Tribolazioni quotidiane in terra marocchina..

Ho deciso di relookkare il Riad, in parte. Finita la fase dei colori scuri, drammatici e teatrali, ho in testa colori caldi come il sabbia abbinato all’oro, al bordeaux e al nero. Detto e fatto! Inizio dal salone e smonto tutto. Attualmente le pareti sono a calce con pigmenti neri quindi ho preparato la base, stuccato, raschiato, incollato, testatando una parete con uno splendido beige che avevo acquistato a suo tempo e, con un numero di pantone, vado nell’unico centro del fai da te a Marrakech degno di nota, Mr. Bricolage. Avendo per l’appunto già  testato la tonalità di beige che mi piaceva si trattava solo di replicare, acquistare un po’ di pennelli, della vernice ad acqua bianca, cosettine. Bene…su 5 prodotti di cui necessitavo sono riuscito a comprarne..0. La macchina per creare la pittura era senza le basi  (10 giorni per averle!), vernice a smalto nera (banalissimo smalto nero) finita, vernice ad acqua bianca (banalissimo bianco) sold out, e via discorrendo. All’uscita, a mani vuote, ho chiesto alla signorina dell’accoglienza se stavano fallendo e mi ha guardato di storto. Ok, don’t panic Paolo! Chiedo a destra e a manca se esiste qualche negozio con il macchinario per preparare le vernici e mi spediscono in un negozio di  Bab Doukala, in medina, peccato però che non usino il pantone ma un imitazione,  e il beige che cerco non esiste. Però  trovo lo smalto nero, il bianco ecc.. Torno al riad sconsolato e ricevo la telefonata di iosonoilresponsabile che mi informa dell’avvenuto ritrovamento, a Sidi Ghalem, della maledetta macchina che usa il pantone come riferimento per creare i colori. Entusiasta grido “Comprala!, 10 kg!”. La risposta lapidaria è: “Ok, pero’ adesso il tipo è andato a fare la preghiera, tornerà alle 15.00“. Controbatto con un : “Nessun problema, la voglio!!“. Risultato: iosonoilresponsabile torna alle 17.30 (! preghiera lunga) con le due famigerate latte da 5 kg di pittura per un totale di 65 euro e mi racconta la difficoltà nel reperirla. Dopo pochi secondi apro una latta e cosa ci trovo? Un terrificante colore fondo di caffè. Chiedo spiegazioni e iosonoilresponsabile ribatte:”La referenza era quella giusta, quella del beige, non è colpa mia“. Vorrei rispondergli che forse bisognava  controllarle prima di uscire, le latte, che servirebbe usare la testa, che… che…. che…e che… Quindi nessun responsabile. Avendo già terminato una parete decido di ricreare il mio beige partendo dal fondo di caffè, questa mattina all’alba, e dopo aver aggiunto 2 kg e mezzo di bianco il risultato non si è visto. Lo sapete anche voi come è difficile ricreare “a mano” un colore preesistente. Nel frattempo arriva il personale (quattro persone) e chiedo loro di acquistare della plastica trasparente per ricoprire i mobili e i pavimenti (si fa così!), per evitare i disastri che invece sono all’ordine del giorno quando si chiama i pittori, muratori, idraulici, professionisti in genere (non conoscono le parole “particolari“, “attenzione” “ottimizzazione“, quindi ogni volta che terminano il loro lavoro servono giorni interi per eliminare macchie di vernice, cemento e quant’altro ovunque!). Risultato: dopo pochi minuti arrivano al riad diverse confezioni di Domopak, si, si, proprio lui, quello che serve per conservare i cibi! Provate ad immaginare la mia faccia! Sapete, la pazienza ha un limite per tutti…Ho preso un respiro profondo, profondissimo e….tutti a casa…via….sono le 11.00 di un venerdi’ di merda (passatemi il francesismo!), credo che riusciro’ a rivederli  non prima di lunedi’….FERIE!! Non ho ucciso nessuno nella mia vita ma neppure desidero che qualcuno mi uccida con l’arma dell’incompentenza, del lassismo, della poca buona volontà, del lavorare senza testa. Felice week- end a voi, io oggi mi ubriaco con un ottimo Medaillon bianco del 2008, pensando che tra 10 giorni inizia il Ramadan (chissà cosa potra succedere peggio di così ?).

