Archivio Mensile: marzo 2011

L’Arabish, la scrittura araba del Web.

Per scansare la sorveglianza della polizia, i giovani internauti arabi comunicano a volte per mezzo di un linguaggio composto da lettere latine e da cifre. Ingegnoso. Sabah al-khayr (Buongiorno) si scrive  ”9aba7 2l5air“. Con questo linguaggio codificato migliaia di giovani arabi trasmettono i loro messaggi e parole d’ordine con il telefono portatile, blogs e altri canali sociali. Ribatezzato “arabizi”, “arabish”, “aralish” o ancora “canto arabo”, secondo gli usi e i dialetti, o ancora “franco-arabo”, se sono francofoni, questa scrittura è composta da una serie di lettere latine e da cifre, ed è stata creta spontaneamente dalla generazione digitale rivelandosi poi molto efficace per deviare i controlli delle autorità. I numeri sono usati per trascrivere dei fenomeni arabi con o senza equivalenti nell’alfabeto latino (il “ayn”, senza equivalenti, è trascritto con un 3, che assomiglia morfologicamente allo scritto in arabo di ayn). Alla base di questo fenomeno, una ragione pratica: la maggioranza dei telefoni cellulari e degli ordinatori utilizzano l’alfabeto latino e siti come Facebook o Twitter non riconoscono che da poco i caratteri arabi. Questo metodo di espressione deve il suo successo anche alla sua adattazione alla conversazione scritta. Molti internauti sono dell’idea che tutto cio’ permette di chattare come si parla, esprimere le proprie emozioni con  delle esclamazioni, che non potrebbero essere trascritte in arabo classico. Da qui l’arabish (contrazione di arab e di english), che in linea di massima si usa per corti messagi (twitter), qualche frase al massimo, mentre i testi più importanti si redigono in arabo, in francese e inglese. Traspare in questo linguaggio codificato un simbolo di resistenza: l’arabo tradizionale è assimilato dai giovani alla lingua del potere. L’arabish è anche un dialetto sociale, lo slang di una generazione che condivide un orizzonte globalizzato e la volontà di emanciparsi dai codici tradizionali. I pubblicitari, sempre pronti a recepire le nuove tendenze, stanno impiegando sempre di più questa scrittura per fidelizzare la gioventù araba. Recentemente,la compagnia telefonica saudita Mobily, ha lanciato una campagna pubblicitaria per promuovere una linea prepagata chiamandola 7ala ( per hala “piacevole al gusto, zuccherato, dolce). Pero’ questa pratica purtroppo non è appannagio solo dei giovani branchée: il forum djiadista Al-Qal3ah (La Cittadella), ospita la propaganda dell’anziano capo di Al-Qaïda in Irak, Abou Moussab al-Zarqaoui. Trasversalità politica, moda, fenomeno di massa o semplicemente un nuovo modo di comunicare, che riduce i tempi di scrittura e riformula nuovi bisogni, tecnologici e estetico-sociali.

 


Il re sulla luna…era il 1953..

Ogni popolo ha le sue credenze (gli italiani tantissime lo sappiamo) e i suoi miti. Ad esempio,  le due religioni monoteiste oltre all’Islam, giurano che Mosè divise le acque del mar Rosso per permettere agli ebrei di fuggire alla tirannia del Faraone, e più vicino ai nostri giorni, tantissime persone giurano di  aver visto esseri alieni, quasi sempre verdi. Bugie interessate, allucinazioni singole o collettive, tutto è possibile con gli esseri umani. Una delle più grandi visioni della storia, è quella del re Mohammed V, in sella ad un cavallo bianco a spasso sulla luna, sotto lo sguardo meravigliato dei suoi sudditi. Era il 1953, è pare che tutto il Marocco l’abbia visto55 anni più tardi il settimanale Tel Quel ha trovato un testimone, un certo Bouchaïd Raiq, che ha confermato l’informazione.  “Ero sul luogo dell’avvenimento, in place Bousbir a Casablanca. Allora ero un 18enne. Tutto di un colpo abbiamo guardato la luna e il sultano Mohammed V era visibile. L’ho visto, tutta la gente lo ha visto a Casablanca, il Marocco intero lo ha visto”.  In quel periodo, per protestare contro l’esilio del re in Madagascar, i nazionalisti avevano elaborato uno stratagemma per disturbare i francesi che occupavano quello che si chiamava allora il Califfato. Lo storico Mustapha Bouaziz, dell’Università di Casablanca, ha spiegato il presunto fenomeno, sempre sulle pagine di Tel Quel. “I marocchini hanno visto il Sultano sulla luna, è un fatto. I nazionalisti marocchini hanno ripreso una idea geniale di Otto Von Bismark, riunificatore della nazione tedesca alla fine del XIX° secolo. Il principio è semplice, provato scientificamente: si tratta del fenomeno di persistenza retinica.Tecnicamente, i nazionalisti, hanno stampato delle foto del sultano e le hanno distribuite al popolo con delle istruzioni chiare: “Osservate il ritratto qualche minuto e poi guardate la luna”. L’illusione ottica ha fatto il resto“. Illusione o no,  è stata la più grande manifestazione allucinatoria di tutta la storia dell’umanità.  Dopo, alcuni spiriti benpensanti, per paura di una ridicolizzazione in toto del Marocco, misero questa visione notturna sotto il conto della vendita libera della cannabis, in quell’epoca prodotta in quantità ragionevole. Altri, alzando le spalle, spiegarono questa burla collettiva con la percentuale realmente astronomica di analfabeti presenti negli anni ’50 tra la popolazione. Morale: non è possibile pensare che quando i francesi hanno appreso, nel 1953, questa storia del re sulla luna, abbiano velocemente pensato di dare l’indipendenza al Marocco? Infine, Mohammed V sulla luna, senza combinazioni spaziali e 16 anni prima dell’americano Armstrong, non era  già una ottima ragione per cui i francesi se ne andassero  e lasciassero libero (sempre troppo tardi però’) il più bel paese del mondo, il Marocco.

