L’Associazione Bambini nel Deserto ha sede a Modena e si sta prodigando, in giro per il mondo, a fare del bene. Sono arrivato a loro grazie a Daniela, un ospite del Riad Amazighen, e durante una delle nostre lunghe conversazioni, gli raccontai la mia esperienza con l’Association Ramlia. Ero preoccupato perchè mi rendevo conto che senza un aiuto esterno non avremo potuto fare grandi cose…avevo raccolto dei soldi certo..ma erano goccie preziose in un oceano sterminato. L’oasi di Ramlia è situata in pieno deserto e dista 3o km dall’Algeria. Ci vivono circa 40 famiglie più una decina come semi-nomadi. I bambini sono tanti, un centinaio. A Ramlia manca tutto: acqua potabile, luce elettrica, un dispensario per le medicine, una sala per i parti, un collegamento telefonico e molto altro ancora. Quando arrivi ti rendi conto di quanto siano abbandonati e lontani dal mondo. Le donne cucinano il pane in un forno comune cuocendolo sulle pietre. Ho conosciuto Zara, giovane berbera 30enne, con tre piccoli bambini, vedova dall’anno scorso; suo marito, anche lui 30 enne è morto in un incidente di strada mentre cercava di lavorare per sostentare la famiglia. Lei è sola adesso, vive con la madre e i bambini in un tugurio, pero’ sorride sempre e non ti chiede niente. Tutti all’oasi l’aiutano come possono ma è dura per tutti. Il bambino di 4 anni è bellissimo, due occhi verdi smeraldo e un sorriso che ti incanta. Zara mi fa vedere le sue manine che sono coperte di verruche grosse come delle noci e chiede se possiamo fare qualcosa. Noi faremo qualcosa, di sicuro, perchè Zara è sola e i bambini sono sottopeso.L’ospedale dista 120 km dall’oasi di cui una cinquantina su di una pista che non finisce mai; km e km di deserto, dune, cammelli e il silenzio che ti assorda. Il dispensario più vicino è a 30 km, sempre su pista, e solo li’ si trovano le medicine. Se non muori prima. Daniela è una donna forte, coraggiosa, che conosce la sua professione di medico e l’esperienza in Africa l’ha forgiata. Abbiamo lavorato tre giorni sotto un sole cocente, abbiamo cercato il vecchio pozzo dell’acqua che è a 5 km dall’oasi, visionato la struttura per l’Associazione che deve essere terminata e diventare anche un doposcuola, analizzato come e dove intervenire con urgenza, parlato con gli anziani per avere l’autorizzazione. Abbiamo dormito nel deserto, in una tenda su di un materassino, in compagnia di Zaid, che raccontava tutte le storie di Ramlia, sino a notte fonda. E poi 60 km per fare un fax, nel deserto bollente, per poter inviare le richieste in tempo utile e poi ancora…Ero stremato ieri ma con il cuore colmo di gioia e la mente una diaporama senza fine. Sguardi di bambini, donne, giovani e vecchi, con le loro storie, i loro drammi, le loro speranze. Grazie a Bambini nel Deserto non mi sento più impotente davanti a tutti questi problemi, ora so che mi aiuteranno. Tutti voi potete aiutarci, senza spendere un euro. Basta devolvere il 5X1000 dell’Irpef a loro. Sul modello basta indicare il codice fiscale di BND: 94094820365. E’ semplice, e si fà del bene, all’oasi di Ramlia. Il progetto partirà tra un mese, intorno al 20 giugno: acqua potabile, luce elettrica con pannelli solari, la fine dei lavori della sede, l’ambulatorio medico e il dispensario, la sala parto, la copertura telefonica, l’ostello che ospiterà i fuoristradisti e gli avventurieri, che darà lavoro a qualche persona, ecc.. Ci vorrà del tempo ma grazie anche a voi sono sicuro che ci riusciremo. Io sono qui e in tempo reale vi daro’ tutte le informazioni perchè anche Zara e i suoi tre bambini possa avere un futuro. Grazie anche a nome di Bambini nel Deserto ed insieme vi invitiamo a visitare il sito www.bambinineldeserto.org dove troverete tutte le infos per sostenere l’Associazione e i progetti.
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![Gli anni ’30 furono per il grande fotografo Cecil Beaton anni di grande lavoro. Viaggio’ dal Nord Africa alla Spagna, dalla Russia a Palm Beach, passando per Città del Messico. Il lavoro fatto da Beaton in quel decennio rifletterà tutta la sua esperienza e la sua tecnica fotografica. Ritratti di un sempre più vasto campionario [...]](http://myamazighen.files.wordpress.com/2012/02/cecilebeaton.jpg?w=160&h=160)
18 novembre 2008 at 12:16 pm
Buongiorno Paolo, ormai il tuo blog mi sostituisce la lettura del giornale quotidiano…dato che sarò a MK fra un mese,preferisco contribuire in loco all’Ass.Ramlia…da come ne parli ,Zaid potrebbe aiutare anche me in un prossimo futuro,sempre che lo voglia…nell’attesa continuo a tenermi informata attraverso le tue notizie…grazie Tina
18 novembre 2008 at 1:25 pm
Grazie Tina, davvero…è un progetto che mi sta molto a cuore ed ho promesso a Zaid che faro’ il possibile per aiutarlo..Grazie..Zaid é disponibile per i Tours, con tutti…lavora per me ma la sua attività é aperta al mercato, a nzi, benvengano nuovi clienti….. A presto….
22 novembre 2008 at 12:50 pm
ciao paolo anche a me ha colpito questoprogetto.saro’ in marocco tra un mese.