Dove è finito l’Atlas??

Grido d’allarme per il superbo Atlas e la sua cima più prestigiosa, il Jebel Toubkal. In tempi non sospetti scrissi un post, ‘Il monumento più bello”,  su queste incantevoli cime e il valore aggiunto, inprescindibile, che regalavano a Marrakech. Da un paio di anni è sempre più raro avere l’Atlas come fondale naturale della Ville Rouge. Cosa succede? Inquinamento a palla, nessun tipo di controllo su centinaia di migliaia di auto e moto fuori legge in fatto di emissioni nocive, cantieri che crescono come funghi e che, con i movimenti di terra, creano immense nuvole di polvere che oscurano il landscape della città. Il grido d’allarme più importante è uscito sulle pagine dell’Economiste, primo quotidiano economico del Marocco, a firma di Samir Kheldouni Saharaoui, Presidente di Chorus Consulting, ufficio di studi specializzato nel prodotto turistico. Leggendolo attentamente ho pensato ad un sogno! Sarebbe troppo bello, bello è impossibile. E’ una questione di civiltà e il Marocco, secondo il mio umile parere, non è ancora pronto a simili avventure ecologiche. Ci vorrà il disastro per poter vedere finalmente un qualsivoglia metodologia ecologica. Basta avventurarsi nelle sue campagne, nelle sue strade, nei suoi vicoli, per constatare che tutto è ancora da fare. La tanto acclamata sindaco donna di Marrakech, l’avvocato 33enne Fatima Zahara Mansouri, ad oggi, non ha ancora previsto, chiesto ad alta voce dagli operatori turistici, una limitazione di auto e moto nella medina, strade a senso unico in alcuni quartieri assolutamente intasati, controlli più severi sui comportamenti di chi guida, controllo delle emissioni..poca lungimiranza per salvaguardare un patrimonio che è fonte di principale reditto per la città..potrei andare avanti all’infinito ma mi fermo qui. Marrakech meriterebbe ben altro

I più giovani non si ricorderanno probabilmente, ma la generazione degli anni ’50 e ’60 certamente si. In strada verso Marrakech, tutti assistevamo, fermando l’auto dei nostri genitori, o sul treno, subito dopo Benguerir, allo spettacolo dell’Atlas. Era talmente visibile, a km e km di distanza dalla Ville Rouge, maestoso, bello e terrificante. Queste cime segnalavano l’inizio del sogno, dominando tutte le forze divine, le mura e il palmeto della città. Erano, e solo loro, l’incarnazione della diversità unica del Marocco e della sua natura straordinaria che il Creatore ci ha donato. Oggi, non si vede quasi più. “E’ un peccato, non è una bella giornata oggi, non si vede l’Atlas dalla Place Jemaa el Fna“, ribadisce la guida turistica a un gruppo di turisti agé, apparecchi fotografici alla mano, che si limitano a guardare le immagini sugli opuscoli di qualche tours operators, dove l’Atlas è sempre rappresentato, maestoso, sopra le mura di Marrakech. Il problema è che la guida pronuncia questa frase tutti i giorni, la vista dell’Atlas da Marrakech non è più un appuntamento fisso e costante nel tempo. Certo, l’Atlas è sempre al suo posto, da sempre, ma non si vede più o raramente, in certe giornate pimaverili. La vista dell’Atlas costituisce il “fondo commerciale” di Marrakech, prova provata dell’alchimia unica della città rossa. Ma perchè non si vede più o si vede raramente? Nessuno è capace di rispondere a questa domanda. I numerosi cantieri che sollevano tonnellate di polveri sulla città, al punto di nascondere l’immenso Toubkal? il riscaldamento del pianeta? Veramente? E se invece i fattori sono altri? Forse semplicemente il CO2, proveniente da centinaia di migliaia di bus, di auto, di motociclette che scorazzano tutta la giornata nelle strade di Marrakech, in un Kaos quasi perfetto, lasciando al loro passaggio strisce nere sull’asfalto. Ad ogni buon conto, vero o no, è il caso di verificarlo.  La soluzione migliore è quella di creare una città pilota in materia di limitazione delle emissioni di CO2 introducendo rapidamente i trasporti in comune per veicoli ibridi, incoraggiando l’uso delle biciclette, care ai marrakchis, incentivare le vetture elettriche. Anche lo sviluppo del turismo dei riads e dei grandi resort in ‘mixed use’,  residenziali e hôteliers, ne trarrebbero giovamento salvaguardando un immagine di Marrakech ecosostenibile, prima città ecologica del Reame, dove l’Atlas e la Palmeraie costituiscono i pilastri portanti. Economia dell’acqua e limitazione dell’emissione di CO2 sono l’urgenza, senza se e senza ma.

