Myah Bay Pool-Restaurant in Marrakech

New entry spettacolare per il Myah Bay, un nuovo concept di ristorante-piscina a Marrakech. Situato sulla strada che conduce all’aereoporto internazionale Menara, a pochi minuti dal quartiere VIP dell’Hivernage, questo beach-club è dotato della più grande piscina della città rossa (50 mt x 25 mt), completamente rivestita in granito nero. Ambiente branchés, come si dice qui, fashion a mille, arredamenti e cura dei particolari maniacali. La carta è interessante, con fusion di cucina marocchina e internazionale. Cito alcuni piatti notevoli: Foie gras al vino rosso, tartine di pane speziato e caramellizato ( 18 euro), zuppa di pollo con latte di cocco al ginger e  legumi croccanti (9 euro) e un dolcissimo  Paris Marrakech, crema leggera all’amlou (7 euro). Carta dei vini che comprende prestigiosi  vini locali e ovviamente una serie interminabile di vini francesi (da 12 euro a 70 euro). Per la piscina il  prezzo giornaliero per un lettino è di 15 euro, matrimoniale 30 euro; lo spazio Bed Espace VIP costa 220 euro a giornata (4 persone) e comprende tra l’altro, una bottiglia di Moët , insalata di frutta, coca cola e acqua a volontà.

Myah Bay  Pool – Restaurant

Route de l’Aéroport Marrakech Menara 40000

Telefono : +212524360360

Un Brunch al Mamounia..cet chic!

Del Mamounia vi ho già parlato a suo tempo, quando riaprì  le sue porte ai pochi eletti internazionali di passaggio a Marrakech.  Per tutto questo mese, sino al 21 settembre, il prestigioso Hôtel/Palais 5 stelle è aperto ai non residenti, per una giornata alle piscine, al tennis, alla SPA, al Padiglione di remise en forme, con brunch al ristorante Le Pavillon e, a fine giornata, una degustazione di pasticceria o di gelati al Menzeh.  Prezzo di ingresso: 1000 dh a persona (100 euro c.ca). Sono esclusi dal forfait le cure alla SPA che saranno fatturate separatamente. Un brunch ultrachic!

Nikki Beach, un tuffo con Glamour..

Questa èl’ultima di una serie di aperture, in giro per il mondo, delle piscine/club Nikki Beach. Sono presenti in America a Cocunut Grove, Hollywood, Miami, N.Y, e poi a Marbella, Puerto Vallarta, S.Barth, S.Tropez, Vilamoura e altre… Il Nikki Beach èprima di tutto un Club privé, per soci tesserati, ma pagando un ingresso di circa 20 Euro e possibile diventare soci per un giorno ed usufruire dei servizi. Ovviamente con l’ingresso non si ha il diritto a lettini, ombrelloni e quant’altro, quelli sono a parte (però se vi fermate a pranzo l’ingresso generalmente è free). Si trova nel Circuito della Palmerie e, da febbraio 2009 è stata trasferita di qualche metro dalla vecchia sede (in origine si chiamava Sunset Boulevard). Il posto è veramente cool, curato nei particolari, lussureggiante. E’ frequentato da bella gente “cheselatira’, qualche starlettes mediocre con relativo entourage, ma la cosa più importante e che nessun può disturbare con schiammazzi e giochi vari, quindi pace assicurata da alcuni giovani del servizio. Anche qui il personale è da casting, molto gentile e disponibile, sempre pronto per ogni evenienza. Questo beach-club, oggi sotto la gestione della Plage Rouge,  si rifà ovviamente alle spiagge/ristoranti molto in voga a S.Tropez quindi un ottimo menù meditteraneo è sempre disponibile alla carta, lista dei vini e champagne compreso. Nikki Beach è anche una collezione di abbigliamento, costumi da bagno e accessori che sono in vendità all’interno della boutique aperta sino a a tarda sera. A tarda sera perché qui si può cenare sotto la magica luna e il cielo stellato di Marrakech. La piscina cambia aspetto e poche e soffuse luci vengono accese per ricreare, con le candele, un atmosfera veramente da sogno, condita da ottima musica servita dal DJ di turno. Il sottotitolo di questa label internazionale del lifestyle recita:” Tell only your best friend“. Detto, Fatto!. Il sito internazionale lo trovate alla pagina www.nikkibeach.com

Non ci sono più le stagioni di una volta, neanche in Marocco!

