Ritratto: i veri “Quasi Amici”

Insieme, fumano hascich  “che arriva direttamente dal Marocco“», sgommano  a 200 km orari sull’autostrada e si divertono un mondo a disprezzare le leggi e le convenzioni. Per dieci anni, Philippe Pozzo di Borgo, un ricco aristocratico tetraplegico e Abdel Sellou, suo ausiliare di vita, hanno vissuto una quotidianità unica e irripetibile. Tutto era contro i due: classe sociale, abitudini culturali e quant’altro, ma sono diventati amici. La loro storia, pazza e mai banale, ha ispirato il regista Eric Tolédano e Olivier Nakache ha realizzare il film Intoccabili (in Italia Quasi Amici), una commedia confortante, mai lacrimevole o stucchevole. Con François Cluzet e la rivelazione Omar Sy, questo lungo-metraggio, nelle sale ora, è uno dei più grandi successi nella storia del cinema francese.  Grazie anche al Marocco. La vera storia è questa: nato da una ricca famiglia corsa, Philippe Pozzo di Borgo (di ovvie origini italiane), è stato direttore di una grande società di produzione vinicole (champagne); una vita lussuosa e divertente, sino a quando la fortuna gli volta le spalle. Nel 1993, un incidente di parapendio lo rende tetraplegico: paralisi totale dai piedi alle spalle. Chiuso nella sua dimora parigina soffre di una profonda depressione. È  Abdel Sellou (Driss nel film), suo assistente domiciliare improvvisato, che grazie alla sua spontaneità e il suo modo di trattare l’handicap del datore di lavoro, riesce a far rivivere il borghese Philippe. Sedotto dal lusso che mai aveva avvicinato, Abdel si abitua alla nuova vita e al nuovo lavoro molto velocemente. “Vide in me una cassaforte, l’amicizia è arrivata in seguito”, racconta divertito Philippe Pozzo di Borgo. Amicizia che li porterà sino in Marocco, dove i loro cammini si separeranno, dopo un decennio di divertimenti, di avventure, di momenti rudi che si raccontano nel film. I due compari sbarcarono a Marrakech nell’inverno del 2003, dopo un estate canicolare, dove Philippe decise in seguito di restarci. Non arrivarono per l’haschich, non era necessario andare così lontano per questo, ma per il clima secco dell’inverno marrakchi. L’uomo ritrova poi una piccola parte della sua infanzia essendo vissuto in Marocco quando il padre si occupava di petrolio, nel 1960. Il sole di Marrakech aiuta il fisico di Philippe ma snerva il fido Abdel, che finirà al commissariato di polizia dopo una rissa con un guardiano di parking. I due compari partono poi per un viaggio a Saïda, dove Abdel incontra Amal, una receptionist d’hôtel che diventerà in seguito sua moglie. Oggi, la coppia vive in Algeria, la terra natale di Abdel, dove il giovane è diventato imprenditore, aprendo un allevamento industriale di polli. In quanto a Philippe, ha sposato Khadija, una gerente di riads della medina di Marrakech,  e vivono felici ad Essaouira.  Nel suo piccolo paradiso, una casa di campagna, Philippe ha ospitato l’equipe del film, prima della riprese. François Cluzet si è recato a Essaouira per osservare da vicino l’uomo che sarebbe diventato il soggetto del suo film, apprezzando l’umorismo sarcastico del tetraplegico.  Alla presentazione del film, Philippe ha condiviso il tono leggero con il quale il film abborda il dramma; un approccio che l’aveva sedotto quando il regista presentò il suo progetto. “Sdrammatizzare gli handicap, è una buona cosa”, spiega, cosciente del fatto che per lui “è stato facile, avendo a disposizione dei mezzi finanziari”.  I registi, ha dichiarato Philippe, hanno adattato la storia, ma è rimasta vera la complicità, l’amicizia. Certi aneddoti sono attenuati o modificati, come la scena del film in cui Omar Sy prende per il collo un vicino di casa in un parcheggio vietato (in realtà Abdel si prese due pugni dal vicino che lo fecero sanguinare non poco).  Altre scene sono esagerate, come quella con la prostituta che gli massaggia le orecchie, la sola zona erogena rimasta sensibile. “In quella scena hanno aggiunto un po’ di cose, esagerando. Ma comunque provate con le orecchie!”, consiglia Philippe.  Dopo l’uscita del film, Philippe Pozzo di Borgo è diventato una star. I media internazionali gli rendono visita a Essaouira per intervistarlo e in compagnia di François Cluzet è stato inviatato all’ultimo  Festival Internazionale  del Film di Marrakech dove si è visto passare sul tappeto rosso, senza imbarazzi o pregiudizi, rientrando poi velocemente a Essaouira per raggiungere i suoi due figli. Bella storia in cui il Marocco entra di prepotenza nella vita di due “quasi amici“, dividendoli ma lasciando ricordi indelebili per entrambi e la promessa di non dimenticarsi mai.

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