SPA Marrakech Plaza: dove l’acqua incontra i sensi

spamarrakechDedicato al benessere tout court, alla bellezza e al relax, la SPA Marrakech Plaza propone ai suoi clienti un esperienza unica in un ambiente di grande raffinatezza, nella pura trazione della SPA. Conosciuta nell’universo delle eccellenze, offre una risposta appropriata alla sempre più crescente domanda legata al nuovo bisogno sociologico del benessere. Questo complesso haut de gamme della forma e del benessere è il lavoro durato cinque anni e portato avanti dai suoi proprietari, Armand e Jacob Azeroual, che hanno elaborato un concetto di SPA in una cornice si di lusso ma anche zen e cocoon, cullati dal personale altamente specializzato. Già dall’ingresso l’immagine è chiara: mosaici a spacco, statue di pietra e legno, muri color avorio dove si nascondono le nicchie con gli unguenti e i flaconi di oli essenziali, fontane e bacini che ricordano quanto l’acqua sia nel cuore di ogni cura, hammam decorati con spettacolari zellijg, piscine sensoriali; un concetto dunque, un percorso acquatico, esperienza ludico-sensoriale per eccellenza. Si entra nell’universo dei sensi in tutte le sue forme e interpretazioni e  l’accoglienza è data da una rara emulsione aromatica che incanta, lasciando il tempo di decidere quali sono i bisogni del nostro stato d’animo, conducendoci poi alla cura d’acqua più appropriata, fuori da ogni protocollo standard. Dall’Hammam segreto per i VIP alle sorgenti dell’Atlas benefattrici, tra bagni di vapore e bagni freddi, uno scrigno di benessere plurisensoriale dove l’acqua gioca con le parole e reinterpreta una nuova semantica: pioggia sensoriale, modellaggio ad acqua zen o energetico che arriva da lontano, nebbie appaganti o tonificanti, letti d’acqua, mulinelli stimolanti o drenanti. Un nuovo concept di benessere a Marrakech; 5.000 mq di spazi, piscine, jacuzzi, saune, palestre, idrojet, cabine di cure estetiche a molto altro ancora, lontano dagli stereotipi più comuni e banali grazie ad una ricerca costante dei proprietari rivolta all’esclusività dei servizi e delle cure.

Marocco: Hammam Killer…

Il Centro Antiveleni del Marocco (CAPM) suona la campanella d’allarme sui fumi che fuoriescono dai camini degli Hammam, che costituiscono un serio pericolo per la salute. Questi fumi, secondo il Centro, sono altamente pericolosi per chi vive nelle vicinanze degli hammam e sono responsabili dell’aumento delle infezioni a carico delle vie respiratorie, oltre a gravi crisi di asma. I bambini, gli anziani e le persone  con malattie cardiocircolatorie sono le più toccate da questi fumi nocivi. Questa allerta è stata lanciata (meglio tardi che mai, è anni che se ne parla!)) dopo che un abitante di Casablanca ha contattato il CAPM nel febbraio 2011 denunciando l’utilizzo di legno da costruzione come combustibile in un hammam del centro città. Questi fumi liberano un centinaio di componenti tossici: particelle fini (PM 2.5), monossido di carbonio, composti organici volatili, idrocarburi aromatici policiclici, ossido di azoto e numerosi prodotti irritanti. Gli scarti poi di queste combustioni sono ancora più dannosi non essendo trattati e liberati nell’ambiente (cromo, arsenico, ottone).  Ma il vero problema risiede nel non rispetto delle norme di qualità dell’aria e sulle modalità di sorveglianza dell’aria che sono regolate dal Dahir n° 1-03-61 e dal Decreto n° 2-09-286 (8 dicembre 2009). Solo pochi hammam rispettano le norme relative alla qualità dell’aria e ancor meno le norme di sicurezza; sono costruiti molto vicini alle abitazioni e spesso si trovano nei sottosuoli degli immobili. La legge parla di costruzioni almeno a 100 mt dalle case e devono contenere una “precamera” per il trattamento dei fumi prima della loro emissione. Per quanto riguarda l’altezza dei camini è obbligatorio che siano più alti della più alta abitazione che si trova nella zona. La vigilanza resta alta e si consiglia sempre di verificare prima la struttura dell’hammam e considerare in primis l’aerazione, che puo’ causare gravi rischi di intossicazione da monossido di carbonio. Altro rischio importante risiede a livello delle fessure nei muri confinanti con la “barma” (grande cantina o stanza di combustione), che possono lasciare filtrare il monossido di carbonio creando un intossicazione.  Per evitare tutto questo gli esperti consigliano di frequentare l’hammam per meno di un ora e in caso di mal di testa o di gran fatica  uscire immediatamente. L’intossicazione da monossido di carbonio si traduce con forti dolori alla testa, nausea, vertigini, vomito, spossatezza e in seguito una perdita di coscienza e paralisi. A Marrakech esistono moltissimi hammam “fuori norma”, usati prevalentemente dai locali. Io sconsiglio sempre ai miei ospiti di recarsi in queste strutture (nel Riad Golfame esiste un splendido hammam!), il più delle volte fatiscenti, in primis per un problema di  igiene (non siamo dotati di certi anticorpi). Ho visto personalmente bruciare qualsiasi tipo di materiale come plastica, copertoni di auto, sacchi delle spazzatura, ecc… Il consiglio, anche se capisco che puo’ essere molto folk recarsi in uno di quest’ultimi, se si vuole andare in medina, è quello di rivolgersi  esclusivamente  ad  hammam raccomandati e conosciuti:  a Marrakech non mancano di certo.