L’arrivo in massa dell’aria del Sahara e delle infiltrazioni marittime sono state la causa dei cambiamenti climatici in Marocco. Le regioni più colpite dalla pioggia fuori stagione sono state il Tangerino, il Saïss, il nord dell’Orientale e il centro. Il clima ha manifestatamente perso la bussola. Delle perturbazioni inabituali sono state registrate durante il mese di maggio e i la prima decade di giugno. Temperature eccessive  con degli aumenti  tra il +5 e + 7, ma anche violenti temporali di rara intensità come a Tangeri dove, in meno di 3 ore, sono scesi oltre 67 mm di pioggia. E poi la grandine che ha distrutto le colture come mai si era visto in passato. Il dato di fatto è che in questi ultimi due mesi delle condizioni climatiche eccezionali hanno prevalso sul normale andamento di stagione.  Mohamed Belaouchi, incaricato della comunicazione alla Metereologia Nazionale,  spiega che si tratta di fenomeni di rottura  ma non vuole arrivare a conclusioni affrettate per quanto riguarda i cambiamenti climatici mondiali. Spiega anche che non sono le perturbazioni che devono preoccupare ma la loro frequenza, in aumento.  I principali fattori di questo cambiamento repentino in Marocco sono dovuti all’arrivo di una massa di aria calda e secca da sud del  Sahara che ha coinciso con delle infiltrazioni marittime che hanno portato una massa di umidità importante. Infatti, questi flussi  di aria fresca non sono normali per il periodo. Non soltanto sono portatrici di temporali  ma di veri nubifragi. Per aggravare il tutto, un anticiclone impedisce a queste masse di entrare in Europa, verso la Francia e le riporta in Marocco. Questo è quello che ha creato il cumulus nimbus che ha alimentato i rovesci che ha conosciuto il paese in maniera ripetitiva e intensa. Le regioni più colpite sono state quella di Tangeri, ma anche il Saïss, il nord dell’Orientale (mediterraneo) e tutto il centro. Le temperature poi hanno visto sulla ultima decade di maggio e la prima decade di giugno delle grosse variazioni e in primis la sensazione di soffocamento come in un clima tropicale che abbina il calore e l’umidità. Gli esempi sono chiari: tra il 23 e il 27 maggio le temperature hanno superato i 29° con dei picchi di 32° registrati tra il 24 e il 27 maggio. A Kenitra sono stati registrati 33° il 24 maggio quando il 23 e il 24 maggio, ad Agadir, si registravano 38° all’ombra. Fès ha conosciuto rispettivamente 30 e 32° il 24 maggio. A Marrakech la colonnina del mercurio è arrivata nel mese di maggio a 36° come a Beni-Mellal. Ma è a Smara che il calore è stato realmente forte con 38° il 23 e il 24 maggio. Differenze con il passato palpabili anche se bisogna dire che si è lontani da record assoluti che ha visto protagonista il reame. Qualche esempio? Nel mese di giugno del 1982 a Fès si registrarono 42,6°, 43,9° a Meknès nel 1950. Il 10 giugno 1952 a Casablanca si conobbe un picco di 38,2°. Ma è a Marrakech e ad Agadir che si sono registrate delle temperature canicolari tra le più forti della storia metereologica del Marocco:  rispettivamente, in parallelo, 45,8° nel 1929 e 44,5 nel 1937. Vero è che ieri, 25 giugno 2011, alle ore 12.00 i termometri della città, posizionati al sole, registravano 53°!!  Sono stato testimone oculare e non contento ho verificato le temperature in diverse zone della città, sia verso Ouarzazate, che verso Essaouira, e lo scarto ero minimo.  E’ da due giorni che a Marrakech le temperature si sono elevate in  maniera impressionante e questo caldo sta creando non pochi problemi di vivibilità diurna, tenendo bene a mente che siamo soltanto a fine giugno e queste medie sono tipiche del mese di agosto. Non ci sono più le stagioni di una volta, neanche in Marocco! 

  

Marocco: solo 20 le spiagge con label “Pavillon Blue”.

