Archivio Mensile: aprile 2011

Attentato a Marrakech: Prime immagini della visita di SAR Mohammed VI

Marrakech – ore 17.30 -Prime immagini della visita di SAR Mohammed VI al Caffè Argana e a diversi ospedali della città dove si trovano i feriti dell’attentato.


Marrakech: Il Re Mohammed VI in visita sul luogo dell’attentato.

Il re Mohammed VI è in visita oggi a a Marrakech e per l’occasione importanti dispositivi di sicurezza sono stati approntati, due giorni dopo l’attentato che ha causato la morte di 16 morti di cui 11 stranieri, al Caffè Argana della Place Jeema el Fna. La visita non è stata confermata ufficialmente ma secondo alcune fonti di sicurezza, dovrebbe arrivare nel tardo pomeriggio per incontrare i feriti ospedalizzati e probabilmente si recherà sulla Place Jemaa el Fna, simbolo del turismo marocchino e luogo dell’attentato. Questa mattina centinaia di poliziotti hanno esplorato da cima a fondo la piazza oltre all’ospedale Ibn-Tofai e i souks della medina storica. Sulla Place (cosi’ chiamata da tutti i marriakchi), molte corone di fiori sono state deposte ai piedi delle transenne davanti al Caffè Argana, in omaggio alle 16 vittime dell’attentato. Quttrodici feriti di cui quattro in prognosi riservata sono ricoverati persso l’ospedale Ibn-Tofai e all’ospedale militare di Marrakech. Sette altri feriti hanno potuto essere dimessi e quattro sono stati evacuati, dietro loro espressa richiesta, verso i loro paesi di origine per essere ricoverati: due in Russia e due in Svizzera. Da giovedi’, giorno dell’attentato, il re Mohammed ha richiesto a gran voce un inchiesta rapida e trasparente tenendo informata l’opinione pubblica sugli sviluppi. 


Tahar Ben Jelloun: l’attentato a Marrakech è un colpo di pugnale nella schiena del Marocco.

Per lo scrittore Tahar Ben Jelloun, l’attento omicida di Marrakech è ” orribile, odioso, ed è un colpo di pugnale nella schiena del Marocco (…), un paese che è entrato in un era di riforme”, ha dichiarato venerdi’ scorso a Rabat durante un intervista all”AFP. “Qui tutti sono scandalizzati da questo attentato che ha colpito un luogo simbolo e mitico, un attentato che  è stato organizzato per uccidere dei marocchini e degli stranieri”, ha aggiunto lo scrittore fassi’. “Al momento nessuno ha rivendicato l’attacco e non voglio accusare nessuno, ma posso pensare che si tratta di un  attentato di Al Qaeda per dare un immagine terribile dei marocchini nel momento in cui i popoli arabi si battono per la loro libertà”, ha sottolinato Tahar Ben Jelloun.  Nella lunga intervista lo scrittore, conosciuto  e tradotto anche in Italia afferma che “questo genere di attentato ha come obiettivo quello di destabilizzare politicamente il paese”. Vi ricordo che lo scrittore marocchino, oggi 66enne, venne inviato in gioventù in un campo disciplinare dopo alcune manifestazioni studentesche a cui partecipo’ nel 1965, manifestazioni che chiedevano più democrazia e libertà nel Marocco dell’epoca, governato dal padre dell’attuale re. Il Marocco non ha altre risorse che i fosfati e il turismo, e “quando si vuole uccidere un paese si distrugge la sua economia, questo è quello che hanno cercato di fare con questo attentato”. Poi un accorato appello affinchè “i turisti continuino ad arrivare in Marocco ed  amare questo splendido paese, ospitale e cosmopolita”. “Ci sono degli islamisti nel Parlamento marocchino che hanno scelto la via democratica, altri più radicali esistono ma nessuna di queste correnti vuole questo genere di violenze”, ha ricordato lo scrittore, vincitore tra l’altro del Premio Goncourt 1997, che oggi vive tra la Francia e il Marocco, autore di numerosi best-seller che hanno come protagonista il Marocco e il suo popolo.

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8 Maggio: Marcia Nazionale contro il Terrorismo a Marrakech

Molte Associazioni e semplici cittadini sconvolti dall’attentato al Caffè Argana si sono riuniti spontaneamente giovedi’ sera per una veglia di preghiera e di ricordo, scandendo slogans contro il terrorismo. I coordinatori del Movimento 20 Febbraio hanno inviatato le diverse Associazioni della società civile a manifestare il loro cordoglio verso le vittime accendendo delle candele e deponendo fiori sul luogo dell’attacco. Ma per i giovani del Movimento questo non basta ancora e da venerdi’ hanno iniziato a contattare i coordinatori del Movimento di tutto il Marocco, le Associazioni dei Diritti dell’Uomo nelle diverse province e regioni del reame, le rappresentanze politiche del paese, per organizzare una grande marcia nazionale il prossimo 8 maggio a Marrakech. Questa marcia, ne sono certo certo, raccoglierà a se centinaia di migliaia di persone, come avvenne dopo gli attentati di  Casablanca, nel 2003, dove parteciparono 2 milioni e mezzo di marocchini, scandendo il motto “Non toccate il mio Paese”. In memoria della vittime e dei famigliari del Caffè Argana, per dire NO al terrorismo. Io ci saro’.


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