Le Hennayat della Place Jemaa el Fna.

Naima è una “Hennaya“, lavoro ancestrale tramandatogli da sua madre ed ereditando questa passione osservandola  sin da quando era bambina. Tutte e due le donne hanno fatto della Place Jemaa el Fna il loro luogo di lavoro quotidiano e imprescindibile. Dalle loro abili mani si compone il “Naqch beldi“, una ramage che ricorda ricami di altri tempi che le donne “Fassie” apprendono dalla più tenera infanzia; lo stesso motivo e decoro che viene utilizzato anche nell’architettura tradizionale o dai maestri artigiani che lavorano il cuoio, il legno o ancora il gesso. Matisse, durante il suo soggiorno in Marocco, restò fortemente impressionato dalla bellezza di queste vere e proprie opere d’arte. Molte delle sue opere dipinte in Marocco rappresentano paesaggi mediterranei molto colorati come “I Paraventi moreschi” o “Zorah” e in queste opere sono ben rappresentati i lavori delle Hennayat. Ma quello che sorprende ancor più di queste donne è l’impressionante velocità a creare un vero quadro sulla pelle con una semplice mistura di foglie verdi scuro. Queste piccole foglie di henné (una varietà di sedano), seccate e trattate con del succo di limone e acqua calda producono una materia untuosa dove il colore puo’ essere intensificato aggiungendo altri ingredienti: segreto custodito gelosamente da ogni tatuatrice. Da secoli, la cerimonia di posa dell’henné è festeggiato come si deve dalle donne marocchine. Questa piccola festa dà luogo ad inviti ai parenti, agli amici e, durante il lavoro, si offre the e pasticcini agli invitati. Il rituale è accompagnato da canti, da poesie e tanta musica, secondo tradizione: un reale piacere che distende gli animi. Purtroppo però i tempi sono cambiati e anche le donne (nelle metropoli) non hanno molto tempo a disposizione e quindi i tatuaggi con l’Henné devono essere rapidi e belli; si rinuncia alla festa ma non al tatuaggio, simbolo profondo di seduzione femminile. Gli utensili usati dalle Hennayat si sono ugualmente evoluti. Jadis, un artista dell’henné utilizza dei bastoncini di legno sottilissimi che creano, con la sua bravura, linee , finissime croci e geometrie. Oggi la maggiorparte delle tatuatrici usa ancora delle siringhe di calibro diverso e, con una precisione incredibile, tracciano i loro disegni. I piedi e le mani sono mantenuti sospesi, sino al momento in cui il prodotto secca. Poi, con un tessuto inbevuto di succo di limone, aglio, pepe e zucchero, il tatuaggio viene tamponato e il giorno successivo viene rimossa la crosta con dell’olio di oliva. E’ quindi con grande precisione che Naima e le sue consorelle tatuatrici abbelliscono la pelle femminile utilizzando diversi motivi come animali, piante e fiori, specialmente nelle feste come matrimoni, battesimi oppure pellegrinaggi o semplicemente la vigilia di un Aïd (festa). Il Ramadan è  in egual misura un mese di lavoro impegnativo, in particolare la Notte del destino. Le Hennayat non sono solo sinonimo di festa ma anche durante i momenti tristi sono presenti con il loro lavoro. Se non può essere applicato alla vedova durante il periodo del lutto, dal 7° al 40° giorno, l’henné in pasta, circola nelle assemblee, tra i familiari, affinchè tutti lo possano toccare, segnale finale dell’autorizzazione alla vedova ad utilizzarlo nuovamente. Altro luogo di henné sono i Santuari o i Mausolei. Questi ultimi lo propongono come una sorta di rituale necessario prima dell’ingresso per rendere onore al santo e può essere svolto nello spazio sacro della Koubba; in questo caso l’henné è un legame spirituale, profondo, un vero atto di fede. La maggioranza di queste visitatrici sono persone con problemi, disperate, e cercano un conforto, pensando che il Marabout (Santo) gli darà un sostegno morale. Nel momento che la Hennaya procede alla posa in opera del tatuaggio, decorando le mani e i pedi, gratifica il morale, donando momenti di serenità. Dopo questo rito sarà possibile toccare il santo sino al momento dell’ispirazione, della risoluzione del problema. E’ dentro a questi luoghi sacri che gli uomini e le donne possono coabitare, senza nessun tipo di interdizione e tabù. Nella Koubba ci si dimentica delle differenze e si pensa solamente a pregare e a raggiungere l’anima. Un riposo spirituale e una beatitudine che parte dall’henné, applicato dalle mani esperte di una Hennaya, con gesti mirati e precisi, rinnovando, nel tempo, un arte e una tradizione che resiste ai tempi e alle mode.