Font: L’Economiste

http://myamazighen.wordpress.com/?s=il+monumento+pi%C3%B9+bello

Individualismo marocchino

Molte volte mi si chiede perché questa città é un Kaos. Uno degli elementi che trasformano la città in Kaos é il traffico, ne ho già parlato in altri posts, ma l’elemento fondamentale che produce il Kaos  sono i marrakchis, la loro condotta, il loro modus operandi che converte la città in anarchia pura e dura. Gli stranieri che visitano per la prima volta la città rossa sempre si sorprendono dell’attitudine dei marrakchis…e le domande oramai classificate “come da copione” sono: “ma sapevo che non si poteva circolare in moto nella medina?“, “sapevo che non si poteva circolare in tre o quattro persone su di una moto?” o ancora “ma come pretendono di circolare in un derb degli asini, moto, tre biciclette, un auto e 25 pedoni..alla volta?, non vedono che creano un ingorgo tremendo che blocca tutto?“. Io posso aggiungere del perché non rispettano la coda in una Banca, al supermercato, in una Clinica e tutti cercano di passare davanti all”altro..non sarebbe pîù efficace un poco di ordine e criterio?. Poi mi chiedo anche perché il finestrino di un auto diventa una discarica e vedo sovente gettare di tutto: sigarette, borse di plastica, frutta, bottiglie, cartaccie e altro ancora. Non sarebbe più corretto cercare un bidone della spazzatura e gettare il tutto?. E ancora mi chiedo perché sfrecciano a velocità assurda nella medina e ti fanno il pelo e il contropelo  rasentando l’incidente e poi si girano e ti insultano perché ovviamente é colpa tua, sei tu che esisti!. Perché parcheggiano in qualunque zona, in seconda o terza o quarta fila, anche davanti alle porte delle abitazioni cosicché se sei sfortunato non entri in casa quando lo vorresti. Perché bambini e adulti si divertono a picchiare, bastonare, ferire, i poveri cani randagi che vivono di rifiuti e non possono difendersi?. La risposta di quelli che conoscono bene i marrakchis é sempre la solita: sono degli incivili. Pero’ no, se si analizza bene i loro atti si puo’ osservare nitidamente il perché delle loro reazioni e si arriverebbe con facilità alla mia conclusione: i marrakchis possono serenamente dichiararsi i più individualisti di questo pianeta. Loro sono prima degli altri e se gli altri molestano il vicino, il prossimo loro, non si fermano a pensarci. Non perdono il tempo ad avvalorare quale sono gli effetti collaterali dei loro atti, semplicemente fanno quello che é più indicato per loro stessi. Non si fermano a  pensare che se si fà una coda e opportuno chiedere chi é l’ultimo arrivato, che se si organizza un minimo le persone tutto diventa più fluido, più ordinato, più rapido. Loro sono i primi, il loro interesse é sopra ogni cosa..devono essere i primi ad entrare, ad uscire, a parcheggiare, a pagare, a comprare. Sembra sempre che abbiano fretta, in ogni dove, con la moto, con la bicicletta, nella Banca, in Clinica…fretta, fretta, fretta. Questo é il problema; loro sono i primi e vedono soltanto le loro necessità individuali. Individualismo che non é inciviltà. Ma  a volte il secondo non é una conseguenza del primo?…chi lo sà. O forse che sia questo stile di vita il successo turistico della città?.

La resa dei conti….