Credit: Tel Quel – Demainonline


Ora Legale in Marocco

L’ora legale in Marocco sarà ripristinata sabato 2 aprile alle 24.00, lo ha indicato una fonte responsabile del Ministero della Modernizzazione dei settori pubblici. Il ritorno all’ora solare avverrà domenica 31 luglio 2011 alla mezzanotte, questo per favorire un minore tempo di luce durante il Ramadan, che quest’anno cadrà nel mese di agosto. Un progetto – decreto è stato elaborato su questo soggetto (sempre complicato in Marocco) e verrà presentato alla prossima riunione del Consiglio del Governo. Dal 3 aprile dunque la differenza oraria tra l’Italia e il Marocco sarà nuovamente di -1 h.


Turismo in Marocco: la “Visione 2020″.

Se ne parla da tempo, si analizza, si argomenta e si critica, il testo integrale della “Vison 2010” che non è ancora stato reso noto al pubblico. Fonti vicine al Ministero del Turismo confermano che sarà pronto entro un paio di settimane. Se la “Vison 2010″ ha creato una rottura con la messa in opera di una strategia  impulsiva, la “Vison 2020″ si posiziona in una logica di consolidamento. L’obiettivo è di far entrare il Marocco nelle Top 20 delle destinazioni mondiali,  oggi al 26° posto nel ranking internazionale. Per realizzare questo ambizioso e prezioso progetto, il Marocco dovrà far emergere progressivamente, nel corso del decennio iniziato, sei nuove destinazioni turistiche  per  stabilizzare la crescita dei due poli già esistenti: Marrakech e Agadir.  La nuova filosofia  e di iscrivere il settore in un quadro “ripensato e nuovo”, fondato su tre assi portanti: una politica di ridistribuzione territoriale dell’offerta turistica, una nuova struttura di governance e una spinta integrata allo sviluppo sostenibile. La ridistribuzione territoriale è stata pensata per diversificare l’offerta turistica. In effetti, sulle 1.500 risorse turistiche identificate come le più appetibili, soltanto 350 sono parzialmente valorizzate. Per questo motivo saranno creati otto territori che presenteranno una coerenza turistica, attrazione e una massa critica necessaria in termini di capacità  di alloggiamento, attività turistiche  e servizi aerei. Ogni destinazione sarà dotata di una propria strategia che offrirà un esperienza unica ma  complementare alle altre. Il Ministero del Turismo conta entro fine mese di stabilire alcune concertazioni con le regioni amministrative alfine di attivare dei piani di azione regionali, con l’obiettivo di fornire dei “contratti regionali” che dovranno essere firmati entro fine anno.  La “Vison 2020″ prevede la messa in opera di una nuova architettura istituzionale che consacrerà la trasversalità del settore, oltre alla creazione di una istanza nazionale di pilotaggio, “L’Alta Autorità del Turismo” che riunirà lo Stato, le Regioni e il settore privato. Questa istanza si appoggerà alle Agenzie di Sviluppo del Turismo (ADT) che saranno create negli otto nuovi territori. Il Consiglio regionale del Turismo (CRT) e i Consigli Provinciali del Turismo (CPT) saranno progressivamente sostituiti dagli ADT. Queste agenzie elaboreranno dei contratti di performances pluriannuali che saranno validati dall’Alta Autorità del Turismo. La legge relativa alla creazione di queste agenzie sarà  legiferata entro l’anno in corso e le agenzie saranno sviluppate gradatamente nell’arco di tre anni.  Nel settore dello sviluppo sostenibile, l’analisi dei livelli di densità turistica di ogni destinazione ha permesso di fissare un solo limite per evitare il degrado dell’ecosistema e un impatto negativo sulle comunità locali. Una première nel settore turistico in Marocco. Nel contempo, una commissione allo “Sviluppo Sostenibile” pubblico/privato sarà creata in seno all’Alta Autorità, alfine di spingere ad una dinamica di sviluppo sostenibile e di assicurare il suo scopo. Altra novità, una stella “verde” sarà aggiunta alla classificazione hôtelier per distinguerli dagli altri.

