Questo servizio fotografico è uscito nelle pagine di Vogue Italia qualche mese fa. Non mi stanco di guardarlo. La tecnica e la bravura della fotografa sono eccezionali. La bellezza africana, da sempre rappresenta, più o meno velatamente, la sessualità, la felinità, il mistero, l’ambiguità, la classe e il glamour più totale. The Black Allure. Qui sono raggruppate le più belle Veneri Nere del momento, dirette e fotografate in maniera esemplare dalla Summerton.
“La colpa è quella di essere maghrebino”, dixit l’avvocato Jaques Vergès, “questo è il vero crimine di Omar Raddad”. “Omar m’a tuer” (Omar mi ha uccisa), film che ritorna sull’affaire del giardiniere accusato di omicidio ai danni della sua titolare, una ricca ereditiera, Ghislane Marchal, è il secondo film di Roschdy Zem. Le prime immagini del lungometraggio, in sala dal 23 giugno, traspirano febbrilità. Un uomo gioca in un Casinó, esita davanti alla somma che sta per puntare perchè, pare, siano i suoi ultimi soldi. Più tardi viene arrestato, in un tranquillo pomeriggio estivo. Il giardiniere marocchino di Ghislane Marchal venne interpellato il 25 giugno 1991 per l’omicidio nella villa di Mougins (sud della Francia).Omar m’a tuer, frase scritta con il sangue della vittima sulla porta della cantina,dove venne ritrovato il corpo di Mme Marchal, accusò implacabilmente l’individuo interpellato dalla polizia. Omar Raddad venne condannato il 27 giugno per omicidio volontario e trasferito nel penitenziario di Grasse. La Corte Criminale delle Alpes-Marittimes lo condannò a 18 anni di prigione. Dopo una grazia parziale accordata dall’anziano presidente Chirac il 17 marzo 1996, il giardiniere marocchino venne liberato il 4 settembre 1998, dopo sette anni di detenzione. Ma la giustizia francese rifiutò la revisione del processo nel 2002, richiesta a gran voce da Omar. “Perchè io?” (Pourquoi moi?) di Omar Raddad, libro scritto in collaborazione con Sylvie Lotiron (Edizione di Seuil) è lo scenario attinto dal film. Il calvario giudiziario vissuto da Omar, interpretato dal bravissimo Sami Bouajila, è messo in parallelo con la contro-inchiesta che effettuò Pierre Emmanuelle Vaugrenard, alias Denis Podalydès nel film. Il giornalista, persuaso dell’innocenza di Omar Raddad, iniziò a Nizza una contro-inchiesta nel 1994. Il regista Roschdy Zem sottolinea bene nel film il tourbillon nel quale si imbarca il giardiniere che non parla francese. Sarà un compagno di cella ha fare da interprete ad Omar in prigione, insegnandoli a leggere e a scrivere. Il film evidenzia le contraddizioni e le insufficienze della giustizia francese. Molte zone d’ombra sono ancora oggi rimaste senza risposte e incriminando il giardiniere, la giustizia francese pareggiò i conti con un opinione pubblica che pressava e voleva un assassino velocemente. Perchè, ad esempio, i medici legali hanno modificato la data della morte di Mme Marchal? Perchè le più normali investigazioni scientifiche, che avrebbero potuto confermare o scagionare Omar, non vennero effettuate? L’avvocato Vergès indico’ più volte nella sua difesa che le impronte della vittima non vennero comparate con quelle che si trovavano sulla scritta di sangue impressa sul legno. Altra mancanza, secono la difesa, le impronte sul bastone di legno che è stato all’origine dei quattro colpi mortali, oltre ai 13 colpi all’arma bianca ricevuti dalla vittima, impronte che non vennero comparate con quelle di Omar. “Omar m’a tuer” non si pronuncia sulla colpevolezza o meno del suo eroe, ma vuole dimostrare che tutte le piste non vennero esplorate dalla giustizia francese. E’ una storia vera, la storia di Omar, ma non è ancora finita. Ai suoi bambini Omar Raddad confida la speranza che questo film servirà alla storia. Rachid Bouchareb, che è all’origine del progetto, Roschdy Zem e Sami Bouajila, già splendidi attori in Indigènes, hanno dimostrato che possono influenzare la storia giudiziaria della Francia. Il Tribunale di Grasse ha chiesto il 9 marzo scorso ad un pool di esperti di stabilire il profilo genetico (DNA) che si troverebbe sui resti della Marchal e che non corrisponde a quello del giardiniere Omar. Questo profilo sarà poi inserito nella banca dati nazionale delle impronte genetiche per poter risalire a chi appartiene. Una tappa nella richiesta di riabilitazione che Omar Raddad chiede a viva voce dal giorno della sua liberazione.
