondanza di piantagioni e alla natura prorompente del luogo. Il nome berbero della città è Walili che designa il fiore dell’oleandro rosa. L’antica città viveva sul commercio dell’olio di oliva e si possono vedere, al suo interno, numerosi torchi per la pressa delle olive. Il sito di Volubilis era abitato già dal Neolitico ma si sviluppo nell’epoca dei Mauritani, intorno al III° secolo A.C., ed era gestista da un Consiglio di  magistrati supremi come a Cartagine. La parte più antica, l’Oppidium,  formò  i futuri quartieri del sud e del centro. Venne protetta da una cintura in terra cruda, con delle case dello stesso materiale al suo interno. Poco prima dell’invasione romana un Tumulus venne elevato all’angolo nord-est della cintura ed è certamente un monumento eretto alla memoria di un defunto. Nel  42 D.C. l’Impero romano annesse il reame della Mauritania Tingitane (di Tangeri) dopo l’assassinio del Re mauretano Tolomeo, figlio di Juba II°, voluto da Galigola. Volubis divenne allora la capitale regionale dell’amministrazione romana con lo statuto di Municipio. Un forum, quattro edifici termali pubblici e molte abitazioni vennero costruite, oltre ad un acquedotto che apportava l’acqua delle sorgenti del Djebel (montagna) vicino sino a due fontane pubbliche, alle terme e alle abitazioni; due pozzi e una cisterna completavano questo sistema. Le case si coprirono di tetti costruiti con tegole romane; un tempio con i suoi luoghi di offerte e di sacrifici vennero costruiti sul Tumulus. Nel 168/169 la città è  limitata da una nuova cinta muraria con annesse 8 porte, ciascuna inquadrata da due torri. Molti edifici pubblici vennero ingranditi ed altri abbattuti. Le case riccamente decorate di mosaici si dotarono di bagni privati e numerose installazioni commerciali sorsero e sono presenti ancora oggi. Un portico borda il “Decumanus Maximus” dalla Porta di Tangeri sino all’Arco di Trionfo dedicato a Caracalla, come ringraziamento per aver donato la cittadinanza romana agli abitanti liberi dell’Impero (editto di Caracalla nel 212). Questo favore garantì  una grande prosperità per le grandi famiglie dell’epoca e fu anche un periodo di grandi progetti architettonici che segnarono l’apogeo della città. Verso il 285 i funzionari romani lasciarono la Regione per trasferirsi a Tangeri. Questo trasferimento si tradusse con dei cambiamenti di stili di vita e l’acquedotto non ricevette più un adeguata manutenzione e venne fermato; gli abitanti abbandonarono le parti alte per avvicinarsi al fiume. L’invasione dei Vandali, scesi dalla Spagna nel 429, segnò la fine del periodo romano. Intorno al 600 gli abitanti si spostarono progressivamente verso ovest, all’interno di una cintura muraria ridotta. Le fortificazioni vennero prolungate ai margini del fiume Khoumane; si costruirono le nuove case e le  mura con blocchi di materiale prelevati dagli edifici di altri quartieri oramai in disuso. volubisNel 681 la conquista islamica si espanse in tutto il Maghreb e gli abassidi si installarono con una guarnigione a Volubilis. Nel 789, Idrisss I°, un discendente di Ali’ (genero di Maometto) si rifugiò nella città per sfuggire alle persecuzioni abbasidi. Nel 818 Volubilis accolse gli Andalusi cacciati da Cordoba che si installarono ai bordi dell’Oued  (fiume). La città romana servì per costruire nuove abitazioni. Le guide locali raccontano che il sito non fu mai completamente abbandonato sino al sisma di Lisbona nel 1755. Di certo è  dato a sapere che Volubilis era stabilmente occupata dai suoi abitanti sino al XII° secolo. La città tornò parzialmente alla luce verso il 1915, sotto il protettorato, da un team di archeologi francesi e marocchini. Oggi sono 40 gli ettari di vestigia antiche che si estendono intorno a degli oliveti e a campi coltivati. Qualche monumento prestigioso è  stato restaurato nel XX° secolo  e la qualità della conservazione dei mosaici, con l’eccezionale stato di conservazione del sito, ha fatto si che l’UNESCO proclamasse Volubilis come Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Le vestigia più spettacolari sono i numerosi mosaici che ornano il suolo di ricche dimore e purtroppo  la loro conservazione inizia a creare qualche problema: il sole e il vento in combinazione ai turisti che possono tranquillamente camminarci sopra gli ha resi vulnerabili e a rischio. Nel 1946 gli scavi permisero di ritrovare dei busti in bronzo di cui una figura di Catone di Ustica. Le zone  riportate alla luce sono solo la metà di tutto il sito. Alcune case permettono di capire il piano di queste grandi dimore romane con il loro Atrium e l’Impluvium. Sono stati ritrovati anche numerosi stabilimenti termali tra cui  quattro di epoca romana.  Vi consiglio di ammirare con attenzione la casa di Orfeo, la Basilica, il Forum, la Casa dell’Efebo e la casa di Venere; sono spettacolari.  Le rovine romane di Volubilis distano 3 km dall’agglomerato urbano di Moulay Idriss e una ventina di Km da Meknès. Sono aperte tutti i giorni dell’anno, dall’alba al tramonto. Il prezzo di ingresso e di circa 3 euro ed è possibile trovare una guida parlante italiano. State attenti alle false guide, sono numerose. Se pensate di visitarla in estate state attenti ai colpi di sole quindi premunitevi di cappello o ombrellino parasole, non troverete ombra da nessuna parte e privilegiate le ore più fresche. Al suo interno è presente un caffé/bar con toilettes.

