Archivio Mensile: ottobre 2010

El-Jadida declassata dall’Unesco.

La Deauville marocchina, El-Jadida, con le sue lunghe coste brumose e la sua apertura sull’incantevole Atlantico, con la sua posizione privilegiata di città turistica per eccellenza, con le sue spiagge dolci e dorate, inganna il viaggiatore nascondendo nel suo interno monumenti e architetture che sono un vero patrimonio del Marocco. Ovunque si passeggi di scoprono le tracce di una storia ricca e diversificata; gioielli architettonici come il Teatro Municipale, la Banca del Marocco, la Posta principale, la Cisterna portoghese, il Castello rosso e il palazzo El Cohen, per citarne solo alcuni. Purtroppo un numero imprecisato di questi edifici storici sono sul punto di crollare e non riserbano che pochi tratti di quella magnificenza che fu. Basta cercare il faro di Sidi Bouafi, l’Hôtel Marhaba, o ancora il vecchio municipio e la splendida chiesa dell’Assunzione. Tutti questi capolavori sono in uno stato di deterioramento importante e nessuno grida allo scandalo o si muove per costituire associazioni o semplicemente protestare con i governatori. Il mutismo della società civile e choccante: perchè non recriminare le tante e troppe promesse fatte dai responsabili e puntualmente mai avveratesi? Non ci stupisce se la spettacolare Cisterna portoghese, Patrimonio Mondiale dell’Umanità, sia stata declassata dall’Unesco a causa del non rispetto delle clausole previste dalle condizioni. Molte opere di antiche maestranze locali  che ornavano il Municipo o la Camera del Commercio e dell’Industria sono andate distrutte, tante rubate ad opera di ignoti ladri collezionisti. Come si spiega oggi la sparizione di numerose tele che erano schedate nell’inventario comunale? Un evidenza: la ricchezza artistica che disponeva la città ha subito durante gli anni una vera e propria emoraggia incoraggiata dalla passività e dal silenzio complice dell’insieme degli eletti e dei responsabili che si sono succeduti nelle cariche municipali. Un altro esempio edificante che regala l’immagine di un disastro e quello delle sculture nel parco Mohammed V che sono state inserite nell’anno 2000 con il contributo di Ahlam Lemseffer, R.Jacquier, El Aadi, ecc.. Molte di loro sono state usurate dal tempo e altre prese di mira dai vandali e quelle che resistono continuano a subire l’affronto dell’ignoranza, del lassismo e dell’abbandono. Chi salverà i monumenti storici e i capolavori della Deauville marocchina che sono in pericolo?  Tuttavia non sono solo i capolavori della città in pericolo ma anche l’anima, la storia e il patrimonio di questa splendida città in via di degrado annunciato, a causa del solito ritornello politico “non c’è budget, attendiamo, Inshalla!”. Se non si daranno il via ai lavori richiesti di manutenzione ordinaria e straordinaria di questo patrimonio la tragedia sarà imminente e senza ritorno. Un tesoro inestimabile che è inaccettabile dilapidare inconsciamente perchè sarà un crimine contro tutta l’umanità. I signori della politica che hanno applicato lo status del “lasciare andare” priveranno tutti, anche i loro figli, delle bellezze di questi monumenti storici e ci si dovrà accontentare di vedere queste opere, un giorno non lontano, sulle vecchie cartoline postali. I responsabili della città devono creare, ed è l’unica soluzione, un museo regionale alfine di preservare al meglio il patrimonio ancora esistente. El-Jadida oggi, ha realmente bisogno di un museo con norme internazionali che permettano di salvaguardare le ricchezze locali. Negli anni ’80 l’allora consiglio municipale della città voto’ all’unanimità per approvare il progetto di questo museo. Ma, poco a poco, la creazione venne relegata all’oblio. Visitatela El -Jadida, è una città splendida, romantica, con un fascino di altri tempi, ne vale comunque la pena avventurarsi nella sua medina, camminare lungo i suoi muri carichi di storia, sfiorare i suoi portoni portoghesi incastonati nella pietra o semplicemente passeggiare sul suo lungomare che in questa stagione è pressochè deserto, rivivendo storie antiche di antiche battaglie, di naufragi, di ammutinamenti, o semplicemente storie d’amore.