Marrakech, più di ogni altra città turistica del reame, detiene la Palma d’Oro in materia di molestie ai turisti. La Brigata Turistica di Marrakech ha il suo da fare in una città dove transitano più di un milione e mezzo di turisti ogni anno, con 130 Hotels, 150 ristoranti e 800 Maisons d’Hotes. Mohammed Ghallab é una guida turistica dal 1985 e lapidario dichiara alla rivista La vie èco: ” E’ chiaro che i turisti non ritornano in Marocco. Durante il loro soggiorno sono sovente vittime di ogni tipo di truffa. Al ristorante, per esempio, oltre al servizio pessimo, pagano una bottiglia di Sidi Ali’ (acqua minerale naturale) 30 dh, 3 euro circa…senza parlare delle molestie subite dai commercianti ambulanti e dalle false guide all’aereoporto, nelle strade, all’ingresso dei musei.” Le cifre pero’ parlano di un incremento di turisti in Marocco che cresce di anno in anno e nel 2008 la stima ufficiale è stata di oltre 8 milioni di ingressi nel Paese. Un inchiesta pubblicata a fine 2009 rileva che anche il tasso di ritorno non é cosi negativo: 2,31 volte, pari a quello della Turchia e leggermente superiore a quello della Tunisia e dell’Egitto. Forse queste cifre non riflettono esattamente la realtà?. Una cosa é certa, incremento o meno, l’attività turistica soffre ancora di certe pratiche che costituiscono dei disagi profondi ai turisti, confermato anche dalle guide ufficiali, on the road ogni giorno e primi osservatori sociali del territorio. A Marrakech, volere o volare, tutte queste pratiche sono elevate alla potenza, a partire dai trasporti. La prima sorpresa sono certi autisti di taxi che chiedono cifre esorbitanti per il transfer dall’aereoporto di Menara anche se sanno che all’interno dell’aereoporto stesso sono  affissi i vari prezzi delle corse. Il consiglio mio é sempre quello di richiedere all’atto della prenotazione un autista privato dell’Hotel o del Riad dove si soggiornerà per evitare spiacevoli disguidi e arrabbiature. In città poi non esiste, o sono veramente casi rari, nessun taxi che possiede un taxametro funzionante, sono sempre out quando si chiede di metterli in funzione. Altri consiglio personale, prima regola per i miei ospiti al Riad, é quello di comunicare l’indirizzo al taxista, il prezzo che si vuole pagare, attendere la conferma e soltanto dopo salire sull’auto; troppe volte ho saputo di corse salatissime perché non si era attuata questa procedura ( di giorno mediamente una tratta in città per un massimo di tre persone a bordo costa 20 dh, circa 2 euro, alla notte il prezzo sale ad un massimo di 40 dh pari a 4 euro). Altro tasto dolente che irrita non poco i turisti concerne l’igiene. ” Ecco un problema che il potere pubblico deve risolvere velocemente, anzichè vendere clichès insipidi agli stranieri del genere cammelli sulla sabbia delle dune di Merzouga o carrozze di cavalli nella strade di Marrakech“, dichiara ancora la guida Ghaleb Mohammed al giornalista Jaouad Mdidech della Vie èco . I turisti, secondo lui, cercano toilette pubbliche dignitose, che quasi mai trovano e nei musei storici sono in uno stato deplorevole. Si salva solamente il giardino Majorelle perchè si tratta di un sito gestito da privati (vero!). La guida insiste chiedendo al giornalista di andare a visitare le toilette della Necropoli Saadita, per esempio, o quelle del Palazzo Bahia, che  sono impraticabili. Per un turista questo è un dettaglio molto importante. Mohammed racconta poi di un gruppo composto da 36 persone che durante tutta la settimana accompagno’ alla scoperta del Paese e proprio nell’ultimo giorno la metà del gruppo fu intossicato da acqua infetta. (Ho visto con i miei occhi inserire acqua con una siringa nelle arance dei banchi delle spremute sulla Place Jemaa el Fna per renderle più succose ma grazie al cielo sono casi isolati, Mohhamed, il mio ‘spremitore” di fiducia é serio e fidato).  