L’attesa e discussa riforma costituzionale, se approvata, porrà fine al fenomeno della transumanza politica e dell’impunità parlamentare, molto in voga in Marocco. C’è da dire che questa triste tendenza a cambiare partito politico in corso di mandato e a destabilizzato cosi’ l’emisfero del Parlamento imbrogliando i giochi, ha toccato qui i livelli più alti. L’esempio più eclatante è quello fornito dal PAM, nella figura di Fouad Ali El Himma, che l’indomani delle legislative 2007 diventa, appena fondata, la seconda formazione politica con 55 deputati la cui maggioranza l’aveva raggiunto “on the road” da altri partiti! In virtù della nuova Costituzione tutto questo non potrà più accadere e i deputati che ci proveranno saranno automaicamente privati del loro mandatoelettorale. Anche se non opteranno per un altra formazione preferendo restare liberi, la sanzione sarà la stessa. Ecco dunque una misura che farà ordine nei ranghi del Parlamento dopo un lungo periodo di derive che hanno destabilizzato numerose formazioni. Altra misura importante, è quella della fine dell’immunità accordata agli eletti della nazione, che era servita a coprire delle personalità poco raccomandabili, il cui solo oggetto era di presentarsi alle elezioni e beneficiare di questa famosa impunità (tutto il mondo è paese, ne sappiamo qualcosa anche noi italiani!). La nuova Costituzione, nel suo articolo 64, mette fine a questa permessività generosa che stipulava quanto segue: “Nessun membro del Parlamento potrà essere perseguito o ricercato, arrestato, detenuto o giudicato, fatto salvo il caso di opinioni espresse contro la monarchia, la religione musulmana e al rispetto del re”. Con la nuova Costituzione avrà fine tutto questo e molti parlamentari implicati in affari poco chiari saranno nel mirino della giustizia (sono circa 30 i politici in Parlamento ad oggi che godono di questa impunità). Questa nuova legge farà si che tanti loschi personaggi non si presenteranno più alle legislative future cercando cosi’ di scampare alla legge, in quanto non avranno più l’ombrello immunitario a proteggerli. E’ il Parlamento marocchino sarà più pulito. O almeno si spera!