Edifici in grave pericolo:

Faro di Sidi Bouafi – Hôtel Marhaba - Municipio - Teatro municipale – Palazzo Cohen – Cisterna portoghese – Chiesa dell’Assunzione – Sculture del parco Mohammed V


La Velha Chica

Dulce Pontes è parte integrante della mia vita da quando conobbi “O primerio Canto“, un album che mi ha fatto scoprire il fascino incredibile della sua voce. “O primerio Canto” credo sia l’album più bello e completo tra tutti quelli di Dulce Ponte, un lavoro che è costato tre anni di fatiche e di ricerche, di studio, di approfondimento che hanno reso la voce e lo stile della musicista portoghese ancora più personale e unica. Accanto a lei ci sono personaggi musicali del suo livello, come il sassofonista Wayne Shorter, la cantante Maria Joao, l’incredibile percussionista indiano Trilok Gurtu, Waldemar Bastos, insieme per un viaggio musicale che non conosce confini. Pochi album hanno la forza emotiva, la ricchezza musicale, la potenza evocativa di questo. Un gioiello di passione e sentimento cantato in una lingua, il portoghese, che nelle sue mani diventa uno straordinario esperanto del cuore. Oggi vi regalo una canzone che amo profondamente, mi commuove e mi fa pensare alle tristi realtà del mondo, alla sofferenza, alle ingiustizie della politica, al chiasso ostinato di certe regole, all’immane abisso in cui è sprofondato l’essere umano. Velha Chica“, del grande musicista angolano Waldemar Bastos, uomo che ha conosciuto bene la violenza, la repressione, l’esilio dall’Angola e l’omicidio del figlio José Alfonso. E’ una storia triste, umanamente toccante e vibrante, ho provato a tradurla e spero sia comprensibile. Felice week-end, sognando la bellezza e allontando per il tempo di una canzone le volgarità del Mondo.

 

La Vecchia Chica

Un tempo la vecchia Chica
vendeva cola e zenzero
e poi, di pomeriggio, lavava i vestiti
per un padrone importante,
e noi i bimbi della scuola
chiedevamo a nonna Chica
qual era la ragione di quella povertà,
di quella nostra sofferenza.
“Zitto, bimbo, non parlare di politica,
non parlare di politica, non parlare di politica”.

Eppure la vecchia Chica, avvolta nei pensieri,
lei la sapeva, ma non la diceva, la ragione di quella sofferenza.
“Zitto, bimbo, non parlare di politica,
non parlare di politica, non parlare di politica”.

Il tempo passò e la vecchia Chica divenne solo più vecchia,
tutto ciò che riuscì a costruire era una capanna, col tetto di zinco,
col tetto di zinco.
“Zitto, bimbo, non parlare di politica, non parlare di politica”.

Ma chi vede adesso
il volto di quella signora, di quella signora,
vede solo rughe di dolore, di dolore, di dolore!
E tutto ciò che lei dice, ora è:
“Sai bimbo, quando morirò, voglio vedere l’Angola vivere in pace!
Sai bimbo, quando morirò voglio vedere l’Angola e il Mondo in Pace!”.


Un the nel deserto…


Bunga Bunga…conosci…comprendi…Paolo!