Incensi e fumigazioni in Marocco.

 

Non ho voglia di scrivere versi :
dunque accendo un incensiere,
vi lascio ardere mirra, gelsomino e incenso
e i versi sbocciano nel mio cuore come fiori in un giardino.”
Allievo di Hafiz (XIV Secolo)

Nei Paesi arabi questa resina viene bruciata non solo nelle moschee e nei luoghi sacri come le Zaouie, ma anche nelle case e nelle tende come toccasana e disinfettante o, meglio ancora, contro gli influssi negativi (Baraka). Le donne a completamento delle loro abluzioni e per profumarsi sono solite esporre il loro corpo e gli indumenti ai fumi dell’incenso. I nomadi del deserto, come segno di benvenuto verso gli ospiti, sono soliti bruciare alcune sfere di incenso nei grandi fuochi allestiti davanti alle loro tende. Un detto arabo afferma che i profumi dolci non solo procurano diletto al cuore ma proteggono anche dal malocchio. Le popolazioni berbere del Marocco ( di origini animiste), riconoscono in questa sostanza uno dei metodi migliori per conquistare i favori delle forze invisibili capaci di influire sulla vita umana e nei riti di possessione: sono sette le varietà di incenso che vengono bruciate in favore dei Dijn, gli spiriti evocati durante la cerimonia della Lila. Nella notte delle nozze in Marocco e nel Maghreb è usanza dello sposo bruciare sandalo e benzoino per allietare gli spiriti benigni. In tutte le preghiere è solito associare fumigazioni e, nella 27° notte del Ramadan (la più negativa in assoluto dell’anno) si arde una miscela composta da innumerevoli ingredienti per eliminare tutte le negatività e placare gli spiriti. Maometto, profeta dell’Islam, menziona le tre cose di questo mondo terreno a lui più gradite: le donne, i profumi e la preghiera. Il suo aroma prediletto era il muschio che ai nostri giorni è proibito in quanto è  prelevato dalla secrezione delle ghiandole di un cervide simile al capriolo, il moscho. Anche i sufi conoscevano e conoscono bene i poteri mistici degli aromi, degli incensi e degli oli essenziali, che ancora oggi vengono usati per i loro esercizi spirituali. Per i loro riti i sufi usano l’ambra sia di origine animale (secrezione intestinale del capodoglio) che quella fossile, rimasta sepolta milioni di anni e sono soliti bruciarne piccole scaglie (la più pregiata è considerata l’ambra fossile afgana). La sandaracca è uno degli incensi più usati in Marocco e in Tunisia nell’ambito dell’ostetricia, nella convinzione che le sue proprietà rilassanti siano di aiuto nei parti difficili. La varietà prodotta in Marocco è denominata gomma sandaracca ed è ottima anche per legare i diversi incensi durante la bruciatura. Il legno di Ud (Oud) è per esperti in essenze rare ed è largamente diffuso nel mondo arabo. Proviene dall’albero Jinkoh (Aquilaria agallocha Roxb) e la sua profumazione é unica ed indescrivibile. Ricorda vagamente il legno di sandalo ma come dicevo, è  il plus nel mondo dei legni da profumo. Assaporare e assorbire il suo profumo è un tesoro destinato a pochi eletti e, combinato ad altre essenze, è riservato alle funzioni religiose islamiche come la natività del Profeta. Nella tradizione marocchina il giorno in cui si assegna il nome al bambino (7° giorno dalla nascita) è usanza bruciare questo legno e favorire la fortuna del neonato. I sufi citati in precedenza, per aumentare le loro capacità meditative e per rendere più profondi i loro esercizi spirituali, fanno largo uso di questo pregiato legno, abbinato all’ambra, che riesce a trasportarli ai misteri reconditi della fede. Tante sono le essenze che quotidianamente vengono bruciata e non solo incensi; lo zafferano per esempio è considerato dai popoli arabi una potente sostanza magica da associare a particolari riti e tra i nomadi viene offerto alla sposa prime delle nozze, con parti di incenso. O ancora l’assa denominata gomma assa fetida che in Marocco è usata per indurre le entità maligne ad abbandonare il corpo di ”indemoniati” (generalmente persone che soffrono di epilessia), nei casi di choc e contro le tensioni interiori. Pagine e pagine sono state scritte sui profumi delle Mille e una notte; centinaia sono le essenze che possono essere usate nelle fumigazioni e che possono donare momenti intimi di pace interiore nel frenetico mondo di oggi. Lasciate da parte i bastoncini di incenso, chimici e nocivi, e cercate di apprendere la tecnica della fumigazione, antica e di rara sapienza. Vi rilasserete davanti alla brace e in poco tempo diventerete esperti in questa tecnica, abbinando e inventando nuove profumazioni, che da sempre sono un bene per il corpo e per la mente. Vi consiglio il libro di Susanne Fischer “Incensi e profumi” ( Ed.Tecniche Nuove), personalmente ho appreso da questo libro le prime tecniche delle fumigazioni, poi l’esperienza e i souks delle essenze hanno fatto il resto.