Sono oltre 3.500 i km di spiagge in Marocco, sia mediterranee che atlantiche; patrimonio vasto e prezioso che purtroppo ha dei grossi limiti a causa della negligenza delle autorità e dei singoli che non rispettano le principali e basilari regole di civiltà. Su 64 spiagge iscritte nel programma nazionale  ”Spiagge Pulite“, solo 20 hanno ottenuto quest’anno il “Pavillon Bleu”. Questa label è gestita dalla Fondazione dell’educazione all’ambiente (FEE) ed è parte di un network internazionale in 60 paesi con 3.012 spiagge censite. In Marocco, il controllo dei criteri è verificato da un comitato che dipende dalla Fondazione Mohammed VI per l’Ambiente. Il rispetto di questi criteri passa attraverso l’informazione, la sensibilizzazione, la qualità delle acque, l’igiene e la sicurezza, la manutenzione e la gestione delle spiagge che concorrono alla prestigiosa qualifica.  Per questa estate 2011 in Marocco, le 20 spiagge “Pavillon Bleu” sono quelle di Saidia municipale, Mdiq, Fnideq, Achakar (Cap Spartel), Sol Plage (Tangeri-Atlantico), Asilah, Skhirate, Bouznika, Sablettes (Mohammèdia), Ain Diab, Coual (Ain Diab Extension), Haouzia, Sidi Bouzid, Sidi Rahal, Safi municipale, Souiria Lkdima, Essaouiria, Mirelft e Laâyoune Foum El Oued. Queste risultati mettono in evidenza l’assenza di alcune zone molto note, verso Larache, Kènitra, Salé, Agadir o Al Hoceima dove nessuna spiaggia è stata etichettata Pavillon Blue (neppure nella prestigiosa e famosa Agadir!). La qualità delle acque e la manutenzione delle spiagge devono essere pienamente integrate nella politica dello sviluppo del turismo balneare e più precisamente riferito al progetto di qualità “Plan Azur” marocchino.  Delle 64 spiagge monitorate 19 sono state dichiarate non-conformi per la balneazione. Questa regressione è dovuta alle forti precipitazioni che hanno toccato il Marocco in questi ultimi mesi e che hanno scaricato, tramite i fiumi,  in mare prodotti inquinanti nocivi. 14 stazioni balneari sono passate dalla classe A alla classe B e una stazione è scesa dalla A alla C. Il programma nazionale di sorveglianza  della qualità delle acque ha toccato un totale di 141 spiagge, di cui 39 sul Mediterraneo e 102 sull’Atlantico, su di un totale di 353 stazioni mediterranee e 3.927 atlantiche. Sulla qualità della sabbia, dieci spiagge sono state oggetto di analisi chimiche, micotiche e tipologiche e  i rifiuti trovati sui siti sono stati in predominanza materiali plastici, scarti della lavorazione del legno e organici (spiagge di El Jadida, Sidi Ifni e Agadir).

Avviso ai bagnanti!

2909778658_88b467db7cI risultati delle analisi sui prelievi effettuati in 289 stazioni balneari sono stati raggruppati in un rapporto redatto dal Ministero dei Transporti e il Segretariato di Stato in carica sull’Acqua e l’Ambiente. Le stazioni NON conformi sono 15. Nel rapporto è precisato che lo stop voluto dal Ministero è dovuto alla forte concentrazione di bagnanti coniugato alle insufficienti strutture di igiene. Sfortunatamente il rapporto ha preso in conto solamente i parametri microbiologici quando sono a disposizione altri test per conoscere la frequentabilità delle spiaggie, in primis il deposito di rifiuti industriali, molto tossici per i bagnanti. Le coste marocchine si estendono su 3.500 km e si distinguono in tre zone: il Mediterraneo, l’Atlantico del Nord, l’Atlantico del Sud. Nel rapporto le stazioni balneari da evitare tassativamente sono:

Rabat-Medina, Salé-Medina, la spiaggia Nahla di Casablanca, Martil (Tétouan), Sidi Ifni (Tiznit), la spiaggia di Malabata, Tangeri-Medina, l’estremità sinistra della spiaggia Calabonita (Al Hoceima) e Mdiq (Tétouan).

Prendete nota di questi dati se siete in procinto di partire per il Marocco per visitare questi luoghi. Sappiamo tutti i rischi che possono comportare acque microbiologicamente non pure quindi…all’erta.