La dottrina del Sufismo in Marocco

Molti marocchini, giovani e meno giovani, praticano il sufismo sotto diversi aspetti e forme. Elemento forte dell’identità marocchina, il sufismo assorbe tutti i membri della società, non importa quale sia l’età, sesso, status sociale o orientamento politico. Il sufismo attira sempre di più i giovani a causa della sua tolleranza, della sua interpretazione facilitata del Corano, del rifuto al fanatismo e per la sua modernità. I giovani trovano nei principi di “bellezza” e “umanità” del sufismo, uno stile di vita equilibrato che permette loro di amare le arti, la musica e l’amore senza essere obbligati ad abbandonare i loro obblighi spirituali e religiosi. Le confraternite sufiste esistono in tutto il Marocco. Organizzano regolarmente incontri di preghiera, per salmodiare e discutere di sociale o di politica, del rispetto per l’ambiente o della solidarietà,  sino ad arrivare alla lotta contro le droghe o alla minaccia del terrorismo. Inoltre, i seminari sufi, pongono l’accento sui valori universali che l’Islam condivide con il cristianesimo e il giudaismo (come la ricerca della felicità, l’amore dei sensi, la tolleranza delle differenze razziali e religiose, la promozione della pace) e incitano i giovani a confrontarsi nel dialogo interreligioso. Nell’insieme, i seminari sufi, con i loro salmi e i loro raccoglimenti spirituali, offrono un veicolo sociale a milioni di marocchini, dove la fusione del sacro e del profano, dell’anima e del corpo, del singolo e dell’universo è a volte possibile e gratificante. I sufisti prendono le distanze dai fondamentalisti (che vedono l’Islam l’emulazione serrata e utopistica del profeta Maometto e dei suoi compagni) e insistono in particolare sull’adattamento della comunità alle problematiche e alle priorità dei tempi moderni. I sufi non condannano le donne senza velo cosi’ come non censurano le distrazioni della nostra epoca. suficopPer gli adepti, la differenza tra vizio e virtù e strettamente correlata all’intenzione e non alla apparenza. Il sufismo è dilagato nella cultura marocchina al punto che il suo ruolo non può essere appreso se si riduce a capire una setta o un luogo sacro: la sua dottrina ha impregnato dei generi musicali detti “moderni” o “occidentali” come il raî, versione hip hop e rap marocchino, che ovviamente possono apparire troppo terresti o troppo sensuali per essere associati al sufismo. Questa musica si ispira alla poesia sufi per cantare l’essenza prima dell’essere umano, le virtù della semplicità e i doni curativi dei santi sufi come Sidi Abderrahman Majud, Sidi Ahmed Tijani e Sidi Boumediene, capi spirituali venerati dai loro discepoli per aver cercato, e trovato, l’unione spirituale con Dio nel corso della loro esistenza terrena. L’impatto del sufismo sulla cultura giovanile è esplicità nelle parole del gruppo urbano Nass Al Ghiwan e dei Sahara Gnawa. Questi due gruppi sono stati profondamente influenzati dalla musica pop marocchina dagli anni ’70 e le canzoni dei Ghiwan sono impregnate della filosofia hippie di gruppi come i Rolling Stones e i Pink Floid, spingendo un gran numero di loro ascoltatori verso una risposta psichica chiamata Shata, un termine arabo marocchino usato per parlare di danza moderna. I musicisti Gnawa, discendenti degli schiavi africani deportati in Marocco tra il XII° e XVII° secolo, produssero un effetto molto simile. sufi31Le loro musiche, mixate con parole religiose,  profondamente radicate nella tradizione dell’Africa subsahariana, e melodie melanconiche, ricordano il jazz e il blues americano. L’esecuzione Gnawa si concentra sul corpo che danza girando su se stesso, su di una voce spasmodica, ritmi poetici che rimandano ai salmi sufi in arabo come “Non esiste altro Dio che Dio e Maometto è il suo messaggero“. Queste parole, terribili se pronunciate da un terrorista, elevano l’anima quando sono cantate dai musulmani pii, dagli Gnawa e da altri musicisti ispirati dal sufismo.Anche il gruppo Fnaire, nuovo complesso hip hop di Marrakech, si definisce come un mélange di tradizioni sufi e di rap americano. È opportuno segnalare che migliaia di giovani europei, americani e africani, affluiscono ogni anno ai Festivals di musiche sacre organizzati dai movimenti sufisti attraverso tutto il Marocco, per cantare e celebrare i loro entusiasmo per la vita e il loro attaccamento ai valori universali della Pace. La scena di questi Festivals rifiuta totalmente il tipo di immagine che i fondamentalisti cercano di trasmettere ai giovani marocchini. Questa fusione di sufismo e modernità produce un esperienza estetica unica, che attira i giovani che rifiutano la violenza, sostenendo i valori di una umanità condivisa.