Il ministro del Turismo, Yasser Zenagui

Questo permetterà di avere un appoggio specifico dall’OMT in termini di promozione e distribuzione del prodotto.  Un dispositivo strategico di accompagnamento sarà previsto per diversificare l’offerta turistica. Durante i decenni passati, gli investimenti turistici erano concentrati sulle capacità hôteliers a discapito dell’animazione e del piacere. Oggi, queste attività non rappresentano che il 7% del valore  aggiunto e il 6% dell’impiego nel settore turistico, contro un 35% del settore hôtelier. Allo stesso tempo, le infrastrutture di accoglienza  dei grandi avvenimenti internazionali sono insufficienti, e il bisogno di posti letto “nazionali” non sono coperti che per un 10%. Da qui la messa in opera dei sei programmi strutturanti. Primo, la costruzione di una offerta balneare competitiva con risonanza internazionale, che consiste nel portare a termine le differenti stazioni lanciate e l’estensione di certi progetti strutturanti intrapresi nel corso degli ultimi anni, tra cui la Plage Blanche. Nello stesso quadro di azioni è previsto lo sviluppo di nuovi resorts, ad esempio Aghroud, a nord di Agadir. Nel programma relativo al Patrimonio e Eredità, alcuni monumenti storici del paese saranno riabilitati e riconvertiti, preservando la loro identità architetturale. Una società di rivalorizzazione turistica del patrimonio sarà creata per trasformare kasbah, ksour, granai, ecc.. in alberghi di alto standing. La realizzazione dei grandi musei  classificati  a livello internazionale sono nel progetto. Per ora, due grandi lanci sono previsti: il Museo dell’Africa a Tangeri eil Museo della Storia del Marocco a Méknes. Gli altri programmi, per chiudere l’ampio cerco, saranno: animazione, sport e piacere, sviluppo sosteniblie, turismo di nicchia a forte valore aggiunto e il piano Biladi (per il turismo interno). La concretizzazione degli obiettivi implica la formazione di 132.000 giovani da qui al 2020. Ogni territorio turistico avrà la sua propria scuola d’eccellenza. Quella di Marrakech, che sarà creata in patnerariato con la prestigiosa scuola  di Losanna, aprirà le sue porte entro il 2012.   Il budget previsto è di 117 miliardi per questa “Vision 2020″, di cui 32 miliardi  devoluti dallo Stato, in parte per finanziare la promozione, la formazione e il sostegno all’investimento, e in parte per alimentare un fondo di sviluppo turistico di 15 miliardi di DH. La parte più ingente sarà a carico dei privati e per il solo settore hôteliers  necessiteranno finanziamenti nell’ordine dei 100 miliardi di DH. Altr novità importante: per sostenere l’investimento turistico e orientarlo verso i territori meno sviluppati o emergenti, lo Stato sosterrà i primi investimenti che tengono conto del livello di rischio recepito dagli investitori per ogni territorio e ogni tipo di prodotto. Il livello dell sostegno varierà con un minimo del 10% sull’investimento globale dei progetti.  Obiettivi ambiziosi. La strategia elencata dovrà doppiare la capacità degli alberghi turistici con la costruzione di 200.000 nuovi posti letto, di cui 16.000 hôteliers e 4.000 residenze immobiliarie di promozione turistica. Al termine, 20 milioni di turisti saranno attesi sul territorio marocchino. Cifre da far girare la testa. Per fare questo il Marocco conta di doppiare la sua parte di mercato sui principali mercati europei tradizionali e attirare un milione di turisti dei nuovi mercati emergenti (Cina, India, Russia). L’idea è anche quella di triplicare il numero dei viaggi cosidetti domestici (turisti marocchini) con l’obiettivo di democratizzare il turismo nazionale. Tutto questo consacrerà il mercato del turismo come prima industria del paese con la creazione di 470.000 nuovi posti di lavoro sull’insieme del territorio, che diventeranno al termine del decennio oltre un milione di nuovi dipendenti. Il fatturato turistico atteso sarà pari a 140 miliardi di DH nel 2020, con una somma accumulata sul decennio prossimo di 1.000 miliardi , oltre al  doppio di fatturato accumulato nel decennio precedente. Il PIL nazionale crescerà di due punti percentuale per  ricevere oltre 150 miliardi contro i 60 miliardi di oggi. Grandi aspettative dunque su questa visone 2020, che creerà benessere per tante famiglie marocchine e potrà accogliere i turisti con una plus rispetto agli standard attuali.

Credits: La Vie éco, L’Economist, AuFait du Maroc 

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