Ho acquistato un jellaba, di quelli lunghi sino ai piedi, con un cappuccio enorme che quando ti copri il capo arriva sino alla punta del naso. Per nascondermi. Da ieri è iniziato lo stillicidio, l’Inferno. Appena metto i piedi in strada, nel mio quartiere e nei vari souks della medina dove in molti mi conoscono, è un susseguirsi di “Bunga Bunga…conosci…comprendi…Paolo!” Ed  io che cerco di evitare il discorso, chiedo i prezzi delle varie mercanzie, guardo in aria con gli occhi rivolti al cielo, fingo di non sapere. Ci voleva solo questa davvero; Abdellahrim, il ragazzo della passamaneria, un attore nato, mi ha mimato il Bunga Bunga..nel suo bugigattolo di 10 mq2, stipato di oggetti e di lane, un metro uno dall’altro, con fuori un gruppo di svedesi che guardavano attoniti la scena pensando ad una trattativa sessuale! Volevo scappare, nascondermi, rendermi invisibile. Ma io mi chiedo Cavaliere, con tutte le belle ragazze europee, asiatiche, sud-africane, sud-americane, cinesi,  con una marocchina e pure minorenne!! Ma non sa che vivo qui? Che devo (contro la mia volontà) difenderla? Arrampicandomi sugli specchi intarsiati di pietre e ossi di cammello della medina? Non è più vivere con sto’ Bunga Bunga, che ho finalmente capito cosa vuol dire (ne avrei fatto a meno!, io lo conoscevo come Katanga!). Adesso devo uscire, il nuovo jellaba nero è pronto, dopo sei anni di vita in Marocco scopriro’ cosa significa indossare un jellaba per nascondermi dagli sguardi ironici e graffianti dei marocchini, preparandomi a rispondere, se mi riconosceranno, all’ennesima domanda tormentone marocchina: “ma l’Audi era proprio vera?”.

Sotto la traduzione di un articolo apparso ieri su La Vie éco, quotidiano nazionale.

Il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi si ritrova ancora una volta nel cuore di uno scandalo sessuale. Già indagato per frode fiscale, Silvio Berlusconi è oggi nel cuore di uno scandalo che implica una minorenne. Karima  El Mahroug, alias Ruby, una marocchina di 17 anni, ha dichiarato di aver partecipato ad alcune serate nella villa milanese di Berlusconi. Ascoltata dalla polizia nel maggio scorso, Ruby ha dichiarato di essere stata presentata a Silvio Berlusconi quando aveva 16 anni. Karima ha dichiarato inoltre alla polizia di essere stata invitata, in compagnia di altre ragazze tra cui alcune escort-girls, nella residenza privata di Berlusconi in diverse occasioni. Ella afferma di  aver assistito, senza prendervi parte, ad un rituale sessuale, il “Bunga Bunga“. Secondo il settimanale francese “Le Point”, il “Bunga Bunga” era stato insegnato a Berlusconi da Mohammed Khadafi. Infine, Ruby, ha ricevuto da parte del capo del Governo italiano, una cifra di 150.000 euro in regali vari e in meno di tre mesi. La ragazza ha confermato di non aver avuto rapporti sessuali con il presidente ed ha ammesso di aver mentito sull’età. Davanti a questi elementi e le dichiarazioni di Karima, la giustizia italiana ha deciso di aprire un fascicolo per “incitazione alla prostituzione“. Silvio Berlusconi probabilmente non sarà indagato e le indagini si concentrano piuttosto sui alcuni amici: Dario Mora (n.d.r scorretto il nome che è Lele) e Emilio Fede, direttore del TG4, uno dei canali televisi di Mediaset, l’impero televisivo di Silvio Berlusconi, oltre a Nicole Minetti, igienista dentale di Berlusconi. Non è la prima volta che Berlusconi entra nella cronaca per degli affari che riguardano la moralità. Nell’aprile 2009 aveva partecipato all’anniversario di Noemi Letizia, 18enne, che era stata omaggiata con un collier di diamanti. Dopo questo fatto, Veronica Lario, sposa di Silvio Berlusconi, ha chiesto ed ottenuto il divorzio. La Lario ha dichiarato alla stampa che suo marito “è un uomo malato” e che “frequenta delle minorenni“. L’opposizione è passata all’attacco ma l’entourage di Berlusconi dichiara che si tratta di una montatura della sinistra e difende il cavaliere da questo scandalo.


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