Bianchi riflessi in un mare rosa…

Oggi è festa grande! Anche se l’Aïd el Fitr è una “piccola festa” (Aïd el Seghir) tutti, ma proprio tutti festeggiano la fine del Ramadan. Sono uscito per i vicoli della Medina e l’atmosfera è quella di certi Natali passati al paese, con la gente nella piazza che sorride, che parla, che vive, che dimentica per un giorno la povertà,  le brutture della vita, i roghi, il terrorismo. Come in un Natale caldo è oggi Marrakech, si superano i 38 gradi, con le palme e la sabbia, come in un Presepe. Gli uomini oggi sono belli, si vestono di bianco, con le loro tuniche lunghe sino ai piedi, ricamate di fino, abbaglianti; tanti puntini luminosi, bianchi riflessi in un mare rosa, il colore della Medina di Marrakech e delle sue mura antiche. I visi sono rilassati, gli occhi neri brillano e sono lo sfondo a tanti sorrisi. Tutto è differente, tutto è cambiato da ieri, dall’inizio di agosto. Tutti, in cuor loro, si godono questa giornata che mette fine al sacrificio più grande, l’astinenza dal cibarsi, un pegno d’amore, che si trasforma in un patto di fede verso Allah. È  bella oggi Marrakech, con tutti questi riflessi bianchi in un mare rosa. Non la ricordavo cosi’ da tanto. Aïd Moubarak!

Aïd el Fitr, la fine del Digiuno

Mancano una manciata di giorni e il Ramadan terminerà. Aïd significa “festa” e Fitr “la rottura”. È una delle più importanti feste musulmane insieme all’ Aïd el Kebir. Questa giornata importante segna la fine del Ramadan, mese sacro di digiuno e di preghiere per i fedeli. È celebrata il primo giorno del mese Shawwal ed è chiamata anche Aid es – Seghir (la piccola festa) per opposizione all’Aïd el Kebir (la grande festa o festa del sacrificio). Tutti gli anni le date del Aid el – Fitr sono in decrescita di circa 10/12 giorni in rapporto al calendario gregoriano perchè il calendario musulmano è lunare. La data del Aid el – Fitr è il giorno seguente l’ultimo giorno del mese sacro del Ramadan: arriva quindi il 30° o il 31° giorno dal debutto del Ramadan, che è composto da 28/29/30 giorni secondo gli anni. I fedeli mettono fine al digiuno e la preghiera (salat ul aid), ha luogo all’alba ed è effettuata generalmente nelle moschee, dove possono raccogliersi. La tradizione musulmana o “sunna” vuole che i fedeli consumino la colazione prima della preghiera (è illecito non consumarla). Uomini e donne dovranno assistere alle preghiere comportandosi con pietà eccetto le donne mestruate, che devono ricordare l’annuncio di Allah nell’evitare i luoghi sacri come le moschee, per le altre è necessario indossare il Hijab. Dopo le preghiere, a seconda dei Paesi, i fedeli visitano i loro parenti e amici per presentare i loro auguri per l’Aïd. Quest’anno l’Aïd el – Fitr è previsto, in Marocco, per il 20 agosto 2012. Inshalla! Aïd Moubarak!

Sereno Ferragosto…

Festival degli Asini in Marocco

In Marocco, ci sono talmente tanti Festival che anche gli asini hanno il loro. Il Festival degli asini, organizzato dai comuni di Moulay Driss Zerhoun e Béni Ammar, si svolge a luglio ed ha raggiunto la sua 9° edizione. Una sflilata di moda costituisce una delle sue attrazioni principali (nella foto la Miss che ha vinto). Dopo tutto, se il cavallo ha la sua settimana di onori perchè no un Festival dedicato agli asini?