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Turismo Medicale a Marrakech

clinicaParliamo di una città e un villaggio turistico di lusso consacrato alla salute. Questo progetto, una première in Marocco, si inscrive nel quadro di un piano di sviluppo medicale e turistico 2020 dove la regione di Marrakech ha una posizione ponderante. Desiderosa di far parte di questa dinamica di crescita, questa città della salute, che ha per ambizione quella di occupare una parte della nicchia di turismo sanitario senior, vedrà la luce sul boulevard Mohammed VI a Marrakech. Il posizionamento del progetto all’interno dell’offerta mondiale si articola intorno al microclima eccezionale della città rossa, al suo urbanismo ispirato allo charme e ai valori della cultura arabo-berbera, oltre alla sua naturale vocazione orientata fondamentalmente verso uno sviluppo ecogreen duraturo. La città della salute è un concetto esclusivo basato sulla ricerca di una vita migliore, di un prolungamento della vita stessa in piena forma e al benessere totale della persona anziana. Situata davanti alle montagne dell’Atlas, questo complesso sanitario-alberghiero dista 10 mn dai percorsi di golf, dal cenro città e qualche minuto dall’aereoporto internazionale di Menara.   Il complesso comprende una clinica con 160 letti di classe internazionale su 11.500 mq coperti, 60 camere, 7 blocchi operatori di ultima generazione con strumentazione tedesca Triumph, 3 day hospital con 24 letti, 1 reparto maternità con 3 blocchi e un servizio di neo-natologia, 2 blocchi d’urgenza, 1 servizio di radiologia e oncologia di 1.000 mq e alcuni servizi di laboratorio tra cui  dialisi e farmacia. Questa Città della Salute offrirà una cornice elegante e sicura, camere luminose e spaziose propizie a creare le condizioni psicologiche ideali dopo un intervento con una professionalità a dimensione umana e una grande qualità nelle cure mediche, spiega il gruppo Attaswik, Emirati Arabi, promotori del progetto.  Sul piano gastronomico, un personale qualificato sarà in grado di proporre le varie diete prescritte ai pazienti, personalizzate secondo le esigenze culturali e religiose di ognuno. La seconda parte della Città della Salute comprende un complesso alberghiero e immobiliare composto da una residenza con 40 suites di altissimo livello e 54 appartamenti destinati ad accogliere i pazienti con lunghi decorsi clinici e pensionati. Questo complesso accoglierà allo stesso tempo le famiglie dei degenti della clinica. Un enorme terrazza panoramica con gianrdini pensili, un ristorante giardino davanti alla piscina oltre a tanti servizi di cure estetiche, di prevenzione integrata, che saranno a carattere specifico. In termini di ricaduta si prevede un rafforzamento della capacità ospedaliera e turistica della regione, la creazione di una clinica di cure e di prevenzione di nuova generazione con oltre 300 posti di lavori diretti, senza dimenticare l’iniezione in soldoni nell’economia locale dovuta in gran parte alla fiscalità.