 

 

 

 

 

 

 

Les Bains de l’Alhambra

Questa preziosa SPA si trova nella zona sud della medina, all’ingresso della porta di Bab Agnaou, quartiere della Kasbah. Si tratta di un Riad d’epoca completamente ristrutturato con gusto e classe. Qualche tocco di design e tantissimo gusto orientale per una SPA che sta diventando un punto di riferimento per gli amanti del bien-être. Ma le sorprese non si limitano soltanto all’ambiente; sfogliando la brochure si trovano diversi pack con soluzioni che partono dal semplice hammam con gommage a lussuriosi bagni in vasche di marmo con al loro interno i petali di 50 rose, ovviamente a persona. E poi candele ovunque, lampade con splendidi ramage in ottone, biancheria per il bagno e l’hammam preziosa e ricamata a mano, zone di relax con lettini anatomici e chaise-longue, un servizio di caffetteria con tisane e infusi orientali. L’ingresso è misto quindi se siete con il vostro/a patner potrete contemporaneamente recarvi nell’Hammam, essere massaggiati fianco a fianco dal bravissimo e esperto personale femminile, o ancora immergervi insieme nelle vasche di acqua profumata con i petali di rosa. Nella infinita carta dei servizi troverete il massaggio ai piedi, al cuoio cappelluto, anti-age, drenante, rilassante e energizzante, sempre accompagnati da preziosi oli senza derivati chimici ed essenze rare del Marocco. Io vi consiglio l’Alhambra Pack n.3, due ore e 30 mn di effetti speciali!

Les Bains de l’Alhambra – Kasbah, derb rahala 9 -  00212 (0)524386346 - www.lesbainsdelalhambra.com

Sensual experience by Clarins, a Marrakech.

Tutta l’esperienza cosmetica francese nel cuore della Medina di Marrakech: questo succede ai Jardins de la Koutoubia. In effetti, all’interno di questa prestigiosa struttura marrakchi si trova il marchio Les Jardins de la Koutoubia SPA by Clarins. Servire la bellezza e il benessere al femminile e al maschile : questo è il credo di questo tempio urbano della bellezza tout court. La cornice assolutamente moroccan touch sposa materiali nobili e linee sensuali ; sono sette le cabine di cura e di massaggio, una sala di balneoterapia, cinque hammam, una piscina coperta, uno spazio di fitness e uno di relax con tisaneria. Completa il tutto la carta di cura che propone oltre alle prestazioni estetiche classiche (coiffeure, manicure, pedicure, ecc..) tutta una serie di attenzioni a partire dalla cura viso anti-âge alla maschera per il corpo drenante sino ad arrivare al massaggio tonico con la terracotta. Tutti i prodotti e la professionalità di queste cure è firmato Clarins. La storia di questa label francese leader in Europa nei prodotti per la cura della bellezza inizio nel 1954 quando Jaques Courtin Clarins apri, in rue Tronchet a Parigi, il suo primo istituto di bellezza, per essere in contatto diretto con i clienti dei suoi prodotti venduti nelle profumerie. Tutto questo porto’ a sviluppare una filosofia : ”Ascoltare le donne e soddisfare la loro voglia di benessere offrendo loro il meglio dalle piante officinali, che si trovano nei prodotti di cura di bellezza innovatori ed efficaci“.  

Les Jardin de la Koutoubia SPA  by Clarins – 26 rue de la Koutoubia – Marrakech – Tel. 0524 388800