Le false/vere rivelazioni, sarà la magistratura francese ad appurarlo, dell’ex ministro francese Luc Ferry hanno messo in luce l’angolo buio (che tanto buio non era) della Ville Rouge : la presenza sempre più visibile di una prostituzione che non si nasconde più… Cercare informazioni sulla prostituzione a Marrakech, non è un esercizio difficile: è ad ogni angolo di strada. Nei Caffè, nei ristoranti, nelle discoteche, nei souks, impossibile non relazionarsi con questo fenomeno che ha conosciuto negli ultimi anni un inflazione sensibile. Souad ha 40 anni, è un marocchino espatriato che vive la maggiorparte del suo tempo in Francia. Incontrato a Marrakech non si fa scrupoli a parlare disinvoltamente su questo tema: “Io sono di Meknès, e vengo a Marrakech per vendere appartamenti che ho comprato qualche anno fa. Sono rimasto basito quando ho visto cosa succede qui. Un cliente di un paese del Golfo è arrivato al mio Hôtel con due giovani ragazze marocchine, hanno preso tre camere, vicino alla mia, ed ho inteso il lor vai e vieni durante la notte. E’ stato insopportabile, e sono andato a bussare alla porta del signore: l’ho trovato insieme alle due ragazze completamente nudi, in piena azione! Marrakech non è più come qualche anno fa. Sono molto deluso da questa evoluzione!”. Paul invece è un francese installatosi a Marrakech da qualche anno, è un giovane pensionato di 50 anni: “Ho lasciato la Francia per venire a vivere a Marrakech ed aprire una pizzeria. Ho venduto la mia casa a Nizza, ho acquistato un appartamento e aperto l’attività. Qui si possono trovare cose che in Francia non si trovano: il sole, e le ragazze facili… Anche se si è obbligati a pagare. Questa è la regola dei giochi: tutto è moneta sonante”. Ragazze…ma non solo. Amine è un giovane omosessuale di 26 anni che si sposta in varie città su richiesta : ” La prostituzione maschile è un fenomeno molto presente a Marrakech. La più parte dei ragazzi che hanno un aspetto sexy non lavorano, si fanno mantenere dagli stranieri, uomini e donne, di una certa età, che non potrebbero vivere questo genere di avventure nei loro paesi d’origine. Un giovane uomo ha la scelta di lavorare duro per uno stipendio misero o festeggiare tutte le sere guadagnando molti soldi..per molti la tentazione è forte!”. Sulla terrazza di un Caffè dell’avenue Mohammed V, Samia, una giovane studentessa in management, 23enne, originaria di Casablanca. Lei descrive senza ipocrisie il suo stile di vita: “Itempi sono duri, i miei genitori non possono aiutarmi finanziariamente a studiare ed io ho voglia di divertirmi e di avere un giorno un buon lavoro. Ma devo provvedere a me stessa per poter restare all’Università. I miei clienti sono a volte dei marocchini e a volte stranieri..preferisco pero’ lavorare con gli stranieri, pagano meglio!”. Le cause conclamate della prostituzione sono evidenti: confronto brutale tra i diversi livelli sociali, molto evidenti, una popolazione in maggioranza povera, e gli stranieri, residenti o turisti, che sono proporzionalmente molto ricchi. Il contrasto è fonte di forti tentazioni, alle quali è facile cedere quando le barriere famigliari o sociali sono eliminate. L’oscuro “affaire” di prostituzione (minorile in questo caso, condannabile a priori!) evocato da Luc Ferry su Canal+ non ha sconvolto più di tanto gli abitanti di Marrakech, consci del fenomeno che si spande a macchia d’olio nella loro città, difficile da arginare o fermare. Ovviamente, aggiungo io, bisogna fare un netto distinguo tra la pedofilia e la prostituzione di ragazzi e ragazze maggiorenni, che scelgono giocoforza o per ambizioni personali un alternativa per poter gestirsi uno stile di vita oltre le loro possibillità. La pedofila, sempre e comunque condannabile, va perseguita e punita dalle Autorità, tenendo ben presente che oltre l’80% dei casi segnalati sono da imputare a violenze domestiche, padri, zii, nonni e fratelli che violentano bambini e bambine, quindi gli stranieri sono una minima parte dello sconvolgente fenomeno, purtroppo mondialmente diffuso. Senza parlare poi dell’usanza, ben radicata in Marocco, dei matrimoni conminorenni; anche questa è pedofilia, legalizzata dalla religione.
Il Riad Golfame è un privilegio. Una dimora antica che i suoi proprietari italiani hanno voluto aprire ai viaggiatori del mondo, per un week-end o per una settimana, assaporando uno stile di vita unico e irripetibile...Paolo vi aspetta per farvi conoscere la vera Marrakech medioevale, con tutti i comforts e il savoir-faire del Riad Golfame....Riad Marrakech
Mondo antico, dall'Europa all'Africa, storia di terre e uomini del passato.
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