Archivio Mensile: gennaio 2009

Jardin’Art 2009

giardinifieraLa città di Marrakech accoglierà dal 10 al 12 aprile 2009 la terza edizione di Jardin’Art, il Festival dell’arte del giardino organizzato dal mensile “Jardin du Maroc, Jardin du monde“. L’obbiettivo di questa edizione è di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’arte del giardino nella cultura, la protezione, l‘ambiente e l’ecoturismo. Il programma prevede diverse locations sparse nella Ville Rouge tra cui la grande spianata di Menara dove saranno esposti alcuni giardini creati da paesaggisti del Marocco, Spagna e Italia. Sempre nello stesso luogo sarà presente un villaggio per la vendita ed esposizione di piante, un salone professionale del giardino e dell’ambiente con tutte le innovazioni in materia di giardini e protezione, e alcuni giardini creati da dieci scuole della città, che parteciperanno ad un concorso a premi. Ai giardini Aârst Moulay Abdesslem e Harti sono in programma concerti di musica e un esposizione di fotografia  sui giardini. Una tavola rotonda sul tema “Giardini e ecoturismo” si svolgerà ai giardini Fondazione Denise Masson. Nella medina di Marrakech sarà visibile una esposizione dal titolo: “Giardini del Marocco, Storia e Arte del Vivere” ed infine al Palais Souleimane un concerto lirico con Suzanne Graham. Durante tutta la durata del Festival sono previste delle visite guidate ai giardini pubblici di Marrakech e nella sua regione, proiezione di films sui giardini, un incontro con gli allevatori ornitologici della città e diversi Ateliers sul tema dei giardini e della protezione dell’ambiente, destinati ai giardinirosebambini e animati da paesaggisti, artisti ed educatori, per sensibilizzare i più piccoli al rispetto per la natura e all’ambiente. Se siete appassionati di giardini mettete in agenda una visita alla Ville Rouge in questi giorni, qui sarà primavera inoltrata e la città vi accoglierà con un tripudio di fiori ovunque, lungo i suoi boulevard, nei suoi giardini e nelle campagne circostanti.

www.jardindumaroc.com

festival@jardindumaroc.com


Foto del giorno..

No Comment!
No Comment!

Rakkas:il postino d’Antan..

postinoIl servizio postale ufficiale marocchino non esisteva ancora ma la gente si arrangiava come poteva e grazie al Rakkas le missive venivano inviate in tutto il Paese. Il Bollettino Filatelico del 1912 descriveva questo servizio cosi’: “Il solo e migliore mezzo per far pervenire una missiva all’interno del Marocco, è ancora il coscienzioso Corriere a piedi. Conosce tutti i cammini e i sentieri del Paese che sono impraticabili per i cavalieri, glissando tutti con superiorità“. Nelle sue corse per monti e vallate il Rakkas si fermavano lo stretto necessario per riposare qualche ora e mangiare spartanamente un po’ di cibo. Le lettere venivano portate in un piccolo sacco di cuoio appeso al collo e tra le mani un lungo bastone di circa un metro. Il corriere era generalmente vestito con capi poveri; a volte era proprietario di un paio di sandali che sospendeva preziosamente al collo con un cordone, durante la sua marcia, per non sciuparli. Questo era anche il Marocco, d’altri tempi.


Le Porte di Marrakech.