Quale ricordo queste persone avranno di Marrakech?. Il circuito della medina di Marrakech poi riserva il suo ’tot” di cattive sorprese: andarsene in giro soli significa incappare nei commercianti senza scrupoli, in donne e bambini che insistentemente vogliono vendere qualcosa e peggio ancora nelle hannayates ( donne che eseguono tatuaggi con l’hennè) che tirano i turisti per le maniche e in una frazione di secondo hanno già iniziato il tatuaggio, senza volerlo, chiedendo poi cifre assurde come 10 o 20 euro (il prezzo corretto è 5 euro). E’ successo a diversi miei ospiti ignari e ingenui. Io personalmente sono andato nel luogo del misfatto con i clienti ingannati e ho richiesto i soldi indietro minacciando di denunciare la truffatrice alla Brigate Touristique.  Chi ha poi la sfortuna di sedersi al tavolo di qualche dehors presenti nella zona della Place Jemaa el Fna si prepari ad un assillante e continuo via vai di donne, vecchie, mendicanti, bambini e quant’altro che non lasciano scampo; ho calcolato che lasciando un pacchetto di sigarette sul tavolino in 20 mn il pacchetto è vuoto. Un altro grande problema della medina, racconta la guida Mohammed alla vie èco, sono la quantità enorme di motocicli che sfrecciano a velocità assurde lasciando dietro di se nuvole di fumo nero che rendono l’aria irrespirabile. Il più delle volte i turisti chiedono di essere riaccompagnati in Hotel, esausti. Per esperienza personale in sei anni di vita nella medina sono stato investito 4 o 5 volte, non ricordo più. I turisti oggi sono attenti e sensibili al problema dell’ambiente, dei rapporti umani e guarda come vengono trattati i bambini, gli animali ( tasto assai dolente per tutti gli animalisti che arrivano in Marocco) e la situazione igienica di una strada dove passeggiano, ricorda ancora Mohammed. Estorcere il massimo di soldi ai turisti è oramai una regola, a Marrakech più di ogni altro luogo turistico del Paese. Se un Hotel versa una commissione regolare dall’8 al 15 % alle Agenzie di viaggio, la commissione che versa il bazarista o il ristorante agli intermediari  è molto più alta. Nessuna legge impedisce tutto questo, ma questi ultimi, avidi, reclamano la metà del guadagno. Tutto questo a discapito del cliente che infine pagherà il prodotto acquistato il 50% in più del prezzo dovuto. Io consiglio fortemente di acquistare gli eventuali souvenirs all’ Ensemble Artisanal che si trova in Mohhamed V, qualche centinaio di metri dopo la Koutobia. Sono centri presenti in tutte le città turistiche e offrono gli stessi prodotti dei souks a prezzi fissi e corretti, prezzi non tassati di commissioni  e quant’altro. Tutte queste analisi, forti e preoccupanti, esposte dal giornale, non sono segrete all’Ufficio del Turismo, all’Amministrazione della città e ai suoi funzionari, ma nessuno muove alcunché. Ingenuamente pensavo che con il nuovo sindaco donna alla guida della città qualcosa potesse cambiare, a partire dal traffico che rende la città invivibile e pericolosa, ma ad oggi rien a faire!. I turisti oggi sono sicuramente più attenti e esigenti rispetto a  venti anni fa e fortunatamente si difendono meglio. Normale, i turisti hanno cambiato profilo: non sono obbligatoriamente straricchi, fanno economie e cercano di adattare il loro soggiorno ai mezzi che dispongono, evitando anche il superfluo e tutto questo i marocchini non lo capiscono.  L’europeo à considerato da sempre come la grassa vacca da mungere. Gli anni ’80 e ’90 sono da dimenticare con i migliaia di francesi che distribuivano franchi a destra e a manca, tempi da archiviare e i marocchini devono farsene una ragione. E la Brigata Turistica in tutto questo bailame cosa fa?. Secondo il giornale che ha attivato alcune ricerche, in una città grande come Marrakech, con un circuito turistico impressionante , 80 agenti demotivati ( salario mensile di 300 euro circa), senza nessun tipo di formazione e senza mezzi consistenti (6 auto e una quindicina di moto)  come possono compiere al meglio  la loro missione?. Io aggiungo che un dato di fatto reale é  che la microcriminalità é stata pressoché sconfitta e raramente sento parlare di scippi e rapine a carico di turisti, mantenendo fermo il fatto che in certi luoghi come la Place Jemaa el Fna consiglio di tenere gli occhi ben aperti e  la propria borsa sotto controllo (ma questo é d’obbligo anche in ogni città europea).