In Marocco la crisi del pane

Il governo Benkirane ha deciso di sovvenzionare il prezzo del pane con un miliardo di Dh, per evitare il rischio di manifestazioni sociali contro la fame in Marocco, in ragione del brutale aumento dei prezzi di diversi prodotti alimentari di base. Il grano a Parigi ha registrato un aumento del 28,6% contro il 26,8% del mais tra il 13 giugno e il 21 settembre 2012. Questo aumento è da imputare alla siccità che ha toccato i principali paesi esportatori dei cereali. Questa fiammata delle materie prime alimentari, che attira i più importanti speculatori borsistici, sta provocando una importante inflazione dei prezzi dei prodotti di base, in particolare quello dei prodotti agricoli giudicati più remunerativi dagli speculatori. Lo Stato marocchino, le cui finanze sono impattate dal surplus dei costi delle importazioni, non ha altra alternativa che quella di riformare la cassa di compensazione, che assorbe ad oggi 150 miliardi di Dh in 5 anni e potrà superare gli 80 miliardi di Dh nel 2012. Questa riforma della cassa di compensazione, di cui 3 miliardi di Dh dovrebbero arrivare dalle ricchezze e 1,5 miliardi dalle imprese, promessa da diversi anni, si fa attendere.

Marocco: crociera gay con scalo a Casablanca

Il primo luglio prossimo attraccherà al porto di Casablanca una nave da crociera con a bordo 2100 passeggeri LGTB, europei e americani,  che visiteranno la città bianca. Si tratta di una delle tante crociere dedicate ai gay e alle lesbiche che amano viaggiare per mare e che potranno visitare, tra le tante cose, la spettacolare  moschea Hassan II, luogo di culto islamico aperto al pubblico in orari prestabiliti.  Gli organizzatori dell’evento promettono ai loro passeggeri istanti magici sulle spiagge casablanchesi, negli esotici souks della medina e nel quartieri art-déco della città atlantica. Seguirà una visita lampo a Marrakech per proseguire, l’indomani, a Cadige, in Spagna. La nave partirà da Barcellona il 29 giugno durante il quale si toccheranno le città di Casablanca, Cadige, Ibiza, Valencia e ritorno su Barcellona. La notizia è trapelata solo da poche ore e non mancherà di creare un forte dibattito nel paese, considerando due fattori non di poco conto: un governo in carica filo-islamico e una legge che condanna l’omosessualità (art. 489 del C.P.) con pene che variano dai sei mesi ai sei anni di carcere, senza condizionale. Staremo a vedere, certo è che il fattore economico rivestirà un aspetto importante in tutta questa vicenda considerando il potere d’acquisto di 2.100 persone a spasso per la città, sicuramente in vena di shopping esotico, in un periodo dove l’economia del paese è allo sbando e il turismo in forte calo.

Il coming-out di Hicham Nazzal

Hicham Nazzal, attore-presentatore franco-marocchino, ha fatto il suo coming-out sulle colonne del quotidiano Libération. L’attore ha deciso di non continuare a confinarsi nell’anonimato e, per farlo in grande, ha posato sul magazine gay “Tètu”. “Sono un ammasso di identità: sono francese, marocchino, omossesuale, musulmano e parigino”, questo è quello che dichiara Hicham Nazzal. Il presentatore del programma “Romeo e Giulietta” su France 2, dice di aver lungamente riflettuto prima di uscire allo scoperto, e lo ha fatto “per non rimanere nell’omertà” nella quale si confinano numerosi attori e star dello spettacolo.  La schizofrenia sociale, Hicham Nazzal ne parla senza complessi, presente in Marocco è tanta, al punto di evitare il dibattito sulla sua omosessualità, malgrado molta stampa nazionale ha consacrato il suo personaggio sulle loro copertine e la sua immagine utilizzata per la campagna di informazione contro l’AIDS. Tutti tacciono e l’ipocrisia regna sovrana. Vi ricordo che in Marocco l’omosessualtà è punita dal codice penale e le pene variano dai 6 mesi ai tre anni di carcere senza condizionale.  Con buona pace della religione.