22 novembre 2008 at 2:34 pm
Bene, se vuoi ne parleremo….grazie…..a presto allora!
23 febbraio 2009 at 6:08 pm
Salve, sto preparando un viaggio in moto per il Marocco partenza 19 Settembre, saremo in tre, due Italiani ed un nostro amico Marocchino di Chechaouèn. Ho letto di Ramlia , della associazione, del tuo impegno. Io sono un agronomo, l’altro amico titolare di una agenzia di viaggi, Amin è un assicuratore. Arriveremo a Ramlia se tutto va bene verso il 25 Settembre. Dimmi di cosa hai bisogno. Ricorda che viaggiamo in moto.
23 febbraio 2009 at 6:42 pm
Ciao Enrico, al momento non servono cose di tipo pratico( medicine, quaderni, stilo ecc..). Stiamo realizzando dei progetti come la costruzione del laboratorio per la fabbricazione di tappeti ecc… comunque ti lascio il n. di Zaid..il tuo amico Amin puo’ parlare con lui e chiedere eventualmente di qualche emergenza..Grazie, siete molto gentili e altruisti…tante persone come voi..io sto organizzando una equipe di medici e infermieri che ogni due mesi, dall’Italia, saranno al villaggio per i vaccini ecc.tutto questo grazie a Daniela, una dottoressa italiana che è stata ospite del mio Riad….
Zaid 00212 62708077
31 maggio 2009 at 2:42 am
Ciao Paolo!
Finalmente eccomi approdare sul tuo blog!
Mi presento, sono Alessandra, una volontaria di Bambini nel Deserto, e sto collaborando al progetto di Ramlia insieme a Paolo e Daniela e altri volontari.
Lo spunto a scrivere me lo ha dato Enrico, perché come leggo la parola agronomo mi brillano gli occhi… gli agronomi sono preziosi in paesi come questo, dove le conoscenze agricole sono molto limitate (ma c’è un grande desiderio di sapere di più), e l’acqua una risorsa preziosa non sempre ben gestita.
Enrico, se vuoi mettiti in contatto con noi!
1 giugno 2009 at 8:22 am
Benevenuta Ale…grazie e rigrazie per la collaborazione che state dando a Ramlia…fantastico progetto…Enrico mi aveva contattato tempo fà e non ho + avuto sui notizie dopo la partenza… se non riceviamo segnali ho cmq la sua email che ti passero’….. felice giornata…
26 novembre 2009 at 6:29 pm
Amo il Marocco, enormemente, …..ho vissuto esperienze indimenticabili in qs terra…..
ora vorrei poter “restituire”……
Da qualke tempo cerco ass.di volontariato e…..per caso sono capitata su qs sito….
vorrei potermi mettere in contatto con l’associazione.
GRAZIE anticipatamente
26 novembre 2009 at 6:41 pm
Elena ciao e benvenuta….capitata direi a fagiolo…. passo la tua email ad Alessandra la capo progetti di Bambini nel Deserto…ti darà tutte le informazioni del caso… grazie a te e a presto…..
26 novembre 2009 at 7:22 pm
molte grazie………….a presto
17 giugno 2010 at 6:30 pm
Ciao a tutti, se avete bisogno d’una mano, sono pronta ad aiutarvi.
cordialmente.
5 gennaio 2011 at 6:19 pm
Sono appena tornato da Ramlia, ho vissuto due giorni nella tenda, sono diventato amico di quella straordinaria persona che è Zaid,ho visto la miseria,quella vera.
Quello che non ho visto assolutamente è la solidarietà ,nessun segno,nessuna fatiscente scuola,ne energia elettrica, tantomeno pannelli solari,ho saputo che hanno ricevuto solo briciole di quel grande progetto di cui si parla. Perciò per cortesia abbiamo quantomeno rispetto della loro povertà, evitando di sfruttare anche quella.
9 gennaio 2011 at 9:30 pm
Severino ciao….credo che Zaid ti abbia raccontato cose non vere..lui non è più parte della Associazione Ramila (chiedititi il perchè). Io so e ho visto un dispensario nuovo, costruito, con due camere con bagno, fornito di pannelli solari e medicinali, oltre a diversi pc. Un infermiere è stipendiato per dispensare i medicinali a chi ne ha bisogno e rende conto a BnD. Abbiamo censito in quattro giorni 125 bambini, vaccinati, pesati e curati oltre ad un supporto di una ginecologa che ha aiutato alcune ostetriche a capire e spiegare nuove tecniche. Io al momento mi sto occupando di Guellmin quindi non sto seguendo il progetto…dal 28 erano presenti a Ramlia una decina di finanziatorii toscani del progetto, che si sono fermati un paio di giorni laggiù. Non parlare di rispetto se non conosci le cose e ascolti solo una campana. Personalmente ho cercato di salvare una bambina di 6 anni che nessuno se ne stava occupando (neppure Zaid che ha studiato e usa internet) e nessuno ne segnalava la gravità. Abbiamo trasportato la bimba a Merzouga e poi in autoambulanza sino a Rabat dove dei chirurghi da noi avvisati la stavano aspettando per un delicato intervento alla testa. Purtroppo la bambina non ce la fatta grazie anche al lassismo di certi personaggi che l’hanno lasciata a morire su di un pavimento senza, ripêto, senza, avvisare nessuno di noi..Ultima cosa non parlare di miseria…parla di povertà..la miseria, quella non mangi e non bevi, la sto vivendo qui in Mauritania e in Mali e in seguito nel Burkina..quella non è miseria ti ripeto, è povertà, ma è molto diverso…Grazie.