Diritti Umani

khadija_RYADI_Presidente_AMDH_07In un intervista rilasciata al quotidiano spagnolo ABC, il Presidente dell’AMDH ha indicato che la sua Associazione considera il PJD (Partito della Giustizia e dello Sviluppo) come una minaccia per le libertà individuali. La nuova presidente in carica dell’Associazione marocchina dei Diritti dell’Uomo, Khadija Riyadi, ha stimato che gli islamisti del PJD rappresentano una grave minaccia per il sistema democratico, che faticosamente sta avanzando in Marocco. Rispondendo ad alcune domande sulla sua posizione a riguardo dell’eventuale ascesa al Governo del Pjd ha dichiarato: “Quello che noi contestiamo è la posizione degli islamisti sui Diritti dell’Uomo, le loro posizioni sull’uguaglianza tra l’uomo e la donna, sulla libertà di culto e sui valori e diritti dell’Essere Umano in generale. Gli islamisti rappresentano una minaccia, ma di fatto non sempre abbiamo garanzie del rispetto dei diritti da parte delle altre forze politiche“. Un duro colpo per il Pjd. Una dichiarazione che ha suscitato una profonda riflessione tra gli amici di Saâd Eddine El Othmani. Che una Associazione come l’AMDH annunci le sue paure rispetto ad un partito ritenuto come una minaccia, è un avvenimento che non passerà inosservato. Essere una minaccia per l’uguaglianza tra uomo e donna, significa essere una minaccia per i progetti e le aspirazioni di tutta la società che fà di questa uguaglianza uno degli obiettivi prioritari. Uno sviluppo democratico senza questo equilibrio è un utopia. E la donna marocchina sta cercando di dimostrare che non vuole essere la pedina di un gioco da figurante e che puo’ partecipare attivamente allo sviluppo e alla modernizzazione del Paese. Questo è quello che, probabilmente, fa paura al PJD. Secondo soggetto di preoccupazione per la Sign.a Ryadi è la libertà di culto e dei valori. Il PJD ha assunto una posizione mite su questa questione.amdh_logo Non si sà al momento che cosa pensa sul diritto  dei marocchini di altre religioni a praticare il loro culto. Su questo punto la legge è chiara perchè garantisce questo diritto ( non il diritto pero’ di convertirsi, proibito dalla legge). Ma, una prova tangibile di questo rispetto da parte della classe politica, notoriamente islamista, sarà quella di rivendicare gli stessi diritti sia per i musulmani che per altre religioni monoteiste. Si è già sentito in Parlamento un deputato rivendicare il restauro di alcuni luoghi religiosi cristiani o ebrei che versano in situazioni catastrofiche? No. Sono luoghi che vengono frequentati da marocchini con pieni diritti. Su questo punto la Sign.a Riyadi ha ragione nel non fare dei distinguo tra islamisti e gli altri. Ma, categoricamente dichiara che i primi, a differenza dei secondi, sono una minaccia per le libertà in generale.

Scrivere di Petra..