mura3La Medina di Marrakech è interamente circondata da 19 km di mura con 18 accessi, le porte o Bab, che sovente adottano la forma religiosa del Mihrab. La muraglia originale venne edficata dall’almoravide Ali Ben Youssef, al debutto del XII° secolo, per proteggere la città dagli attacchi nemici. Le tracce almoravidi delle mure sono state distrutte in tutta la parte sud. Le mura sono costruite interamente in pisé, una tecnica secolare messa a punto nella antica Phrygie nel VII° secolo A.C.,  che prevede sabbia, terra, calce,  paglia e pigmenti naturali, per renderle del colore che tutti conoscono: il rouge Marrakech. mura1Malgrado l’aspetto fragile, la longevità di queste costruzioni è eccezzionale, se si calcola che la parte di mura di origine almoravide è datata oltre i 900 anni. L’antica Bab Fès (porta di Fès), diventata Bab Khemis (porta del giovedi’), come quella di Bab Debbagh (porta dei conciatori), sono situate nella parte nord-est della cintura muraria, tutte di epoca almoravide. Le tracce finali di tutta la cinta muraria sono state definite intorno al XVIII° secolo. Dopo questa data furono regolarmente restaurate e attualmente i lavori di recupero sono concentrati nella zona di Bab Aîlen Bab Doukala si apre a nord-ovest, sulla antica strada che portava a Doukkala, dal nome della popolazione che oggi si è stabilità nella piana situata nell’ntroterra di El-Jadida. La porta del gioved’, Bab Khemis, è circondata da due imponenti bastioni destinati a proteggere il principale accesso sul nord-est della Medina e si apre su di una spianata che si anima il giovedi’ con un grande souk.mura5 La leggenda locale racconta che i ventagli di cui è dotata la porta sono stati importati dall’Andalusia da un sultano. Bab Ed-Debbagh è formata da cinque “gomiti” che difendevano l’ingresso alla città, donando l’accesso al quartiere dei conciatori. Oggi i conciatori, a causa dell’odore forte dovuto alla concia e alla necessità di avere acqua in abbondanza, si sono trasferiti all’esterno della Medina, in prossimità del fiume Issil. Al loro posto si sono installati gli artigiani del cuoio. La pelletteria di Marrakech è una tradizione ancestrale dalla reputazione internazionale. Qui è chiamata “maroquinerie” e l’origine del suo nome proviene da “Maroc“, anticamente attribuito a Marrakech. Nel periodo rinascimentale, in Europa, era fortemente richiesta per le sue qualità. Malgrado l’avvento di concerie industriali si puo’ ancora vedere, nella zona di Bab El- Debbagh, i metodi tradizionali sia del trattamento delle pelli che del lavoro artigianale del cuoio. Bab Aylen è la porta che ricorda dove gli Almohadi vennero battuti, nel 1129, quando tentarono di impradonirsi di Marrakech. mura2La porta fu edificata tre anni dopo la sanguinosa battaglia, nello stesso periodo della costruzione delle mura volute dagli almoravidi, sotto il regno di Ali Ben Youssef; mura che impedirono agli almohadi di entrare nella città. Questa porta ha conservato il suo nome di origini berbere. La porta di Bab Aghmat prende il nome di una borgata, anticamente capoluogo di regione della valle di Ourika. Da questa porta penetrarono gli almohadi nel 1147, affamando la popolazione e grazie anche al lassismo di alcuni mercenari cristiani scoraggiati dal loro capo, Abd el-Moumen, che aveva promesso loro la salvezza. Davanti a Bab Aghmat si trova la Zaouia di Sidi Youssef Ben Ali, un santo, lebbroso (vedi anche alle Cat.Marrakech – I sette Santi di Marrakech) morto nel 1196, la cui tomba continua ad attirare migliaia di fedeli. Dietro al più grande cimitero di Marrakech si trova Bab Ahmar, la porta rossa, battezzata dagli Alaouiti nel XVIII° secolo. Esclusivamente costruita per il sultano quando si recava a Palazzo, questa porta permette oggi, quando il Re non soggiorna a Marrakech, di accedere alla piazza del Mèchouar.mura9 Il Palazzo Reale, costruito dagli Almohadi nel XII° secolo, venne restaurato nel XVI° secolo dai Saaditi, poi ancora dagli Alaouiti nel XVII° secolo. Il Mechouar, la piazza d’armi interiore, conduce direttamente ai giardini di Lagdal e al grande Mechouar dove, nella seconda metà del XVIII° secolo e nel XIX° secolo venivano organizzate feste e ricevimenti grandiosi. Su questa immensa piazza d’armi, i migliori cavalieri partecipavano alle spettacolari Fantasie organizzate in occasione dei Moussem (feste religiose). Dopo Bab Ighli, situata al termine del grande Mechouar, il tour delle mura conduce a Bab Ksiba e poi a Bab Er-Rob (porta del succo d’uva). Questa porta almohade rivesti’ un importante ruolo difensivo perchè collegava la Medina alla Kasbah (quartiere fortificato). Yacoub El-Mansour aveva proibito che il succo d’uva passito (una sorta di vino cotto in voga all’epoca) venisse introdotto a Marrakech da un altra porta, per poter controllare il traffico del prezioso nettare. mura7E’ sugli archi di Bab Er-Robb che il sultano merinide Abou Thabit fece esporre, nel 1308, seicento teste mozzate di rivoltosi. Oggi la porta è ancora in parte murata e ospita un negozio di ceramiche. Nel bel mezzo del cimitero vicino, si eleva Bab Ech-Charia, la porta edificata nel XII° secolo dagli Almohadi, seguita poi, sull’asse della lunga strada verso Menara, da Bab El-Jedid. A qualche metro da questa porta si trova, in fase di restauro da circa 5 anni, il prestigioso Hotel La Mamounia. Per visitare le mura e le relative porte d’accesso alla Medina antica vi consiglio un tour sui calessi trainati dai cavalli che stazionano davanti alla Koutoubia. Un tour completo dura circa 2 ore e si puo’ chiedere al conducente di stazionare qualche minuto davanti alle porte per poterle visitare a piedi. I prezzi sono segnalati all’interno dei calessi e  sono fissi, fatto salvo la vostra eventuale maestria nel mercanteggiare un prezzo più basso. Ma ne vale la pena, specialmente se farete questo tour al tramonto, quando il sole scende e trasforma le mura di Marrakech in un elemento vivo, malleabile, a volte violento e sicuramente trascinante. Ripercorrerete momenti di storia affascinante, capitoli interi lunghi secoli dove, senza pietà, alcune delle più cruente lotte intestine e fraticide furono commesse, in nome di una città: Marrakech, la Ville Rouge.


Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 54 other followers