Ti toglie il fiato quando lo vedi; é immenso, puro, travolgente e unico. Pensi di sognare, non credi ai tuoi occhi e ti guardi intorno per realizzare che non stai sognando. Sto parlando dell’Atlas innevato, che circonda la città di Marrakech, con il suo deserto, le sue palme e il sole brillante. Non esiste palazzo, museo, resort, medersa o quant’altro di cosi’ bello e prezioso. E’ il tesoro di Marrakech, quello vero, che non si nasconde e che non devi pagare per vederlo, é offerto dalla natura spettacolare di questo Paese. La neve é apparsa questa settimana e ti ricorda che sta arrivando l’inverno sulle montagne; spalanchi la finestra e non credi ai tuoi occhi…é arrivata, come ogni anno, sempre puntuale e magica. Cerchi di capire, fartene una ragione (ma come é possibile..a Marrakech ci sono 37 gradi!?…e le palme che grondano datteri!….sono in bermuda e T-shirt!..), cerchi risposte e intanto godi di uno spettacolo unico nel suo genere. Un connubio di caldo, di Africa e le montagne innevate, tutto in un colpo d’occhio, che ti riempie gli occhi e anneghi in un mare di ghiaccio. Marrakech ritrova la sua grazia, la sua bellezza pura, e riesce persino a nascondere le brutture arroganti di certi immobili sorti in questi ultimi anni, strade nate nel deserto, case modeste ma piene di fascino abbattute per fare spazio ad architetture flebili, caricature europee, destinate al suicidio nel tempo che verrà. La stagione più bella di questa città é iniziata e non ci abbandonerà sino a Maggio, quando il sole diventerà una belva feroce e tornerà a ricordarci che siamo in Africa, e le montagne dell’Atlas torneranno ad essere discrete, quasi invisibili. Amo Marrakech circondata dal candore delle neve e striata dal rosa delle sue mura, ancora di più.
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Il monumento più bello!
VIVERE SLOW!
Io in tutto sto can can di finanza, devo essere sincero, ci capisco poco. Ancor grazie che riesco a far quadrare i conti con chi di dovere. E’ sempre stato cosi’..anche quando ero in carriera e negli ultimi periodi ero persino riuscito a capire che le banche, elegantemente, mi prendevano dei bei soldoni. Pero’ era parte del gioco, un gioco che mi stava interessando sempre meno, a dirla tutta. Poi é la mia storia; brillante carriera mandata in fumo in un grande Gruppo, momenti di incertezza sul da farsi, monotonia della provincia che amavo quando non l’avevo, amicizie sbagliate, fiducia donata e mal corrisposta. E all’orizzonte..Marrakech..un altro mondo, un altra vita…altri ritmi e riflessioni. Scopro anche di far parte di una nuova corrente che inizia non dal Partire ma da un diverso atteggiamento. Lo ha coniato lo svedese Jorrgen Larsson, si chiama downshifting. Per il New Oxfors Dictionary questo parolone significa: ” Scambiare una carriera economicamente soddisfacente, ma evidentemente stressante, con uno stile di vita meno faticoso e meno retribuito ma più gratificante“. Voilà, sono io! In parole povere una ragionata decrescita (anche di immagine forse). Sono membro di un Club allora? Io non porto più l’orologio, sicuro, ascolto la voce del muezzin o guardo il sole e sono preciso come un cronografo svizzero famoso (che avevo). Certo é che il cambiamento é stato voluto e volontario, faticosamente cercato e realizzato, quando la mente mi chiedeva un sacco di garanzie che non potevo avere in quei momenti. Lavorare meno, guadagnare meno, altri lo chiamano “voluntary semplicity” (lo letto su un quotidiano americano in questi giorni di crisi nera), semplicità volontaria. Ma quando sei in mezzo alla povera gente non ti viene certo in mente di comprarti il SUV, o le scarpe Paciotti o la cintura Gucci!.
“Prima” cambiavo l’auto una volta all’anno oggi giro in bici nelle strade di Marrakech come un siluro e se ho bisogno per un giorno dell’auto, la nolleggio. Niente assicurazioni, bolli, benzina che aumenta e stress…C’e bisogno di riprender fiato, credere che la vita é anche pensiero non solo fretta, che uscire per impegnare la serata é nevrastenia, che a volte una bella camminata con il cane ti rende molto più sereno che una chiacchera dovuta. Marrakech, con i suoi limiti, mi ha insegnato che la vita é fatta anche di luce, di profumi nell’aria, dei datteri che stanno maturando adesso, che posso permettermi di dire “domani, magari“, di sedermi con le anziane signore della piazza e guardarle mentre ricamano i cappellini, o parlare di spezie e incensi con Hassan, per ore. Dedico il mio tempo a me stesso e a gli altri, questa è la mia ricchezza adesso, i miei “futures”, e non li gioco in borsa.
Credits: wanderinghome/guillame! su flickr.com
Soltanto un Grazie!
Oggi il Blog dovrebbe toccare le 10.000 presenze (in base alle statistiche di wordpress), in soli 110 giorni dalla sua pubblicazione. Soltanto un grazie a tutti voi che mi seguite…io continuero’ il mio percorso di vita insieme a voi postando su questo meraviglioso Paese che é il Marocco (senza pregiudizi, remore o prese di posizione) augurandomi che possa esservi utile. Io lo spero. Una dolce domenica a tutti! Beslama !
























![Gli anni ’30 furono per il grande fotografo Cecil Beaton anni di grande lavoro. Viaggio’ dal Nord Africa alla Spagna, dalla Russia a Palm Beach, passando per Città del Messico. Il lavoro fatto da Beaton in quel decennio rifletterà tutta la sua esperienza e la sua tecnica fotografica. Ritratti di un sempre più vasto campionario [...]](http://myamazighen.files.wordpress.com/2012/02/cecilebeaton.jpg?w=160&h=160)