petraUna sera di qualche mese fa una cagnina randagia, ferita ad una zampa, decise di far suo l’ingresso del Riad dove vivo, per difendersi e proteggersi dagli umani. Cercai di disinfettarle la gamba, acqua e cibo, scondinzolava felice e mi leccava le mani, non credeva che un umano potesse fare tutto questo per lei. Notai che il corpo era ricoperto da ferite superficiali e capii che erano state delle pietre…Parlai molto con lei quella sera, mi ascoltava e con i suoi occhioni già annebbiati dalla cataratta annuiva. Le promisi che appena si fosse ripresa sarei riuscito a caricarla in macchina per portarla nella casa in campagna, lontano dagli incivili. Non volle entrare nel Riad quella sera; si accovacciò di fianco alla porta di ingresso, proteggendosi dietro alla bicicletta parcheggiata contro il muro. Al mattino, verso le 7, uscii per portarle delle crochette e dell’acqua fresca, si era spostata, nel fondo del vicolo. Il selciato intorno a lei era coperto di pietre, grandi pietre, che qualcuno aveva tirato per fargli del male. Petra era sotto choc, non mi riconobbe, mi abbaiò, poi sentendo la mia voce si calmò e potei toccarla. Ogni bambino che passava nella stradina era un trauma, una minaccia. Ero veramente disperato e incazzato..tanto incazzato. cani2Dopo pochi minuti arrivarono due energumeni barbuti del Comune, avvisati da un vicino, che in una frazione di secondo gli cinsero il collo, quasi strozzandola, con un cavo di acciaio. Potete immaginare la mia reazione; a strattoni liberai Petra chiedendo espressamente ai due di andarsene, che mi sarei occupato io di lei. Niente da fare..volevano portarla al canile (mattatoio) e ucciderla. Nel momento stesso che si svolgeva questa diatriba usci dalla porta di fianco un vicino, un poliziotto giovane, sposato con una  bambina. Era stato lui a chiamare l’accalappiacani municipale perché la moglie era terrorizzata dai cani in generale. Quando cercai di spiegargli che Petra era una buona cagnina e che cercava solo di difendersi dalle pietre mi rispose: “ Cosa vuole, sono bambini, devono pure giocare!“. A quella risposta, data da un funzionario 30enne di Polizia non ho risposto, era inutile, anni luce ci separavano. Chiesi di poter prendere il cane ma si rifiutarono e, dopo circa un ora di trattative riusci a farla portare presso una struttura che “avrebbe dovuto“” accogliere cani abbandonati e animali in genere, la SPANA (una farsa!). Ovviamente era chiusa e nessun responsabile (marocchino) era presente al di fuori di una imbecille volontaria inglese; mi rispose che lei no, lei non poteva prendersi la responsabilità di accogliere Petra e che comunque, viste le condizioni del cane, l’avrebbero uccisa.  A quel punto ero esasperato, Petra era chiusa in una gabbia su di un furgone sotto un sole cocente e stava male. Chiesi allora di poter portare la cagnina dal mio veterinario di fiducia per iniziare a curarla e la mia domanda venne accolta, con il poliziotto che annuiva e controllava che l’animale fosse ben guardato.cani Quando arrivai dal Vet ero affranto; i due energumeni mi scortarono sino all’interno dell’ambulatorio e, dopo una buona mezz’ora di trattative, il Vet riuscì a convincerli che io mi sarei preso cura di Petra. I due barbuti se ne andarono non prima di chiedermi dei soldi per tutto quello che avevano fatto….grazie a Lamrani, il Vet, non gli ho uccisi!. Dopo tutte le visite del caso mi consegnò il libretto con le vaccinazioni e Petra sembrava più tranquilla dopo aver visto i tipi andarsene, scodinzolava al mondo, sembrava serena. Gli esami del sangue e le radiografie non rilevarono nulla di importante, quindi si decise che avrei potuto portarla in campagna. Salutandomi il Vet Lamrani mi disse che ero un angelo; gli risposi che no, non ero un angelo, ero una persona civile. Quella sera in campagna Petra era felice, correva nel prato inseguendo i gatti e le farfalle…poi nella notte è morta, una brutta emorragia interna dovuta ad una pietra che aveva leso sicuramente qualche organo interno. cani1Penso che le ultime ore con me siano state felici, e non ha sofferto di questa sua morte perché al mattino la trovai nella cuccia, tranquilla, sembrava dormire. L’ho seppellita sotto il melograno. Tornai nel quartiere e furioso chiesi a tutti quelli che conoscevo di parlare. I fatti: una banda di ragazzini di circa 13/15 anni avevano cercato di lapidarla, per piacere, per gioco, per noia. Petra era anziana, non è riuscita a salvarsi. Io mi sento in colpa per non aver fatto qualcosa di più, perchè quei suoi pochi anni da vivere fossero stati belli e sereni. Fatti del genere accadono quotidianamente a Marrakech, e in Marocco. Vorrei fare qualcosa ma sono solo e mi risulta impossibile. Le strade sono piene di cani randagi, offesi, aggrediti, feriti e maltrattati. Nella zona europea signore chic passeggiano con il loro cagnolino al guinzaglio, magari con gli strass e i fiocchetti..e io penso a loro, ai miei randagi, agli ultimi, ai perdenti. Nell’Islam gli animali sono considerati creature di Dio e hanno il diritto di essere rispettati e trattati con riguardo, ma non è così, tutto è stato travisato, la confusione regna sovrana. La maggiorparte delle persone considera il cane come un animale impuro, se un oggetto viene toccato dall’animale deve essere lavato sette volte, così come le mani. Solo oggi riesco a scrivere di Petra..

Il Profeta Maometto disse: “ C’era in un paese una prostituta; stava sulla porta in attesa di clienti e vide un cane che stava morendo di sete perchè aveva attraversato il deserto. Impietosita entrò in casa, riempi la scarpa d’acqua e la portò all’animale. Iddio perdonòtutti i suoi peccati per questo atto d’amore verso l’animale“.