Inserito da: Paolo | Luglio 26, 2008

La Kafala: non grata alla UE.

La Kafala, procedura di presa in carico di un bambino abbandonato, non é riconosciuta dai Paesi europei come una adozione a tutti gli effetti di legge. Il risultato e che i Visa per i bambini adottati sotto la Kafala non vengono quasi più concessi ai genitori adottivi. E’ con una certa apprensione che Myriem e suo marito Driss attendono un appuntamento al Consolato dell’Italia a Casablanca. Questa coppia di marocchini residente da dodici anni in Italia ha adottato un bambino abbandonato in un orfanotrofio di Casablanca, secondo le procedure della kafala. Giuridicamente corrisponde alla presa in carico di un minore ma non come un adozione nel senso stretto del termine: il bambino non potrà avere il cognome dei genitori adottivi né pretendere una parte della loro eredità. Il risultato di questa vicenda e che non sono certi che il piccolo Rayane potrà accompagnarli nel loro paese di residenza, l’Italia. Un ombra giuridica che da qualche anno é all’origine del rifiuto di Visa di ingresso a bambini adottivi marocchini. Nel  2007 il Consolato italiano ha rifiutato di accordare un  Visa al figlio di una coppia marocchina-italiana. “I genitori hanno assolto tutte le procedure e il tribunale marocchino ha loro concesso la Kafala, ma al momento della loro partenza verso l’Italia sono stati obbligati a lasciare il piccolo in Marocco“, ha dichiarato indignato un rappresentante dell’Associazione Amici Bambini, ONG per la protezione dell’infanzia abbandonata italiana. Da qualche anno  l’Italia dimostra una rigidità senza precedenti verso i bambini della Kafala. L’ultimo di questi é partito verso l’Italia nel 2003. Dopo nessun Visa é stato accordato. L‘Ambasciata italiana spiega che questa severità é dovuta ai casi di frode che si sono moltiplicati negli ultimi anni. Molti MRE (Marocchini residenti all’Estero) hanno usato la Kafala per far entrare nel Paese ospitante membri della famiglia senza i requisiti necessari. Nel resto della UE la situazione non é cosi’ rigida ma l’indurimento é percettibile comunque. Solo in Spagna e in Svizzera fanno eccezione con delle procedure di rimpatrio molto comode. L’Ambasciata di Francia commenta la Kafala dichiarando che é una “delega di autorità parentale” e non certamente una adozione che resta proibità dal codice del diritto marocchino e quindi il risultato é che la concessione di un Visa ad un bambino adottato in Marocco deve tenere conto del “potere di apprezzamento” del Consolato. In Francia , più che in altri parti d’Europa, considerato l’enorme numero di marocchini residenti presenti, si é formata una lobby per portare la Kafala allo status di adozione. Ci ha messo lo zampino pero’ il rapporto Colombani pubblicato nel marzo scorso. In questo documento l’anziano presidente e direttore del giornale “Le Monde” ha assimilato la Kafala ad un ricongiungimento familiare, risolvendo cosi’ tutte le problematiche dell‘immigrazione e dei ricongiungimenti senza i requisiti richiesti dalla legge. Come dice il proverbio, l’inferno é sovente pavimentato con le buone intenzioni… La legge marocchina non ha mai pensato di rivedere la legge sulla Kafala, per farla evolvere in una adozione vera e propria. Poco prima del suo decesso, Hassan II si era fermamente opposto ad una domanda dello Stato francese di riscrittura della legge rispondendo che l’Islam aveva già chiuso su questa questione. Vero é che la religione non é cosi’ chiusa e arrancata sulle sue posizioni come si immagina. Soheib Benckeikh, anziano mufti di Marsiglia spiega che il Corano permette ai genitori di donare il loro cognome ai bambini adottati sotto la Kafala. All’epoca del Profeta questa regola era chiamata Al Walae, diretta in primis agli schiavi che non essendo riconosciuti potevano ereditare il nome del loro padrone benemerito. Pertando una ijtihad é posssibile in materia di Kafala. Effettivamente, in Marocco, i bambini adottivi possono avere il cognome dei genitori ma questa pratica é realizzabile a titolo eccezionale e sotto il rigido controllo  del Ministero degli Interni. Bisognerà forse attendere una nuova rivoluzione del Codice della famiglia perché questa procedura si generalizzi? A SAR Mohammed VI l’arduo compito.

Font: Tel Quel - Hadia Lamlili


Risposte

  1. ho losteso problema e no loso cosa fare avendo una bambina al marocco

  2. Salam Aicha, grosso problema il tuo…la cosa più brutta è il non potere avere tua figlia vicino….forza e coraggio….vedrai che anche la politica troverà una soluzione presto….Hai parlato con l’Ambasciata Italiana in Marocco? Cosa ti hanno detto? Il ricongiungimento familiare non è accettato? Fammi sapere……Beslama…

  3. sono ines una ragazza marocchina desidero da tanto tempo adottare un bambino del mio stesso paese ma educarlo e crescerlo come un fratellino.so ke la scelta non e facile ma sono tanta ansiosa di sapere che documento richiede e quanto tempo richiede.aspetto una risposta.grazie


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